Una domenica libera può bastare per passare dal traffico della pianura a un belvedere alpino, con l’asfalto che corre tra acqua, boschi e piccoli borghi. Un giro tra i laghi in Piemonte in moto offre itinerari molto diversi, dal rilassato Lago d’Orta alle curve impegnative del Nivolet. Ho raccolto percorsi, distanze indicative, difficoltà, stagioni consigliate e accorgimenti pratici per scegliere la destinazione giusta senza trasformare la giornata in una corsa contro il tempo.
Quattro idee per scegliere il lago più adatto alla tua moto
- Lago Maggiore e Lago d’Orta sono la scelta migliore per un weekend panoramico tra curve, borghi e viste alpine.
- Viverone funziona bene per un giro tranquillo, ma il lago non offre un anello stradale completamente continuo.
- Avigliana abbina due laghi, centro storico e Sacra di San Michele con un percorso accessibile anche ai meno esperti.
- Ceresole Reale e Nivolet regalano gli scenari più spettacolari, ma richiedono più attenzione a meteo, quota e regolamentazione.
- Per un giro di una giornata considero equilibrati **180-250 km**, comprese le soste e i tratti panoramici.
Il giro giusto dipende dal ritmo che vuoi tenere
Quando preparo un itinerario lacustre, non scelgo il lago soltanto dalla fotografia più bella. Valuto soprattutto **tempo disponibile, tipo di moto, traffico e dislivello**, perché una strada piacevole in primavera può diventare lenta e affollata nei fine settimana estivi.
| Itinerario | Distanza indicativa | Tempo realistico | Per chi è adatto |
|---|---|---|---|
| Stresa, Mottarone e Orta | 110-150 km | 4-6 ore | Chi cerca panorami e curve collinari |
| Viverone e Serra morenica | 120-180 km | 3-5 ore | Chi preferisce un ritmo turistico |
| Avigliana e Sacra di San Michele | 90-140 km | 4-5 ore | Principianti e uscite da Torino |
| Ceresole Reale e Nivolet | 190-250 km | 7-9 ore | Motociclisti abituati a quota e tornanti |
Le distanze sono riferite a un giro con partenza dalle principali città piemontesi e possono cambiare molto in base al punto di partenza. Io preferisco lasciare sempre **almeno due ore libere** rispetto al tempo stimato dal navigatore: tra una foto, un caffè e una strada chiusa temporaneamente, il programma perfetto dura raramente fino all’ultima curva.

Lago Maggiore e Lago d’Orta per il weekend panoramico
È il percorso che consiglierei a chi vuole unire paesaggio, guida e soste interessanti senza affrontare un’intera giornata di alta montagna. Da Stresa si può salire verso Gignese e il Mottarone, attraversare la zona collinare e scendere verso Armeno e il Lago d’Orta.
La strada più piacevole
La salita al Mottarone porta a circa 1.491 metri e offre viste su entrambi i laghi nelle giornate limpide. La Strada Borromea è panoramica e a pedaggio, mentre il collegamento attraverso Armeno permette di costruire un anello più articolato. Prima di partire controllerei sempre condizioni del manto, eventuali lavori e accessi aggiornati, soprattutto dopo piogge intense.
Da Orta San Giulio conviene lasciare la moto nei parcheggi esterni e proseguire a piedi. Il centro storico è raccolto, in parte pedonale, e la vista sull’Isola di San Giulio merita una sosta più lunga dei pochi minuti necessari per una fotografia.
Quanto tempo dedicare
Per godersi il giro senza fretta calcolerei **mezza giornata abbondante**, oppure una giornata intera se si aggiungono Omegna, la sponda occidentale del Lago d’Orta e una deviazione sul Lago Maggiore verso Baveno o Verbania. Nei mesi caldi eviterei le ore centrali vicino a Stresa, dove il traffico turistico può togliere piacere anche alle strade migliori.Il limite di questo itinerario è proprio la sua popolarità. Nei festivi il tratto lacustre è spesso più lento del previsto, quindi preferisco affrontare le sponde al mattino e lasciare **Mottarone e le strade interne** per il pomeriggio, quando il traffico tende a diminuire.
Viverone e Avigliana per curve facili e tappe brevi
Lago di Viverone tra colline e piccoli borghi
Il Lago di Viverone è una destinazione semplice da raggiungere da Torino, Biella e Ivrea. È il **terzo lago piemontese per estensione** e si trova nell’anfiteatro morenico di Ivrea, un territorio modellato dai ghiacciai e ideale per un’uscita rilassata.
Non lo sceglierei se l’obiettivo è percorrere un anello perfetto lungo tutta la riva. Alcuni tratti non sono adatti al traffico motociclistico o non seguono direttamente l’acqua, perciò il giro funziona meglio collegando Viverone con **Ivrea, il castello di Roppolo, Piverone e la Serra**.
È una proposta valida per chi guida una naked, uno scooter o una moto da turismo e vuole alternare curve dolci a soste gastronomiche. La lunghezza ideale è di **120-160 km**, con poco dislivello e numerose possibilità di accorciare il percorso se il meteo cambia.
Avigliana e la Sacra di San Michele
Partendo da Torino, il giro dei due laghi di Avigliana può diventare un’ottima giornata breve. Il Lago Grande e il Lago Piccolo si trovano ai piedi della Val di Susa, vicino a un centro storico medievale che merita una passeggiata con la moto già parcheggiata.
Per aggiungere qualche curva si può proseguire verso Giaveno e il Colle Braida, con una deviazione panoramica verso la Sacra di San Michele. Non serve inseguire velocità o strade estreme: qui il valore del percorso sta nell’equilibrio tra **guida facile, storia e paesaggio**.
Io lo considero il giro più adatto a una prima esperienza fuori città. La distanza può restare intorno ai **90-120 km**, mentre chi parte da più lontano può allungarla verso la bassa Val Susa. Attenzione soltanto ai pedoni e ai ciclisti vicino al parco, soprattutto nei pomeriggi festivi.
Ceresole Reale e Nivolet per la montagna vera
Quando cerco un itinerario più intenso, punto sulla Valle dell’Orco. La strada raggiunge Ceresole Reale costeggiando il **Lago di Ceresole**, poi continua verso il Lago Serrù e il Lago Agnel prima di avvicinarsi al Colle del Nivolet, a circa **2.612 metri di quota**.
Qui la moto diventa quasi un lasciapassare per ambienti che in auto si vivono con maggiore fatica, ma non bisogna confondere il panorama con una strada facile. Il fondo può presentare umidità, ghiaia, restringimenti e animali in carreggiata. In quota il clima cambia rapidamente, anche quando a Torino ci sono più di 25 gradi.
La regolamentazione del 2026
Nel 2026 l’accesso alla SP50 del Colle del Nivolet è soggetto a una gestione specifica del traffico privato. Il Comune di Ceresole Reale ha confermato anche **giornate di chiusura totale**, tra cui il 27 giugno, il 25 luglio e il 21 agosto 2026, oltre alle altre regole previste dal calendario stagionale.
Prima di salire verificherei quindi l’accessibilità del tratto, l’eventuale necessità di una card e gli orari delle navette. È un controllo di pochi minuti che può evitare di arrivare al varco dopo molti chilometri e dover cambiare completamente programma.
Come affrontarlo senza forzare
Da Torino il percorso completo può superare **200 km** e richiede facilmente otto ore con pause. Partirei con il serbatoio pieno, sceglierei una giornata stabile e terrei un margine di carburante superiore al solito, perché nella parte alta della valle i distributori sono pochi.
Il Nivolet non è il posto giusto per provare la moto o recuperare il tempo perso. La ricompensa arriva guidando puliti e regolari, lasciando spazio agli altri e fermandosi nei punti consentiti. Personalmente preferisco una salita più lenta con due soste panoramiche a una discesa tirata che cancella il ricordo del paesaggio.
Come preparare la moto e la giornata
Per questi itinerari non serve una moto specialistica, ma serve una moto in ordine. Prima di partire controllerei **pressione e stato degli pneumatici, pastiglie, catena, luci e livello dell’olio**. Su un percorso con molte discese, una frenata progressiva vale più di qualche cavallo in più.La stagione cambia completamente il percorso
- Aprile e maggio sono ideali per Viverone, Avigliana e le quote collinari, mentre i passi più alti possono avere ancora neve o limitazioni.
- Giugno e settembre offrono spesso il compromesso migliore tra temperatura, visibilità e traffico.
- Luglio e agosto sono adatti a Ceresole e Nivolet, ma conviene partire presto e controllare le regole di accesso.
- Ottobre regala colori splendidi sui laghi, ma richiede attenzione a foglie bagnate, ombra e temperature basse.
Per l’abbigliamento sceglierei sempre strati facilmente gestibili. Una giacca traforata è piacevole in pianura, ma può diventare insufficiente sopra i 2.000 metri. Nel sottosella terrei **guanti impermeabili, antivento leggero e una visiera pulita**, oggetti piccoli che spesso fanno la differenza.
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Costi realistici
Per un’uscita di 200 km, una moto che percorre 18-22 km/l richiede indicativamente **10-12 litri di carburante**. Aggiungendo un pranzo semplice da 20-35 euro e una pausa caffè, il budget giornaliero resta generalmente contenuto, salvo pedaggi autostradali, parcheggi o eventuali strade private a pagamento.
Non programmerei mai più di tre soste principali. Una al lago, una in quota e una per mangiare sono sufficienti per mantenere il ritmo, scattare fotografie e arrivare a casa ancora lucidi. Il turismo in moto funziona quando il percorso lascia spazio all’esperienza, non quando ogni minuto è già occupato.
La mia scelta per una prima uscita tra i laghi piemontesi
Se fosse la prima volta, sceglierei Avigliana per un giro breve e facile, oppure l’accoppiata Stresa e Orta per un weekend più scenografico. Viverone è perfetto quando voglio guidare senza fretta, mentre Ceresole Reale e Nivolet li terrei per una giornata stabile, con moto controllata e partenza mattutina.La regola che seguo è semplice: il lago deve essere la meta, ma le strade che lo raggiungono devono avere lo stesso peso. Controllo sempre viabilità e meteo il giorno prima, lascio margine nel programma e scelgo il percorso in base alla mia energia reale, non a quella immaginata davanti alla mappa.