Una strada secondaria, una curva tra i cipressi e un borgo medievale che compare all’improvviso: è questo il modo migliore per vivere la Toscana su due ruote. Per scegliere i borghi più belli della Toscana in moto non basta accumulare nomi sulla mappa, perché contano anche il tipo di strada, i tempi di visita, i parcheggi e le limitazioni nei centri storici. Ho raccolto quattro itinerari concreti, con distanze indicative e consigli pratici per viaggiare in moto, scooter o con una moto elettrica.
Quattro percorsi per un viaggio tra curve, storia e paesaggi toscani
- Chianti e Val d’Elsa sono ideali per un primo giro tra vigneti, strade scorrevoli e borghi celebri.
- La Val d’Orcia offre il paesaggio più iconico, ma merita almeno due giorni se vuoi visitare davvero i paesi.
- La Maremma del tufo regala strade più selvagge e borghi spettacolari come Pitigliano, Sorano e Sovana.
- Garfagnana e Lunigiana sono la scelta giusta per chi preferisce curve, dislivelli e strade appenniniche.
- Nei centri storici controlla sempre la ZTL: anche le moto possono essere soggette a divieto.
Come scegliere il percorso giusto per la tua moto
La ricerca ha un’intenzione soprattutto informativa e pratica. Chi cerca un itinerario tra i borghi toscani vuole sapere dove andare, quanti chilometri mettere in conto e se le strade sono adatte al proprio livello di esperienza. Per questo non considero “più bello” soltanto il borgo più fotografato, ma quello che offre il miglior equilibrio tra guida, panorama e tempo da dedicare alla visita.
La Toscana è molto varia. Il Chianti propone curve dolci e continui saliscendi, la Val d’Orcia ha strade aperte e panoramiche, mentre la Maremma alterna rettilinei, boschi e canyon di tufo. In Garfagnana, invece, il ritmo cambia: ci sono più dislivelli, carreggiate strette e tratti dove è importante guidare con margine.
| Zona | Distanza indicativa | Tempo consigliato | Adatta soprattutto a |
|---|---|---|---|
| Chianti e Val d’Elsa | 180-210 km | 1 giorno | Naked, sport-tourer, scooter |
| Crete Senesi e Val d’Orcia | 190-230 km | 1-2 giorni | Qualsiasi moto stradale |
| Maremma del tufo | 160-190 km | 1 giorno pieno | Tourer, enduro stradali, scooter di media cilindrata |
| Garfagnana e Lunigiana | 170-220 km | 1-2 giorni | Enduro stradali e moto agili |
Le distanze sono approssimative e cambiano in base alle deviazioni. Io considero sostenibile una giornata da 180-220 km solo quando le soste sono poche; se vuoi entrare nei borghi, mangiare con calma e scattare fotografie, meglio restare tra 120 e 160 km.

Chianti e Val d’Elsa per iniziare senza complicarsi la vita
Partendo da Firenze, il giro più equilibrato passa da Greve in Chianti, Panzano, Castellina, Monteriggioni, San Gimignano e Volterra. Il percorso completo può arrivare a circa 190 chilometri, ma resta facile da accorciare eliminando una delle ultime due tappe.
Greve, Castellina e Monteriggioni
La SR222, conosciuta come Chiantigiana, è il tratto più noto della zona. Non è una pista e in alta stagione può essere trafficata, ma offre curve regolari, pendenze moderate e molte occasioni per fermarsi. Greve è una buona partenza per il caffè, mentre Castellina in Chianti funziona meglio come sosta breve con passeggiata nel centro.
Monteriggioni è piccolo e molto scenografico. La cinta muraria si visita in poco tempo, quindi lo considero un punto perfetto per interrompere la guida senza trasformare la giornata in un tour culturale troppo impegnativo. Arriva prima di mezzogiorno nei fine settimana estivi, quando trovare posto vicino all’area di sosta diventa meno immediato.
San Gimignano e Volterra
San Gimignano è il borgo più famoso del percorso, con le sue torri e le strade medievali. Proprio per questo è anche il punto dove si perde più tempo. La moto non va portata dentro il centro storico: conviene lasciarla nei parcheggi esterni e mettere in conto almeno 90 minuti per una visita essenziale.
Da San Gimignano verso Volterra il paesaggio diventa più aperto e la guida più appagante. Volterra richiede qualche minuto in più per essere capita, soprattutto se vuoi vedere la piazza principale e passeggiare tra le vie in pietra. Io eviterei di concentrare anche una lunga degustazione in questa giornata, perché il rischio è arrivare stanchi proprio nel tratto più bello.
Per chi è indicato
Questo itinerario è adatto anche a chi non conosce bene la Toscana. Le strade sono generalmente gestibili con una naked o uno scooter di buona cilindrata, ma bisogna prestare attenzione a ciclisti, autobus turistici e mezzi agricoli. La guida è piacevole soprattutto in primavera e nei mesi di settembre e ottobre, quando il traffico tende a essere più leggero.
Crete Senesi e Val d’Orcia per il paesaggio più iconico
Se dovessi consigliare un solo viaggio a chi vuole vedere la Toscana in moto, sceglierei l’anello tra Siena, Murlo, Montalcino, San Quirico d’Orcia, Pienza, Monticchiello, Radicofani e San Casciano dei Bagni. È un percorso di circa 200-230 chilometri, ricco di strade panoramiche e borghi, ma dà il meglio di sé se diviso in due giornate.
Montalcino e San Quirico d’Orcia
Montalcino è più di una tappa gastronomica. La salita verso il paese regala un bel cambio di ritmo e il centro permette una sosta piacevole, anche se in alcuni orari il traffico locale può rendere meno agevole il passaggio. Da qui si può proseguire verso San Quirico d’Orcia, che io preferisco per una pausa rilassata tra giardini, mura e strade secondarie.
La provinciale del Brunello e le strade della valle sono splendide, ma non vanno affrontate guardando soltanto il panorama. Le curve possono nascondere trattori, auto lente e ciclisti. Il margine di sicurezza conta più della velocità, soprattutto nei tratti dove il manto stradale cambia rapidamente.
Pienza e Monticchiello
Pienza è il punto migliore per osservare la valle dall’alto. Il borgo è raccolto, elegante e facile da visitare a piedi, mentre Monticchiello offre un’atmosfera più intima e una strada di accesso che sembra fatta apposta per una moto agile. Non cercherei di entrare nelle zone più strette del paese: il parcheggio esterno evita manovre inutili e protegge anche le parti più delicate della moto.
Il tratto verso Bagno Vignoni aggiunge una sosta termale al percorso. Le terme possono richiedere prenotazione, mentre per una pausa breve basta fermarsi nel borgo e ripartire verso Castiglione d’Orcia o Radicofani. Secondo gli itinerari di Visit Tuscany, la zona è adatta anche a chi non ha grande esperienza, purché si mantenga un ritmo tranquillo.
Radicofani e San Casciano dei Bagni
Radicofani è una delle tappe più interessanti per chi ama i borghi arroccati. La posizione elevata cambia completamente la prospettiva sul paesaggio e rende la sosta meno simile alle fermate più turistiche della Val d’Orcia. San Casciano dei Bagni, invece, è una conclusione più rilassata, legata soprattutto all’acqua termale e alla cucina locale.
Per una due giorni suggerisco di dormire tra San Quirico, Pienza e Radicofani. In questo modo puoi guidare 120-150 km al giorno, fermarti davvero nei paesi e lasciare spazio anche a una cena senza dover rientrare al buio.
Pitigliano, Sorano e Sovana nella Maremma del tufo
La Maremma meridionale offre un’esperienza diversa dalle colline del Chianti. Il percorso tra Manciano, Montemerano, Pitigliano, Sovana e Sorano misura circa 170 chilometri e alterna strade aperte, boschi, curve e pareti di tufo. È il giro che sceglierei per chi ha già visitato la Toscana più famosa e vuole qualcosa di meno prevedibile.
Montemerano e Manciano
Montemerano è un piccolo borgo raccolto, perfetto per una breve passeggiata prima di proseguire verso Manciano. La strada tra i due paesi non è difficile, ma nelle ore calde può essere esposta al sole e offrire pochi punti d’ombra. Io partirei presto, soprattutto in estate, quando la temperatura dell’asfalto e dell’aria aumenta rapidamente.
Manciano è utile anche dal punto di vista pratico. Qui conviene fare rifornimento e controllare la pressione degli pneumatici, perché tra un borgo e l’altro i servizi diventano meno frequenti. Partire con il serbatoio almeno a metà è una precauzione semplice che evita deviazioni poco interessanti.
Pitigliano e Sovana
Pitigliano è il borgo più spettacolare del giro. Visto da lontano sembra quasi sospeso sulla rupe di tufo, mentre il centro storico è fatto di vicoli, salite e passaggi stretti. La moto va lasciata nelle aree dedicate fuori dal nucleo antico, senza cercare scorciatoie dentro le vie pedonali.
Sovana è più piccola e silenziosa. La visita richiede meno tempo, ma proprio per questo rappresenta una sosta preziosa tra due tratti di guida. Le vicine vie cave, antiche strade scavate nel tufo, sono da affrontare a piedi e non con la moto. Il fondo può essere irregolare e l’accesso dipende dalle regole locali e dalle condizioni del percorso.
Sorano e le condizioni della strada
Sorano chiude bene l’itinerario con un centro storico compatto e un paesaggio più selvaggio. Alcune provinciali della zona sono strette, con curve cieche e asfalto non uniforme. Non è un percorso difficile in senso tecnico, ma richiede guida fluida e attenzione agli ingressi nelle curve.
Per questo lo consiglio più a una tourer o a un’enduro stradale che a una supersportiva con posizione molto caricata sui polsi. Anche uno scooter può affrontarlo, ma soltanto se ha una cilindrata sufficiente per i tratti extraurbani e buoni freni per le discese.
Garfagnana e Lunigiana per chi vuole più curve
La Garfagnana e la Lunigiana sono la scelta più interessante per chi considera la guida parte centrale del viaggio. Un anello da Lucca verso Castelnuovo di Garfagnana, Barga, i passi appenninici e Fivizzano può superare i 200 chilometri, con una combinazione di strade di fondovalle, tornanti e piccoli borghi.
Barga e Castelnuovo di Garfagnana
Barga merita una sosta per il centro storico e per la vista sulle montagne. Castelnuovo di Garfagnana è invece un punto comodo per rifornimento, pranzo e controllo del percorso. Da qui puoi scegliere se restare sulle strade più scorrevoli della valle oppure salire verso i passi.
Visit Tuscany indica la Garfagnana come una delle aree più adatte a un viaggio in moto tra borghi e paesaggi montani. La differenza rispetto alla Val d’Orcia si sente subito: qui la strada è più presente, con variazioni di quota e curve ravvicinate, ma anche con maggiore possibilità di incontrare umidità, foglie e piccoli dissesti.
Passo dei Carpinelli e Fivizzano
Il Passo dei Carpinelli, a circa 842 metri, collega la Garfagnana alla Lunigiana e aggiunge al giro un tratto appenninico piacevole senza richiedere capacità da guida sportiva. Fivizzano è una buona tappa per una pausa, soprattutto se preferisci paesi meno affollati rispetto ai nomi più famosi.
In questa zona il meteo cambia più rapidamente. Anche in una giornata soleggiata porterei uno strato impermeabile e guanti più caldi, perché la temperatura può diminuire sensibilmente salendo di quota. Il periodo migliore resta quello tra maggio e giugno oppure tra settembre e ottobre, evitando le ore più tarde nel caso di itinerari con molte curve.
Come organizzare il viaggio tra borghi e ZTL
Parcheggi e centri storici
Il centro storico di un borgo non è automaticamente accessibile alle moto. Le ZTL possono includere anche motocicli e scooter, mentre le deroghe cambiano da Comune a Comune. Prima di entrare controllo sempre segnaletica, fasce orarie e telecamere, poi cerco un parcheggio esterno autorizzato.
Non lascerei mai la moto davanti a una porta storica, su un marciapiede o in uno spazio riservato ai residenti. Oltre alla multa, c’è il rischio concreto di intralciare mezzi di soccorso o pedoni. Nei borghi più piccoli bastano spesso pochi minuti a piedi per passare dal parcheggio alla piazza principale.
Quanto tempo lasciare alle soste
Per una giornata ben bilanciata calcolo circa 45-60 minuti per ogni borgo piccolo e almeno un’ora e mezza per San Gimignano, Pitigliano o Volterra. Aggiungo una pausa pranzo di un’ora e due soste brevi per acqua e carburante.
Il risultato è molto diverso da quello di una giornata costruita soltanto sui chilometri. Fare cinque borghi in otto ore può sembrare efficiente, ma in pratica significa vedere parcheggi, piazze e qualche fotografia. Io preferisco tre tappe ben scelte, con una strada di collegamento davvero piacevole.
Moto, scooter ed elettrico
Una moto di media cilindrata è sufficiente per quasi tutti questi itinerari. Le enduro stradali sono più comode sui fondi irregolari, le naked sono agili nei tratti tortuosi, mentre gli scooter funzionano bene su Chianti e Val d’Orcia se non si viaggia troppo carichi.
Con una moto elettrica pianificherei le ricariche in anticipo. I punti disponibili sono più comuni nei centri maggiori che nei piccoli borghi e le salite possono ridurre l’autonomia più di quanto suggerisca il dato dichiarato. Una ricarica programmata ogni 80-120 km, quando compatibile con il modello, lascia un margine più realistico per deviazioni e dislivelli.
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Gli errori che rovinano il giro
- Inserire troppi borghi nello stesso giorno e trasformare il viaggio in una corsa.
- Seguire il navigatore senza controllare se propone strade bianche o tratti non adatti alla propria moto.
- Entrare nelle ZTL contando sul fatto che “la moto passa sempre”.
- Partire senza verificare carburante, meteo e orari di apertura dei parcheggi.
- Affrontare le strade panoramiche guardando il paesaggio invece della curva successiva.
La strada più bella non è necessariamente quella più stretta o più tecnica. In Toscana il piacere arriva spesso da curve moderate, visuale ampia e ritmo costante. Lasciare un margine permette di godersi il panorama senza rinunciare alla sicurezza.
Il modo migliore per ricordare davvero questi borghi
Per un primo viaggio sceglierei il giro del Chianti se hai un solo giorno, la Val d’Orcia per un fine settimana e la Maremma del tufo se cerchi atmosfere più originali. Garfagnana e Lunigiana richiedono un po’ più di attenzione, ma ripagano chi ama guidare prima ancora di arrivare alla destinazione.
La mia regola è semplice: non inseguire la lista più lunga. Scegli due o tre borghi, lascia spazio alle strade secondarie e programma le soste con lo stesso criterio con cui scegli gli pneumatici. È così che un itinerario in moto smette di essere un trasferimento tra punti turistici e diventa un viaggio completo, fatto di curve, paesaggio e tempo vissuto.