Un viaggio in moto tra il lago di Ginevra e il Mediterraneo può trasformarsi in una delle più belle traversate d’Europa, ma solo se si rispettano tempi, meteo e condizioni dei passi. La Route des Grandes Alpes attraversa circa 700-720 km di strade alpine francesi, con colli spettacolari, dislivelli importanti e numerose varianti. Qui raccolgo un itinerario pratico, i passi da non perdere, il periodo migliore, l’equipaggiamento necessario e un budget realistico.
La traversata alpina ideale per chi ama curve e paesaggi
- Percorso: da Thonon-les-Bains, sul lago di Ginevra, fino a Mentone o Nizza.
- Distanza: circa 700-720 km, senza contare deviazioni e strade panoramiche.
- Durata consigliata: 6 giorni per guidare senza trasformare il viaggio in una gara.
- Periodo migliore: da fine giugno a metà settembre, sempre verificando l’apertura dei colli.
- Moto ideale: turismo, crossover o naked con buona autonomia e pneumatici in ordine.

Che cos’è davvero la Route des Grandes Alpes
Non è una singola strada numerata, ma una traversata turistica composta da molte strade dipartimentali che uniscono le Alpi francesi da nord a sud. Il punto di partenza tradizionale è Thonon-les-Bains, mentre l’arrivo classico è Mentone, anche se molti motociclisti concludono il viaggio a Nizza.
L’itinerario attraversa sei dipartimenti e supera una lunga serie di passi, tra cui Col de l’Iseran, Col du Galibier, Col d’Izoard e Cime de la Bonette. Il numero esatto dei colli cambia in base alla variante scelta, ma la traccia principale viene spesso descritta con circa 17 passi.
La cosa più importante da capire è che il chilometraggio non racconta tutto. Su una strada alpina, 150 km possono richiedere cinque o sei ore tra curve, soste fotografiche, lavori, traffico lento e attraversamenti dei piccoli centri abitati. Io considero il tempo in sella più significativo della distanza giornaliera.
Come dividere il percorso in moto
In quattro giorni si può completare la traversata, ma il ritmo diventa impegnativo e lascia poco spazio ai paesaggi. Per una prima esperienza suggerisco sei giorni, con tappe da 110 a 170 km e almeno una giornata più corta nella zona dei passi più alti.
| Giorno | Tratta indicativa | Cosa aspettarsi |
|---|---|---|
| 1 | Thonon-les-Bains - Cluses o Megève | Prime curve, Col des Gets, Col des Aravis e paesaggi della Savoia. |
| 2 | Megève - Bourg-Saint-Maurice | Col des Saisies e Cormet de Roselend, con strade strette e panoramiche. |
| 3 | Bourg-Saint-Maurice - Valloire o Modane | Col de l’Iseran, il punto più alto dell’itinerario a circa 2.764 metri. |
| 4 | Valloire - Briançon | Col du Télégraphe e Col du Galibier, due passaggi fondamentali per chi ama la guida. |
| 5 | Briançon - Barcelonnette | Col d’Izoard, Col de Vars e strade più aperte verso le Alpi meridionali. |
| 6 | Barcelonnette - Mentone | Col de la Bonette o Col de la Cayolle, poi Col de Turini e discesa verso il mare. |
Questa suddivisione è una base, non un itinerario rigido. Se piove sui passi settentrionali, conviene accorciare la tappa e fermarsi prima. Prenotare ogni notte con una certa flessibilità costa talvolta qualcosa in più, ma evita di guidare stanchi per rispettare una prenotazione non rimborsabile.
Meglio partire da nord o da sud
Partire da Thonon-les-Bains significa affrontare il viaggio con una progressione naturale, dalle strade più verdi dell’Alta Savoia ai paesaggi mediterranei. In senso opposto, da Mentone verso nord, si arriva ai passi più impegnativi quando si è già entrati nel ritmo della traversata.
Personalmente preferisco il senso nord-sud. La discesa finale verso Mentone regala un cambio di scenario memorabile, passando in poche ore dalla montagna alle palme e alla costa. Il senso inverso resta comunque valido, soprattutto se si vuole collegare il viaggio a un itinerario italiano sulle Alpi occidentali.
I passi e le deviazioni che meritano davvero
Il Col de l’Iseran è il passaggio più alto e uno dei simboli del viaggio. Non è il tratto più tecnico, ma l’altitudine si fa sentire: anche in estate si possono trovare vento forte, temperature basse e neve ai bordi della carreggiata. Portare uno strato antivento è più utile di qualsiasi accessorio estetico.
Il Col du Galibier offre una guida più intensa, con rampe e tornanti che richiedono concentrazione. Il Col d’Izoard, invece, conquista soprattutto per l’ambiente roccioso e per la sensazione di isolamento. Sono due passi diversi, ma entrambi spiegano perché questa traversata sia così apprezzata dai motociclisti.
La Cime de la Bonette, a circa 2.802 metri nel punto più alto della strada, è una deviazione molto popolare. Non va confusa con il semplice Col de la Bonette: l’anello sommitale aggiunge chilometri e dislivello, ma offre una vista ampia sulle Alpi meridionali.
Le varianti utili quando un colle è chiuso
La traccia ufficiale presenta diverse varianti, che non servono soltanto a vedere paesaggi differenti. Possono diventare indispensabili quando un passo è ancora coperto di neve, interessato da lavori o chiuso dopo una frana.
- Col de la Cayolle: alternativa più tranquilla e naturale rispetto ad alcuni tratti meridionali.
- Col d’Allos: deviazione piacevole per chi vuole strade più solitarie e un ritmo rilassato.
- Alpe d’Huez e Col de Sarenne: variante interessante per gli appassionati di ciclismo e tornanti.
- Col de Turini: conclusione spettacolare, famosa anche per i rally e per la strada molto sinuosa.
Non inserirei tutte le varianti nello stesso viaggio. Aggiungerle senza aumentare i giorni significa accumulare fatica e perdere il piacere della guida. Una deviazione ben scelta vale più di tre tappe affrontate di corsa.
Quando partire e come controllare le strade
Il periodo più affidabile per una moto è generalmente compreso tra fine giugno e metà settembre. A giugno i colli più alti possono ancora aprire in modo graduale, mentre a ottobre il meteo può cambiare rapidamente e alcune strutture lavorano con orari ridotti.
Luglio e agosto offrono giornate lunghe, ma anche più traffico, ciclisti e motociclisti. La seconda metà di settembre è spesso un ottimo compromesso, con meno affollamento e luce autunnale, però bisogna accettare un rischio maggiore di pioggia e chiusure improvvise.
Prima di ogni tappa controllo sempre tre elementi separati:
- apertura dei passi sui portali stradali dei dipartimenti francesi;
- previsioni meteo in quota, non soltanto quelle del paese di partenza;
- lavori, frane e manifestazioni ciclistiche che possono bloccare una strada anche con bel tempo.
Una strada segnalata come aperta non è automaticamente facile. Pioggia, ghiaia dopo un temporale, animali sul tracciato e ombra gelida nei tornanti possono cambiare completamente la guida. Io terrei sempre una traccia GPS alternativa a bassa quota, pronta per evitare di improvvisare quando il meteo peggiora.
Come preparare moto, bagagli e budget
La moto non deve essere potente, ma deve essere prevedibile. Una cilindrata media da 500-800 cm³ è già più che sufficiente, mentre una maxi enduro offre comfort e autonomia ma può diventare impegnativa nei tornanti stretti o nelle manovre da fermo.
Controlli indispensabili
- Pneumatici: mescola e battistrada devono essere adatti a pioggia e temperature variabili.
- Freni: pastiglie e liquido vanno controllati prima della partenza, perché le discese sottopongono l’impianto a stress continuo.
- Catena: lubrificante e regolazione corretta fanno la differenza dopo molti chilometri di salita e discesa.
- Autonomia: è prudente fare rifornimento ogni 150-200 km, perché sui colli i distributori non sono sempre disponibili.
- Protezione: guscio antipioggia, guanti di ricambio e strato termico sono più importanti di un bagaglio elegante.
Per una moto elettrica la pianificazione deve essere ancora più precisa. Il consumo aumenta con pendenze, freddo e velocità, quindi userei l’autonomia reale con bagagli, non quella dichiarata dal costruttore, mantenendo un margine consistente prima di ogni ricarica.
Il bagaglio migliore è quello che non si nota. Una borsa impermeabile con abbigliamento modulare, kit antiforatura, power bank, documenti e una piccola torcia è sufficiente per quasi una settimana. Eviterei valigie troppo larghe, perché sulle strade strette possono complicare il passaggio e aumentare la fatica.
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Quanto può costare
Per sei giorni, esclusi noleggio della moto e viaggio per raggiungere la Francia, considero realistico questo ordine di grandezza:
| Voce | Stima indicativa | Nota pratica |
|---|---|---|
| Carburante | 70-120 euro | Dipende da consumi, deviazioni e prezzo locale. |
| Pernottamenti | 360-900 euro | Da camere semplici a hotel alpini in alta stagione. |
| Pasti | 180-330 euro | Ristoranti, colazioni e pranzi veloci. |
| Extra | 50-150 euro | Parcheggi, pedaggi di avvicinamento, ingressi e imprevisti. |
Il totale può quindi oscillare tra 660 e 1.500 euro a persona. Dormire fuori dai centri più famosi e prenotare con anticipo riduce il costo, ma non risparmierei su gomme, freni o abbigliamento impermeabile: in montagna sono elementi di sicurezza, non optional.
Gli errori che rovinano una traversata alpina
Il primo errore è programmare tappe da 250-300 km solo perché la distanza sembra modesta sulla mappa. Dopo ore di tornanti, anche una tratta breve stanca mani, spalle e attenzione. La fatica riduce la precisione in curva, soprattutto nelle discese.
Un altro problema frequente è partire con abbigliamento estivo pensando che basti aggiungere una felpa. Tra valle e alta quota la temperatura può cambiare rapidamente, mentre un acquazzone pomeridiano può lasciare la strada bagnata e sporca per ore.
Infine, non seguirei il navigatore impostato sul percorso più rapido. Sulle Alpi può proporre gallerie, strade principali o collegamenti poco interessanti. Impostare le tappe per passi e controllare manualmente le varianti permette di guidare sulla strada giusta, non soltanto di arrivare.
Il modo migliore per trasformare il viaggio in un ricordo
La Route des Grandes Alpes dà il meglio quando non viene trattata come una prova di resistenza. Sei giorni, partenze mattutine, soste frequenti e un piano B per il maltempo lasciano il tempo di fermarsi nei villaggi, assaggiare la cucina locale e godersi davvero ogni passo.
Per una prima traversata sceglierei una moto affidabile, bagagli essenziali e un itinerario nord-sud con arrivo al Mediterraneo. Le curve sono soltanto metà dell’esperienza: l’altra metà è imparare a leggere la montagna e adattare il viaggio alle sue condizioni.