Quando una salita riesce a combinare curve, dislivello e panorama, diventa difficile pensare a un semplice trasferimento. La strada del Costo, sulla SP 349 vicentina, porta dalla pianura all’Altopiano di Asiago con una sequenza di tornanti molto apprezzata dai motociclisti: qui trovi percorso, tempi indicativi, punti di interesse, tecnica di guida e consigli aggiornati per organizzare l’uscita.
Una salita compatta che merita di essere guidata con calma
- Percorso principale tra Piovene Rocchette, Cogollo del Cengio, Treschè Conca, Canove e Asiago.
- Il tratto più famoso misura circa 14 km e comprende una decina di tornanti.
- La strada è adatta anche a moto non sportive, ma nei fine settimana può diventare molto trafficata.
- Il periodo migliore va da tarda primavera all’inizio dell’autunno, verificando sempre meteo e condizioni dell’asfalto.
- Per un giro più completo conviene abbinare la salita a Asiago, Roana e alla Val d’Assa.
Dove si trova e come si sviluppa la salita
La SP 349 del Costo collega la pianura vicentina con l’Altopiano dei Sette Comuni. Per chi arriva dall’autostrada, il riferimento più comodo è il casello di Piovene Rocchette sulla A31 Valdastico, da cui si raggiunge l’innesto della provinciale passando per la zona di Cogollo del Cengio.
La parte più spettacolare è la salita che porta verso Treschè Conca. In circa 14 km si affrontano una decina di tornanti e un dislivello sufficiente a cambiare rapidamente paesaggio. All’inizio si viaggia nella valle, poi la vista si apre sulla pianura e sulle montagne vicentine.
Superato Treschè Conca, il percorso diventa più scorrevole. La SP 349 prosegue verso Canove di Roana e Asiago, con curve meno ravvicinate, tratti boscosi e ampi spazi sull’altopiano. Dal casello di Piovene fino ad Asiago si considerano generalmente circa 24 km di strada, senza contare l’avvicinamento da Vicenza o da altre città venete.
Non bisogna confondere la salita panoramica con l’intero tracciato amministrativo della provinciale, che prosegue molto più a sud attraverso la zona di Thiene e Villaverla. Per il motociclista interessato alle curve, il segmento realmente importante è quello tra Piovene Rocchette e l’altopiano.
Quale itinerario moto scegliere
La salita si presta a uscite di durata diversa. Io la considero soprattutto una tappa centrale di un giro, non necessariamente una destinazione da percorrere avanti e indietro senza fermarsi. La strada dà il meglio quando la si inserisce in un percorso con almeno una pausa panoramica e qualche chilometro sull’altopiano.
| Itinerario | Impegno indicativo | Per chi è adatto |
|---|---|---|
| Piovene Rocchette, salita, Treschè Conca e ritorno | Circa 30 km più gli spostamenti di avvicinamento | Uscita breve e prima esperienza |
| Piovene, Asiago, Canove, Roana e ritorno | Circa 60-80 km secondo le deviazioni | Mezza giornata tranquilla |
| Vicenza, A31, salita del Costo, Asiago e rientro | Circa 130 km complessivi, variabili in base alla partenza | Giro completo senza allontanarsi troppo |
Per un’uscita breve, partirei da Piovene al mattino, salirei fino a Treschè Conca e proseguirei almeno fino a Canove. In questo modo non si vive solo la parte più tecnica, ma si apprezza anche il cambio di ritmo dell’altopiano, dove le curve diventano più larghe e il traffico tende a distribuirsi meglio.
Con più tempo si può arrivare ad Asiago e utilizzare il centro come punto di sosta. Da lì si possono aggiungere Roana e Camporovere, oppure seguire le indicazioni verso la Val d’Assa. Prima di partire conviene però controllare la traccia aggiornata, perché strade secondarie, lavori e deviazioni locali possono cambiare il giro più di quanto faccia la distanza sulla mappa.
Come affrontare i tornanti in sicurezza
La salita non è estrema dal punto di vista tecnico, ma richiede attenzione. I tornanti sono il punto in cui molti motociclisti entrano troppo velocemente, frenano dentro la curva e finiscono larghi verso la corsia opposta. La strategia migliore resta semplice: frenare prima, impostare la traiettoria con calma e accelerare solo quando si vede l’uscita.
In discesa il margine di errore si riduce. Il freno posteriore aiuta a stabilizzare la moto, mentre l’anteriore va usato con progressività e a moto il più possibile dritta. Sui tornanti ciechi tengo sempre una velocità che mi permetta di fermarmi se trovo un’auto, un ciclista o un veicolo che invade parzialmente la corsia.
- Entrare nel tornante con marcia adeguata e velocità già ridotta.
- Restare nella propria corsia anche quando la curva sembra libera.
- Guardare oltre il punto di uscita, senza fissarsi sul guardrail.
- Lasciare spazio ai veicoli che salgono, soprattutto nei tornanti stretti.
- Evitare sorpassi in curva e accelerazioni aggressive nei centri abitati.
La qualità dell’asfalto è spesso buona sui tratti principali, ma non va trattata come una garanzia assoluta. Dopo pioggia o temporali possono comparire foglie, ghiaia, umidità e piccoli detriti, soprattutto nelle zone boschive. Anche il sole basso può rendere difficile leggere la superficie in ingresso curva.
Un aspetto che noto spesso è la differenza tra la sensazione di sicurezza e la sicurezza reale. La strada è ampia in diversi punti e invita a lasciar correre la moto, ma il traffico turistico e la presenza di mezzi agricoli impongono un ritmo più ragionato. Qui il piacere viene dalla continuità delle curve, non dalla velocità.
Quando andare e cosa controllare prima di partire
La stagione ideale va da maggio a ottobre, con condizioni generalmente più favorevoli tra tarda primavera e inizio autunno. In primavera possono restare umidità e residui in curva; in autunno il panorama è notevole, ma il fondo può sporcarsi rapidamente e le temperature sull’altopiano scendono presto.
Nei weekend estivi la salita è frequentata da motociclisti, auto dirette ad Asiago, camper e ciclisti. Per guidare con più continuità sceglierei un giorno feriale oppure le prime ore del mattino. La domenica pomeriggio, soprattutto al rientro, è il momento meno piacevole per chi cerca una guida fluida.
Nel 2026 il Comune di Cogollo del Cengio ha previsto, in alcune giornate estive tra agosto e settembre, limitazioni al traffico sulle strade comunali utilizzate per la discesa dalla provinciale. Non significa necessariamente che la SP 349 sia chiusa, ma dimostra quanto sia importante controllare ordinanze, manifestazioni e viabilità locale prima di mettersi in viaggio.
Prima della partenza verifico sempre quattro elementi:
- previsioni meteo in pianura e sull’altopiano, che possono essere molto diverse;
- eventuali gare, raduni o chiusure temporanee;
- disponibilità di carburante e punti di ricarica o assistenza lungo il giro;
- temperatura prevista, soprattutto se si guida una moto elettrica o si viaggia fuori stagione.
La webcam locale può essere utile per avere un’indicazione visiva su traffico e condizioni atmosferiche, ma non sostituisce gli avvisi ufficiali. In caso di neve, ghiaccio o forte pioggia, rimandare la salita è una scelta di buon senso, non una rinuncia al viaggio.
Dove fermarsi lungo il percorso
Treschè Conca è la sosta più naturale dopo la sequenza dei tornanti. Qui si può interrompere la salita, controllare la moto e ripartire con maggiore tranquillità. È anche un buon punto per osservare quanto rapidamente si sia guadagnata quota rispetto alla valle.
Proseguendo verso l’altopiano, Canove e Roana offrono un ritmo più rilassato. La zona è interessante per chi vuole abbinare alla guida un breve approfondimento sulla storia locale, compreso il tracciato della vecchia ferrovia e i percorsi legati alla Grande Guerra. Non serve trasformare il giro in una visita culturale completa: anche una pausa di mezz’ora rende l’itinerario più piacevole.
Asiago è il punto più comodo per una sosta lunga, con bar, ristoranti e servizi. Io eviterei di fermarmi in modo improvvisato lungo la carreggiata per scattare fotografie. Il panorama è bello, ma una piazzola sicura o un’area autorizzata vale molto più di una foto ottenuta rischiando di ostacolare chi arriva dietro.
Per chi ama i panorami aperti, l’altopiano permette di prolungare il giro verso malghe e punti di osservazione, sempre verificando che la strada sia asfaltata e aperta al traffico ordinario. Molte deviazioni sono adatte a moto stradali, ma alcune vie locali possono avere fondo irregolare o condizioni stagionali meno prevedibili.
Il modo migliore per godersi questa salita
La SP 349 funziona bene sia come breve fuga dalla pianura sia come accesso a un itinerario più ampio sull’Altopiano di Asiago. Il tratto dei tornanti è il cuore dell’esperienza, ma il viaggio riesce davvero quando si lascia spazio a pause, panorami e margine di sicurezza.
La mia scelta sarebbe una partenza mattutina da Piovene Rocchette, salita regolare, pausa a Treschè Conca, proseguimento fino ad Asiago e rientro nel pomeriggio dopo aver controllato la viabilità. In questo modo si evitano le ore più affollate e si guida la moto con il ritmo che questa strada merita: preciso, fluido e senza fretta.