Passo Staulanza in moto, il giro tra Pelmo e Civetta

2 giugno 2026

Panorami alpini mozzafiato, con cime innevate e pendii bruni. Un passo staulanza ideale per un'escursione.

Indice

Quando si vuole attraversare le Dolomiti in moto senza trasformare la giornata in una gara, il Passo Staulanza è una scelta intelligente. La strada collega la Val di Zoldo alla Val Fiorentina, offre panorami spettacolari sul Pelmo e sul Civetta e si presta sia a un giro breve sia a un tour più ampio tra i passi dolomitici. Qui raccolgo percorso, difficoltà, varianti, periodo migliore e accorgimenti pratici per affrontarlo con piacere e senza sorprese.

Un valico panoramico da vivere con ritmo e attenzione

  • Quota di circa 1.766 metri sulla SP251.
  • Percorso ideale tra Longarone, Val di Zoldo e Selva di Cadore.
  • Guida piacevole, con curve alpine, tratti nel bosco e possibili gallerie poco illuminate.
  • Periodo consigliato da tarda primavera a inizio autunno, sempre dopo aver controllato la viabilità.
  • Abbinamenti migliori con Passo Giau, Passo Duran, Fedaia o Falzarego.

Perché inserirlo in un itinerario in moto

La Forcella Staulanza si trova a 1.766 metri e viene attraversata dalla SP251, la strada che mette in comunicazione la Val di Zoldo con la Val Fiorentina. Il valico si sviluppa tra grandi gruppi dolomitici, con il Monte Pelmo come presenza dominante e il Civetta visibile in diversi punti del percorso.

Dal punto di vista motociclistico non è il passo più tecnico delle Dolomiti, ed è proprio questo il suo pregio. Io lo considero un tratto da guidare con il casco sollevato idealmente verso il paesaggio, non una sequenza di curve da affrontare a ritmo esasperato. La strada alterna tornanti, curve di media velocità e tratti più aperti, ma il fondo e la visibilità possono cambiare rapidamente.

Il traffico estivo è spesso composto da moto, auto, camper e biciclette. Questo significa che il divertimento dipende più dalla scelta dell'orario e dalla capacità di leggere la strada che dalla potenza della moto. Una media cilindrata, anche bicilindrica, è più che sufficiente per godersi l'intero itinerario.

Il percorso più equilibrato da Longarone

Per una prima esperienza suggerisco di partire da Longarone e risalire verso Dont e Forno di Zoldo, seguendo le indicazioni per Zoldo Alto, Pecol e il valico. È un itinerario progressivo: la strada entra nella valle, guadagna quota con gradualità e diventa più panoramica man mano che ci si avvicina al passo.

La salita in Val di Zoldo

Da Dont si imbocca la SP251 in direzione della forcella. La salita vera e propria dal bivio di Dont misura all'incirca 8 chilometri, con una pendenza generalmente gestibile e curve che richiedono soprattutto traiettorie pulite. In alcuni punti sono presenti gallerie brevi, anche poco illuminate, quindi conviene mantenere una velocità che lasci sempre margine di frenata.

Forno di Zoldo e Pecol sono buoni riferimenti per una sosta prima dell'ultimo tratto. Io preferisco fermarmi qui per controllare carburante, guanti e pressione delle gomme: una volta entrati nella parte alta della valle, i servizi diventano più limitati e il meteo può essere sensibilmente diverso rispetto al fondovalle.

La discesa verso Selva di Cadore

Dal valico si scende verso Selva di Cadore e la Val Fiorentina. Il tratto fino a Selva è di circa 12 chilometri e regala alcuni dei punti panoramici più belli dell'itinerario, soprattutto quando il bosco lascia spazio ai prati d'alta quota.

Qui è facile farsi prendere dall'entusiasmo, ma la discesa merita prudenza. Le curve cieche, i possibili animali sulla carreggiata e le auto che procedono lentamente rendono più importante la lettura della strada rispetto alla ricerca della piega perfetta. Una sosta presso una malga o un rifugio completa bene il passaggio, purché si verifichino prima aperture e disponibilità stagionali.

Tratto Caratteristiche Consiglio di guida
Longarone - Dont Avvicinamento al fondovalle Ritmo regolare e attenzione agli attraversamenti
Dont - Forno di Zoldo - Pecol Strada valliva con salita progressiva Utile per scaldare gomme e freni
Pecol - valico Curve, bosco e tratti più esposti Controllare visibilità e fondo stradale
Valico - Selva di Cadore Discesa panoramica verso la Val Fiorentina Lasciare spazio a bici, auto e camper

Le varianti migliori per allungare il giro

Il valico dà il meglio quando viene inserito in un anello. Il giro più semplice consiste nel collegarlo al Passo Duran: da Agordo si sale verso il Duran, si scende a Dont e si affronta la SP251 verso la Staulanza. È una combinazione equilibrata, con due passi molto diversi tra loro e un buon alternarsi di boschi, vallate e panorami rocciosi.

Per un itinerario più spettacolare si può proseguire da Selva di Cadore verso il Passo Giau. Questa variante aumenta la durata e l'impegno della giornata, ma offre uno dei paesaggi più riconoscibili delle Dolomiti. La considero adatta a chi parte presto e vuole dedicare almeno un'intera giornata al tour, perché fermarsi spesso per fotografie e pause cambia molto i tempi reali.

Un'altra possibilità porta verso Alleghe e il Passo Fedaia. È una scelta interessante per chi vuole includere il Civetta e la Marmolada nello stesso giro, ma il percorso diventa più lungo e richiede una pianificazione attenta del carburante. Con una moto dotata di serbatoio compatto non aspetterei l'ultima tacca per fare rifornimento.

  • Giro breve da Longarone alla Val di Zoldo, salita al passo e discesa verso Selva di Cadore.
  • Giro intermedio con Passo Duran e ritorno attraverso Agordo o la Val di Zoldo.
  • Giro lungo con Giau, Falzarego, Fedaia o altri passi del comprensorio dolomitico.

Non sceglierei tutte le varianti nella stessa giornata solo per accumulare nomi sulla traccia GPS. Il rischio è arrivare stanchi proprio nei tratti più belli. Meglio conservare energia per guidare bene e lasciare spazio a una sosta con vista.

Come affrontarlo in sicurezza con qualsiasi moto

La prima regola è partire con pneumatici in buone condizioni e pressioni controllate a freddo. In quota la temperatura può essere molto più bassa rispetto alla valle, mentre l'asfalto può presentare umidità, foglie o ghiaia nei punti ombreggiati. Con una moto carica per il viaggio, regolo il ritmo tenendo conto di spazio di frenata e bagagli, non soltanto della cilindrata.

Le curve cieche vanno impostate larghi ma senza invadere la corsia opposta. È un principio banale che molti dimenticano quando incontrano una serie di tornanti liberi: sulle strade dolomitiche può arrivare un'auto dal senso opposto, oppure un ciclista che taglia la curva.

Porterei sempre uno strato impermeabile anche con previsioni favorevoli. Sul percorso tra Val di Zoldo e Val Fiorentina il tempo può cambiare in pochi minuti e una temperatura di 10-15 gradi più bassa rispetto alla partenza non è insolita durante le giornate fresche.

Leggi anche: Dolomiti in moto - itinerari, passi e consigli per partire

Gli errori che rovinano il tour

  • Partire tardi in alta stagione e trovare traffico intenso nei tratti più frequentati.
  • Affrontare la discesa usando troppo il freno posteriore, surriscaldando l'impianto.
  • Confondere il percorso stradale con gli itinerari escursionistici attorno al Pelmo.
  • Contare su un rifornimento direttamente al passo.
  • Ignorare gallerie, lavori temporanei o regolazioni del traffico.

Il rifugio e le strutture presenti in zona sono utili per una pausa, ma non vanno considerati come servizi garantiti tutto l'anno. Prima di partire controllo sempre autonomia, meteo e condizioni della strada. Bastano pochi minuti per evitare di trasformare una deviazione piacevole in un problema logistico.

Quando andare e cosa controllare prima di partire

Il periodo più piacevole va dalla tarda primavera all'inizio dell'autunno, con una preferenza personale per i giorni feriali di giugno, settembre e inizio ottobre. In piena estate il paesaggio è magnifico, ma il traffico e la presenza di ciclisti possono ridurre molto il piacere della guida.

In primavera e in autunno bisogna considerare neve residua, ghiaccio notturno e chiusure temporanee. Anche quando il passo è teoricamente transitabile, la situazione può cambiare dopo un temporale, una frana o un intervento sulla carreggiata. Prima di imboccare la salita verifico gli aggiornamenti della Provincia di Belluno, dei comuni attraversati e dei gestori della viabilità.

Durante manifestazioni ciclistiche o sportive possono essere introdotte chiusure a fasce orarie o sensi unici temporanei. Se il viaggio coincide con un fine settimana molto frequentato, partire tra le 8 e le 9 del mattino offre normalmente più margine, soprattutto per trovare parcheggio e affrontare la strada con meno traffico.

Per una pianificazione concreta bastano quattro controlli:

  1. Stato della SP251 e presenza di eventuali limitazioni.
  2. Previsioni meteo per fondovalle e quota del passo.
  3. Autonomia della moto e punti utili per il rifornimento.
  4. Tempo disponibile, considerando soste fotografiche e traffico.

Il dettaglio che rende davvero riuscito il passaggio sullo Staulanza

Io lo inserirei in un itinerario costruito attorno alla qualità della strada, non alla quantità di chilometri. La quota è accessibile, i panorami sono importanti e il collegamento con Duran, Giau e Fedaia permette di adattare il giro a quasi ogni tipo di moto e di motociclista.

La scelta migliore resta semplice: partire con margine, fermarsi nei punti panoramici e affrontare la discesa senza fretta. In questo modo il valico non è soltanto un punto da raggiungere, ma il tratto centrale di una giornata dolomitica completa, piacevole e realmente godibile.

Questo articolo ha carattere esclusivamente informativo ed educativo. Il materiale è stato elaborato con il supporto di moderni strumenti analitici e linguistici (IA). Prima di prendere una decisione, consulta un esperto.

Domande frequenti

Il percorso consigliato parte da Longarone e risale la Val di Zoldo passando per Dont, Forno di Zoldo e Pecol. La salita da Dont misura circa 8 chilometri, mentre dal valico la discesa verso Selva di Cadore è lunga circa 12 chilometri.

Per un giro intermedio si può collegare al Passo Duran passando da Agordo. Per itinerari più lunghi sono indicati il Passo Giau, il Falzarego oppure il Fedaia, tenendo conto del maggiore impegno e della necessità di pianificare meglio tempi e rifornimenti.

Il periodo più piacevole va dalla tarda primavera all'inizio dell'autunno, con condizioni generalmente più gestibili nei giorni feriali di giugno, settembre e inizio ottobre. In primavera e autunno bisogna verificare neve residua, ghiaccio notturno e possibili chiusure temporanee.

È necessario controllare lo stato della SP251, le previsioni meteo in fondovalle e in quota, l'autonomia della moto e il tempo disponibile per soste e traffico. Sono utili pneumatici in buone condizioni, pressioni controllate a freddo e uno strato impermeabile, perché temperatura e fondo stradale possono cambiare rapidamente.

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Samuel Ricci

Samuel Ricci

Mi chiamo Samuel Ricci e da 14 anni mi dedico con passione al mondo delle due ruote, con un occhio di riguardo per le novità nel campo delle moto, degli scooter e della mobilità elettrica. Quello che mi spinge è la curiosità di esplorare come la tecnologia stia ridefinendo il nostro modo di muoverci, cercando di rendere accessibili a tutti le informazioni più complesse. Mi impegno a fornire contenuti chiari e ben documentati, analizzando le tendenze del mercato e le innovazioni, per aiutarvi a comprendere meglio questo settore in continua evoluzione e a fare scelte informate.

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