Passo della Novena in moto - itinerario e consigli utili

28 aprile 2026

Motociclista e moto su strada sterrata, con un treno rosso che attraversa un viadotto ad archi in pietra. Paesaggio alpino con montagne sullo sfondo, vicino al passo della Novena.

Indice

Quando si pianifica un giro alpino, il Passo della Novena è una tappa che può trasformare un semplice trasferimento in una vera giornata di guida. Il valico raggiunge i 2.478 metri, collega il Ticino al Vallese e offre una strada asfaltata, panoramica e adatta a diversi tipi di moto. Qui trovi il percorso più sensato, il periodo migliore, le difficoltà reali e gli accorgimenti da non trascurare.

Un valico alto e spettacolare da affrontare con il giusto margine

  • Posizione: si trova in Svizzera, tra la Val Bedretto e la valle di Goms.
  • Quota: il punto più alto è a 2.478 metri, con freddo e vento anche in piena estate.
  • Itinerario consigliato: Airolo, All’Acqua, Nufenenpass e Ulrichen, con possibile rientro dai passi della Furka e del San Gottardo.
  • Periodo utile: generalmente da fine maggio o giugno a ottobre, ma l’apertura dipende da neve e condizioni della strada.
  • Guida: strada completamente asfaltata, tornanti regolari e fondo adatto anche a naked, touring e scooter di buona cilindrata.

Motociclista affronta una curva su una strada di montagna, godendosi il panorama del passo della Novena.

Dove si trova davvero e cosa lo rende speciale

La prima informazione da chiarire è geografica. Nonostante il nome italiano e la vicinanza al confine, il valico si trova interamente in Svizzera, tra il Canton Ticino e il Canton Vallese. In tedesco è chiamato Nufenenpass e mette in comunicazione la Val Bedretto, sul versante meridionale, con la valle di Goms.

Il punto più alto arriva a 2.478 metri, una quota che lo rende uno dei passi stradali più elevati della Svizzera. La strada è stata costruita nella seconda metà degli anni Sessanta e oggi rappresenta un collegamento asfaltato molto apprezzato dai motociclisti, soprattutto perché combina curve leggibili, traffico generalmente gestibile e paesaggi d’alta quota.

Dal lato ticinese si sale lungo una valle ancora verde e abitata, con alpeggi e boschi. Avvicinandosi alla sommità, la vegetazione diminuisce rapidamente e lascia spazio a rocce, neve residua e ampi panorami. È proprio questo cambio di ambiente, concentrato in pochi chilometri, a rendere il percorso più interessante di molti passi dove il panorama resta sempre uguale.

Il giro in moto più equilibrato parte da Airolo

Per una prima esperienza sceglierei Airolo come punto di partenza. Da qui si entra nella Val Bedretto seguendo la strada cantonale verso All’Acqua, si affrontano i tornanti del versante ticinese e si raggiunge la sommità del passo. La discesa porta verso Ulrichen e consente di proseguire nella valle di Goms.

Tratto Caratteristiche Consiglio pratico
Airolo - All’Acqua Valle più aperta, curve scorrevoli e presenza di centri abitati Buon tratto per controllare gomme e ritmo
All’Acqua - valico Salita più impegnativa, tornanti e ambiente d’alta montagna Usare il freno motore e lasciare spazio in uscita curva
Valico - Ulrichen Discesa panoramica con curve ampie e pendenza variabile Non farsi ingannare dalla strada libera, il fondo può cambiare rapidamente

Il collegamento completo misura circa 40 chilometri, ma non va considerato un semplice tratto da percorrere in fretta. Tra soste fotografiche, traffico, vento e prudenza nei passaggi più esposti, servono almeno un paio d’ore per goderselo senza trasformare il giro in una gara contro il cronometro.

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La variante ad anello con Furka e San Gottardo

Chi vuole costruire una giornata più ricca può continuare da Ulrichen verso il Passo della Furka, scendere ad Andermatt e rientrare ad Airolo attraverso il Passo del San Gottardo. Nei mesi giusti si ottiene un anello di oltre 120 chilometri, con tre grandi valichi e paesaggi molto diversi.

Questa variante è la mia preferita per una moto touring o una adventure. Il percorso offre più varietà, ma richiede di partire presto, perché soste e condizioni del traffico possono portare facilmente il tempo totale a 5 o 6 ore. Se il meteo è incerto, conviene limitarsi alla Novena e mantenere un’alternativa semplice per il rientro.

Quando andare e come controllare l’apertura

La strada del valico è soggetta a una chiusura invernale. La riapertura non segue una data fissa, perché dipende dall’altezza della neve, dal rischio di valanghe e dai lavori di sgombero. In genere la finestra più affidabile va da giugno all’inizio di ottobre, anche se nelle stagioni favorevoli il transito può iniziare già tra fine maggio e i primi giorni di giugno.

Non mi affiderei mai soltanto a una vecchia traccia GPS o a un post pubblicato l’anno precedente. Prima di partire bisogna verificare lo stato della strada sui canali ufficiali del Canton Ticino e controllare anche i passi collegati, soprattutto Furka e San Gottardo. Una strada aperta al mattino può diventare poco piacevole nel pomeriggio se arriva una perturbazione fredda.

La differenza di temperatura tra valle e sommità può essere notevole. Anche con 20-25 °C ad Airolo, in quota si possono trovare vento forte, nuvole basse e temperature vicine ai 5-10 °C. Un guscio impermeabile inserito nel bagaglio pesa poco e, su questo itinerario, vale molto più di una sosta improvvisata per cercare riparo.

Che tipo di guida bisogna aspettarsi

Il fondo è asfaltato e il percorso non richiede capacità da fuoristrada. La difficoltà nasce piuttosto dalla quota elevata, dalla pendenza e dalla possibilità di incontrare autobus, camper, ciclisti e motociclisti in senso opposto. I tornanti non sono tutti uguali: alcuni sono stretti, altri si aprono in curve veloci dove è facile entrare con troppa fiducia.

La regola che seguo è semplice. Entro nella curva abbastanza piano da poter correggere la traiettoria senza frenare bruscamente a moto inclinata. In discesa lascio lavorare il freno motore e uso i freni con decisione ma senza tenerli costantemente sotto pressione, perché una lunga successione di tornanti può surriscaldare impianto e pastiglie.

  • Lascia sempre un margine laterale rispetto alla mezzeria, soprattutto nei tornanti ciechi.
  • Considera possibile la presenza di ghiaia, acqua o neve residua vicino al bordo della carreggiata.
  • Riduci il ritmo quando il vento arriva di lato sui tratti più aperti.
  • Non fermarti in curva o subito dopo un tornante, dove potresti diventare poco visibile.
  • Controlla l’autonomia prima della salita, perché sul valico non bisogna contare su un distributore.

Per una moto moderna la quota non crea problemi particolari, ma i motori aspirati possono risultare leggermente meno brillanti in alto. Il cambiamento è normale e non va compensato guidando in modo aggressivo. A questa altezza contano molto di più la fluidità e la capacità di leggere il fondo.

Moto, equipaggiamento e preparazione del percorso

Una sport-touring è probabilmente la soluzione più equilibrata, ma il percorso è accessibile anche a naked, granturismo e scooter di media cilindrata. Non serve una maxi-enduro: tutta la strada è asfaltata. Serve invece una moto in ordine, con gomme in buono stato e sospensioni capaci di gestire frenate e cambi di carico.

Prima di partire controllerei pressione degli pneumatici, livello del liquido refrigerante, pastiglie e autonomia residua. Le temperature basse possono ridurre la pressione percepita e modificare il comportamento della gomma nei primi chilometri. Con uno scooter, presterei particolare attenzione alla frenata in discesa e sceglierei un modello con una riserva sufficiente per coprire l’intero anello.

Tipo di moto Perché funziona Cosa richiede più attenzione
Naked Agile nei tornanti e divertente sulle curve strette Protezione dal vento limitata
Sport-touring Buon compromesso tra comfort, precisione e autonomia Gestire il peso nelle manovre lente
Adventure Posizione di guida comoda e grande autonomia Ingombro e sensibilità al vento laterale
Scooter Semplice da guidare e pratico nei trasferimenti Autonomia, frenata e temperatura in quota

Poiché si attraversa il confine italiano-svizzero, porterei con me documento valido, assicurazione e metodo di pagamento alternativo. Se il giro evita autostrade e semiautostrade svizzere, in genere non è necessario acquistare la vignetta autostradale. Resta comunque essenziale seguire la segnaletica locale e verificare il percorso prima di inserire la navigazione.

Gli errori che rovinano più spesso l’esperienza

Il primo errore è trattare il valico come una strada panoramica qualsiasi. A quasi 2.500 metri il meteo cambia rapidamente e il sole non garantisce un fondo caldo o asciutto. Il secondo è concentrare troppe tappe nello stesso giorno, aggiungendo Furka, Grimsel, Susten e San Gottardo senza considerare stanchezza e tempi di percorrenza.

Un altro problema frequente è partire con un abbigliamento estivo completo ma senza uno strato antivento. Dopo la salita si può avere caldo, mentre sulla sommità il vento rende la sosta sorprendentemente fredda. Io preferisco portare uno strato in più e fare una pausa breve, invece di guidare irrigidito per il freddo durante tutta la discesa.

Infine, non bisogna confondere strada libera con strada sicura. La carreggiata può essere pulita al centro ma sporca vicino ai margini, mentre i veicoli che arrivano dal senso opposto possono invadere parzialmente la traiettoria nei tornanti. La guida migliore qui è quella regolare, anticipata e senza eccessi.

Come trasformare il valico in una giornata davvero riuscita

Per un giro rilassato partirei da Airolo tra le 8 e le 9, farei una pausa ad All’Acqua e raggiungerei la sommità senza fissare tempi rigidi. Dopo la discesa verso Ulrichen deciderei se proseguire verso Furka in base a meteo, energia e orario, tenendo sempre un percorso di rientro più breve.

La Novena dà il meglio quando la si percorre con una moto preparata, abbigliamento adatto e qualche ora libera. Non è necessario inseguire il maggior numero possibile di passi alpini: un solo valico affrontato bene, con soste e margine di sicurezza, lascia spesso un ricordo migliore di un itinerario troppo ambizioso.

Questo articolo ha carattere esclusivamente informativo ed educativo. Il materiale è stato elaborato con il supporto di moderni strumenti analitici e linguistici (IA). Prima di prendere una decisione, consulta un esperto.

Domande frequenti

Il percorso consigliato parte da Airolo, attraversa la Val Bedretto passando per All’Acqua e raggiunge il valico, per poi scendere verso Ulrichen e la valle di Goms. Il collegamento misura circa 40 chilometri e richiede almeno un paio d’ore considerando soste, traffico e condizioni del fondo.

La strada è soggetta a chiusura invernale e la riapertura dipende da neve, rischio valanghe e lavori di sgombero. La finestra più affidabile va da giugno all’inizio di ottobre, anche se in annate favorevoli si può transitare già tra fine maggio e i primi giorni di giugno. Prima di partire bisogna controllare i canali ufficiali del Canton Ticino.

La strada è completamente asfaltata e non richiede capacità da fuoristrada, ma presenta quota elevata, pendenze, tornanti e possibili ostacoli come autobus, camper, ciclisti e ghiaia ai margini. È consigliabile entrare nelle curve con un ritmo moderato, usare il freno motore in discesa e mantenere un margine laterale dalla mezzeria.

Il percorso è accessibile a naked, sport-touring, granturismo, adventure e scooter di buona cilindrata. Prima della partenza conviene controllare pneumatici, liquido refrigerante, pastiglie e autonomia, portando anche uno strato antivento o impermeabile: ad Airolo possono esserci 20-25 °C, mentre in quota le temperature possono scendere vicino a 5-10 °C.

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passi alpini tornanti alta quota nufenenpass

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Santo Cattaneo

Santo Cattaneo

Mi chiamo Santo Cattaneo e da 4 anni mi dedico con entusiasmo al mondo delle due ruote, con un occhio di riguardo per le moto, gli scooter e la mobilità elettrica, argomenti che esploro su futurmoto.it. La mia curiosità per questo settore è nata dalla volontà di comprendere a fondo le evoluzioni che stanno trasformando il modo in cui ci muoviamo, specialmente con l'avvento delle tecnologie elettriche. Mi impegno a offrire contenuti chiari e informati, analizzando le novità del mercato, confrontando le diverse opzioni disponibili e cercando di semplificare anche gli aspetti più tecnici per rendere la mobilità del futuro accessibile a tutti. Il mio obiettivo è fornire informazioni accurate, aggiornate e realmente utili per chiunque sia interessato a questo affascinante universo.

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