Quando una strada ligure sale dal mare verso la Val di Vara con poco traffico e una sequenza di curve strette, la tentazione è seguirla fino in cima. Il Valico della Mola, tra Carro e Velva, è proprio questo: un passaggio appenninico raccolto, adatto a un itinerario in moto fatto di guida tecnica, borghi e paesaggi verdi. Qui raccolgo quota, collegamenti, difficoltà, periodo migliore e un giro ad anello facilmente adattabile a moto, scooter e modelli elettrici.
Un passaggio tranquillo tra costa ligure e Val di Vara
- Quota: circa 650-656 metri, a seconda della cartografia utilizzata.
- Strada: la SP50 collega l’area di Ziona con Velva passando per il valico.
- Stile di guida: carreggiata stretta, circa 5 tornanti e curve spesso cieche.
- Vantaggio: è una valida alternativa meno trafficata al Passo del Bracco.
- Attenzione: al passo non bisogna dare per scontati distributori, punti di ristoro o colonnine di ricarica.

Dove si trova il Valico della Mola e perché merita una deviazione
Il valico si trova nell’entroterra della Liguria di Levante, in provincia della Spezia, tra il territorio di Carro e la località di Velva. La strada attraversa lo spartiacque tra la Val di Vara e l’area del Tigullio orientale, a breve distanza da Moneglia, Deiva Marina e dal Passo del Bracco.
Le fonti cartografiche indicano quote leggermente diverse, da 650 a 656 metri. Non è una vera incongruenza: dipende dal punto esatto considerato e dall’arrotondamento delle mappe. Per chi viaggia in moto cambia poco, perché il carattere del percorso resta quello di un passo collinare appenninico, non di una salita alpina lunga e impegnativa.
Il tratto più interessante è la SP50. L’asfalto è generalmente percorribile, ma la carreggiata si restringe in diversi punti e il fondo può presentare foglie, ghiaia o umidità dopo la pioggia. Personalmente considero il luogo più piacevole per chi ama guidare senza inseguire la velocità: il traffico ridotto lascia spazio alla lettura delle curve e all’osservazione del paesaggio.
Il giro in moto che consiglio tra costa e entroterra
Per godersi il passaggio senza trasformarlo in una semplice salita e discesa, partirei da Deiva Marina o da un altro centro della costa. Da lì si può entrare nell’entroterra verso Carro, raggiungere Ziona e impostare la salita verso il valico. La sequenza ideale è semplice e permette diverse varianti:
- Deiva Marina e collegamento verso l’entroterra.
- Carro, con una breve pausa nel borgo.
- Ziona e salita sulla viabilità provinciale verso la Mola.
- Valico della Mola e discesa verso Velva.
- Castiglione Chiavarese oppure Moneglia, secondo il tempo disponibile.
- Rientro sulla costa passando da Deiva Marina o da un percorso alternativo.
Considerando le deviazioni e le soste, l’anello può svilupparsi indicativamente su 60-90 chilometri e richiedere da 3 a 5 ore. Non lo considero un dato GPS fisso: la distanza cambia molto se si inseriscono il Passo del Bracco, il santuario di Velva o una discesa verso il mare.
La parte più riuscita, secondo me, è alternare la guida lenta tra i tornanti a soste brevi nei borghi. La cima non offre necessariamente un belvedere attrezzato, ma alcuni tratti aperti lungo il percorso regalano scorci sulla Val di Vara e sulle creste liguri. Il valore dell’itinerario sta più nella continuità del viaggio che in una singola terrazza panoramica.
Una variante più lunga per chi parte dalla costa
Chi arriva da Sestri Levante può inserire il valico in un giro che comprende Velva, Moneglia e il Passo del Bracco. In questo caso la Mola diventa il tratto tranquillo dell’itinerario, mentre il Bracco aggiunge una strada più conosciuta e spesso più frequentata dai motociclisti.
Io eviterei di concentrare tutto nelle ore centrali di una domenica estiva. La combinazione di traffico, ciclisti e auto in senso opposto riduce il piacere proprio nei punti in cui la carreggiata è più stretta.
Come affrontare salita, tornanti e fondo stradale
La tecnica conta più della potenza
La salita presenta pendenze facili o moderate, ma le curve strette richiedono una guida ordinata. Conviene arrivare al tornante con velocità già ridotta, mantenere una traiettoria larga senza invadere l’altra corsia e accelerare solo quando l’uscita è visibile.
Su una moto pesante la prima marcia può diventare utile nei tornanti più chiusi. Con uno scooter è ancora più importante mantenere margine, perché la ruota piccola e la posizione di guida rendono meno leggibili ghiaia e irregolarità. Non è una strada da affrontare cercando la piega massima: la prudenza paga più del ritmo.
Leggi anche: Itinerari in moto nel Lazio tra laghi e Appennino
Cosa controllare prima di partire
- Pressione degli pneumatici e stato del battistrada.
- Presenza di pioggia recente, foglie o terriccio sulle curve in ombra.
- Autonomia residua e possibilità di rifornimento prima della salita.
- Previsioni per vento, nebbia e temporali pomeridiani.
- Eventuali ordinanze o lavori sulla SP50 e sulle strade di collegamento.
All’alba e al tramonto presterei attenzione anche alla fauna selvatica. In queste zone il passaggio improvviso di animali non è impossibile, soprattutto nei tratti boschivi. Una velocità moderata e lo sguardo rivolto oltre la curva lasciano qualche secondo in più per reagire.
Mola o Passo del Bracco quale scegliere
Non li considero concorrenti diretti. Sono due modi diversi di attraversare lo stesso settore dell’Appennino ligure, e la scelta dipende dal tipo di giornata che si vuole costruire.
| Caratteristica | Valico della Mola | Passo del Bracco |
|---|---|---|
| Traffico | In genere più contenuto | Più conosciuto e spesso più frequentato |
| Strada | Stretta, raccolta e con curve ravvicinate | Più adatta a una guida scorrevole nei tratti principali |
| Panorama | Boschi, prati e scorci sulla Val di Vara | Maggiore richiamo paesaggistico verso la costa |
| Impegno | Tecnico per visibilità e larghezza ridotta | Variabile, con più presenza di altri utenti |
| Scelta ideale | Chi cerca tranquillità e strade secondarie | Chi vuole inserire un passo noto in un giro più ampio |
Se dovessi scegliere una sola strada per una mattina rilassata, prenderei la Mola. Per un itinerario più scenografico e ricco di curve da concatenare, inserirei anche il Bracco, possibilmente in un giorno feriale e fuori dagli orari di maggiore affluenza.
Periodo migliore e consigli per moto elettriche
La primavera e l’inizio dell’autunno sono i periodi più equilibrati. In estate la quota offre temperature più gradevoli rispetto alla costa, ma il fondo può essere sporco dopo temporali intensi. In inverno il rischio principale non è tanto l’altitudine quanto umidità, gelo notturno e poca luce nei tratti boschivi.
Prima di partire controllerei sempre la viabilità locale, perché una strada provinciale stretta può subire limitazioni temporanee dopo frane, lavori o condizioni meteo difficili. Un navigatore aggiornato aiuta, ma non sostituisce i cartelli presenti sul posto.
Per una moto elettrica o uno scooter elettrico imposterei il giro con un margine di autonomia del 25-30%. Non farei affidamento sulla presenza di una colonnina al valico o nei piccoli abitati: è più sicuro ricaricare sulla costa o in un centro maggiore e usare la salita come tratto intermedio del viaggio.
Anche il recupero in discesa va interpretato correttamente. Può restituire energia, ma non compensa automaticamente il consumo della salita, del freddo o di una guida brillante. In questo itinerario una pianificazione prudente vale più della stima teorica indicata dall’app della moto.
Il modo migliore per vivere questo piccolo passo ligure
La Mola non va scelta per il record, per il punto panoramico perfetto o per una lunga serie di strutture turistiche. La sua forza è un’altra: offre una connessione silenziosa tra entroterra e mare, con curve abbastanza tecniche da tenere viva l’attenzione e borghi che invitano a rallentare.
Partirei con il serbatoio pieno, eviterei le ore di buio e lascerei spazio a una deviazione verso Velva o la Val di Vara. È proprio questa elasticità a rendere il percorso interessante: in poche ore si può costruire un giro semplice, oppure unirlo ad altri passi liguri per una giornata intera in sella.