Quando la moto è carica e si vuole raggiungere Sauris evitando il percorso più diretto nella Val Lumiei, il Passo Pura offre una salita raccolta, tecnica e immersa nel bosco. In questo articolo descrivo come arrivare da Ampezzo, che tipo di strada aspettarsi, come inserirla in un itinerario più ampio e quali controlli fare prima della partenza.
Un valico breve ma tecnico da affrontare con calma
- Quota di circa 1.425 metri nelle Alpi Carniche.
- Percorso tra Ampezzo, il valico e il Lago di Sauris.
- Fondo asfaltato, strada stretta, tornanti e tratti nel bosco.
- Difficoltà media, soprattutto per pendenze e visibilità limitata.
- Periodo migliore tra tarda primavera e inizio autunno, sempre dopo aver verificato la viabilità.

Dove si trova e perché merita una deviazione
Il Passo Pura si trova in Carnia, nel Friuli-Venezia Giulia, e collega l’alta Val Tagliamento con la Val Lumiei. Il punto più alto è a circa 1.425 metri sul livello del mare, tra Ampezzo e il territorio di Sauris.
La strada non va confusa con i grandi passi dolomitici costruiti per offrire ampie vedute e carreggiate larghe. Qui il fascino è diverso. Si viaggia soprattutto dentro una foresta fitta, con curve ravvicinate, silenzio e pochi punti davvero panoramici. Personalmente è proprio questa dimensione più appartata a renderlo interessante per una moto agile.
Il valico si trova vicino al Rifugio Tita Piaz e al sistema del Lago di Sauris. Una volta superato il passo, si può proseguire verso la diga e Sauris, oppure costruire un giro più lungo verso Sella di Rioda e l’Oltrepiave Cadorino.
Il percorso in moto da Ampezzo al Lago di Sauris
La salita dalla SS52
Arrivando da Ampezzo lungo la SS52 in direzione di Forni di Sotto, si imbocca la deviazione indicata per il Pura. La salita vera e propria è di circa 9 chilometri, con un dislivello vicino ai 700 metri nel tratto principale. La pendenza è quindi tutt’altro che simbolica, anche se il fondo asfaltato permette di affrontarla con qualsiasi moto stradale in buone condizioni.
Le prime curve possono sembrare semplici, ma il ritmo cambia rapidamente. I tornanti diventano più stretti, la strada si restringe e il bosco riduce la profondità visiva. Io affronterei il tratto in seconda marcia sulle moto più compatte, lasciando sempre un margine per correggere la traiettoria senza arrivare larghi.Il passaggio vicino al rifugio
Avvicinandosi alla quota massima, la strada spiana leggermente e si raggiunge la zona del Rifugio Tita Piaz. È un buon punto per una sosta, ma conviene non dare per scontata l’apertura del rifugio: i servizi in quota seguono la stagionalità e possono cambiare durante la settimana.
Il valico non offre necessariamente una grande piazza panoramica. La sosta serve soprattutto per respirare, controllare la moto e lasciare raffreddare freni e pneumatici. Dopo una salita impegnativa, questi pochi minuti fanno più differenza di una fotografia scattata di fretta.
La discesa verso Sauris
Dal passo si scende verso la diga e il Lago di Sauris. In alcuni tratti la carreggiata resta stretta e il tracciato è schermato dagli alberi, mentre vicino al lago l’ambiente cambia e diventa più aperto. Il tratto presso la diga merita attenzione per la presenza di gallerie e passaggi poco illuminati.
La discesa va affrontata senza lasciarsi trascinare dalla sequenza di curve. Il fondo può essere umido anche nelle giornate di sole, soprattutto nei tratti esposti a nord. In uscita dai tornanti controllo sempre che non arrivino auto o altri motociclisti nella corsia opposta, perché la visuale spesso si apre solo all’ultimo momento.
Quanto è impegnativo per diversi tipi di moto
| Tipo di moto | Comportamento sul percorso | Attenzione principale |
|---|---|---|
| Naked e sport-tourer | Molto adatte a tornanti e pendenze | Gestire bene la velocità in ingresso |
| Adventure e crossover | Comode e versatili, anche con bagagli | Ingombro nei tornanti più stretti |
| Tourer pesanti | Possibili, ma meno rilassanti nelle inversioni | Manovre lente e frenata in discesa |
| Scooter di media cilindrata | Adatti se in ordine e con pneumatici efficienti | Fondo umido e pendenze prolungate |
| Enduro stradali | Ottimo compromesso tra controllo e comfort | Non confondere la strada con un percorso fuoristrada |
La difficoltà complessiva è per me media, non perché il passo richieda abilità da gara, ma perché somma diversi elementi: pendenza, tornanti ravvicinati, carreggiata ridotta e visibilità discontinua. Una moto da 125 cm³ può percorrerlo, ma con passeggero e bagagli pesanti è meglio mantenere un ritmo prudente e verificare che il motore lavori senza affanno.
L’errore più comune è concentrarsi sulle curve e dimenticare la discesa. In quel tratto il freno posteriore aiuta a stabilizzare la moto, mentre il freno anteriore va usato con gradualità, soprattutto se l’asfalto è freddo o umido. La fluidità conta più della velocità.
Come inserirlo in un itinerario più completo
Anello da Ampezzo e Sauris
La soluzione più semplice parte da Ampezzo, sale al valico, scende verso il Lago di Sauris e prosegue fino a Sauris di Sotto e Sauris di Sopra. È un giro adatto a una mezza giornata, con soste al lago, nei borghi e in uno dei locali della zona.
Questo itinerario funziona bene con naked, crossover e scooter perché alterna una salita tecnica a tratti più rilassati. Non lo sceglierei invece per chi vuole accumulare molti chilometri: il valore del percorso sta nell’andatura lenta e nel paesaggio, non nella distanza percorsa.
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Collegamento verso Forni di Sopra e Sella di Rioda
Chi vuole allungare il giro può proseguire da Sauris verso la Sella di Rioda, quando il collegamento è transitabile, e poi dirigersi verso Forni di Sopra. Da qui si può rientrare attraverso il Passo della Mauria o ridiscendere verso la valle.È una variante più interessante per una gran turismo alpina, ma richiede una pianificazione attenta. Le strade secondarie di montagna non hanno la stessa regolarità delle arterie principali e un tratto chiuso può costringere a modificare completamente il rientro.
Prima della partenza farei rifornimento ad Ampezzo o nei centri principali lungo il percorso. In quota non bisogna contare su distributori, officine o servizi sempre disponibili. Anche il telefono può avere copertura discontinua, quindi salvo la traccia offline e informo qualcuno dell’itinerario.
Quando andare e cosa verificare prima di partire
Il periodo più affidabile va dalla tarda primavera all’inizio dell’autunno. Dopo l’inverno possono restare neve, ghiaia e umidità nelle zone ombreggiate, mentre in estate i temporali pomeridiani cambiano rapidamente le condizioni della strada.
La viabilità non è un dettaglio secondario. Il Comune di Sauris ha pubblicato nel 2026 comunicazioni relative a lavori e limitazioni sulla SR 73 del Lumiei, con deviazioni temporanee lungo il collegamento del Pura. Una deviazione attiva in determinate fasce orarie non significa però che la strada sia sempre libera per un itinerario turistico.
- Controlla ordinanze e aggiornamenti locali il giorno prima.
- Verifica la presenza di neve, ghiaccio, frane o ghiaia.
- Parti con pneumatici in buono stato e pressione adatta al carico.
- Porta uno strato impermeabile, anche con previsioni favorevoli.
- Evita di programmare la salita al tramonto, quando la visibilità cala rapidamente.
La strada può essere percorribile in una direzione e diventare scomoda nell’altra a causa di lavori, mezzi operativi o condizioni del fondo. Per questo non mi affiderei soltanto al navigatore: la segnaletica sul posto ha sempre la precedenza.
Il modo migliore per vivere questo angolo di Carnia
Il Passo del Pura non è una meta da affrontare per collezionare una curva famosa. È un percorso da gustare con una moto ben preparata, un ritmo regolare e qualche ora senza fretta. La salita nel bosco, il passaggio vicino al rifugio e la discesa verso il Lago di Sauris costruiscono un’esperienza più intima rispetto ai passi più affollati delle Dolomiti.Se dovessi scegliere una sola regola, sarebbe questa: programmare il giro lasciando un’ora di margine per soste e imprevisti. In montagna quel margine permette di fermarsi davanti al lago, aspettare che migliori la visibilità o cambiare percorso senza trasformare una bella uscita in una corsa contro il tempo.