Passo Lavazè in moto tra malghe e panorami dolomitici

25 aprile 2026

Panoramica delle malghe al Passo Lavazè, con un imponente monte sullo sfondo e sentieri che si snodano tra prati verdi.

Indice

Una salita in moto al Passo Lavazè ha senso soprattutto se non si limita alle curve: sull’altopiano si trovano malghe panoramiche, strade d’accesso e brevi passeggiate che trasformano una semplice tappa in una giornata completa. Io la organizzerei combinando la guida sulla SS620 con una sosta a Malga Varena, Malga Ora o Malga Costa, verificando sempre aperture e condizioni della viabilità.

La combinazione migliore è moto fino al passo e passeggiata tra le malghe

  • Quota: il Passo Lavazè si trova a circa 1.808 metri.
  • Malghe più comode: Varena è vicinissima, Ora e Costa richiedono invece un tratto a piedi.
  • Itinerario panoramico: Cavalese, Varena, Passo Lavazè e Passo Oclini offrono una guida piacevole senza trasformare i sentieri in strade per moto.
  • Periodo ideale: da giugno a settembre, con aperture più variabili in primavera e autunno.
  • Attenzione: neve residua, temporali, animali e fondo umido possono cambiare rapidamente le condizioni.

Moto parcheggiata vicino a un rifugio con tetto in tegole rosse, sullo sfondo le montagne e le malghe di Passo Lavazè.

Perché fermarsi al Passo Lavazè in moto

Il valico collega la Val di Fiemme con l’area altoatesina della Val d’Ega e raggiunge un altopiano aperto, molto diverso dai passi più spettacolari ma anche più trafficati delle Dolomiti. La strada offre curve e tornanti piacevoli, mentre in cima lascia spazio a prati, boschi e panorami sul Latemar, il Catinaccio, il Corno Bianco e il Corno Nero.

Il mio consiglio è di non trattare Lavazè come una semplice fermata per una fotografia. La quota di circa 1.800 metri rende l’aria fresca anche nelle giornate calde e le malghe aggiungono un motivo concreto per spegnere il motore, togliere il casco e restare almeno un’ora.

La salita più naturale per chi arriva da sud parte da Cavalese, passa da Varena e segue la SS620 fino al valico. Da nord si può arrivare attraverso la Val d’Ega e Nova Ponente. In entrambi i casi conviene affrontare l’ultima parte con calma, perché tra tornanti ciechi, ciclisti e auto che cercano parcheggio il ritmo cambia spesso.

Le malghe più interessanti e quanto sono lontane

Non tutte le strutture indicate sulle mappe sono raggiungibili direttamente in moto. Alcune si trovano lungo sentieri o strade forestali dove il transito motorizzato può essere vietato. Io lascerei la moto nei parcheggi autorizzati del passo e proseguirei a piedi, anche quando la distanza sembra breve.

Malgа Distanza indicativa Perché sceglierla Informazioni utili
Malga Varena Circa 500 metri dal passo È la soluzione più pratica per una pausa veloce, con bar e cucina tradizionale. Le aperture estive 2026 risultano previste da fine maggio. Meglio confermare prima di partire.
Malga Ora Circa 3 km Si trova in una radura ampia e si presta a un pranzo tranquillo dopo una camminata. Il percorso dal passo è adatto a chi vuole abbinare moto ed escursione.
Malga Costa Circa 2,5 km È apprezzata per il panorama e per i piatti tipici altoatesini. Le schede locali indicano apertura estiva e autunnale, con chiusura il martedì nel periodo segnalato.

Malga Varena è la scelta più semplice se il gruppo vuole mangiare senza camminare troppo. Malga Ora e Malga Costa hanno invece più senso quando la sosta gastronomica diventa parte dell’itinerario. Secondo le informazioni pubblicate da Visit Fiemme, nel 2026 le aperture stagionali possono arrivare fino a settembre o ottobre, ma orari e giorni di chiusura vanno verificati telefonicamente.

Il giro a piedi tra Varena e Ora

Dal piazzale del Passo Lavazè parte un itinerario segnalato che raggiunge prima Malga Varena e poi Malga Ora. Il percorso completo indicato localmente misura circa 8,2 km, richiede mediamente 2 ore e 30 minuti e presenta un dislivello intorno ai 190 metri.

Per un motociclista è una soluzione equilibrata. Si guida fino al passo, si parcheggia, si indossano scarpe adatte e si percorre l’anello senza portarsi dietro l’attrezzatura da moto. In estate consiglio di avere nello zaino una felpa leggera, acqua e una protezione impermeabile: il meteo sull’altopiano cambia più rapidamente di quanto faccia pensare il sole della partenza.

Due itinerari in moto da abbinare alle malghe

Da Cavalese al Passo Oclini

Il percorso più lineare parte da Cavalese e sale verso Varena e il Passo Lavazè. Dopo la sosta si può proseguire sulla strada asfaltata verso Passo Oclini, arrivando a circa 2.000 metri. Qui il paesaggio diventa più aperto e la vista sui due Corni è il vero motivo per continuare.

Da Oclini si può rientrare al Lavazè sulla stessa strada oppure proseguire verso Nova Ponente e la Val d’Ega, creando un giro più ampio. Prima di scegliere questa variante controllerei il bollettino della viabilità, perché in montagna una chiusura temporanea può rendere il ritorno molto più lungo.

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Il giro con pausa gastronomica

Per una giornata meno concentrata sulla guida, imposterei così la sequenza:

  1. Partenza da Cavalese con rifornimento prima della salita.
  2. Salita a Varena e arrivo al Passo Lavazè.
  3. Parcheggio e passeggiata verso Malga Varena oppure Malga Ora.
  4. Pranzo o merenda in malga, sempre dopo aver verificato l’apertura.
  5. Passaggio panoramico a Passo Oclini.
  6. Rientro verso Cavalese o prosecuzione verso Nova Ponente, in base al tempo disponibile.

Questo itinerario funziona bene con una naked, una crossover o una sport-tourer. Non serve una moto specialistica, ma una ciclistica maneggevole aiuta nei tornanti e nelle manovre sui parcheggi inclinati. Le strade forestali che collegano alcune malghe restano invece percorsi da trekking o mountain bike: non le considererei scorciatoie per una moto, nemmeno con una enduro.

Quando andare e come controllare le aperture

Il periodo più affidabile va da giugno a settembre. In primavera può esserci ancora neve sui tratti ombreggiati, mentre a ottobre alcune malghe riducono i giorni di apertura e il fondo stradale può diventare umido già nel pomeriggio.

Per la stagione 2026, le informazioni turistiche locali riportano indicativamente Malga Costa aperta da fine maggio a metà ottobre, Malga Ora da fine maggio a fine settembre e Malga Varena dalla fine di maggio. Sono date utili per orientarsi, non una garanzia assoluta: gestione familiare, meteo e lavori possono modificare il calendario.

Io telefonerei il giorno prima, soprattutto se il giro è costruito attorno al pranzo. Conviene chiedere tre cose precise: se la cucina è attiva, se la strada o il sentiero di accesso è percorribile e dove lasciare la moto. Al Passo Lavazè sono disponibili diversi parcheggi, anche nelle zone vicine agli alberghi e in direzione della Val d’Ega.

Sicurezza e errori tipici dei motociclisti

Il primo errore è affrontare il valico come una pista. La strada è piacevole, ma presenta curve cieche, mezzi agricoli, autobus, ciclisti e animali al pascolo. Una velocità moderata permette di godersi il panorama e lascia margine per correggere la traiettoria quando il fondo presenta ghiaia o foglie bagnate.

Il secondo errore è partire senza abbigliamento adatto. A 1.800 metri si può passare dal caldo della valle a una temperatura fresca in pochi minuti. Nel mio equipaggiamento non mancano mai guanti impermeabili, strato termico sottile e antipioggia, anche con previsioni favorevoli.

Presterei particolare attenzione ai temporali pomeridiani. Se il cielo si chiude mentre si è a Malga Ora o a Passo Oclini, è meglio rientrare senza aspettare che il temporale arrivi sopra il crinale. La copertura telefonica può essere discontinua e non tutti i percorsi secondari sono adatti a una fuga rapida.

Infine, farei il pieno a Cavalese, Ora o Nova Ponente. Non pianificherei il giro contando su un distributore direttamente al passo, soprattutto con una moto dalla poca autonomia o viaggiando in coppia.

Il modo più intelligente per vivere Lavazè in moto

Il valore dell’area non sta nel numero di curve percorse, ma nell’equilibrio tra strada e territorio. La mia scelta sarebbe una salita mattutina al Passo Lavazè, una passeggiata verso Malga Ora o Malga Costa, pranzo senza fretta e successivo passaggio a Passo Oclini.

Così la moto resta protagonista dell’itinerario, ma non invade i sentieri e le aree di pascolo. Prima di partire bastano una telefonata alla malga, un controllo della viabilità e un piccolo margine di tempo per il meteo: sono questi dettagli a trasformare una gita tra le malghe del Passo Lavazè in una giornata davvero riuscita.

Domande frequenti

Malga Varena si trova a circa 500 metri dal passo ed è la scelta più pratica per una pausa veloce. Malga Ora dista circa 3 km e Malga Costa circa 2,5 km: entrambe richiedono un tratto a piedi dal parcheggio autorizzato.

Il percorso più lineare parte da Cavalese, passa da Varena e sale al Passo Lavazè sulla SS620. Dopo la sosta si può proseguire verso Passo Oclini, poi rientrare al Lavazè oppure continuare verso Nova Ponente e la Val d’Ega, controllando prima la viabilità.

Il periodo più affidabile è da giugno a settembre; in primavera può esserci neve residua e in autunno le aperture sono più variabili. È consigliabile telefonare il giorno prima per verificare cucina, accessibilità del percorso e possibilità di parcheggio per la moto.

A circa 1.800 metri il clima può cambiare rapidamente: sono utili guanti impermeabili, uno strato termico leggero e un antipioggia. Bisogna inoltre moderare la velocità per curve cieche, ciclisti, mezzi agricoli, animali e fondo umido, facendo rifornimento prima di arrivare al passo.

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Samuel Ricci

Samuel Ricci

Mi chiamo Samuel Ricci e da 14 anni mi dedico con passione al mondo delle due ruote, con un occhio di riguardo per le novità nel campo delle moto, degli scooter e della mobilità elettrica. Quello che mi spinge è la curiosità di esplorare come la tecnologia stia ridefinendo il nostro modo di muoverci, cercando di rendere accessibili a tutti le informazioni più complesse. Mi impegno a fornire contenuti chiari e ben documentati, analizzando le tendenze del mercato e le innovazioni, per aiutarvi a comprendere meglio questo settore in continua evoluzione e a fare scelte informate.

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