Dolomiti in moto in 5 giorni - itinerario ad anello

24 giugno 2026

Mappa delle Dolomiti con itinerario di 5 giorni evidenziato in fucsia, partendo da Bolzano.

Indice

Un giro in moto di cinque giorni sulle Dolomiti deve lasciare spazio ai panorami, alle soste e agli imprevisti, non soltanto ai chilometri. Ho preparato un itinerario ad anello con partenza e arrivo a Bolzano, circa 900 km complessivi, passi iconici, strade meno scontate e indicazioni concrete su tempi, costi, periodo migliore e preparazione della moto.

Un percorso equilibrato tra passi, laghi e strade panoramiche

  • Durata di 5 giorni e circa 850-950 km totali.
  • Partenza e arrivo a Bolzano, con pernottamenti a Selva di Val Gardena, Cortina, San Candido e Bolzano.
  • Passi principali Gardena, Pordoi, Sella, Giau, Falzarego, Furcia, delle Erbe, Rolle e San Pellegrino.
  • Ritmo consigliato di 150-220 km al giorno, evitando di trasformare il viaggio in una gara.
  • Periodo ideale da fine giugno a settembre, preferibilmente nei giorni feriali e con partenza presto.

Come ho costruito l’itinerario sulle Dolomiti

Per questo itinerario ho scelto Bolzano come base logistica perché è facilmente raggiungibile dall’autostrada del Brennero e permette di entrare subito sulle strade di montagna. Il percorso alterna giornate più spettacolari e dense di passi a tappe più rilassate, così la guida resta piacevole anche con bagagli e passeggero.

Le distanze sono indicative e comprendono il percorso principale, non tutte le deviazioni. In alta stagione il traffico, i lavori e le soste fotografiche possono aggiungere facilmente un’ora o due ai tempi di navigazione.

Giorno Percorso Km indicativi Pernottamento
1 Bolzano, Costalunga, Pordoi, Campolongo, Gardena 150-170 km Selva di Val Gardena
2 Selva, Sella, Fedaia, Giau, Cortina 160-190 km Cortina d’Ampezzo
3 Cortina, Tre Croci, Misurina, Braies, San Candido 130-170 km San Candido
4 San Candido, Furcia, delle Erbe, Bressanone, Bolzano 170-190 km Bolzano
5 Bolzano, Rolle, Valles, San Pellegrino, Costalunga 200-230 km Fine del tour

Io eviterei di aggiungere lo Stelvio a questo giro. È una strada straordinaria, ma si trova fuori dal cuore delle Dolomiti e obbliga a dilatare troppo le tappe. In cinque giorni conviene concentrarsi su un’area compatta, con più tempo per guidare bene e meno ore trascorse nei trasferimenti.

Mappa delle Dolomiti con itinerario di 5 giorni evidenziato in fucsia, da Bolzano verso Canazei e ritorno.

Il percorso giorno per giorno

Giorno 1 da Bolzano a Selva di Val Gardena

Da Bolzano si sale verso Nova Levante e il Passo di Costalunga, a 1.745 metri. La strada offre un ingresso graduale nel paesaggio dolomitico e permette di evitare una prima tappa troppo impegnativa.

Da Vigo di Fassa si prosegue verso Canazei e il Passo Pordoi, uno dei punti più scenografici dell’intero viaggio. Dopo Arabba si affronta il Passo Campolongo e si entra in Alta Badia, prima di risalire verso il Passo Gardena e Selva di Val Gardena.

  • Distanza circa 150-170 km.
  • Tempo in sella 4 ore e mezza, senza contare le soste.
  • Soste consigliate Canazei, Passo Pordoi e Passo Gardena.

Questa è una giornata da affrontare senza fretta. I quattro passi sono ravvicinati, ma i tornanti richiedono concentrazione e il traffico può rallentare soprattutto nelle ore centrali.

Giorno 2 da Selva a Cortina d’Ampezzo

Da Selva si raggiunge il Passo Sella e si scende verso Canazei. La strada attraversa il gruppo del Sella e regala curve molto leggibili, ma conviene non lasciarsi prendere dal ritmo: in quota l’asfalto può cambiare rapidamente con pioggia e ombra.

Da Canazei si continua verso il Passo Fedaia, ai piedi della Marmolada, poi si scende verso Malga Ciapela, Caprile e Alleghe. La parte più spettacolare arriva con il Passo Giau, spesso più suggestivo dei passi maggiormente pubblicizzati per la vista sulle cime circostanti.

Da Selva di Cadore si prosegue verso Pocol e Cortina d’Ampezzo. Chi vuole inserire anche il Passo Falzarego può aggiungerlo prima di arrivare in città, con una deviazione breve ma molto valida dal punto di vista paesaggistico.

  • Distanza circa 160-190 km.
  • Passi principali Sella, Fedaia e Giau, con Falzarego come variante.
  • Consiglio pratico fare rifornimento a Canazei o Alleghe, senza aspettare l’ultimo distributore.

Giorno 3 da Cortina a San Candido

È la tappa più rilassata del tour. Da Cortina si sale al Passo Tre Croci e si raggiunge il Lago di Misurina, perfetto per una pausa mattutina. Da qui la strada conduce verso Carbonin, Dobbiaco e San Candido.

Il Lago di Braies può essere inserito con una deviazione, ma in estate l’accesso alla valle è soggetto a regolamentazioni e gestione dei parcheggi. Nel 2026 la regolamentazione è prevista dal 1° luglio al 15 settembre, quindi è prudente verificare le condizioni del giorno prima di impostare la deviazione.

Se l’accesso a Braies è limitato, non forzerei il programma. La Val Fiscalina, nei pressi di Sesto, è un’alternativa più semplice e coerente con un viaggio in moto, anche se l’ultimo tratto può prevedere limitazioni al traffico privato.

  • Distanza circa 130-170 km, in base alle deviazioni.
  • Da non perdere Misurina, Dobbiaco e il centro di San Candido.
  • Opzione impegnativa accesso alle Tre Cime, solo dopo aver controllato prenotazioni, orari e disponibilità.

Giorno 4 da San Candido a Bolzano

Da San Candido si scende verso Brunico e si affronta il Passo Furcia, che conduce a San Vigilio di Marebbe. La strada è più stretta e meno “da cartolina” rispetto ai passi del gruppo Sella, ma proprio per questo regala una guida più raccolta e spesso meno congestionata.

La tappa continua verso il Passo delle Erbe, a oltre 2.000 metri, e poi in direzione di Bressanone. Da qui si rientra a Bolzano attraverso la viabilità di fondovalle, scegliendo se fermarsi per una pausa in città o proseguire direttamente verso l’hotel.

Questa giornata dimostra perché non conviene pianificare solo i nomi più famosi. Furcia e Passo delle Erbe hanno un carattere più tecnico e aiutano a spezzare il viaggio dopo due tappe molto panoramiche.

Leggi anche: Itinerari in moto in Francia tra Alpi, Verdon e Corsica

Giorno 5 da Bolzano attraverso Rolle e San Pellegrino

L’ultima giornata chiude l’anello verso sud-est. Da Bolzano si percorre la Val di Fiemme in direzione di Predazzo e si sale al Passo Rolle, uno dei punti migliori per osservare le Pale di San Martino.

Si scende a San Martino di Castrozza e si continua verso il Passo Valles e il Passo San Pellegrino. Da Moena si può rientrare verso Vigo di Fassa e superare nuovamente il Passo di Costalunga prima di tornare a Bolzano.

Con circa 220 km, questa è la giornata più lunga. Se il viaggio termina con un trasferimento autostradale o un treno, partirei molto presto oppure eliminerei il tratto finale del Costalunga. Un itinerario ben riuscito non deve arrivare all’ultimo minuto.

Quando partire e come gestire traffico e meteo

Il periodo più affidabile va da fine giugno a settembre, ma l’apertura dei passi dipende sempre da neve, lavori e condizioni della strada. A maggio e nella prima parte di giugno alcuni valichi possono ancora essere chiusi o presentare asfalto sporco, ghiaia e temperature basse.

In luglio e agosto partirei entro le 8 del mattino. Le ore centrali sono quelle in cui aumentano automobili, autobus, ciclisti e motociclisti, soprattutto su Gardena, Sella, Pordoi e Giau. Nei giorni feriali il viaggio cambia davvero passo rispetto al fine settimana.

Prima di ogni tappa controllo il bollettino della viabilità provinciale e le eventuali limitazioni locali. Nel 2026 sono state rafforzate le misure di gestione del traffico in alcune aree molto visitate, tra cui la zona delle Tre Cime e la Valle di Braies. Non darei per scontato che una moto sia automaticamente esente da ogni prenotazione o regolamentazione.

Il meteo dolomitico può cambiare in meno di un’ora. Nel mio equipaggiamento non mancano mai un antipioggia realmente impermeabile, guanti più caldi e uno strato termico leggero, anche quando in valle si superano i 25 °C.

Preparare la moto per cinque giorni tra i passi

Prima della partenza farei controllare pneumatici, freni, catena, livello dei liquidi e stato della batteria. Il battistrada deve essere in buone condizioni perché sui passi si alternano curve bagnate, brevi tratti freddi e frenate frequenti in discesa.

Porta con te un kit per la riparazione delle forature, una pompa o un compressore compatto, fascette, guanti da lavoro e una piccola torcia. Non occupano molto spazio e possono evitare una lunga attesa in una valle poco servita.

  • Pressione degli pneumatici da controllare a freddo e secondo i valori indicati dal costruttore.
  • Bagagli fissati in modo stabile, senza caricare troppo il bauletto posteriore.
  • Navigazione con traccia offline e telefono protetto dalla pioggia.
  • Rifornimenti programmati prima dei passi, dove i distributori possono essere pochi.
  • Guida prudente nei tornanti ciechi, spesso tagliati dai veicoli che arrivano in senso opposto.

Con una moto elettrica il percorso è possibile, ma richiede una pianificazione diversa. Le colonnine sono più facili da trovare nei centri abitati e nelle località turistiche, non in cima ai passi. Io manterrei sempre un margine di autonomia del 25-30%, soprattutto nelle giornate con molte salite.

Quanto costa il tour e dove conviene dormire

Il budget dipende soprattutto dal periodo e dal livello degli hotel. Per una persona che viaggia condividendo una camera doppia, considero realistico un costo di 550-950 euro per cinque giorni, esclusi il viaggio di andata e ritorno e l’eventuale noleggio della moto.

Voce Stima per persona Da cosa dipende
Pernottamenti 300-600 euro Categoria, stagione e prenotazione anticipata
Benzina 90-120 euro Consumi, chilometri e prezzo alla pompa
Pasti 150-250 euro Pranzi veloci oppure ristoranti tradizionali
Parcheggi e accessi 20-60 euro Laghi, aree turistiche e parcheggi custoditi

Selva di Val Gardena e Cortina sono le località più comode per vivere il percorso, ma anche quelle con i prezzi generalmente più alti. Per risparmiare si possono scegliere strutture nei paesi vicini, purché abbiano parcheggio coperto o almeno sicuro per la moto.

Non sceglierei l’alloggio solo in base alla vista. Dopo una giornata di curve contano molto di più una colazione anticipata, un posto dove asciugare l’abbigliamento e la possibilità di parcheggiare senza lasciare la moto esposta sulla strada.

Le varianti che migliorano davvero il viaggio

Chi preferisce un ritmo tranquillo può accorciare il secondo giorno, fermandosi ad Alleghe o a Selva di Cadore invece di arrivare subito a Cortina. In questo modo si guadagna tempo per soste, fotografie e brevi passeggiate senza sacrificare i passi più belli.

Per un gruppo esperto è possibile aggiungere il Passo Valparola al secondo giorno o una deviazione verso il Passo Duran, ma eviterei di inserire troppe strade solo per aumentare il numero dei valichi. La qualità delle curve conta più del loro numero.

L’errore più comune è affidarsi alla modalità “percorso più tortuoso” del navigatore senza controllare la viabilità. Può indirizzare su strade strette, private o temporaneamente chiuse. Meglio dividere ogni giornata in due o tre punti certi, scaricare la traccia e lasciare un margine per modificare il percorso.

Il modo migliore per ricordare cinque giorni sulle Dolomiti

Questo giro funziona perché concentra i passi più celebri nei primi due giorni, inserisce laghi e vallate nella parte centrale e chiude con strade panoramiche meno affollate. Con 150-220 km quotidiani si può guidare con attenzione, fermarsi quando il panorama lo merita e arrivare alla sera ancora lucidi.

Prima di partire controlla sempre apertura dei passi, bollettini meteo, accessi alle aree più visitate e disponibilità degli alloggi. In montagna il piano migliore non è quello più rigido, ma quello che mantiene una direzione chiara e lascia abbastanza spazio per adattarsi alle condizioni reali.

Domande frequenti

Il tour copre circa 850-950 km complessivi, con tappe giornaliere tra 150 e 220 km. Il percorso parte e arriva a Bolzano e prevede pernottamenti a Selva di Val Gardena, Cortina d’Ampezzo, San Candido e Bolzano.

Il periodo più affidabile va da fine giugno a settembre, ma l’apertura dei passi dipende da neve, lavori e condizioni della strada. In luglio e agosto è consigliabile partire entro le 8 e preferire i giorni feriali, quando il traffico è generalmente più gestibile.

Nel 2026 l’accesso alla valle è soggetto a regolamentazione dal 1° luglio al 15 settembre. Prima di partire è quindi necessario verificare condizioni, parcheggi e limitazioni del giorno; se l’accesso è complicato, la Val Fiscalina nei pressi di Sesto offre un’alternativa più semplice.

Per una persona che condivide una camera doppia, il budget realistico è di 550-950 euro, esclusi viaggio di andata e ritorno ed eventuale noleggio della moto. La stima comprende 300-600 euro per gli alloggi, 90-120 euro per la benzina, 150-250 euro per i pasti e 20-60 euro per parcheggi e accessi.

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dolomiti passi laghi viabilità moto elettriche

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Santo Cattaneo

Santo Cattaneo

Mi chiamo Santo Cattaneo e da 4 anni mi dedico con entusiasmo al mondo delle due ruote, con un occhio di riguardo per le moto, gli scooter e la mobilità elettrica, argomenti che esploro su futurmoto.it. La mia curiosità per questo settore è nata dalla volontà di comprendere a fondo le evoluzioni che stanno trasformando il modo in cui ci muoviamo, specialmente con l'avvento delle tecnologie elettriche. Mi impegno a offrire contenuti chiari e informati, analizzando le novità del mercato, confrontando le diverse opzioni disponibili e cercando di semplificare anche gli aspetti più tecnici per rendere la mobilità del futuro accessibile a tutti. Il mio obiettivo è fornire informazioni accurate, aggiornate e realmente utili per chiunque sia interessato a questo affascinante universo.

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