Basta una svolta oltre Costa Valle Imagna per ritrovarsi su una strada di montagna appartata, con il laghetto del Pertüs e la pianura lombarda sullo sfondo. La Forcella Alta di Carenno è interessante per chi viaggia in moto, ma va interpretata correttamente: non è un grande passo alpino da attraversare tutto su asfalto. Qui raccolgo accessi, caratteristiche del percorso, moto più adatte, rischi e una variante utile per trasformare la salita in un itinerario completo.
Il punto chiave per organizzare bene la gita
- Quota di circa 1.300 metri tra Valle Imagna e Valle San Martino.
- Il tratto più semplice e regolare arriva dal versante di Costa Valle Imagna.
- La discesa verso Carenno presenta un fondo naturale e non va considerata un collegamento stradale libero.
- Il vicino Passo del Pertüs vero e proprio si raggiunge a piedi dal laghetto.
- La variante più adatta alle moto stradali passa dal Valico di Valcava.
Che cosa si trova davvero sul crinale bergamasco
Il valico si trova a circa 1.307 metri di quota, sul crinale che separa la Valle Imagna dalla Valle San Martino, in provincia di Bergamo. Il nome può creare un po’ di confusione perché la località, il laghetto e il Passo del Pertüs sono punti vicini ma non coincidenti.
Per chi arriva in moto, il riferimento pratico è la zona del laghetto del Pertüs. Da qui partono sentieri verso il passo storico, posto più in basso, e verso il Monte Tesoro. La strada asfaltata, invece, raggiunge la località panoramica e si interrompe poco dopo, quindi il motociclista deve considerarla soprattutto come una destinazione panoramica, non come un passaggio obbligato tra due vallate.
Il lato lecchese è il punto più delicato. Dopo Carenno il tracciato verso il crinale diventa in parte sterrato e la discesa non è normalmente aperta al traffico ordinario. Io eviterei di seguire una traccia GPS alla cieca, soprattutto se propone sentieri, mulattiere o strade bianche senza segnaletica stradale.
Il percorso in moto più sensato
La salita più lineare parte da Sant’Omobono Terme. Da lì si seguono le indicazioni per Costa Valle Imagna e, nella parte alta, quelle per Valcava e Pertüs. Le strade sono strette e spesso richiedono una guida pulita, ma l’accesso asfaltato dal versante bergamasco è quello che offre meno sorprese.
Una volta raggiunta la zona del laghetto, conviene fermarsi senza cercare di proseguire sui percorsi escursionistici. Il panorama merita qualche minuto di pausa, mentre il Monte Tesoro offre una breve escursione a piedi per chi vuole aggiungere una parte naturalistica alla giornata.
| Tratto | Caratteristiche | Consiglio pratico |
|---|---|---|
| Sant’Omobono Terme - Costa Valle Imagna | Salita asfaltata con curve e pendenze variabili | Buona per scaldare gomme e motore senza forzare il ritmo |
| Costa Valle Imagna - laghetto del Pertüs | Strada più stretta, ambiente montano e traffico ridotto | Attenzione a umidità, foglie e veicoli in senso opposto |
| Zona del valico - sentieri del Pertüs | Percorsi naturali non pensati per il transito motociclistico | Lasciare la moto negli spazi consentiti e proseguire a piedi |
| Valcava - Torre de’ Busi | Alternativa asfaltata per completare il giro | Utile per evitare sterrati e rientrare verso Calolziocorte |
Per costruire un anello, io tornerei dalla località del laghetto verso Costa Valle Imagna, riprenderei la strada per il Valico di Valcava e scenderei verso Torre de’ Busi e Calolziocorte. Il percorso non è una sequenza ininterrotta di curve spettacolari come i passi dolomitici, ma combina bene strade secondarie, scorci aperti e un tratto di montagna ancora poco affollato.
Quale moto portare e come prepararla
Una naked, una sport-tourer o una moto da turismo affrontano senza problemi il tratto asfaltato se in buone condizioni. Non serve necessariamente una maxi enduro, perché qui il vantaggio principale non è l’altezza da terra ma la facilità di manovra su una carreggiata stretta.
Lo scooter può essere una scelta valida per una gita tranquilla, a condizione di restare sull’asfalto e di viaggiare con fondo asciutto. Con ruote di piccolo diametro e sospensioni corte, però, buche e rattoppi si sentono di più. In caso di fondo umido preferirei una moto con pneumatici in buono stato e una risposta del gas progressiva.
- Controlla la pressione degli pneumatici a freddo e verifica che il battistrada non sia vicino al limite.
- Porta una giacca impermeabile anche in estate, perché in quota la temperatura può cambiare rapidamente.
- Usa una marcia che lasci il motore pronto in uscita di curva, senza affidarti soltanto ai freni.
- Riduci il ritmo nei tratti ciechi, dove potresti incontrare auto, ciclisti o mezzi agricoli.
La regolazione delle sospensioni conta meno della condizione delle gomme. È un errore frequente partire con pneumatici consumati pensando che una moto alta o potente compensi la mancanza di aderenza. In montagna fanno più differenza grip, visibilità e margine di sicurezza che qualche cavallo in più.
Curve, fondo e condizioni da non sottovalutare
La strada non va affrontata come una pista. La carreggiata può restringersi vicino alle abitazioni e nei tratti boschivi si possono trovare ghiaia, terriccio, foglie bagnate o acqua che attraversa l’asfalto. Io entrerei in ogni curva cieca a una velocità che permetta di fermarsi nello spazio visibile.
La tecnica più efficace è semplice. Frena prima della curva, entra con la moto composta e lascia che il motore aiuti a controllare la discesa. In uscita aumenta il gas gradualmente, soprattutto se l’asfalto presenta macchie scure o riparazioni recenti.
Il periodo migliore va dalla tarda primavera all’inizio dell’autunno, ma non esiste una data valida per ogni anno. Neve residua, ghiaccio e ordinanze locali possono rendere poco piacevole o temporaneamente impraticabile la salita anche quando a valle il clima è mite. Prima di partire controllerei sempre viabilità e previsioni specifiche per la quota.
Un altro dettaglio spesso ignorato è la copertura telefonica. Non farei affidamento esclusivo sul navigatore online, perché nelle valli e nei boschi il segnale può calare. È sufficiente salvare la mappa offline e avere un itinerario di rientro già chiaro, senza infilarsi in strade secondarie indicate solo da una traccia amatoriale.
Le varianti che completano la giornata
Valcava per un giro tutto su asfalto
Il Valico di Valcava è la variante più logica per chi viaggia con una moto stradale. Dal bivio in quota si può raggiungere il passo e poi scendere verso il versante lecchese, mantenendo il giro su strade asfaltate e con un collegamento più adatto al traffico ordinario.
Questa soluzione è anche la più equilibrata per una moto con passeggero o bagagli. Non elimina curve strette e pendenze, ma evita di trasformare una gita turistica in un’improvvisata uscita enduro.
Monte Tesoro e il panorama dalla cresta
Dalla località del laghetto il Monte Tesoro è raggiungibile con un breve tratto a piedi. La vetta supera i 1.400 metri e regala una visuale ampia sulla pianura, sui laghi lecchesi e sulle Prealpi Orobie.
È una deviazione che consiglio soprattutto a chi non vuole passare l’intera giornata in sella. La moto resta parcheggiata e l’escursione aggiunge alla gita una pausa vera, senza richiedere attrezzatura da alpinismo in condizioni normali.
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Il Passo del Pertüs storico
Il passo originario si trova lungo i sentieri della zona e conserva il carattere di antico collegamento tra le vallate. Nei pressi si trova anche un ponte di origine spagnola, elemento interessante per chi ama unire strada e storia locale.
Non lo considererei però una meta motociclistica in senso stretto. Il modo corretto di visitarlo è lasciare la moto dove consentito e proseguire a piedi, rispettando divieti, proprietà e percorsi escursionistici.
Il modo migliore per viverla senza complicare il giro
Questa salita funziona quando la si affronta con aspettative realistiche. Non è il passo da scegliere per inanellare chilometri ad alta velocità, ma una destinazione raccolta, panoramica e adatta a una gita di mezza giornata o di una giornata intera con Valcava e la Valle Imagna.
La mia scelta sarebbe una partenza mattutina, arrivo dal versante di Costa Valle Imagna, sosta al laghetto, breve passeggiata e rientro passando da Valcava. Prima di imboccare l’ultima salita verificherei il meteo, il fondo e l’eventuale presenza di divieti aggiornati.
Il dettaglio più importante resta questo: il punto panoramico è raggiungibile in moto, mentre i sentieri che collegano il valico ai percorsi del Pertüs appartengono a un altro tipo di itinerario. Rispettare questa distinzione significa godersi la montagna, evitare strade non autorizzate e tornare a casa con il ricordo giusto, quello di una curva ben fatta e non di una deviazione sbagliata.