La Liguria è una delle poche regioni italiane in cui, nello spazio di poche ore, si passa dal lungomare a strade strette tra boschi, passi appenninici e borghi medievali. Per organizzare un giro in moto in Liguria davvero piacevole servono però più attenzione alla viabilità, alla scelta delle strade e ai tempi di percorrenza che semplice entusiasmo. Qui raccolgo itinerari concreti, distanze indicative, periodi migliori e gli errori da evitare.
Le informazioni essenziali per scegliere il tuo percorso
- Itinerario più completo: Riviera dei Fiori, entroterra di Imperia e Colle di Nava.
- Per una giornata: Genova, Passo del Faiallo, Sassello e ritorno verso il mare.
- Per curve e panorami: Levante, Passo del Bracco, Varese Ligure e Val di Vara.
- Distanza realistica: tra 180 e 280 km al giorno sulle strade secondarie.
- Cinque Terre: meglio lasciare la moto fuori dai borghi e proseguire in treno o a piedi.

La Liguria da scegliere dipende dal tipo di viaggio
La regione non offre un solo stile di guida. La Riviera di Ponente è ideale se vuoi alternare curve, mare e borghi; il Levante regala panorami più raccolti, ma anche maggiore traffico nei fine settimana. L’entroterra, invece, è la parte che personalmente preferisco quando cerco una guida fluida e meno condizionata dai semafori.
La costa è scenografica, ma non sempre divertente da percorrere in moto. Tra località balneari, attraversamenti urbani e parcheggi affollati, la velocità media può scendere molto. Una buona regola è usare l’Aurelia per collegare due zone e riservare le strade provinciali dell’entroterra alle ore dedicate alla guida.
| Zona | Ideale per | Limite principale |
|---|---|---|
| Riviera dei Fiori | Mare, borghi, passi alpini e clima mite | Traffico estivo sulla costa |
| Area di Genova | Giri brevi verso Turchino, Faiallo e Beigua | Strade strette e viabilità urbana |
| Levante ligure | Panorami, Passo del Bracco e Val di Vara | Affollamento vicino alle località turistiche |
| Entroterra | Curve, boschi e guida più rilassata | Asfalto variabile e pochi distributori |
Tre itinerari in moto che funzionano davvero
Da Savona a Sassello passando dal Faiallo
È una proposta da 180-210 km, adatta a una giornata senza voler correre. Da Savona puoi risalire verso Varazze, raggiungere Cogoleto e puntare su Masone o Arenzano, scegliendo poi la salita verso il Passo del Faiallo. Il tratto offre viste sul litorale genovese e, nelle giornate limpide, una sensazione rara in Liguria: vedere mare e Appennino nello stesso colpo d’occhio.Il percorso può continuare verso Sassello, località piacevole per una sosta, e rientrare da Stella, Albisola o dall’area del Giovo di Savona. Non lo considero un itinerario da affrontare con gomme fredde o passo aggressivo: alcune curve sono cieche, la carreggiata può restringersi e gli animali possono attraversare senza preavviso.
La Riviera dei Fiori e l’entroterra di Imperia
Per un giro più ricco consiglio l’anello Sanremo, Dolceacqua, Pigna, Colle Langan, Molini di Triora e Imperia. In base alle deviazioni, si percorrono circa 220-270 km. È un itinerario che alterna strade costiere, tornanti e borghi in pietra, con un carattere quasi alpino appena ci si allontana dal mare.
Dolceacqua merita una pausa per il centro storico e il ponte medievale, mentre Triora è una tappa interessante per atmosfera e posizione. Salendo verso il Colle Langan bisogna però controllare il fondo stradale e le eventuali limitazioni stagionali. Alcuni collegamenti dell’alta valle sono più adatti a moto agili e a motociclisti abituati a asfalto irregolare e carreggiate strette.
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Il Levante tra Bracco e Val di Vara
Partendo da Sestri Levante o Lavagna, puoi entrare nell’entroterra verso il Passo del Bracco, proseguire in direzione di Varese Ligure e rientrare verso il mare. È un percorso di circa 160-230 km, secondo il punto di partenza e le strade scelte, con curve più continue rispetto a molti tratti costieri.
Varese Ligure è una sosta equilibrata, perché permette di spezzare il giro senza trasformarlo in una semplice sequenza di tornanti. Se vuoi includere le Cinque Terre, io eviterei di considerarle una strada da percorrere in moto. Nei borghi il traffico è intenso, i parcheggi sono limitati e le regole possono cambiare: conviene lasciare la moto a La Spezia, Levanto o nelle aree autorizzate e continuare in treno o a piedi.
Quanti chilometri programmare ogni giorno
In Liguria i chilometri ingannano. Un itinerario di 200 km sulle provinciali può richiedere quasi un’intera giornata, soprattutto se comprende attraversamenti urbani, soste fotografiche e strade tortuose. Io considero sostenibile una media di 35-50 km all’ora sulle vie secondarie, esclusi i tempi delle pause.
| Durata | Distanza consigliata | Struttura del giro |
|---|---|---|
| Mezza giornata | 90-140 km | Un passo e una sola zona costiera |
| Una giornata | 180-280 km | Anello con due o tre soste principali |
| Weekend | 350-550 km complessivi | Ponente o Levante con una notte nell’entroterra |
| Tour più lungo | 600-900 km | Attraversamento completo con deviazioni in Piemonte o Toscana |
Per una moto sport-touring o una naked il ritmo può essere più sostenuto, mentre con passeggero, bagagli o una moto pesante è meglio ridurre il programma. La scelta che fa più differenza non è inserire una tappa in più, ma lasciare almeno 60-90 minuti di margine per imprevisti, traffico e soste.
Considera anche l’autonomia. Su un anello di 250 km, con un consumo reale di 4,5-6 litri ogni 100 km, serviranno indicativamente 11-15 litri di carburante. Nell’entroterra non dare per scontato di trovare un distributore aperto: faccio rifornimento quando il serbatoio scende sotto metà, soprattutto la domenica.
Quando partire e come controllare la viabilità
I mesi più piacevoli sono spesso aprile, maggio, settembre e ottobre. In primavera bisogna mettere in conto fondi umidi e temperature più basse sui passi; in estate il mare è invitante, ma la costa può diventare lenta e affollata. L’inverno resta adatto ai tratti bassi del Ponente, mentre i valichi possono avere ghiaccio, detriti o chiusure temporanee.
Prima di partire controllo sempre meteo locale, eventuali ordinanze comunali e situazione delle autostrade A10, A12, A26 e A7. Autostrade per l’Italia pubblica aggiornamenti su cantieri e tempi di percorrenza, mentre il servizio CCISS è utile per verificare incidenti e code sulla rete principale.
Per la navigazione imposto “evita autostrade” solo dopo aver studiato il percorso. In Liguria il navigatore può proporre scorciatoie su strade private, mulattiere o tratti sterrati non adatti a una moto stradale. Scarico inoltre la mappa offline, perché nelle vallate il segnale telefonico può sparire proprio quando serve una deviazione.Moto, equipaggiamento e errori da evitare
Non serve una moto specialistica. Una naked, una crossover o una sport-touring sono perfette, purché abbiano pneumatici in buone condizioni e sospensioni regolate correttamente. Per un viaggio con bagagli preferisco un assetto leggermente più sostenuto e una pressione verificata a freddo secondo le indicazioni del costruttore.
- Abbigliamento a strati per passare dal clima marino alle temperature dei passi.
- Kit di riparazione tubeless, mini compressore e una torcia compatta.
- Guanti impermeabili e antipioggia facilmente accessibile, non in fondo al bagaglio.
- Supporto per smartphone con alimentazione stabile e protezione dalle vibrazioni.
- Documenti e assistenza salvati anche offline, soprattutto per i tratti più isolati.
L’errore più comune è partire con una lista di passi e guidare fino a essere stanchi. Le strade liguri richiedono attenzione continua per curve cieche, ciclisti, autobus e veicoli che invadono la traiettoria. Il mio criterio è semplice: entro in curva con velocità già adeguata, tengo margine e non inseguo il ritmo di chi ho davanti.
Un altro errore riguarda i borghi sul mare. Parcheggiare dove capita può creare problemi e rovinare l’esperienza. Meglio fermarsi in una zona consentita, camminare qualche minuto e considerare la sosta parte integrante del viaggio, non una perdita di tempo.
Il percorso che sceglierei per un primo weekend
Per chi visita la regione per la prima volta sceglierei un anello di due giorni nel Ponente. Il primo giorno partirei da Savona, seguirei la costa fino a Sanremo e dormirei nell’area di Imperia o nell’entroterra. Il secondo giorno entrerei nelle valli, passando da Dolceacqua, Pigna e uno dei valichi disponibili, prima di rientrare verso Savona.
Questa soluzione offre il giusto equilibrio tra panorama, curve e soste culturali senza obbligare a percorrere tutta la regione in fretta. Se invece il tuo obiettivo principale è guidare, sceglierei il Levante e la Val di Vara, evitando i periodi di maggiore afflusso verso Portofino e Cinque Terre.
La Liguria dà il meglio quando lasci spazio all’imprevisto, ma non quando parti senza un piano. Una traccia con due alternative per ogni giornata, un controllo della viabilità e un ritmo realistico bastano per trasformare le sue strade strette in uno dei tour motociclistici più vari del Nord Italia.