Una giornata in moto sul Lago di Garda può diventare un susseguirsi di panorami memorabili oppure una lunga coda tra gallerie e automobili. La differenza sta nella scelta del versante, dell’orario e delle deviazioni: qui raccolgo gli itinerari più belli, i tempi realistici, le difficoltà e le condizioni da controllare prima di partire.
Le informazioni essenziali per scegliere il giro giusto
- Gardesana Occidentale e Strada della Forra offrono gli scenari più spettacolari, ma richiedono attenzione e pazienza.
- Il giro costiero completo misura circa 160-170 km e richiede almeno 4-6 ore senza soste lunghe.
- Per trovare più curve conviene salire verso Monte Baldo, San Zeno e Valvestino, invece di restare sempre sul lungolago.
- La Strada della Forra è normalmente regolata a senso unico in salita nel tratto più stretto.
- Il periodo migliore è tra maggio e giugno oppure tra settembre e ottobre, preferibilmente nei giorni feriali.

Le strade panoramiche del Lago di Garda che meritano davvero la sella
Non tutte le strade che costeggiano il lago offrono la stessa esperienza. Alcune regalano viste continue sull’acqua, altre sono più interessanti per curve e dislivelli, mentre le vie principali possono diventare lente nei fine settimana estivi. Io preferisco alternare un tratto panoramico sul lago a una salita nell’entroterra, così il viaggio non si riduce a seguire una sola statale per ore.
| Itinerario | Distanza indicativa | Tempo di guida | Per chi è adatto |
|---|---|---|---|
| Gardesana Occidentale | 50-60 km | 1,5-2,5 ore | Chi cerca panorami, gallerie e borghi |
| Strada della Forra | Circa 6 km complessivi | 30-45 minuti | Motociclisti esperti nelle strade strette |
| Gardesana Orientale | 70-80 km | 2-3 ore | Chi vuole un percorso semplice e molto panoramico |
| Monte Baldo e San Zeno | 50-100 km con varianti | 2-4 ore | Chi preferisce curve e strade collinari |
| Valvestino e Alto Garda | 100-180 km | 3-6 ore | Chi cerca meno traffico e guida più tecnica |
Le distanze cambiano molto in base al punto di partenza e alle deviazioni. Un giro completo lungo le sponde può restare entro **170 km**, ma con Monte Baldo, Valvestino o Valle di Ledro si superano facilmente i 220 km. Prima di impostare il navigatore conviene quindi decidere se la priorità è il panorama o il piacere di guidare.
La Gardesana Occidentale e la Strada della Forra
Partendo da Salò verso nord, la Gardesana Occidentale attraversa Gardone Riviera, Toscolano Maderno, Gargnano, Tignale, Tremosine e Limone sul Garda prima di arrivare verso Riva. È il tratto più teatrale del giro, con gallerie scavate nella roccia, pareti verticali e scorci improvvisi sull’acqua.
La strada, però, non va affrontata come una pista. Le gallerie sono spesso strette, la visibilità cambia rapidamente e nei mesi affollati si incontrano autobus, camper e ciclisti. La mia regola è semplice: velocità regolare, distanza di sicurezza e niente sorpassi azzardati, soprattutto prima dell’ingresso in galleria.
La deviazione più spettacolare
La Strada della Forra sale da Porto di Tremosine verso Pieve attraverso una gola stretta e scenografica. Il tratto più famoso è breve, ma concentra curve ravvicinate, gallerie e pareti rocciose: non serve percorrerla velocemente per apprezzarla, anzi, una guida lenta permette di vedere meglio e di gestire gli incroci.
Dopo i lavori di messa in sicurezza, la Provincia di Brescia ha comunicato la riapertura della SP 38 nel marzo 2026. La circolazione può comunque cambiare per maltempo, caduta massi o nuovi interventi; prima di partire è prudente controllare le ordinanze locali. Nel tratto più stretto è previsto il senso unico in salita, quindi la deviazione va inserita nel giro dal lato corretto.
La Forra è adatta a naked, crossover e turistiche, ma meno piacevole per chi viaggia con una moto molto pesante o con poca esperienza sui tornanti stretti. Dopo la salita, Pieve di Tremosine merita una sosta breve per il panorama e per recuperare calma prima di rientrare sulla Gardesana.
La sponda orientale e il balcone del Monte Baldo
La Gardesana Orientale collega l’area di Peschiera con Lazise, Garda, Torri del Benaco, Brenzone, Malcesine e Torbole. Rispetto al versante occidentale è generalmente più leggibile, con diversi tratti aperti sul lago e una successione piacevole di paesi, porticcioli e spiagge.
Il rovescio della medaglia è il traffico. Tra Garda e Malcesine, soprattutto da giugno a settembre, le auto possono ridurre molto il ritmo. Io sceglierei la partenza entro le 8 del mattino oppure il tardo pomeriggio, evitando le ore centrali quando pullman e veicoli diretti ai parcheggi rendono il lungolago meno piacevole.La salita verso San Zeno di Montagna
Da Garda o Affi si può salire verso San Zeno di Montagna e proseguire sulle strade del versante occidentale del Monte Baldo. Qui il paesaggio cambia rapidamente: il lago resta visibile dall’alto, mentre la strada diventa più tortuosa e ombreggiata.
È una deviazione ideale per chi vuole guidare davvero, senza rinunciare alla vista. Le curve non sono tutte ampie e il fondo può essere umido nei tratti boschivi, quindi conviene lasciare margine alla traiettoria. Da San Zeno si possono raggiungere Albisano, Prada o rientrare verso Caprino Veronese in base al tempo disponibile.
La combinazione Garda, San Zeno, Caprino e Malcesine crea un anello di circa 80-110 km, adatto a una mezza giornata. In questo caso non cercherei di aggiungere anche il giro completo del lago: il rischio è trascorrere più tempo a guardare l’orologio che il paesaggio.
Gli anelli più interessanti nell’Alto Garda
Chi parte da Riva del Garda può costruire itinerari più vari rispetto al semplice giro costiero. L’area dell’Alto Garda permette di collegare il lago di Tenno, la Valle di Ledro, il lago d’Ampola e alcune strade di montagna con un alternarsi continuo di tornanti e punti panoramici.
Riva, Tenno e Valle di Ledro
Da Riva si sale verso il lago di Tenno, una deviazione breve ma molto piacevole, soprattutto nelle prime ore della giornata. Da qui si può proseguire verso il Passo del Ballino e la Valle di Ledro, scegliendo un percorso più fresco e meno congestionato rispetto alla Gardesana.
La vecchia strada del Ponale, spesso indicata nelle guide come una delle viste più belle dell’Alto Garda, non è un percorso da fare in moto. Oggi è destinata principalmente a pedoni e biciclette, mentre i motociclisti devono utilizzare la viabilità ordinaria verso la Valle di Ledro.
Un anello Riva, Tenno, Ledro e ritorno richiede circa 70-100 km, a seconda delle varianti. È una scelta equilibrata per chi viaggia in coppia o con una moto da turismo, perché alterna guida, soste panoramiche e piccoli centri dove fermarsi senza affrontare una giornata troppo lunga.
Gargnano, Valvestino e il rientro sul lago
Dal versante occidentale, Gargnano è il punto di partenza per entrare nella Valvestino. La strada si allontana dal lago e attraversa un ambiente più selvaggio, con curve strette, boschi e tratti in cui il traffico diminuisce sensibilmente.
Questa variante piace soprattutto a chi considera la moto uno strumento per esplorare, non soltanto per raggiungere un bel punto panoramico. Il fondo può essere meno uniforme rispetto alle strade principali e i servizi sono più distanti, quindi partire con serbatoio pieno e navigatore offline è una scelta sensata.
L’anello Gargnano, Valvestino, lago d’Idro e ritorno può arrivare a 150-180 km. Lo consiglierei a motociclisti già abituati a strade strette e a cambi di ritmo, mentre per una prima uscita sul Garda sceglierei un itinerario più semplice.

Come organizzare una giornata senza trasformarla in una gara
Il giro completo del lago sembra semplice sulla carta, ma il tempo reale dipende da traffico, attraversamenti urbani e soste. Per percorrere le sponde con un minimo di tranquillità metterei in conto 4-6 ore di guida effettiva, a cui aggiungere almeno due ore per pranzo, fotografie e rifornimenti.
Il momento giusto per partire
Nei fine settimana estivi partire presto fa una differenza enorme. La fascia tra le 7:30 e le 10:30 è generalmente la più piacevole per il lungolago; dopo, la situazione può rallentare soprattutto nei pressi di Malcesine, Limone, Salò e dei centri più turistici.
La primavera e l’autunno offrono temperature più gestibili, ma in quota il clima cambia rapidamente. Una strada asciutta a Garda può diventare umida e fredda verso San Zeno o Ledro. Per questo porterei sempre un sottotuta leggero, uno strato impermeabile e guanti adatti alla mezza stagione.
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La preparazione della moto
- Controlla pressione e stato degli pneumatici, soprattutto se viaggi con passeggero e bagagli.
- Parti con il serbatoio pieno e pianifica il rifornimento prima delle deviazioni montane.
- Scarica la mappa offline, perché nelle gallerie e nelle valli il segnale può interrompersi.
- Verifica le chiusure della Strada della Forra e delle provinciali dopo piogge intense.
- Porta una soluzione per la pioggia e una torcia compatta per eventuali problemi in sosta.
Il navigatore dovrebbe essere un aiuto, non il capo del viaggio. Eviterei l’opzione “strade più tortuose” senza controllare il percorso, perché può proporre vie private, sterrate o troppo strette per una moto carica. Meglio dividere il tragitto in tre o quattro punti intermedi e verificare ogni deviazione prima di imboccarla.
Quale itinerario scegliere in base alla moto e all’esperienza
Una sport-tourer può affrontare facilmente il giro costiero, ma non è detto che sia la moto più divertente sulle strade strette di montagna. Allo stesso modo, una naked agile è perfetta tra Forra e Monte Baldo, mentre uno scooter di media cilindrata può godersi senza problemi la Gardesana Orientale e i centri del basso lago.| Profilo del motociclista | Percorso consigliato | Da evitare o valutare con cautela |
|---|---|---|
| Prima esperienza sul Garda | Gardesana Orientale tra Garda e Malcesine | Forra nelle ore affollate |
| Moto sportiva o naked | San Zeno, Monte Baldo e Alto Garda | Lungolago nei fine settimana |
| Moto turistica con passeggero | Riva, Tenno, Ledro e tratti costieri | Tornanti molto stretti e soste improvvisate |
| Enduro stradale | Valvestino e strade dell’entroterra | Fondi non asfaltati senza verifica del transito |
| Scooter | Garda, Torri, Malcesine e basso lago | Salite lunghe con bagagli e traffico intenso |
La cilindrata conta meno della confidenza con il mezzo. Su queste strade fanno la differenza maneggevolezza, freni efficienti e pneumatici in ordine, non la potenza massima. Un motore troppo brillante può persino distrarre dal ritmo corretto quando la carreggiata si restringe.
Il modo più intelligente per vivere il Garda in moto
Se ho una sola giornata, sceglierei un anello da 120-180 km con una salita nell’entroterra e un rientro sul lungolago. In questo modo si vedono paesaggi diversi, si evitano alcuni tratti congestionati e si conserva abbastanza tempo per una sosta vera, non soltanto per una fotografia scattata in fretta.
La strada più famosa non è sempre quella migliore per il proprio viaggio. La Gardesana Occidentale e la Forra regalano immagini straordinarie, ma San Zeno, Valvestino e la Valle di Ledro offrono spesso una guida più fluida e meno stressante. Prima di partire controllerei sempre meteo, viabilità e carburante, poi lascerei spazio a qualche deviazione imprevista: sul Lago di Garda, spesso, è proprio la curva non programmata a diventare il ricordo più bello.