Tra mare, passi montani e borghi arroccati, la Liguria offre alcuni dei percorsi più gratificanti per un viaggio in moto, ma non tutte le strade panoramiche sono adatte allo stesso tipo di motociclista. Ho raccolto gli itinerari più interessanti del Ponente, dell’area di Genova e del Levante, indicando difficoltà, tempi realistici, fondo stradale e accorgimenti utili per partire con un piano davvero pratico.
Sei itinerari diversi per vivere la Liguria su due ruote
- Colle di Nava e Passo Teglia sono ideali per alternare curve, borghi e panorami sulle Alpi Liguri.
- Passo del Faiallo regala uno dei migliori affacci sul mare vicino a Genova.
- Val Trebbia e Passo del Bracco offrono strade più scorrevoli e divertenti per una giornata intera.
- Per le Cinque Terre conviene usare la moto per raggiungere l’area, poi lasciare il mezzo nei punti consentiti.
- Su passi e strade secondarie il fondo può cambiare rapidamente: servono ritmo prudente e traccia aggiornata.
Come scegliere il percorso giusto
La Liguria non è una regione da attraversare velocemente seguendo sempre la costa. Le strade più belle spesso salgono nell’entroterra, diventano strette e richiedono più tempo di quanto suggerisca la distanza sulla mappa. Il mio criterio è semplice: scelgo il percorso in base alla qualità della guida, non al numero di località da spuntare.| Itinerario | Distanza indicativa | Tempo di guida | Per chi è adatto |
|---|---|---|---|
| Colle di Nava e Passo Teglia | 130-170 km | 4-6 ore | Motociclisti abituati a strade strette |
| Faiallo, Beigua e Sassello | 110-150 km | 3,5-5 ore | Giro panoramico da Genova |
| Val Trebbia e Val d’Aveto | 180-230 km | 5-7 ore | Chi cerca curve scorrevoli e poco traffico |
| Passo del Bracco e Levante | 140-190 km | 4-6 ore | Motociclisti di ogni livello intermedio |
| Riviera dei Fiori e entroterra | 120-180 km | 4-6 ore | Chi vuole unire mare, borghi e passi |
Le distanze sono indicative e dipendono dalle varianti scelte, dalle soste e dal traffico. In Liguria calcolo sempre una media reale di **35-45 km all’ora** sulle strade interne, soprattutto quando il percorso attraversa paesi, tornanti e tratti con visuale ridotta.
Il Ponente tra Colle di Nava, Passo Teglia e borghi medievali
Per scoprire la parte più alpina della regione partirei da **Pieve di Teco**, nell’entroterra di Imperia. Da qui si può salire verso il Colle di Nava, seguire la SS28 e inserire, quando le condizioni lo consentono, le deviazioni verso Mendatica, Monesi e il Passo Teglia.
Un percorso completo tra mare e montagne
Un anello interessante può collegare Imperia, Pieve di Teco, Colle di Nava, Mendatica, Passo Teglia, Rezzo e Sanremo. La versione più tranquilla resta interamente su asfalto; alcune strade militari dell’Alta Valle Argentina, invece, possono diventare sterrate o essere soggette a limitazioni. Con una moto stradale sceglierei senza esitazione il primo itinerario.
- Partenza: Imperia o Pieve di Teco.
- Punti panoramici: Colle di Nava, Passo Teglia e Bosco di Rezzo.
- Soste consigliate: Mendatica, Montalto Carpasio, Dolceacqua e Apricale.
- Durata: una giornata piena, con circa 150 km di curve.
Questa zona è meno affollata della costa e dà una sensazione di viaggio più autentica. Il rovescio della medaglia è la presenza di **carburanti e servizi meno frequenti**: prima di salire verso i passi conviene fare rifornimento e portare acqua.
La strada adatta alla propria moto
Una naked o una sport-touring si trova a proprio agio sul tratto asfaltato del Colle di Nava. Una maxi enduro permette invece di valutare qualche deviazione su fondo compatto, ma non bisogna confondere una strada bianca con un percorso semplice. Dopo pioggia o lavori, buche, ghiaia e fango possono rendere impegnativo anche un breve tratto.
Attenzione anche alla quota. I valichi dell’entroterra possono avere **neve, ghiaccio o detriti** quando sulla costa c’è già un clima mite. Controllo sempre le ordinanze provinciali e le condizioni locali prima di inserire Passo Teglia o le strade più alte nel navigatore.
Il balcone sul mare del Faiallo e del Parco del Beigua
Il Passo del Faiallo è uno dei percorsi più convincenti per chi parte da Genova, Arenzano o Savona. La strada collega la zona di Voltri con l’entroterra di Urbe e attraversa il territorio del Parco del Beigua, offrendo in molti punti una vista ampia sulla costa ligure.
Il giro che preferisco proporre è un anello da **Arenzano a Urbe, Sassello, Stella e Varazze**, con rientro sul mare. Sono circa 120-150 km, ma tra curve, soste fotografiche e attraversamenti dei centri abitati servono almeno quattro ore.Perché merita una giornata in moto
Il Faiallo combina due paesaggi molto diversi. Da un lato ci sono i versanti aperti verso il mare, dall’altro boschi, prati e vallate interne. Questa alternanza rende il percorso interessante anche quando il cielo non è perfettamente limpido, perché la strada cambia continuamente ritmo e ambiente.
Il tratto non è una pista. In alcuni punti la carreggiata è stretta, la visibilità in curva è limitata e si possono incontrare auto, ciclisti o animali. Io terrei una **marcia fluida e margine per correggere la traiettoria**, evitando di impostare il giro come una prova di velocità.
Le varianti verso Sassello e il Turchino
Da Urbe si può proseguire verso Sassello, celebre per gli amaretti e per il contesto boschivo, oppure rientrare verso il Passo del Turchino e Masone. La seconda opzione allunga il percorso e offre un itinerario più articolato, adatto a chi vuole trascorrere quasi tutta la giornata in sella.
Il punto forte di questa zona è la facilità con cui si possono creare anelli diversi. Se il traffico sulla costa è intenso, salire verso il Beigua aiuta a ritrovare **strade più rilassate e temperature più fresche**, soprattutto nei mesi caldi.
Val Trebbia e Val d’Aveto per curve scorrevoli e paesaggi appenninici
La SS45 della Val Trebbia è una delle scelte più equilibrate per un itinerario in moto vicino a Genova. Partendo da Genova Est si sale verso Torriglia, Montebruno e Bobbio, con la possibilità di proseguire verso Marsaglia o deviare in Val d’Aveto.
Il percorso tra Genova e Bobbio misura circa 70 km, ma per un giro completo considero più realistico prevedere **180-230 km**. Le soste a Torriglia, Montebruno e lungo il fiume Trebbia spezzano la guida senza togliere ritmo alla giornata.
Il tratto migliore per una prima uscita
La Val Trebbia è una buona introduzione alle strade panoramiche liguri perché, rispetto ad alcuni passi secondari, presenta tratti più leggibili e un andamento spesso scorrevole. Non significa che sia priva di rischi: curve cieche, pareti rocciose e fondo irregolare richiedono attenzione costante.
Per una moto turismo o una crossover il percorso è particolarmente piacevole. Chi guida una supersportiva troverà curve interessanti, ma dovrà accettare che **il piacere arriva dalla continuità**, non dalla possibilità di accelerare forte tra una curva e l’altra.
La deviazione verso l’Aveto
Da Marsaglia o Rezzoaglio si può entrare in Val d’Aveto, una zona più selvaggia e meno marittima. Il paesaggio diventa appenninico, con boschi, altopiani e piccoli borghi. È una variante adatta a chi vuole allontanarsi dalle località più note e costruire un viaggio di due giorni.
In questa parte della Liguria programmo sempre una sosta carburante con anticipo. Alcuni esercizi hanno aperture stagionali o orari ridotti, quindi è prudente **non arrivare al passo con il serbatoio in riserva**.
Il Levante tra Passo del Bracco, Sestri Levante e Cinque Terre
Il Passo del Bracco è probabilmente la scelta più immediata per chi cerca un itinerario che unisca curve e panorama costiero. Da Sestri Levante o Lavagna si può salire verso il passo, raggiungere Varese Ligure oppure rientrare passando da Moneglia, Deiva Marina e Levanto.Un anello di 150-190 km permette di combinare il Bracco con la Val di Vara. È una soluzione più piacevole, a mio avviso, rispetto alla sola percorrenza dell’Aurelia, che offre scorci bellissimi ma può diventare trafficata nei fine settimana e nei periodi di maggiore affluenza.
Leggi anche: Passo della Futa in moto - percorso, varianti e consigli
Come gestire le Cinque Terre in moto
Le Cinque Terre sono spettacolari, ma non le considero una destinazione da attraversare rapidamente in sella. Le strade di accesso sono strette, i parcheggi limitati e il traffico turistico può trasformare pochi chilometri in un’ora di viaggio.
La soluzione più pratica è raggiungere l’area da Levanto o La Spezia, lasciare la moto in un parcheggio autorizzato e visitare i borghi a piedi o con il treno. La **Via dell’Amore è un percorso pedonale regolamentato**, non una strada da inserire nell’itinerario motociclistico, e l’accesso turistico può richiedere prenotazione.
Per guidare senza stress sceglierei invece la SP370 nell’entroterra delle Cinque Terre, il Passo del Bracco e le strade della Val di Vara. Si ottiene comunque un ottimo mix di mare e montagna, evitando di sacrificare metà giornata alla ricerca di un posto dove parcheggiare.
Preparare il giro senza farsi sorprendere dalla strada
La differenza tra una bella giornata e un giro complicato spesso non sta nella moto, ma nella preparazione. Prima di partire controllo sempre **meteo, lavori, chiusure temporanee e stato dei passi**, usando una navigazione aggiornata e una seconda traccia salvata offline.
- Impostare il navigatore evitando autostrade, ma senza selezionare automaticamente tutte le strade tortuose.
- Verificare se una deviazione è realmente asfaltata e aperta al traffico.
- Fare rifornimento prima dei tratti montani più isolati.
- Portare una giacca impermeabile anche con previsioni favorevoli sulla costa.
- Ridurre il ritmo nei borghi e nelle curve senza visuale.
- Prevedere almeno il 20% di tempo in più rispetto alla stima del navigatore.
Un errore frequente è partire troppo tardi per riuscire a vedere mare, passi, borghi e ristoranti nello stesso giorno. Per un itinerario da 150 km sulle strade interne preferisco lasciare **due ore abbondanti per soste e imprevisti**. In questo modo il viaggio rimane piacevole e non diventa una corsa contro il tramonto.
Anche l’abbigliamento fa la sua parte. Nei mesi caldi la costa può superare i 30 °C, mentre sui passi il vento e l’umidità fanno percepire temperature molto più basse. Guanti con buona protezione, visiera pulita e strati facilmente removibili sono più utili di qualsiasi accessorio pensato solo per l’estetica.
Il modo migliore per ricordare la Liguria oltre le curve
Se dovessi scegliere un solo itinerario, opterei per **Val Trebbia e Val d’Aveto** per la qualità della guida, oppure per il Faiallo se avessi soltanto mezza giornata. Il Ponente è più adatto a chi ama passi e borghi dell’entroterra, mentre il Levante funziona meglio con un programma più lento e qualche visita a terra.
La Liguria dà il meglio quando si accetta di percorrere meno chilometri e fermarsi di più. Una curva con vista sul mare, un caffè in un paese dell’Appennino e una strada scelta con criterio valgono spesso più di un itinerario pieno di tappe. La moto qui non serve a coprire distanza, ma a collegare paesaggi molto diversi con il ritmo giusto.