La strada sale tra i boschi dell’Altopiano di Folgaria e, in pochi chilometri, cambia completamente ritmo: dal fondovalle si passa a curve, aria fresca e panorami alpini. Il Passo Sommo, a circa 1.341 metri, è una meta ideale per un giro in moto di una giornata, soprattutto se vuoi unire guida piacevole, soste panoramiche e borghi trentini. Qui trovi il percorso più pratico, le varianti verso Lavarone e la Val d’Astico, il periodo migliore e gli aspetti da controllare prima della partenza.
Un valico compatto con tante possibilità per chi viaggia in moto
- Quota: circa 1.341 metri sul livello del mare.
- Strada principale: SS350 di Folgaria e Val d’Astico.
- Itinerario consigliato: Rovereto, Folgaria, Lavarone, Levico Terme e rientro.
- Difficoltà: facile per motociclisti con un minimo di esperienza sulle strade di montagna.
- Periodo ideale: da tarda primavera a inizio autunno, sempre dopo aver verificato viabilità e meteo.
Dove si trova e perché merita una deviazione
Il valico si trova in Trentino, lungo la SS350 che collega Calliano, Folgaria e l’alta Val d’Astico. È inserito tra le località di Costa e San Sebastiano, nel territorio comunale di Folgaria, e rappresenta il passaggio naturale tra l’altopiano trentino e il versante veneto.
Non è il passo più alto o spettacolare delle Alpi, ed è proprio questo il suo punto di forza. La salita è abbastanza breve da poter essere inserita in un giro più ampio, ma offre comunque curve regolari, cambi di pendenza e tratti boschivi che rendono la guida piacevole. Io lo considero una meta più adatta al turismo motociclistico che alla ricerca della curva estrema.
Dalla zona di Trento si raggiunge in circa 21 chilometri, mentre da Rovereto il percorso permette di costruire un anello più ricco, con diverse alternative per il rientro. Nei fine settimana di bel tempo, soprattutto nei mesi estivi, la strada può diventare trafficata: auto, camper, autobus e ciclisti impongono un ritmo prudente.
Il percorso in moto più equilibrato
Per un giro completo consiglio di partire da Rovereto. Da qui si procede verso Calliano e si imbocca la salita per Folgaria, seguendo la strada provinciale fino all’altopiano. È una soluzione comoda anche per chi arriva da lontano, perché consente di collegarsi facilmente alla viabilità della Vallagarina.
| Tratto | Caratteristiche | Sosta consigliata |
|---|---|---|
| Rovereto - Calliano | Fondovalle e trasferimento scorrevole | Rifornimento e controllo rapido della moto |
| Calliano - Folgaria | Salita con curve e tornanti | Centro di Folgaria |
| Folgaria - valico | SS350, boschi e traffico variabile | Area del passo |
| Valico - Lavarone | Tratto panoramico sull’altopiano | Lago di Lavarone |
| Lavarone - Levico Terme | Discesa verso la Valsugana | Levico o Lago di Caldonazzo |
Considerando le soste e una breve deviazione sul lago, il giro misura indicativamente 120-140 chilometri e richiede circa 3-4 ore di guida effettiva. Per me è la misura giusta per una mezza giornata abbondante o per una giornata rilassata, senza trasformare l’uscita in una corsa contro il cronometro.
Folgaria è una buona pausa intermedia, ma non la userei solo come punto di passaggio. Il paese offre bar, ristoranti e servizi utili, mentre l’altopiano permette di fermarsi qualche minuto senza lasciare la moto in luoghi improvvisati. In montagna, una sosta ben scelta vale spesso più di dieci chilometri aggiunti al percorso.

Le varianti verso Lavarone e la Val d’Astico
Una volta superato il passo, la strada prosegue verso il versante veneto e la Val d’Astico. Questa è la variante giusta se vuoi allungare il giro, trovare un ambiente più vallivo e poi rientrare passando da Arsiero o dalle strade dell’Altopiano dei Sette Comuni.
Anello trentino verso Lavarone
La variante più semplice porta da Folgaria verso Carbonare e Lavarone, con una deviazione al Lago di Lavarone. Il percorso è adatto anche a naked, crossover e scooter di media cilindrata, purché in buone condizioni e guidati senza fretta. Il lago è una sosta piacevole, ma nei giorni festivi il parcheggio può riempirsi rapidamente.
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Discesa verso la Val d’Astico
Scendere verso Lastebasse, Pedemonte e Arsiero rende il giro più lungo e vario. La strada cambia carattere, con vallate più strette e possibili mezzi pesanti, quindi non la sceglierei per una guida sportiva. È invece interessante per chi apprezza il viaggio nel suo insieme e vuole alternare curve d’altopiano e paesaggi di fondovalle.
Da Arsiero si può rientrare verso l’altopiano oppure proseguire in direzione Vicenza, ma in questo caso il giro diventa più impegnativo in termini di tempo. Prima di partire conviene calcolare almeno 5-6 ore complessive, soste escluse, se si aggiunge una parte significativa del versante veneto.
Come affrontare la strada senza trasformarla in una prova
La SS350 non è una pista. In alcuni tratti il tracciato è tortuoso, la visibilità in curva può essere limitata e l’incrocio con autobus o camper richiede spazio e pazienza. La regola che seguo è semplice: entro in curva con una velocità che mi permetta di correggere la traiettoria, senza occupare la corsia opposta.
- Rallenta prima della curva, non quando sei già inclinato.
- Lascia margine rispetto alla linea centrale, perché un’auto può arrivare larga.
- Controlla il fondo stradale nei tratti ombreggiati, dove possono restare umidità, foglie o ghiaia.
- Evita sorpassi vicino a tornanti, gallerie e curve cieche.
- Fai una pausa ogni 60-90 minuti, soprattutto se viaggi con passeggero o bagagli.
La quota non è estrema, ma il meteo può cambiare velocemente. Anche in una giornata calda in pianura, sull’altopiano si possono trovare temperature inferiori di 8-12 gradi, vento o pioggia improvvisa. Un guscio antipioggia compatto e guanti adatti alla stagione occupano poco spazio e fanno una grande differenza.
Prima della partenza controllo sempre pneumatici, pressione, pastiglie dei freni e autonomia residua. Sul percorso ci sono centri abitati e distributori nelle zone principali, ma non conviene arrivare al passo con il serbatoio quasi vuoto, soprattutto se si prevede di scendere in Val d’Astico e rientrare da un itinerario secondario.
Quando partire e cosa verificare nel 2026
Il periodo più piacevole va generalmente da maggio a ottobre, ma l’apertura effettiva dei collegamenti dipende dalle condizioni invernali, dai lavori e da eventuali frane. In primavera il fondo può essere sporco dopo il disgelo, mentre a settembre la luce cala prima e conviene organizzare il rientro con maggiore anticipo.
Per il 2026 suggerisco di controllare la viabilità provinciale e le telecamere stradali il giorno stesso della partenza. La SS350 ha già avuto in passato interruzioni e sensi unici alternati legati a frane e lavori di messa in sicurezza, quindi una verifica rapida evita deviazioni improvvisate.
Il momento migliore della giornata è la mattina presto, soprattutto nei sabati e nelle domeniche estive. Trovi meno traffico, temperature più gradevoli e una luce migliore nei tratti panoramici. Se viaggi in scooter elettrico, pianifica con attenzione la ricarica: sulle strade dell’altopiano le colonnine non sono distribuite con la stessa continuità dei centri urbani.
Il giro giusto per il tuo tipo di moto
Con una tourer o crossover puoi affrontare senza problemi l’anello completo, anche con passeggero e bagagli leggeri. Una naked è probabilmente la scelta più divertente sui tratti curvilinei, mentre una sportiva richiede più attenzione alla posizione di guida e al fondo irregolare.
Anche le cilindrate medio-piccole sono perfettamente adatte. Qui non servono grandi prestazioni: contano di più la maneggevolezza, una buona coppia ai bassi regimi e pneumatici in ordine. Lo stesso vale per gli scooter, che possono percorrere l’itinerario principale senza difficoltà, purché si affrontino le discese con uso regolare del freno motore e senza surriscaldare i freni.
Io eviterei di inserire troppe deviazioni nello stesso giorno. Il rischio è passare più tempo a controllare il navigatore che a godersi la strada. Un itinerario ben riuscito può essere semplicemente Rovereto, Folgaria, il valico, Lavarone e Levico Terme, con una sosta gastronomica e il rientro prima di sera.
Una meta da guidare con calma per apprezzarne il carattere
Questo valico dà il meglio quando lo si affronta come parte di un viaggio, non come una gara a chi chiude prima la gomma. La quota moderata, la vicinanza a Trento e Rovereto e la possibilità di collegarsi alla Val d’Astico lo rendono una scelta concreta per un’uscita breve, anche quando non hai tempo per un grande tour alpino.
Prima di partire verifica meteo, viabilità, carburante e condizioni della moto. Poi lascia spazio alle soste: il panorama dell’altopiano, il Lago di Lavarone e i piccoli centri lungo il percorso sono ciò che trasforma una semplice salita in un itinerario motociclistico completo.