Col du Tourmalet in moto, il giro migliore tra i Pirenei

23 aprile 2026

Strada tortuosa che sale verso le vette nebbiose, evocando l'ascesa al **Col du Tourmalet**.

Indice

Una strada di montagna può essere spettacolare senza essere semplice, e il col du Tourmalet lo dimostra a ogni curva. In questo articolo raccolgo le informazioni utili per affrontarlo in moto, dai due versanti principali alle condizioni stagionali, passando per un itinerario completo nelle Hautes-Pyrénées e per i consigli che fanno davvero la differenza in sella.

Strada tortuosa sul Col du Tourmalet, con montagne verdi e cielo azzurro. Un'auto percorre il passo.

Un valico mitico da vivere con il ritmo giusto

  • 2.115 metri di altitudine e strada dipartimentale D918 tra Barèges e La Mongie.
  • Il versante da Luz-Saint-Sauveur è più breve e impegnativo, quello da Campan è più progressivo.
  • Il periodo migliore va indicativamente da giugno a ottobre, ma neve e lavori possono modificare l’accessibilità.
  • Il percorso si abbina bene a Col d’Aspin, Arreau e Pic du Midi.
  • Nel 2026 sono previste chiusure straordinarie legate al Tour de France dell’8 e 9 luglio.

Perché il Tourmalet è una tappa speciale anche in moto

Il Col du Tourmalet è uno dei passi asfaltati più alti e conosciuti dei Pirenei francesi. La strada raggiunge quota 2.115 metri e collega la valle di Luz-Saint-Sauveur con quella di Campan, passando vicino alle località sciistiche di Barèges e La Mongie.

Il suo fascino non dipende soltanto dall’altitudine. Qui si incontrano tornanti, pascoli d’alta quota, pareti rocciose e panorami che cambiano rapidamente con il meteo. La fama ciclistica, costruita anche grazie al Tour de France, porta molti visitatori, ma in moto il passo offre un’esperienza diversa, più fluida e panoramica.

Io non lo considererei una strada da affrontare per accumulare curve a tutta velocità. Il fondo può cambiare, i ciclisti occupano spesso la carreggiata e in cima il vento può essere molto più forte rispetto alla valle. La parte migliore arriva quando si mantiene un’andatura regolare e si lascia spazio al paesaggio.

Quale versante scegliere per il primo viaggio

I due accessi principali hanno caratteristiche abbastanza diverse. La salita occidentale parte da Luz-Saint-Sauveur, mentre quella orientale inizia nei pressi di Campan e Sainte-Marie-de-Campan. Le distanze e le pendenze riportate dalle informazioni turistiche locali sono riferite soprattutto al ciclismo, ma aiutano a capire il carattere della strada anche per chi viaggia in moto.

Versante Distanza indicativa Pendenza media Carattere
Luz-Saint-Sauveur 19 km Circa 7,4% Più diretto, tecnico e panoramico
Campan 22,5 km Circa 6% Più lungo e progressivo

Il lato di Luz-Saint-Sauveur

Da Luz-Saint-Sauveur si sale per circa 19 chilometri, con una pendenza media vicina al 7,4% e tratti che possono superare il 10%. È il versante che sceglierei se si cerca una salita compatta, con curve ravvicinate e un cambio di ambiente molto evidente tra il paese, Barèges e la zona sommitale.

La strada è più gratificante nelle prime ore del giorno, quando il traffico è ancora contenuto. Bisogna però prestare attenzione ai tornanti ciechi e ai ciclisti, soprattutto nei fine settimana estivi.

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Il lato di Campan

Il versante orientale richiede più tempo, ma è meno brusco nella media. I suoi 22,5 chilometri permettono di costruire un’andatura costante e di godersi meglio la progressione verso La Mongie.

Per una prima esperienza sceglierei questo accesso se viaggio con passeggero, bagagli o una moto pesante. La salita più lunga lascia anche più margine per fermarsi, controllare la temperatura del motore e adattarsi al meteo.

Un itinerario in moto tra Tourmalet, Aspin e valle di Luz

Il modo più interessante di visitare il passo è inserirlo in un anello, evitando di percorrere la stessa strada in entrambe le direzioni. Un itinerario equilibrato parte da Luz-Saint-Sauveur e termina nella stessa area dopo aver attraversato alcuni dei paesaggi più belli delle Hautes-Pyrénées.

  1. Luz-Saint-Sauveur, punto di partenza ideale per rifornimento e colazione.
  2. Barèges e Super-Barèges, seguendo la D918 verso il passo.
  3. Sommità del Tourmalet, a 2.115 metri, con pausa breve e controllo del meteo.
  4. La Mongie, sul versante orientale, utile per una sosta o per visitare l’area del Pic du Midi.
  5. Sainte-Marie-de-Campan e Campan, con discesa più aperta e scorrevole.
  6. Col d’Aspin e Arreau, per aggiungere un secondo passo molto piacevole.
  7. Rientro verso Luz-Saint-Sauveur passando da Argelès-Gazost, oppure pernottamento ad Arreau per dividere il viaggio in due giorni.
Per questo giro calcolerei almeno 180-220 chilometri, secondo le varianti scelte, e una giornata intera con soste. In sella si può completare più velocemente, ma sarebbe un peccato trasformare un itinerario panoramico in una semplice prova di resistenza.

La combinazione che preferisco è salire da Luz, attraversare il passo e proseguire verso il Col d’Aspin. Il Tourmalet offre il momento più scenografico, mentre l’Aspin aggiunge curve più rilassate e un ritmo ideale per chi vuole guidare senza fretta.

Quando partire e come controllare l’accesso

La strada non è un collegamento garantito tutto l’anno. In inverno il tratto tra Barèges e La Mongie viene normalmente chiuso perché coincide con l’area della stazione sciistica; la riapertura dipende dall’innevamento, dai lavori di pulizia e dalle condizioni del fondo.

Il periodo più affidabile è compreso tra giugno e ottobre, ma anche in estate la situazione può cambiare in poche ore. Prima della partenza controllerei sempre la viabilità della D918, le previsioni specifiche per la quota e gli eventuali bollettini delle località di Barèges e La Mongie.

Il 2026 richiede un’attenzione ulteriore. Il Tour de France passerà nella zona l’8 e il 9 luglio, con possibili chiusure della D918 già dal pomeriggio dell’8 luglio e restrizioni più ampie il giorno della tappa. In quelle date non pianificherei il passaggio senza verificare gli orari ufficiali, perché i blocchi possono dipendere anche dal riempimento dei parcheggi.

In montagna il meteo è spesso il vero limite. Una giornata serena a valle può trasformarsi in nebbia, pioggia e temperature basse in quota. Una giacca impermeabile facilmente accessibile e guanti adatti contano più di qualsiasi accessorio estetico.

Come preparare la moto per i tornanti pirenaici

Non serve una moto specialistica. Una naked, una crossover o una sport-tourer affrontano bene il percorso, purché siano in ordine e con pneumatici adeguati. Controllerei soprattutto battistrada, pressione, pastiglie freno e livello del liquido refrigerante.

La salita mette alla prova il motore meno di quanto faccia la discesa con l’impianto frenante. In discesa userei il freno motore, mantenendo una marcia abbastanza corta, e azionerei i freni con pressione progressiva. Entrare troppo veloci nei tornanti è l’errore più comune e lascia pochissimo margine se arriva un veicolo dalla direzione opposta.

  • Affronta le curve cieche restando ben visibile nella propria corsia.
  • Riduci la velocità prima del tornante, non durante la fase più chiusa.
  • Lascia spazio a ciclisti, camper e veicoli agricoli.
  • Evita soste improvvisate in prossimità delle curve o dei passaggi stretti.
  • Porta acqua, una batteria esterna e una soluzione minima per le forature.

Il carburante merita una pianificazione semplice. Non aspetterei l’ultima tacca prima di salire, perché in quota i distributori sono pochi e alcuni paesi hanno orari ridotti. Partire con autonomia sufficiente per almeno 200 chilometri elimina una preoccupazione inutile.

Gli errori che possono rovinare la giornata

Il primo è considerare il passo una strada sempre libera e perfettamente asciutta. Il secondo è seguire soltanto il navigatore, che può proporre deviazioni poco adatte alle moto o ignorare una chiusura temporanea. In questo ambiente preferisco usare il navigatore per orientarmi e la segnaletica locale per decidere.

Un altro errore è programmare troppe salite nello stesso giorno. Tourmalet, Aspin e altri passi possono stare nello stesso itinerario, ma solo se si lasciano margini per soste, traffico e cambiamenti meteorologici. Con passeggero o bagagli, ridurrei il numero di tappe e sceglierei un pernottamento intermedio.

Infine, non bisogna confondere il carattere turistico del percorso con una strada facile. La carreggiata può essere stretta, il fondo irregolare e la visibilità limitata. La soddisfazione arriva dalla precisione della guida, non dal rischio preso in una curva.

Il modo migliore per ricordare questo passo

Il Tourmalet merita almeno mezza giornata dedicata, anche quando fa parte di un viaggio più lungo nei Pirenei. La scelta più pratica consiste nel salire da un versante e scendere dall’altro, collegando poi il percorso con il Col d’Aspin o con la valle di Luz.

Io partirei tra giugno e settembre, di buon mattino, con serbatoio pieno e un piano alternativo nel caso la D918 fosse chiusa. Se il cielo si copre in quota, rinunciare agli ultimi chilometri non significa perdere il viaggio: in montagna la decisione migliore è spesso quella che lascia una ragione per tornare.

Questo articolo ha carattere esclusivamente informativo ed educativo. Il materiale è stato elaborato con il supporto di moderni strumenti analitici e linguistici (IA). Prima di prendere una decisione, consulta un esperto.

Domande frequenti

Il versante da Luz-Saint-Sauveur è più breve e tecnico: misura circa 19 km e ha una pendenza media del 7,4%. Quello da Campan è più lungo, circa 22,5 km, ma più progressivo e adatto a chi viaggia con passeggero, bagagli o una moto pesante.

Il periodo indicativamente più affidabile va da giugno a ottobre. In inverno il tratto tra Barèges e La Mongie viene normalmente chiuso, mentre anche in estate neve residua, lavori e meteo possono modificare l’accessibilità: prima di partire bisogna controllare la viabilità della D918 e le condizioni in quota.

Un anello può partire da Luz-Saint-Sauveur, salire verso Barèges e la sommità del Tourmalet, scendere a La Mongie e Campan, quindi proseguire per il Col d’Aspin e Arreau. Il rientro può passare da Argelès-Gazost verso Luz oppure prevedere un pernottamento ad Arreau. Il giro richiede circa 180-220 km e una giornata intera, secondo le varianti.

Prima della partenza vanno controllati battistrada, pressione degli pneumatici, pastiglie freno e liquido refrigerante. In discesa è utile usare il freno motore con una marcia corta e frenare in modo progressivo, riducendo la velocità prima dei tornanti ciechi. È inoltre consigliabile partire con carburante sufficiente per almeno 200 km, acqua, batteria esterna e un kit minimo per le forature.

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Domingo Esposito

Domingo Esposito

Mi chiamo Domingo Esposito e da 8 anni mi dedico con passione al mondo delle due ruote, esplorando le evoluzioni che stanno trasformando la mobilità. La mia curiosità è nata dall'osservazione di come moto e scooter stiano diventando sempre più intelligenti ed ecologici, spingendomi a voler condividere queste scoperte con chi, come me, ama questo settore. Sul sito futurmoto.it, mi impegno a rendere accessibili le novità nel campo delle moto, degli scooter e della mobilità elettrica, analizzando le tendenze, confrontando le informazioni e cercando sempre il modo più chiaro per spiegare anche gli argomenti più complessi. Il mio obiettivo è offrire contenuti affidabili e sempre aggiornati, per aiutarvi a orientarvi in questo panorama in continua evoluzione.

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