Passo San Antonio in moto tra Cadore e Comelico

22 aprile 2026

Strada innevata al passo San Antonio. Albergo e ristorante con cucina casalinga. Case di montagna e pini.

Indice

Tra Auronzo di Cadore e Padola c’è un valico che merita più attenzione di quanto suggerisca la sua fama discreta. Il Passo San Antonio, conosciuto anche come Passo del Zovo, offre un itinerario in moto breve ma tecnico, con panorami dolomitici, curve strette e collegamenti interessanti verso Comelico, Sesto e San Candido.

Un valico compatto che può diventare una splendida giornata in moto

  • Quota di circa 1.476 metri sul livello del mare.
  • Collega Auronzo di Cadore e Padola attraverso la provinciale 532.
  • La tratta completa misura circa 13,4 chilometri.
  • La salita da Padola è lunga circa 4,1 chilometri, con pendenza media intorno al 6,6%.
  • È più adatto a chi cerca guida tecnica e paesaggio che velocità elevata.

Strada innevata al Passo San Antonio, con un albergo e un cartello che indica

Dove si trova e perché vale il viaggio

Il valico si trova in provincia di Belluno, tra il Cadore e il Comelico. La strada provinciale 532 parte dalla zona di Auronzo di Cadore e raggiunge Padola, collegandosi alla strada statale 52 Carnica. Sulla segnaletica e sulle mappe può comparire anche il nome Passo del Zovo, motivo per cui è facile confonderlo con un itinerario diverso.

La quota non è paragonabile a quella dei grandi passi dolomitici, ma proprio questa è una delle sue qualità. L’accesso è relativamente semplice e il percorso può essere inserito in un giro più ampio senza trasformare la giornata in una maratona. Io lo considero un ottimo passaggio di raccordo quando si vuole unire il lago di Santa Caterina, Auronzo, il Comelico e l’area di San Candido.

Il paesaggio cambia gradualmente. Dal lato di Auronzo si sale tra boschi e pendii più chiusi, mentre avvicinandosi a Padola l’ambiente si apre verso le montagne del Comelico. Non aspettarti una lunga sequenza di tornanti spettacolari come sullo Stelvio: qui il fascino sta nella dimensione raccolta e poco dispersiva del percorso.

Com’è la strada per chi viaggia in moto

La SP 532 è una strada alpina asfaltata, con un tracciato che richiede attenzione soprattutto nelle curve cieche, nei tratti ombreggiati e negli incroci con auto o veicoli più ingombranti. Non la affronterei come una pista: la carreggiata e la visibilità possono cambiare rapidamente, mentre il traffico locale e i ciclisti impongono un ritmo ragionato.

Dal lato di Padola la salita è breve ma abbastanza intensa. I dati disponibili indicano circa 4,1 chilometri di ascesa, un dislivello di circa 263 metri, una pendenza media del 6,6% e punte oltre il 12%. Per una moto moderna non è un problema meccanico, ma la combinazione di pendenza, tornanti e fondo potenzialmente umido richiede una guida pulita.

Elemento Indicazione utile
Quota del valico Circa 1.476 metri
Strada principale SP 532 del Passo di Sant’Antonio
Sviluppo complessivo della provinciale Circa 13,4 chilometri
Salita da Padola Circa 4,1 chilometri
Pendenza media da Padola Circa 6,6%

Il punto più delicato non è la potenza della moto, ma la gestione della traiettoria. Tengo una velocità che mi permetta di fermarmi nello spazio visibile, evito di tagliare la mezzeria e lascio sempre margine in uscita di curva. Sono accorgimenti semplici, ma su una provinciale di montagna fanno una differenza enorme.

Il miglior itinerario ad anello tra Cadore e Comelico

Il valico rende di più se inserito in un giro circolare. Una proposta equilibrata parte da Auronzo di Cadore, sale verso il passo, scende a Padola e prosegue sulla SS 52 verso Passo Monte Croce di Comelico e Sesto. Da qui si può rientrare verso Auronzo oppure allungare il percorso fino a San Candido e Dobbiaco.

  1. Partenza da Auronzo di Cadore e controllo del carburante.
  2. Salita sulla SP 532 in direzione del valico.
  3. Sosta breve al Passo del Zovo o nei punti panoramici consentiti.
  4. Discesa verso Padola, senza forzare sulle curve cieche.
  5. Proseguimento verso Sesto, San Candido oppure Passo Monte Croce.
  6. Rientro ad Auronzo attraverso la SS 52 e la viabilità del Cadore.

La versione più compatta può restare tra Auronzo e Padola, con una percorrenza adatta a una mezza giornata. Per un tour completo, invece, conviene mettere in conto 150-220 chilometri, a seconda delle deviazioni verso Sesto, San Candido, il lago di Misurina o il Passo Tre Croci.

Il tratto si abbina bene anche a un itinerario dolomitico più impegnativo. Chi arriva da Cortina può passare dal Passo Tre Croci, raggiungere Auronzo e utilizzare questa strada per entrare nel Comelico. In questo modo il valico diventa una parte tecnica del tour, non l’unica destinazione della giornata.

Quando andare e cosa controllare prima di partire

Il periodo più pratico va dalla tarda primavera all’inizio dell’autunno, ma la quota e l’esposizione rendono il meteo molto importante. Anche in una giornata soleggiata a valle, sul percorso possono comparire nebbia, umidità e temperature basse, soprattutto al mattino o dopo un temporale.

Prima di partire controllo sempre la situazione della SP 532 presso il gestore della viabilità locale e verifico eventuali lavori, limitazioni o chiusure stagionali. Le condizioni dei passi cambiano più rapidamente delle previsioni generiche, quindi una consultazione il giorno stesso è una precauzione concreta, non una formalità.

  • Parti con il serbatoio abbastanza pieno, perché non devi contare su un distributore in quota.
  • Controlla pressione e stato degli pneumatici, soprattutto se il tour comprende molte discese.
  • Porta uno strato impermeabile anche con cielo limpido.
  • Evita le ore di maggiore affollamento nei fine settimana estivi.
  • Scarica le mappe offline, perché la copertura telefonica può essere discontinua.

Un errore comune consiste nel pianificare il giro solo in base ai chilometri. Su queste strade contano di più il dislivello, il numero di curve, le soste e il livello di traffico. Una giornata da 180 chilometri sulle Dolomiti può richiedere molto più tempo e concentrazione di un trasferimento autostradale doppio.

Che moto usare e quali errori evitare

Il percorso è adatto a quasi ogni moto stradale in buone condizioni. Una naked, una sport-tourer, una crossover o anche una media cilindrata possono affrontarlo senza difficoltà particolari. Non servono necessariamente una maxi enduro o una moto molto potente: spesso una macchina agile e ben gommata permette di divertirsi di più.

Le moto pesanti richiedono qualche attenzione in più nei tornanti stretti e nelle manovre a bassa velocità. Con passeggero e bagagli, la frenata in discesa diventa più impegnativa, quindi preferisco usare il freno anteriore in modo progressivo e mantenere il posteriore come supporto, senza trascinarlo inutilmente.

Gli errori che vedo più spesso negli itinerari di montagna sono prevedibili:

  • entrare troppo forte in una curva senza vedere l’uscita;
  • usare la corsia opposta per aumentare la velocità di percorrenza;
  • ignorare ghiaia, foglie bagnate o zone d’ombra;
  • affrontare la discesa con freni e pneumatici già surriscaldati;
  • calcolare tempi da strada pianeggiante.

Il modo migliore per godersi il tragitto è lasciare che siano il ritmo e il paesaggio a guidare la giornata. Qui la soddisfazione non arriva dal numero di curve affrontate al limite, ma dalla possibilità di percorrere un collegamento alpino tecnico, leggibile e ricco di atmosfera.

Un piccolo passo che merita un itinerario più grande

Il Passo San Antonio non è il valico da scegliere se cerchi il maggior numero possibile di tornanti o una strada famosa in ogni calendario motociclistico. È più interessante per chi apprezza i collegamenti secondari, i paesi di montagna e la possibilità di costruire un giro personalizzato tra Cadore e Comelico.

La mia formula ideale è percorrerlo con serbatoio pieno, pneumatici in ordine e almeno mezza giornata libera, collegandolo poi a Sesto, San Candido, Misurina o al Passo Tre Croci. In questo modo una salita di pochi chilometri diventa il punto centrale di un viaggio dolomitico più completo e molto più appagante.

Questo articolo ha carattere esclusivamente informativo ed educativo. Il materiale è stato elaborato con il supporto di moderni strumenti analitici e linguistici (IA). Prima di prendere una decisione, consulta un esperto.

Domande frequenti

La salita da Padola misura circa 4,1 chilometri, con un dislivello di circa 263 metri. La pendenza media è intorno al 6,6%, con punte oltre il 12%.

Si può partire da Auronzo di Cadore, salire sulla SP 532, scendere a Padola e proseguire verso Passo Monte Croce di Comelico, Sesto o San Candido. Il rientro può passare dalla SS 52, con eventuali deviazioni verso Misurina o Passo Tre Croci.

È consigliabile verificare il giorno stesso eventuali lavori, limitazioni o chiusure stagionali. In quota possono comparire nebbia, umidità e temperature basse anche quando a valle c'è il sole.

Il percorso è adatto a moto stradali in buone condizioni, comprese naked, sport-tourer, crossover e medie cilindrate. Le moto pesanti richiedono maggiore attenzione nei tornanti stretti, soprattutto con passeggero e bagagli.

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dolomiti passi alpini cadore comelico strade di montagna

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Samuel Ricci

Samuel Ricci

Mi chiamo Samuel Ricci e da 14 anni mi dedico con passione al mondo delle due ruote, con un occhio di riguardo per le novità nel campo delle moto, degli scooter e della mobilità elettrica. Quello che mi spinge è la curiosità di esplorare come la tecnologia stia ridefinendo il nostro modo di muoverci, cercando di rendere accessibili a tutti le informazioni più complesse. Mi impegno a fornire contenuti chiari e ben documentati, analizzando le tendenze del mercato e le innovazioni, per aiutarvi a comprendere meglio questo settore in continua evoluzione e a fare scelte informate.

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