Il passo del tonale in moto è una scelta azzeccata per chi vuole un itinerario alpino accessibile, panoramico e facilmente collegabile ad altri valichi. In queste righe racconto come arrivare, quali versanti preferire, quando partire, che tipo di guida aspettarsi e come trasformare il passaggio sul Tonale in un vero giro tra Val di Sole, Val Camonica, Gavia e Mortirolo.
Il Tonale offre una salita panoramica e versatile per molti tipi di moto
- Quota: il valico raggiunge circa 1.884 metri sul livello del mare.
- Strada principale: la SS42 collega Val di Sole e alta Val Camonica.
- Periodo ideale: da maggio a ottobre, controllando sempre meteo e viabilità.
- Itinerario facile: Tonale, Ponte di Legno ed Edolo sono adatti anche a chi non ha grande esperienza alpina.
- Varianti impegnative: Gavia e Mortirolo rendono il giro più spettacolare, ma anche più tecnico e soggetto a chiusure.

Perché vale la pena salire al Passo del Tonale
Il Tonale non è il passo più difficile delle Alpi, ed è proprio questo il suo punto di forza. La strada è generalmente più scorrevole rispetto a Gavia o Mortirolo, con curve leggibili, carreggiata abbastanza ampia e diversi punti in cui fermarsi. Per una prima uscita in alta montagna lo considero una meta molto più equilibrata di valichi famosi ma severi.
Il collegamento avviene lungo la SS42 del Tonale e della Mendola, che attraversa il confine tra Lombardia e Trentino. Dal lato della Val di Sole si sale da Ossana e Vermiglio, mentre dal versante lombardo si arriva attraverso Ponte di Legno, Temù ed Edolo. Il paesaggio cambia rapidamente, dai boschi della valle agli spazi aperti dell’alta quota.La quota si fa sentire soprattutto nelle soste. Anche in una giornata calda il vento può essere freddo e la temperatura può scendere di diversi gradi rispetto al fondovalle. Io preferisco arrivare al passo con uno strato antivento facilmente accessibile, invece di affidarmi soltanto alla tuta estiva.
Come scegliere il versante migliore
Da Ossana e Vermiglio verso il valico
Il versante trentino è quello che sceglierei per una salita progressiva e panoramica. Da Ossana si entra nella Val di Vermiglio e si affronta una strada che sale per circa 15 chilometri, con un dislivello vicino ai 900 metri. La pendenza media è moderata, ma alcuni tratti nei pressi di Vermiglio richiedono attenzione, soprattutto con passeggero e moto carica.
La parte finale diventa più aperta e regala una vista ampia verso il gruppo dell’Adamello e la Presanella. Qui è facile lasciarsi prendere dall’ambiente e aumentare il ritmo, ma i tornanti restano strade pubbliche, spesso frequentate da auto, camper e ciclisti. La guida pulita paga più della velocità.
Da Ponte di Legno verso il Tonale
Dal lato lombardo la salita è altrettanto piacevole e può essere inserita in un giro più ampio attraverso la Val Camonica. Ponte di Legno è una base comoda per una sosta, con servizi, rifornimento e possibilità di mangiare prima dell’ultimo tratto verso il passo.
Questo versante è interessante soprattutto se si arriva da Edolo o dall’Aprica. La strada consente di alternare curve e tratti più rilassati, ma nei periodi di maggiore affluenza il traffico turistico può rallentare il percorso. Per godersela davvero, partire presto fa una differenza concreta.
| Versante | Punto di partenza utile | Caratteristiche | Adatto a |
|---|---|---|---|
| Trentino | Ossana o Vermiglio | Salita regolare, boschi e panorama finale | Principianti e turismo |
| Lombardia | Ponte di Legno | Curve scorrevoli e collegamento con Edolo | Giri panoramici e anelli alpini |
Tre itinerari da costruire intorno al Tonale
Il giro essenziale tra Val di Sole e Val Camonica
Per una giornata senza complicazioni partirei da Dimaro o Ossana, salirei a Vermiglio e raggiungerei il Tonale. Dopo una pausa al valico, scenderei verso Ponte di Legno e proseguirei fino a Edolo, rientrando eventualmente dalla stessa strada oppure passando per l’Aprica.
È il percorso che consiglio a chi vuole concentrarsi sulla guida senza accumulare troppi chilometri. A seconda del punto di partenza e del rientro, si può stare indicativamente tra 120 e 180 chilometri. Lascia anche il tempo per una breve deviazione verso Ponte di Legno o per una passeggiata nei pressi del passo.L’anello Tonale, Gavia e Aprica
Questo è il giro più completo per chi parte dalla Val Camonica. Da Edolo si sale verso Ponte di Legno, si affronta il Tonale e si rientra verso sud, oppure si inserisce il Passo di Gavia dal collegamento con Ponte di Legno. La combinazione regala paesaggi molto diversi, ma richiede più concentrazione e una pianificazione precisa.
Il Gavia è più stretto, presenta tornanti ravvicinati e in alcuni punti lascia poco spazio per correggere una traiettoria sbagliata. Non lo affronterei come semplice appendice del Tonale se è la prima uscita dell’anno o se si viaggia con una moto pesante. Il chilometraggio complessivo può superare facilmente i 200 chilometri.
Tonale e Mortirolo per una giornata tecnica
Il Mortirolo aggiunge un carattere completamente diverso. La strada è più raccolta, spesso immersa nel bosco, con tornanti stretti e pendenze che possono mettere alla prova chi viaggia con passeggero o bagagli. In compenso, è una deviazione memorabile per chi apprezza la guida tecnica e le strade meno scorrevoli.
Il mio consiglio è di non inserire Tonale, Gavia e Mortirolo nello stesso giro solo per collezionare nomi. Sono tre valichi molto diversi e, sommati, possono trasformare una bella giornata in una prova di resistenza. Meglio scegliere due passi e lasciare margine per soste, imprevisti e cambiamenti meteorologici.
Quando partire e cosa controllare
Il periodo più affidabile va generalmente da fine primavera all’inizio dell’autunno. Il Tonale è una strada importante e normalmente più accessibile di Gavia e Mortirolo, ma neve, ghiaccio, lavori o incidenti possono modificare la situazione anche in alta stagione.
Prima di partire controllo sempre tre elementi: il bollettino meteo lungo tutto l’itinerario, la viabilità della SS42 e l’eventuale apertura dei passi secondari. Non basta verificare il tempo previsto al Tonale, perché tra Edolo, Ponte di Legno e Val di Sole possono esserci condizioni molto diverse.- In maggio e ottobre le mattine possono essere fredde e alcuni tratti umidi.
- Tra giugno e settembre il rischio principale è il traffico nei fine settimana.
- Nel pomeriggio aumentano spesso nuvole e temporali sulle cime.
- Gavia e Mortirolo possono avere una stagione utile più breve rispetto al Tonale.
Partire presto non serve soltanto a trovare meno auto. Significa anche affrontare la salita con asfalto più pulito, maggiore luce e più tempo per cambiare itinerario se una strada viene chiusa. In montagna considero sempre un percorso alternativo, anche quando le previsioni sembrano perfette.
Come guidare in sicurezza sui tornanti
La difficoltà principale non è la pendenza, ma la combinazione di curve cieche, veicoli che tagliano la traiettoria e fondo stradale variabile. Entro nel tornante con velocità già ridotta, tengo una traiettoria larga ma sempre dentro la mia corsia e accelero soltanto quando vedo l’uscita.
In discesa evito di usare soltanto i freni. Il freno motore, cioè il rallentamento ottenuto lasciando lavorare il motore a una marcia adeguata, aiuta a mantenere la moto stabile. Se la strada è umida o sporca, preferisco una marcia in più e movimenti dolci sui comandi.
Attenzione anche ai cambi di luce tra bosco e spazi aperti. Dopo una lunga sequenza di curve è facile fissarsi sulla strada e dimenticare ciclisti, animali o mezzi fermi. Una velocità moderata permette di godere il paesaggio senza trasformare ogni curva in una scommessa.
Leggi anche: Colle Fauniera in moto, il giro tra tre valli piemontesi
La preparazione della moto
Prima di un giro alpino verifico pressione e stato degli pneumatici, pastiglie, livello del liquido refrigerante e funzionamento delle luci. Il controllo sembra banale, ma una gomma usurata o una leva del freno spugnosa diventano problemi molto più seri dopo decine di tornanti.
Porto con me un kit antiforatura, guanti impermeabili, un secondo strato termico, acqua e una power bank. Il navigatore è utile, ma non lo seguo in modo cieco: se propone una scorciatoia su una strada secondaria, controllo prima fondo, larghezza e accessibilità.
Gli errori che rovinano il giro
Il primo errore è considerare il Tonale una pista. La strada può essere scorrevole, ma il traffico cambia rapidamente e la presenza di camper o autobus rende imprevedibili alcuni sorpassi. Il secondo è pianificare troppi passi nella stessa giornata senza considerare i tempi reali delle soste.
Un altro problema frequente è vestirsi pensando soltanto alla temperatura di partenza. A quasi 1.900 metri il clima può cambiare in pochi minuti, mentre una discesa bagnata con abbigliamento leggero diventa scomoda e affatica la guida.
- Partire tardi e trovare traffico intenso nei tratti più panoramici.
- Ignorare i passi secondari chiusi o soggetti a limitazioni stagionali.
- Caricare troppo la moto, peggiorando maneggevolezza e frenata.
- Fermarsi in curva o nei punti senza visibilità per scattare fotografie.
- Affrontare Gavia e Mortirolo senza avere margine fisico o tempo sufficiente.
Per me il giro riuscito non è quello con più curve registrate sul navigatore, ma quello che lascia ancora energia per rientrare con calma. Se il tempo peggiora, scendere verso valle e accorciare il percorso è una scelta intelligente, non una rinuncia.
Il modo migliore per vivere il Tonale in moto
Il valico dà il meglio quando viene inserito in un itinerario ragionato. Una combinazione equilibrata è Tonale con Ponte di Legno ed Edolo; una versione più impegnativa può aggiungere Gavia oppure Mortirolo, ma soltanto dopo aver verificato apertura, meteo e condizioni personali.
Dedicherei almeno mezza giornata alla salita e alla discesa, lasciando tempo per una sosta panoramica e per una pausa nei centri abitati della valle. La SS42 è il percorso più semplice, mentre i passi vicini servono a rendere il viaggio più tecnico e avventuroso.
Il consiglio finale è semplice: preparate la moto, partite con abbigliamento modulare e lasciate sempre un piano B. Il Tonale ripaga chi lo percorre con ritmo regolare e occhi aperti, offrendo una delle esperienze alpine più complete senza pretendere prestazioni da pilota.