Una giornata al Col de Turini non è una semplice salita in montagna: è un itinerario tra tornanti, boschi, borghi dell’entroterra nizzardo e strade rese celebri dal Rallye di Monte-Carlo. Qui raccolgo le informazioni che servono davvero a chi parte dall’Italia, dalla scelta del versante alla preparazione della moto, fino al periodo migliore e agli errori da evitare.
Un passo alpino francese perfetto per una giornata in moto
- Altitudine di circa 1.607 metri nel dipartimento francese delle Alpes-Maritimes.
- Versante più scenografico da Sospel passando per Moulinet.
- Itinerario dall’Italia consigliato attraverso Ventimiglia, Mentone e Sospel.
- Periodo ideale tra tarda primavera e autunno, sempre verificando meteo e viabilità.
- Attenzione a tornanti ciechi, fondo umido, ciclisti e possibili chiusure durante gli eventi motoristici.

Perché il passo del Turini merita il viaggio
Il passo si trova in Francia, nell’entroterra di Nizza, e collega le aree di Sospel, Moulinet e Lantosque. La quota di circa 1.607 metri non è estrema, ma basta per cambiare rapidamente temperatura, luce e condizioni dell’asfalto rispetto alla costa.
La sua fama nasce soprattutto dal Rallye di Monte-Carlo, che ha trasformato questi tornanti in un riferimento per gli appassionati di guida. In moto, però, il valore della strada non sta nel cercare il ritmo da gara. Io lo apprezzo di più quando posso leggere bene le curve, fermarmi nei punti panoramici e godermi il contrasto tra vegetazione mediterranea e paesaggio alpino.
Il tratto più conosciuto non è una strada larga e veloce. È un percorso tecnico, spesso stretto, con curve cieche e tornanti ravvicinati. Proprio per questo offre soddisfazione anche a chi guida una naked, una crossover o una sport-tourer, purché affronti la montagna con margine.
Quale versante scegliere per la prima salita
Da Sospel passando per Moulinet
È la scelta che consiglierei a chi visita la zona per la prima volta. Da Sospel si sale verso Moulinet e poi verso la sommità per circa 25 chilometri, con una sequenza continua di curve e un ambiente sempre più boscoso.
Il percorso è leggibile, ma richiede attenzione perché il traffico può comparire in senso opposto proprio all’uscita di un tornante. Moulinet è una buona pausa per un caffè o per controllare la moto prima dell’ultimo tratto. La discesa dallo stesso lato permette di assaporare nuovamente la strada con una prospettiva diversa.
Da Lantosque e La Bollène-Vésubie
Il versante nord è più adatto a chi vuole inserire il passo in un giro lungo attraverso le valli della Vésubie. L’ambiente è più alpino e la strada alterna tratti nel bosco a passaggi panoramici sopra le gole.
Da questo lato il ritmo può sembrare più disteso, ma la distanza e il dislivello rendono l’itinerario più impegnativo. Io lo sceglierei quando ho un’intera giornata a disposizione, magari collegandolo a Saint-Martin-Vésubie o alle strade dell’alto entroterra nizzardo.
| Versante | Punto di riferimento | Caratteristica principale | Per chi è indicato |
|---|---|---|---|
| Sud | Sospel - Moulinet | Tornanti regolari e salita iconica | Prima esperienza e giri brevi |
| Nord | Lantosque - La Bollène-Vésubie | Paesaggio più alpino e giro più lungo | Motociclisti con più tempo |
Un itinerario pratico dall’Italia
Per chi parte dalla Liguria, la soluzione più naturale è raggiungere Ventimiglia, Mentone e Sospel. Da Sospel si può salire a Moulinet, arrivare al passo e scegliere se tornare dallo stesso versante oppure proseguire verso Lantosque e La Bollène-Vésubie.
Il giro ad anello da Ventimiglia richiede in genere una giornata, soprattutto se si considerano soste, fotografie e il traffico sulla costa. Come riferimento realistico, calcolerei almeno 120-150 chilometri per un percorso completo che comprenda Mentone, Sospel, il passo e il rientro.
Da Nizza si può invece passare per L’Escarène e Lucéram, entrando nell’entroterra prima di raggiungere la zona del Turini. È una variante interessante per evitare di ripetere la costa e costruire un giro più ricco, con tempi di guida che possono facilmente occupare una giornata intera.
La mia configurazione preferita
Partirei presto da Ventimiglia, raggiungerei Sospel per una breve sosta e affronterei la salita da Moulinet. Dopo il passo, scenderei verso La Bollène-Vésubie e sceglierei il rientro in base al meteo e alla stanchezza.
Questa soluzione funziona perché alterna curve tecniche, borghi e panorami senza trasformare la giornata in una corsa contro il cronometro. Se il cielo è instabile, preferisco rinunciare alla parte più lunga e tornare da Sospel: in montagna la flessibilità vale più di qualche curva aggiuntiva.
Come preparare moto ed equipaggiamento
Non serve una moto specialistica. Una cilindrata media con gomme stradali in buone condizioni è più che sufficiente, mentre una crossover offre maggiore comfort sui tratti sconnessi. Prima di partire controllerei soprattutto pressione e stato degli pneumatici, pastiglie dei freni, livello del liquido refrigerante e trasmissione.
Il passo non è il posto giusto per arrivare in riserva. Farei rifornimento a Mentone o Sospel e partirei con almeno metà serbatoio, senza contare su un distributore in quota. Anche una piccola pompa per le gomme, un kit per le forature e una visiera pulita fanno una differenza concreta.
L’abbigliamento deve essere modulare. Sulla costa può fare caldo, mentre a 1.600 metri il vento e l’umidità possono cambiare la percezione della temperatura in pochi minuti. Porto sempre uno strato impermeabile leggero, guanti di ricambio e una protezione per il collo.
Il modo corretto di affrontare i tornanti
- Rallentare prima della curva, non mentre si è già inclinati.
- Entrare larghi senza invadere la corsia opposta.
- Guardare l’uscita del tornante e mantenere una traiettoria fluida.
- Lasciare spazio a veicoli, ciclisti e auto che possono allargare la curva.
- Evitare sorpassi nei tratti ciechi, anche quando la strada sembra libera.
Il rischio più comune non è la velocità assoluta, ma l’errore di traiettoria. Un tornante apparentemente semplice può nascondere ghiaia, umidità o un veicolo che arriva largo. La guida migliore, secondo me, è quella che lascia sempre un margine per correggere.
Quando andare e cosa controllare prima di partire
Il periodo più semplice va indicativamente da maggio a ottobre, ma non esiste una garanzia automatica. In primavera possono restare detriti o umidità nei tratti ombreggiati; in autunno le foglie rendono meno leggibile il fondo; in inverno neve e ghiaccio possono rendere sconsigliabile la salita anche quando la strada non risulta formalmente chiusa.
Il percorso viene indicato come praticabile durante gran parte dell’anno dal turismo locale, ma questo non sostituisce il controllo delle condizioni reali. Prima della partenza verificherei il meteo in quota, le segnalazioni stradali francesi e gli eventuali lavori.
Durante il Rallye di Monte-Carlo, gare ciclistiche o altri eventi possono essere introdotte chiusure temporanee. Anche nei fine settimana estivi il traffico aumenta, soprattutto tra Sospel e Moulinet. Partire presto aiuta a trovare meno veicoli, temperature più gradevoli e una luce migliore nei punti panoramici.
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Documenti e connettività
Essendo un itinerario internazionale, è prudente avere con sé documento valido, patente, libretto, assicurazione e contatti per l’assistenza. Il telefono può perdere segnale nelle valli, quindi scaricherei prima la mappa offline e non affiderei tutto alla navigazione in tempo reale.
In Francia valgono regole e segnaletica diverse da quelle italiane. Non mi affiderei alla memoria per aspetti come equipaggiamento obbligatorio, limitazioni locali o disposizioni invernali: un controllo aggiornato prima del viaggio evita problemi inutili.
Il Turini dà il meglio quando resta un viaggio
Il passo ripaga chi cerca un itinerario motociclistico completo, non soltanto una raccolta di curve da spuntare. Il tratto da Sospel a Moulinet è il punto di partenza più equilibrato, mentre il collegamento con Lantosque e la Vésubie permette di trasformare la salita in un tour alpino più ampio.
La scelta migliore dipende dalla moto, dal meteo e dal tempo disponibile. Io terrei sempre un’alternativa più breve, partirei con il serbatoio rifornito e guiderei lasciando spazio agli imprevisti. È proprio questo margine a rendere il viaggio più piacevole e a permettere di ricordare il panorama, non soltanto i tornanti.