Con pochi passi ben scelti si costruisce un giro toscano completo
- Muraglione, Futa e Raticosa sono i riferimenti più immediati per chi cerca curve e atmosfera motociclistica.
- Abetone e Radici offrono più quota, boschi e temperature fresche anche d’estate.
- Cisa, Cerreto e Carpinelli funzionano bene per un viaggio tra Lunigiana, Garfagnana e Appennino.
- Per un giro di una giornata considero realistici 180-260 km, soste comprese.
- Prima di partire controllo sempre meteo, viabilità e condizioni dell’asfalto, soprattutto fuori stagione.

Quali passi meritano davvero il viaggio in moto
La Toscana non ha un solo stile di guida. Il Mugello è più dinamico e frequentato, la Montagna Pistoiese alterna curve ampie e tratti nel bosco, mentre la Lunigiana regala un mototurismo più lento, fatto di vallate, castelli e strade secondarie. Per questo non sceglierei il percorso soltanto in base al numero di tornanti.
La tabella aiuta a capire rapidamente che tipo di esperienza aspettarsi. Le quote sono indicative e alcuni valichi si trovano sul confine con Emilia-Romagna o Marche, ma sono perfettamente integrabili in un itinerario toscano.
| Passo | Quota circa | Profilo del percorso | Ideale per |
|---|---|---|---|
| Muraglione | 907 m | Curve regolari e guida fluida | Prima uscita appenninica e gruppi |
| Futa | 903 m | Strada panoramica e abbastanza scorrevole | Mototurismo tra Firenze e Mugello |
| Raticosa | 968 m | Cambi di direzione e tornanti | Motociclisti con più esperienza |
| Abetone | 1.388 m | Salita lunga, curve varie e alta quota | Giri estivi e turismo a pieno carico |
| Radici | 1.529 m | Boschi, vallate e tratti più isolati | Tour di uno o più giorni |
| Cisa | 1.041 m | Collegamento storico tra Lunigiana e Parma | Viaggi di trasferimento con molte curve |
| Cerreto | 1.261 m | Strada montana tecnica e panoramica | Adventure e turismo appenninico |
La mia scelta personale cambia in base alla moto e al tempo disponibile. Per una domenica senza complicazioni partirei dal Mugello; per un fine settimana sceglierei invece Radici, Garfagnana e Lunigiana, dove il percorso conta più della singola curva.
Il Mugello resta il punto di riferimento per le curve
Muraglione da Dicomano a San Godenzo
Il tratto classico parte da Dicomano e segue la strada verso San Godenzo, fino al Passo del Muraglione, a circa 907 metri di quota. La salita propone curve leggibili, cambi di ritmo e un fondo generalmente adatto sia alle naked sia alle sport-touring.
Il passaggio più interessante non è soltanto il valico, ma l’intero collegamento tra la Val di Sieve e il versante romagnolo. Si può proseguire verso Rocca San Casciano e Premilcuore, oppure rientrare verso il Mugello costruendo un anello di circa 140-190 km.
Il Muraglione è anche il percorso in cui molti motociclisti commettono lo stesso errore. Nei fine settimana caldi si incontrano gruppi, ciclisti e veicoli che procedono a velocità molto diverse, quindi conviene guidare con margine e non impostare le curve come se fossero una pista.
Futa, Raticosa e Giogo in un solo giro
Un itinerario più ricco può unire il Passo della Futa, il Passo della Raticosa e il Passo del Giogo. Da Barberino del Mugello si sale verso Firenzuola e si può scegliere se passare prima dalla Futa, a circa 903 metri, oppure dirigersi verso il Giogo e chiudere l’anello sulla Raticosa.La Futa è più adatta a una guida turistica, con panorami aperti e collegamenti facili da gestire. La Raticosa, invece, presenta cambi di direzione più serrati e richiede maggiore precisione nella traiettoria, soprattutto quando l’asfalto è umido o sporco di foglie.
Per me questo è uno dei migliori giri di una giornata per una moto di media cilindrata. Con 160-220 km si possono aggiungere Firenzuola, Scarperia o il Lago di Bilancino senza correre, lasciando spazio a una sosta vera e non soltanto a una foto al passo.
Abetone e Passo delle Radici offrono quota e panorami più selvaggi
Abetone dalla Montagna Pistoiese
Il percorso verso l’Abetone è una scelta solida per chi parte da Pistoia, Lucca o dalla zona di Montecatini. La salita può passare da San Marcello Pistoiese e La Lima, per poi inserirsi sulla strada che porta al valico, a circa 1.388 metri.
Qui la guida è meno concentrata sul singolo tornante rispetto alla Raticosa. Ci sono tratti più ampi, curve in appoggio e lunghi segmenti nel bosco, ma anche traffico turistico, camper e motociclisti nei giorni festivi. La strada è piacevole con una sport-touring o una crossover, mentre una supersportiva rigida può risultare meno comoda sulle sezioni rovinate.
Il vantaggio dell’Abetone è la possibilità di proseguire in molte direzioni. Si può scendere verso Lucca, attraversare la Garfagnana oppure continuare verso il Passo delle Radici. D’estate è una delle zone migliori per cercare temperature più miti, ma in primavera e autunno il meteo può cambiare rapidamente.
Passo delle Radici e Garfagnana
Il Passo delle Radici raggiunge circa 1.529 metri e collega la Garfagnana con il versante emiliano. Un itinerario efficace parte da Castelnuovo di Garfagnana, passa da Castiglione di Garfagnana e sale verso il valico, con la possibilità di proseguire verso Frassinoro o Pievepelago.
È un giro che premia chi non ha fretta. Le strade attraversano boschi e piccoli centri, con meno servizi rispetto al Mugello e lunghi tratti in cui è meglio avere il serbatoio almeno a metà. Io lo consiglio soprattutto alle moto adventure, alle enduro stradali e alle tourer, ma il percorso asfaltato si affronta senza problemi anche con una naked in buone condizioni.
La quota porta con sé un limite concreto. Anche quando in pianura ci sono condizioni estive, in alto si possono trovare nebbia, vento e temperature basse. Un antipioggia compatto e un secondo strato termico occupano poco spazio e fanno una differenza enorme al rientro.In Lunigiana le strade diventano un viaggio più completo
Cisa tra Pontremoli e il valico
Il Passo della Cisa è uno dei collegamenti più conosciuti tra Toscana ed Emilia. Dal lato toscano si può arrivare da Pontremoli, attraversando una zona ricca di castelli, borghi e strade immerse nei boschi, fino a raggiungere il valico a circa 1.041 metri.
La Cisa funziona bene come parte di un viaggio più lungo, non necessariamente come semplice andata e ritorno. Pontremoli, Bagnone e Fivizzano permettono di costruire un percorso vario, alternando curve di montagna a strade più rilassate nella valle.
Rispetto ai passi del Mugello, qui il traffico può essere meno prevedibile e l’asfalto non sempre omogeneo. Affronterei le curve cieche con particolare prudenza, perché il rischio maggiore non è la difficoltà tecnica, ma trovare un’auto larga, detriti o umidità oltre il punto di corda.
Cerreto e Carpinelli per chi cerca strade meno scontate
Da Aulla si può puntare verso Fivizzano e il Valico del Cerreto, che raggiunge circa 1.261 metri. È una scelta molto interessante per chi vuole guidare tra Appennino e Lunigiana, con un percorso più appartato e una sensazione di viaggio più intensa rispetto ai valichi più famosi.
Il Passo dei Carpinelli, nella Garfagnana settentrionale, si presta invece a un anello con Piazza al Serchio, Casola in Lunigiana e Castelnuovo. Non è il passo da scegliere per inseguire la velocità, ma offre curve tecniche, boschi e panorami aperti che valorizzano una guida pulita.
Un itinerario Aulla, Fivizzano, Cerreto, Piazza al Serchio e Castelnuovo può arrivare a circa 180-240 km, secondo le deviazioni. Io lascerei almeno sette ore complessive, perché in questa zona fermarsi nei borghi o davanti a un punto panoramico fa parte del percorso, non è tempo perso.
Come pianificare un giro senza trasformarlo in una gara
Quanti chilometri mettere in programma
Sulle strade appenniniche la media reale è più bassa di quanto suggerisca la mappa. Tra curve, attraversamenti urbani, pause e fondo irregolare, una media di 35-50 km orari è spesso più realistica di quella calcolata da un navigatore.
Per una giornata piacevole suggerisco 180-260 km. Oltre i 300 km il giro può diventare stancante, soprattutto con passeggero, bagagli o poca esperienza sui tornanti. Meglio lasciare un’ora di margine che arrivare all’ultimo tratto con poca luce e concentrazione ridotta.
Periodo, meteo e condizioni della strada
Da aprile a giugno e da settembre a ottobre si trovano spesso le condizioni migliori per guidare. In piena estate i passi sono più freschi, ma aumentano traffico, ciclisti e presenze nei punti di ristoro; in primavera alcuni tratti ombreggiati possono restare umidi fino a metà giornata.
Prima di partire verifico sempre i bollettini meteo locali e gli aggiornamenti sulla viabilità provinciale o ANAS. Non mi affiderei soltanto al colore del percorso nell’app, perché una strada segnata come percorribile può avere lavori, ghiaia o semafori temporanei che cambiano completamente i tempi.
La moto giusta conta meno della preparazione
Una naked, una crossover o una sport-touring sono le moto più versatili per questi itinerari. Anche uno scooter di media cilindrata può affrontare i principali valichi asfaltati, purché si considerino autonomia, protezione aerodinamica e capacità di frenata in discesa.
Prima della partenza controllerei pressione e stato degli pneumatici, pastiglie, livello dei liquidi e tensione della catena. Per un giro di 220 km, una moto che consuma tra 4,5 e 6,5 litri ogni 100 km utilizzerà indicativamente 10-15 litri di carburante, ma nei tratti isolati conviene fare rifornimento senza aspettare la riserva.Per le moto elettriche il punto delicato è diverso. Il consumo cresce con salita, freddo e guida brillante, mentre le colonnine sono più frequenti nei centri abitati che sui valichi. Pianificherei quindi una ricarica con margine e sceglierei anelli che passano da città come Pistoia, Lucca, Arezzo o Firenze.
Guidare bene sui tornanti
La tecnica più utile è anche la più semplice. Entro nella curva già alla velocità corretta, tengo una traiettoria ampia senza invadere la corsia opposta e accelero soltanto quando vedo l’uscita. In discesa uso il freno motore, ma senza lasciare che la moto prenda velocità oltre il mio margine di controllo.
Nei gruppi è importante lasciare spazio tra una moto e l’altra. Il compagno davanti non deve diventare un punto da inseguire, soprattutto sulle curve cieche. Il ritmo migliore è quello che permette di arrivare a fine giornata ancora lucidi, con pneumatici e freni usati in modo regolare.
Dal primo giro al tour di più giorni la Toscana offre sempre una strada nuova
Per una prima esperienza sceglierei Futa e Giogo, con partenza dal Mugello e un anello contenuto. Chi vuole curve più note e un ambiente vivace può puntare sul Muraglione, mentre Abetone e Radici sono più adatti a chi cerca quota, boschi e un’intera giornata di viaggio.
La Lunigiana richiede qualche ora in più, ma ripaga con strade meno scontate e soste culturali che danno senso al percorso. Il criterio che seguo è semplice: un passo famoso per la guida, uno secondario per la scoperta e abbastanza tempo per fermarsi. È questa combinazione, più della velocità o del numero di tornanti, a rendere memorabile un itinerario in moto tra le montagne toscane.