Sette giorni in moto in Sardegna bastano per costruire un viaggio intenso, ma non per vedere ogni angolo dell’isola senza passare metà della vacanza in sella. Ho quindi scelto un anello equilibrato da circa 1.200-1.400 km, con strade panoramiche, tratti tecnici, borghi e soste sul mare, includendo anche indicazioni su tempi, costi e difficoltà.
Un giro completo che alterna curve, mare e paesaggi dell’interno
- Durata ideale: 7 giorni pieni sull’isola, esclusi i trasferimenti in traghetto.
- Distanza complessiva: circa 1.200-1.400 km, in base alle deviazioni.
- Tappe più belle: SS125, SS198, strada Alghero-Bosa, Costa del Sud e Gallura.
- Ritmo consigliato: 170-250 km al giorno, perché sulle strade interne la velocità media scende molto.
- Periodo migliore: maggio, giugno, settembre e ottobre per trovare meno traffico e temperature più gestibili.

Come impostare un viaggio in moto di sette giorni
La Sardegna sembra compatta sulla cartina, ma le strade più interessanti raramente sono veloci. Curve, piccoli centri abitati, greggi, fondo irregolare e soste panoramiche fanno sì che 200 chilometri possano occupare un’intera giornata. Io preferisco quindi dormire in località diverse, invece di fissare una sola base e affrontare lunghi trasferimenti a vuoto.
Il percorso seguente parte da Olbia, comoda per chi arriva in traghetto o in aereo, e si chiude nella stessa zona. È pensato per una moto stradale, una crossover o una touring. Con una supersportiva si può fare, ma alcune provinciali strette e sconnesse richiedono più pazienza che divertimento.
| Giorno | Percorso principale | Km indicativi | Pernottamento |
|---|---|---|---|
| 1 | Olbia, San Teodoro, Orosei, Dorgali | 190 km | Dorgali o Cala Gonone |
| 2 | Dorgali, Baunei, Tortolì, Lanusei | 180 km | Lanusei o Arbatax |
| 3 | Lanusei, Seui, Aritzo, Fonni, Orgosolo | 220 km | Orgosolo o Nuoro |
| 4 | Orgosolo, Macomer, Bosa, Alghero | 230 km | Alghero |
| 5 | Alghero, Argentiera, Stintino, Castelsardo | 210 km | Castelsardo |
| 6 | Castelsardo, Tempio Pausania, Aggius, Olbia | 220 km | Olbia |
| 7 | La Maddalena oppure Costa Smeralda | 100-180 km | Olbia o zona imbarco |
Le tappe più spettacolari tra costa orientale e Gennargentu
Giorno 1 da Olbia a Dorgali
Da Olbia conviene puntare verso San Teodoro e Posada, evitando quando possibile le strade più rapide. La costa offre subito spiagge e punti panoramici, ma il vero piacere arriva entrando verso Orosei e poi Dorgali, dove il paesaggio diventa più selvaggio.
La tappa misura circa 190 chilometri e richiede dalle 4 alle 5 ore effettive di guida. Dorgali è una scelta pratica per la notte, mentre Cala Gonone è più suggestiva ma in alta stagione può risultare più costosa e affollata. Prima di lasciare Olbia farei il pieno: nelle zone meno abitate i distributori non sono sempre ravvicinati.
Giorno 2 sulla SS125 verso Baunei e Lanusei
Questo è uno dei giorni che giustificano da soli un viaggio in moto in Sardegna. La SS125 Orientale Sarda attraversa l’Ogliastra con curve, canyon, pareti calcaree e viste sul Golfo di Orosei. Tra Dorgali, Baunei e Tortolì bisogna guidare concentrati, perché il fondo può cambiare rapidamente e le curve nascondono spesso veicoli lenti.
Da Baunei si può fare una deviazione verso il belvedere di Santa Maria Navarrese, poi proseguire per Tortolì e Lanusei. Sono circa 180 chilometri, ma con molte soste diventano facilmente otto ore di giornata. Se viaggiate ad agosto, partire presto fa una differenza enorme, soprattutto nei tratti più fotografati.
Giorno 3 tra Seui, Aritzo e Orgosolo
Da Lanusei si entra nel cuore dell’isola seguendo la SS198 verso Seui e Sadali. È una strada che apprezzo più della costa quando cerco guida fluida e poco traffico: curve continue, boschi e altipiani sostituiscono il panorama marino, ma il carattere sardo resta fortissimo.
Il percorso continua verso Aritzo e Fonni, con arrivo a Orgosolo o Nuoro. La distanza è di circa 220 chilometri. In questo tratto non inseguirei una media elevata: alcuni collegamenti sono tortuosi, la segnaletica non è sempre intuitiva e in montagna il meteo può cambiare anche in piena estate.
Dall’interno alla costa occidentale senza trasformare il viaggio in una gara
Giorno 4 da Orgosolo a Bosa e Alghero
La quarta giornata porta verso ovest passando da Nuoro e Macomer. Da qui si può scendere verso Bosa, una delle località più piacevoli dell’itinerario, e proseguire lungo il tratto costiero fino ad Alghero. La strada tra Bosa e Alghero è un classico per i motociclisti, con circa 45 chilometri di curve e affacci sul mare.
Il totale si aggira sui 230 chilometri, ma non è una tappa da affrontare con il cronometro. A Bosa fermarsi per una passeggiata nel centro storico o per pranzo ha più senso che aggiungere altre deviazioni. In caso di stanchezza, dormire a Bosa e spostare Alghero al giorno seguente è una modifica intelligente, non un fallimento del programma.
Giorno 5 tra Argentiera, Stintino e Castelsardo
Da Alghero suggerisco di raggiungere Capo Caccia o l’area dell’Argentiera, scegliendo una sola deviazione se volete mantenere un ritmo rilassato. Stintino offre un paesaggio diverso, più aperto e luminoso, mentre il tratto verso Castelsardo regala belle viste costiere e diversi punti dove fermarsi senza dover organizzare una lunga escursione.
La tappa è di circa 210 chilometri. La parte più importante è verificare il fondo dopo piogge intense o lavori recenti, soprattutto sulle provinciali secondarie. Io terrei sempre una rotta alternativa già salvata sul navigatore, perché il percorso più bello non è necessariamente quello che il GPS propone come più rapido.
Giorno 6 dalla Gallura a Olbia
Castelsardo merita una partenza non troppo mattutina, così da poter vedere il borgo e il castello prima di dirigersi verso Tempio Pausania. Da qui si attraversa la Gallura interna verso Aggius e il Monte Limbara, un’area ideale per chi preferisce curve e granito alle località balneari.
Il rientro a Olbia richiede circa 220 chilometri, a seconda delle deviazioni. La SS127 è una buona alternativa alle strade più trafficate della costa e permette di chiudere il giro con una guida piacevole. Se il traghetto parte la mattina successiva, dormire vicino al porto evita di trasformare l’ultimo giorno in una corsa contro l’orologio.
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Giorno 7 tra La Maddalena e Costa Smeralda
L’ultimo giorno può diventare una tappa leggera. Per un’esperienza diversa si può lasciare la moto a Palau e visitare La Maddalena, controllando in anticipo orari e condizioni d’imbarco. In alternativa, un giro tra Porto Cervo, San Pantaleo e le calette della Costa Smeralda permette di restare sulla terraferma e mantenere il controllo dei tempi.
Non caricherei questa giornata con troppi chilometri. Dopo sei giorni di curve, il margine serve per il rifornimento, la riconsegna di eventuale moto a noleggio e gli imprevisti legati al traffico estivo.
Quali strade scegliere in base al tipo di guida
Non tutte le strade panoramiche hanno lo stesso carattere. La SS125 è la scelta più completa per chi vuole curve e paesaggi spettacolari, mentre la SS198 offre un’esperienza più interna e tranquilla. La litoranea Bosa-Alghero è breve ma scenografica, quindi funziona bene anche per chi non vuole passare tutta la giornata in sella.
| Strada o zona | Ideale per | Attenzione a |
|---|---|---|
| SS125 tra Dorgali e Tortolì | Curve, canyon e panorami costieri | Traffico, curve cieche e fondo variabile |
| SS198 tra Lanusei e Seui | Guida tecnica e paesaggi montani | Tempi più lunghi rispetto alla distanza |
| Bosa-Alghero | Panorama marino e tappa fotografica | Possibili rallentamenti nei mesi estivi |
| SS127 in Gallura | Curve scorrevoli lontano dalla costa | Centri abitati e incroci poco intuitivi |
| Costa del Sud | Mare, asfalto e soste balneari | Caldo intenso e traffico nei weekend |
Chi desidera inserire anche il sud può sostituire i giorni 5 e 6 con un trasferimento verso Cagliari, Villasimius, Chia e Teulada. È una variante molto bella, ma comporta 300-350 chilometri in una giornata se si vuole conservare anche la parte nord-occidentale. Per questo non la considero la soluzione migliore per un primo giro completo.
Costi, periodo e preparazione della moto
Per un itinerario di 1.300 chilometri, una moto che consuma tra 4,5 e 6 litri ogni 100 km richiede circa 60-80 litri di benzina. Con prezzi variabili intorno a 1,80-2,00 euro al litro, il carburante può costare indicativamente 110-160 euro, senza includere il traghetto.
Il budget cambia soprattutto in base al pernottamento. Considererei 70-140 euro per notte per una camera doppia in strutture semplici o di fascia media, mentre luglio e agosto possono aumentare sensibilmente la spesa. Il traghetto con moto può oscillare molto in base a tratta, cabina, passeggeri e anticipo di prenotazione, quindi conviene confrontare più date prima di fissare il percorso.
Prima della partenza controllerei pneumatici, pastiglie, catena, olio e regolazione del precarico se la moto viaggia con borse e passeggero. Porterei una borsa impermeabile, un kit per la riparazione delle forature, guanti più leggeri per le ore calde e uno strato antivento per l’interno, dove la temperatura può essere molto diversa da quella sulla costa.
- Partire con il serbatoio almeno al 60-70% sulle tappe montane.
- Scaricare le mappe offline, perché in alcune vallate il segnale telefonico è debole.
- Controllare il bollettino della viabilità prima di imboccare statali e provinciali.
- Evitare di programmare più di 250 km sulle strade interne.
- Prenotare con cancellazione gratuita se viaggiate nei periodi più affollati.
Il navigatore va impostato con attenzione. La modalità “strade tortuose” può condurre su sterrati o provinciali molto lente, mentre l’opzione “percorso più veloce” rischia di far saltare proprio i tratti migliori. Io controllo sempre gli ultimi 20-30 chilometri della tappa e scelgo manualmente le strade che voglio davvero percorrere.
Gli errori che rovinano più spesso il giro
Il primo errore è voler vedere tutta la Sardegna in una settimana. Un itinerario troppo ambizioso porta a guidare stanchi e a saltare le soste che rendono il viaggio memorabile. Meglio rinunciare a una costa che affrontare 350 chilometri di trasferimento dopo una giornata già impegnativa.
Il secondo è confondere la distanza con il tempo reale. Su una strada tortuosa una media di 45-50 km/h è già rispettabile, soprattutto se si viaggia in gruppo. Bisogna inoltre lasciare spazio agli animali sulla carreggiata, ai camper, ai ciclisti e ai veicoli che affrontano le curve in modo imprevedibile.
Infine, molti sottovalutano il caldo. Tra luglio e agosto programmerei la partenza entro le 8 del mattino, una pausa lunga nelle ore centrali e l’arrivo prima del tramonto. Il mare invoglia a fermarsi spesso, ma la disidratazione e la stanchezza riducono rapidamente attenzione e precisione nella guida.
La Sardegna in moto dà il meglio quando lasci spazio all’imprevisto
Il percorso proposto funziona perché alterna costa orientale, montagne, ovest e Gallura senza trasformare ogni giornata in una prova di resistenza. Le tappe più riuscite saranno probabilmente quelle in cui accetterete di fermarvi per un belvedere, un paese sconosciuto o un pranzo più lungo del previsto.
Prima di partire controllerei soltanto meteo, viabilità, disponibilità degli alloggi e orari dei traghetti. Per il resto lascerei almeno un’ora libera ogni giorno: in Sardegna è spesso quella deviazione non prevista a diventare il ricordo più forte del viaggio.