Giro in moto in Liguria - itinerari, passi e consigli pratici

1 luglio 2026

Un gruppo di motociclisti affronta un emozionante giro in moto in Liguria, su una strada sterrata tra montagne verdi e rocce imponenti.

Indice

La Liguria è una delle poche regioni italiane in cui, nello spazio di poche ore, si passa dal lungomare a strade strette tra boschi, passi appenninici e borghi medievali. Per organizzare un giro in moto in Liguria davvero piacevole servono però più attenzione alla viabilità, alla scelta delle strade e ai tempi di percorrenza che semplice entusiasmo. Qui raccolgo itinerari concreti, distanze indicative, periodi migliori e gli errori da evitare.

Le informazioni essenziali per scegliere il tuo percorso

  • Itinerario più completo: Riviera dei Fiori, entroterra di Imperia e Colle di Nava.
  • Per una giornata: Genova, Passo del Faiallo, Sassello e ritorno verso il mare.
  • Per curve e panorami: Levante, Passo del Bracco, Varese Ligure e Val di Vara.
  • Distanza realistica: tra 180 e 280 km al giorno sulle strade secondarie.
  • Cinque Terre: meglio lasciare la moto fuori dai borghi e proseguire in treno o a piedi.

Strada sterrata in montagna, perfetta per un giro in moto in Liguria. Cime verdi e cielo azzurro con nuvole bianche.

La Liguria da scegliere dipende dal tipo di viaggio

La regione non offre un solo stile di guida. La Riviera di Ponente è ideale se vuoi alternare curve, mare e borghi; il Levante regala panorami più raccolti, ma anche maggiore traffico nei fine settimana. L’entroterra, invece, è la parte che personalmente preferisco quando cerco una guida fluida e meno condizionata dai semafori.

La costa è scenografica, ma non sempre divertente da percorrere in moto. Tra località balneari, attraversamenti urbani e parcheggi affollati, la velocità media può scendere molto. Una buona regola è usare l’Aurelia per collegare due zone e riservare le strade provinciali dell’entroterra alle ore dedicate alla guida.

Zona Ideale per Limite principale
Riviera dei Fiori Mare, borghi, passi alpini e clima mite Traffico estivo sulla costa
Area di Genova Giri brevi verso Turchino, Faiallo e Beigua Strade strette e viabilità urbana
Levante ligure Panorami, Passo del Bracco e Val di Vara Affollamento vicino alle località turistiche
Entroterra Curve, boschi e guida più rilassata Asfalto variabile e pochi distributori

Tre itinerari in moto che funzionano davvero

Da Savona a Sassello passando dal Faiallo

È una proposta da 180-210 km, adatta a una giornata senza voler correre. Da Savona puoi risalire verso Varazze, raggiungere Cogoleto e puntare su Masone o Arenzano, scegliendo poi la salita verso il Passo del Faiallo. Il tratto offre viste sul litorale genovese e, nelle giornate limpide, una sensazione rara in Liguria: vedere mare e Appennino nello stesso colpo d’occhio.

Il percorso può continuare verso Sassello, località piacevole per una sosta, e rientrare da Stella, Albisola o dall’area del Giovo di Savona. Non lo considero un itinerario da affrontare con gomme fredde o passo aggressivo: alcune curve sono cieche, la carreggiata può restringersi e gli animali possono attraversare senza preavviso.

La Riviera dei Fiori e l’entroterra di Imperia

Per un giro più ricco consiglio l’anello Sanremo, Dolceacqua, Pigna, Colle Langan, Molini di Triora e Imperia. In base alle deviazioni, si percorrono circa 220-270 km. È un itinerario che alterna strade costiere, tornanti e borghi in pietra, con un carattere quasi alpino appena ci si allontana dal mare.

Dolceacqua merita una pausa per il centro storico e il ponte medievale, mentre Triora è una tappa interessante per atmosfera e posizione. Salendo verso il Colle Langan bisogna però controllare il fondo stradale e le eventuali limitazioni stagionali. Alcuni collegamenti dell’alta valle sono più adatti a moto agili e a motociclisti abituati a asfalto irregolare e carreggiate strette.

Leggi anche: Colle Fauniera in moto, il giro tra tre valli piemontesi

Il Levante tra Bracco e Val di Vara

Partendo da Sestri Levante o Lavagna, puoi entrare nell’entroterra verso il Passo del Bracco, proseguire in direzione di Varese Ligure e rientrare verso il mare. È un percorso di circa 160-230 km, secondo il punto di partenza e le strade scelte, con curve più continue rispetto a molti tratti costieri.

Varese Ligure è una sosta equilibrata, perché permette di spezzare il giro senza trasformarlo in una semplice sequenza di tornanti. Se vuoi includere le Cinque Terre, io eviterei di considerarle una strada da percorrere in moto. Nei borghi il traffico è intenso, i parcheggi sono limitati e le regole possono cambiare: conviene lasciare la moto a La Spezia, Levanto o nelle aree autorizzate e continuare in treno o a piedi.

Quanti chilometri programmare ogni giorno

In Liguria i chilometri ingannano. Un itinerario di 200 km sulle provinciali può richiedere quasi un’intera giornata, soprattutto se comprende attraversamenti urbani, soste fotografiche e strade tortuose. Io considero sostenibile una media di 35-50 km all’ora sulle vie secondarie, esclusi i tempi delle pause.

Durata Distanza consigliata Struttura del giro
Mezza giornata 90-140 km Un passo e una sola zona costiera
Una giornata 180-280 km Anello con due o tre soste principali
Weekend 350-550 km complessivi Ponente o Levante con una notte nell’entroterra
Tour più lungo 600-900 km Attraversamento completo con deviazioni in Piemonte o Toscana

Per una moto sport-touring o una naked il ritmo può essere più sostenuto, mentre con passeggero, bagagli o una moto pesante è meglio ridurre il programma. La scelta che fa più differenza non è inserire una tappa in più, ma lasciare almeno 60-90 minuti di margine per imprevisti, traffico e soste.

Considera anche l’autonomia. Su un anello di 250 km, con un consumo reale di 4,5-6 litri ogni 100 km, serviranno indicativamente 11-15 litri di carburante. Nell’entroterra non dare per scontato di trovare un distributore aperto: faccio rifornimento quando il serbatoio scende sotto metà, soprattutto la domenica.

Quando partire e come controllare la viabilità

I mesi più piacevoli sono spesso aprile, maggio, settembre e ottobre. In primavera bisogna mettere in conto fondi umidi e temperature più basse sui passi; in estate il mare è invitante, ma la costa può diventare lenta e affollata. L’inverno resta adatto ai tratti bassi del Ponente, mentre i valichi possono avere ghiaccio, detriti o chiusure temporanee.

Prima di partire controllo sempre meteo locale, eventuali ordinanze comunali e situazione delle autostrade A10, A12, A26 e A7. Autostrade per l’Italia pubblica aggiornamenti su cantieri e tempi di percorrenza, mentre il servizio CCISS è utile per verificare incidenti e code sulla rete principale.

Per la navigazione imposto “evita autostrade” solo dopo aver studiato il percorso. In Liguria il navigatore può proporre scorciatoie su strade private, mulattiere o tratti sterrati non adatti a una moto stradale. Scarico inoltre la mappa offline, perché nelle vallate il segnale telefonico può sparire proprio quando serve una deviazione.

Moto, equipaggiamento e errori da evitare

Non serve una moto specialistica. Una naked, una crossover o una sport-touring sono perfette, purché abbiano pneumatici in buone condizioni e sospensioni regolate correttamente. Per un viaggio con bagagli preferisco un assetto leggermente più sostenuto e una pressione verificata a freddo secondo le indicazioni del costruttore.

  • Abbigliamento a strati per passare dal clima marino alle temperature dei passi.
  • Kit di riparazione tubeless, mini compressore e una torcia compatta.
  • Guanti impermeabili e antipioggia facilmente accessibile, non in fondo al bagaglio.
  • Supporto per smartphone con alimentazione stabile e protezione dalle vibrazioni.
  • Documenti e assistenza salvati anche offline, soprattutto per i tratti più isolati.

L’errore più comune è partire con una lista di passi e guidare fino a essere stanchi. Le strade liguri richiedono attenzione continua per curve cieche, ciclisti, autobus e veicoli che invadono la traiettoria. Il mio criterio è semplice: entro in curva con velocità già adeguata, tengo margine e non inseguo il ritmo di chi ho davanti.

Un altro errore riguarda i borghi sul mare. Parcheggiare dove capita può creare problemi e rovinare l’esperienza. Meglio fermarsi in una zona consentita, camminare qualche minuto e considerare la sosta parte integrante del viaggio, non una perdita di tempo.

Il percorso che sceglierei per un primo weekend

Per chi visita la regione per la prima volta sceglierei un anello di due giorni nel Ponente. Il primo giorno partirei da Savona, seguirei la costa fino a Sanremo e dormirei nell’area di Imperia o nell’entroterra. Il secondo giorno entrerei nelle valli, passando da Dolceacqua, Pigna e uno dei valichi disponibili, prima di rientrare verso Savona.

Questa soluzione offre il giusto equilibrio tra panorama, curve e soste culturali senza obbligare a percorrere tutta la regione in fretta. Se invece il tuo obiettivo principale è guidare, sceglierei il Levante e la Val di Vara, evitando i periodi di maggiore afflusso verso Portofino e Cinque Terre.

La Liguria dà il meglio quando lasci spazio all’imprevisto, ma non quando parti senza un piano. Una traccia con due alternative per ogni giornata, un controllo della viabilità e un ritmo realistico bastano per trasformare le sue strade strette in uno dei tour motociclistici più vari del Nord Italia.
Questo articolo ha carattere esclusivamente informativo ed educativo. Il materiale è stato elaborato con il supporto di moderni strumenti analitici e linguistici (IA). Prima di prendere una decisione, consulta un esperto.

Domande frequenti

Da Savona puoi raggiungere il Passo del Faiallo e Sassello per un anello di circa 180-210 km. In alternativa, il Levante tra Passo del Bracco e Val di Vara offre 160-230 km, mentre la Riviera dei Fiori richiede circa 220-270 km.

Per una mezza giornata sono consigliati 90-140 km, mentre per una giornata intera 180-280 km. Sulle strade secondarie è realistico considerare una velocità media di 35-50 km all'ora, lasciando 60-90 minuti di margine per traffico, soste e imprevisti.

Aprile, maggio, settembre e ottobre offrono spesso le condizioni più piacevoli. In primavera i passi possono essere umidi e freddi, in estate la costa è più trafficata, mentre in inverno i valichi possono presentare ghiaccio, detriti o chiusure temporanee.

È preferibile non attraversare i borghi in moto, perché traffico e parcheggi limitati rendono la visita poco pratica. Puoi lasciare la moto a La Spezia, Levanto o in un'area autorizzata e proseguire in treno o a piedi.

Sono utili abbigliamento a strati, guanti impermeabili, antipioggia, kit di riparazione tubeless, mini compressore e torcia. Conviene inoltre scaricare la mappa offline e controllare pneumatici, pressione e autonomia prima di affrontare l'entroterra.

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levante passi borghi ponente entroterra

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Santo Cattaneo

Santo Cattaneo

Mi chiamo Santo Cattaneo e da 4 anni mi dedico con entusiasmo al mondo delle due ruote, con un occhio di riguardo per le moto, gli scooter e la mobilità elettrica, argomenti che esploro su futurmoto.it. La mia curiosità per questo settore è nata dalla volontà di comprendere a fondo le evoluzioni che stanno trasformando il modo in cui ci muoviamo, specialmente con l'avvento delle tecnologie elettriche. Mi impegno a offrire contenuti chiari e informati, analizzando le novità del mercato, confrontando le diverse opzioni disponibili e cercando di semplificare anche gli aspetti più tecnici per rendere la mobilità del futuro accessibile a tutti. Il mio obiettivo è fornire informazioni accurate, aggiornate e realmente utili per chiunque sia interessato a questo affascinante universo.

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