Una strada di montagna può essere molto più di un semplice collegamento tra due valli: al Cormet de Roselend si viaggia tra il lago omonimo, pascoli alpini e tornanti che mettono alla prova la guida. In questa guida raccolgo le informazioni che servono a un motociclista italiano per scegliere il versante, organizzare l’itinerario, valutare la stagione e affrontare il passo con il giusto margine di sicurezza.
Il passo alpino da inserire in un viaggio tra Italia e Savoia
- Quota di 1.968 metri tra Beaufort-sur-Doron e Bourg-Saint-Maurice.
- Il versante di Beaufort passa dal Col de Méraillet a 1.605 metri e dal lago di Roselend.
- La salita da Bourg-Saint-Maurice misura circa 19 km con pendenza media intorno al 6%.
- La strada è generalmente percorribile da fine maggio a metà ottobre, ma dipende da neve e meteo.
- Il periodo migliore per la moto è tra giugno e settembre, partendo presto per evitare traffico e temporali.
Perché questo passo merita una deviazione in moto
Il Cormet de Roselend è un valico della Savoia francese che collega il Beaufortain alla valle della Tarentaise. La strada raggiunge i 1.968 metri e fa parte della Route des Grandes Alpes, uno dei grandi itinerari panoramici delle Alpi francesi.
Quello che mi piace di più è il cambio continuo di paesaggio. Dal lato di Beaufort si sale tra boschi e tornanti, poi appare il lago di Roselend con la sua diga, mentre l’ultimo tratto conduce verso pascoli aperti e un ambiente molto più selvaggio. Non è un passo da affrontare soltanto per mettere una foto sul navigatore: la strada stessa è il vero itinerario.
Il fondo è normalmente asfaltato, ma resta una strada alpina. Ci si può imbattere in asfalto umido, ghiaia, restringimenti e animali al pascolo. Per questo lo considero adatto anche a moto sportive o naked, purché il ritmo rimanga fluido e non si cerchi la prestazione a ogni tornante.
Due versanti per vivere il percorso in modo diverso
La scelta del versante cambia parecchio l’esperienza. Io preferisco costruire il giro in modo da percorrerli entrambi, ma se il tempo è poco conviene decidere prima quale paesaggio si vuole privilegiare.
| Versante | Percorso | Cosa offre | Impegno |
|---|---|---|---|
| Da Bourg-Saint-Maurice | D902 verso il valico | Salita regolare, valle dei Chapieux e panorama più aperto nella parte alta | Circa 19 km, pendenza media intorno al 6% |
| Da Beaufort-sur-Doron | D925, Col de Méraillet e lago | Il colpo d’occhio migliore sulla diga e sul lago di Roselend | Circa 20 km di salita, con tornanti e tratti impegnativi |
| Variante da Beaufort | Col du Pré, 1.703 metri | Passaggio vicino alla diga e ambiente più raccolto | Più stretta e più difficile della via normale |
Il passaggio dal Col de Méraillet è il punto decisivo del versante occidentale. Da qui il lago diventa protagonista e si può scegliere la strada normale oppure la variante del Col du Pré, più scenografica ma meno rilassante, soprattutto con una moto carica o in presenza di traffico in senso opposto.
Dal lato di Bourg-Saint-Maurice la salita è più lineare da inserire in un itinerario lungo. La zona dei Chapieux regala però panorami magnifici e, secondo me, merita una sosta anche quando il passo è soltanto una tappa intermedia.
Come organizzare il viaggio partendo dall’Italia
Per chi arriva dall’Italia, l’accesso più naturale passa dalla Valle d’Aosta. Da Aosta si può raggiungere La Thuile e valicare il Colle del Piccolo San Bernardo, entrando in Francia verso Bourg-Saint-Maurice. È una soluzione molto bella, ma richiede di verificare l’apertura di entrambi i passi alpini nella stessa giornata.
Un’alternativa più semplice è il Traforo del Monte Bianco, che consente di arrivare nell’area di Chamonix e poi dirigersi verso Bourg-Saint-Maurice. Il tunnel è a pagamento e il traffico può incidere molto sui tempi, quindi lo prenderei in considerazione soprattutto quando il percorso deve essere ottimizzato.
Il valico non è una strada da programmare in pieno inverno. In genere la riapertura avviene tra la seconda metà di maggio e l’inizio di giugno, mentre la chiusura arriva spesso in autunno. Nel 2026 il Département de la Savoie ha indicato il 22 maggio come data di riapertura, ma la situazione può cambiare da un anno all’altro e anche dopo l’apertura possono esserci chiusure temporanee.
Prima di partire controllo sempre lo stato dei colli sul servizio stradale ufficiale della Savoia e guardo il meteo per Beaufort e Bourg-Saint-Maurice, non soltanto quello della località di partenza. In quota una giornata serena in valle può trasformarsi rapidamente in nebbia, vento freddo o pioggia.
La guida richiede più attenzione del solito
Il traffico non è normalmente paragonabile a quello dei passi più celebri delle Dolomiti, ma la carreggiata può restringersi e le curve non lasciano sempre ampia visibilità. La regola che seguo è semplice: entro in curva con velocità già ridotta e tengo una traiettoria che lasci spazio a un’auto o a un camper in arrivo.
- Parti con serbatoio pieno: sul passo e vicino al lago non bisogna contare sulla presenza di distributori.
- Porta uno strato impermeabile e guanti più caldi: a 1.968 metri la temperatura può essere molto più bassa rispetto alla valle.
- Controlla pneumatici, freni e catena prima della partenza, soprattutto se affronti un giro di più giorni.
- Riduci l’andatura vicino a pascoli, gallerie brevi e zone con detriti dopo la pioggia.
- Considera una pausa al lago, ma evita di fermarti in curva o davanti agli accessi della diga.
Il rischio più sottovalutato è il cambiamento del fondo dopo un temporale. Una curva pulita al mattino può presentare acqua, foglie o ghiaia qualche ora dopo. In queste condizioni la guida morbida conta più dei cavalli della moto.
Un itinerario circolare da trasformare in giornata
Per un giro completo partirei da Bourg-Saint-Maurice, salendo sulla D902 verso il valico. Dopo il passaggio in quota scenderei verso il lago di Roselend, farei una sosta al Col de Méraillet e proseguirei verso Beaufort-sur-Doron.
Da Beaufort si può rientrare verso Bourg-Saint-Maurice passando dal Col du Pré, se la strada è aperta e il gruppo ha sufficiente esperienza. La variante aggiunge curve e dislivello, ma offre un punto di vista particolare sulla diga. Con una moto turistica o una crossover è un giro molto equilibrato; con una supersportiva bisogna mettere in conto una posizione meno comoda e tratti dove il fondo richiede prudenza.
Chi parte dall’Italia può collegare questo anello al Piccolo San Bernardo, creando una giornata alpina molto completa. Io eviterei però di accumulare troppi passi nello stesso giorno: tra soste fotografiche, attraversamento del confine e condizioni del traffico, 8-10 ore complessive possono passare rapidamente.
Se il viaggio dura più giorni, Bourg-Saint-Maurice è la base più pratica per combinare il valico con altri percorsi della Tarentaise. Beaufort è invece una scelta più tranquilla, ideale per chi vuole dedicare tempo al lago, ai villaggi e alla cucina locale senza trasformare tutto in una gara contro il cronometro.
Il dettaglio che fa riuscire davvero il giro
La parte più importante non è arrivare al cartello del passo, ma lasciare margine per ciò che può succedere in montagna. Una partenza presto, una verifica delle aperture e un abbigliamento adatto valgono più di una pianificazione al minuto.
Per me il percorso dà il meglio tra giugno e settembre, nei giorni feriali e con cielo stabile. Si può guidare con calma, fermarsi davanti al lago e affrontare la discesa senza la pressione di dover recuperare tempo.
Il Cormet de Roselend ripaga soprattutto chi lo tratta come un viaggio, non come un semplice trasferimento. La moto diventa il mezzo giusto per unire due valli, ma sono il ritmo, la prudenza e la capacità di adattarsi al meteo a trasformare una bella strada alpina in un itinerario da ricordare.