Quando si cerca una strada appenninica capace di unire curve, paesaggio e una meta culturale, il Passo dello Spino merita più attenzione di quanto riceva di solito. Il valico toscano offre un itinerario di circa 70 chilometri, con partenza ideale da Anghiari, salita sulla SP208, deviazione alla Verna e arrivo tra Bibbiena e Poppi.
Un giro in moto tra curve, boschi e borghi toscani
- Quota di circa 1.005 metri sul livello del mare.
- Strada principale SP208 della Verna, tra Pieve Santo Stefano e il Casentino.
- Itinerario consigliato da Anghiari a Poppi, lungo circa 70 chilometri.
- Punto forte curve regolari, asfalto generalmente buono e alcuni cordoli a bordo strada.
- Deviazione ideale al Santuario della Verna, sul Monte Penna.
- Attenzione la provinciale resta aperta al traffico e può essere chiusa durante le competizioni.
Un valico toscano che premia la guida pulita
Il valico si trova sull’Appennino toscano e mette in comunicazione l’alta Valtiberina con il Casentino. Il punto più alto raggiunge circa 1.005 metri, una quota sufficiente per trovare un clima più fresco e una vegetazione diversa rispetto al fondovalle.
La strada non è famosa soltanto per il panorama. La SP208 è conosciuta tra i motociclisti per la successione di curve e per la presenza, piuttosto insolita su una provinciale aperta al traffico, di alcuni cordoli simili a quelli di un circuito. L’effetto può invogliare a esagerare, ma la strada non è una pista e resta regolata dal Codice della Strada.
Io considero questo percorso interessante soprattutto per chi ama una guida rotonda. Non servono accelerazioni violente o staccate al limite, perché il piacere arriva dal collegare bene le curve, leggere la traiettoria e mantenere un ritmo costante.
Il giro migliore parte da Anghiari

Anghiari è un ottimo punto di partenza perché permette di aggiungere al giro un borgo storico e un avvicinamento piacevole verso la salita. Da qui si può raggiungere Pieve Santo Stefano seguendo la SP48 lungo il Lago di Montedoglio oppure scegliere la SP47, più interna, passando vicino a Caprese Michelangelo.
Arrivati a Pieve Santo Stefano si imbocca la SP208 della Verna, la strada che conduce al valico. Il tratto iniziale richiede un po’ di prudenza, perché in alcuni punti la carreggiata è più stretta, la vegetazione arriva vicino all’asfalto e la visibilità non è sempre ampia.
| Tratto | Cosa aspettarsi | Consiglio di guida |
|---|---|---|
| Anghiari - Pieve Santo Stefano | Avvicinamento panoramico, Lago di Montedoglio o strada interna | Ritmo turistico e sosta nei borghi |
| Pieve Santo Stefano - valico | Salita di circa 13 chilometri sulla SP208 | Attenzione a visibilità, traffico e fondo nei primi chilometri |
| Valico - Chiusi della Verna | Curve più ampie e ritmo molto scorrevole | Entrare in curva con margine, senza fidarsi troppo dei cordoli |
| La Beccia - Bibbiena | Tornanti, discese e viste sul fondovalle | Controllare la velocità soprattutto nei cambi di pendenza |
Il giro completo può terminare a Poppi dopo il passaggio da Bibbiena, oppure trasformarsi in un anello tornando verso Anghiari. La prima soluzione è più lineare, mentre l’anello è preferibile se voglio rientrare nello stesso punto senza ripercorrere esattamente la strada dell’andata.
Dove la strada cambia carattere
La parte più interessante arriva dopo la zona di Banzena, quando la provinciale tende ad aprirsi e l’asfalto diventa più uniforme. Qui si susseguono curve medio-veloci, tornanti e cambi di direzione, con pochi rettilinei capaci di spezzare il ritmo.
Il tratto vicino al valico e quello verso Chiusi della Verna sono spesso i più apprezzati. Le curve risultano leggibili e, in diversi punti, la visuale è migliore di quanto ci si aspetterebbe da una strada immersa nel bosco. Proprio questa facilità apparente può trarre in inganno.
Un’auto che arriva in senso opposto, un ciclista, un animale o del brecciolino possono cambiare completamente una curva. La mia regola è semplice: entro sempre abbastanza piano da poter correggere la traiettoria. I cordoli sono un elemento curioso del percorso, non un invito a usare tutta la carreggiata.
La discesa verso Bibbiena, passando per La Beccia, Dama e Montalone, conserva un carattere molto piacevole. I tornanti non sono necessariamente stretti o impegnativi, ma il peso della moto e la pendenza richiedono più attenzione rispetto alla salita, soprattutto con passeggero o bagagli.
Che moto scegliere e come preparare la giornata
Il percorso è adatto a quasi tutte le moto stradali in buone condizioni. Una media cilindrata tra 400 e 800 cm³ è probabilmente il compromesso migliore, perché offre agilità nelle curve e prestazioni sufficienti per i trasferimenti. Anche una naked, una sport-tourer o una crossover si trovano a proprio agio.
Non sceglierei invece questo giro per mettere alla prova una moto da pista o pneumatici molto specialistici. Su strada il fondo può cambiare rapidamente, mentre nei tratti ombreggiati l’asfalto resta più freddo e umido. Una gomma sport-touring in temperatura lavora spesso meglio di una mescola esasperata usata senza il giusto ritmo.
Controlli essenziali prima della partenza
- Controllare pressione e stato degli pneumatici, compreso il battistrada residuo.
- Verificare freni, luci, liquidi e funzionamento della catena.
- Partire con il serbatoio sufficientemente rifornito, senza contare su distributori lungo la salita.
- Portare uno strato impermeabile, perché in quota il clima può cambiare anche in una giornata serena.
- Scaricare la traccia offline, dato che la copertura telefonica può essere discontinua nei tratti boschivi.
Per godermi il giro senza fretta, calcolerei almeno mezza giornata. Il tempo di guida effettivo può essere contenuto, ma tra soste, fotografie, traffico e deviazioni il percorso merita margine. Nei fine settimana estivi partire presto fa una differenza concreta.
La Verna, Poppi e le deviazioni che valgono il tempo
La deviazione più significativa è quella verso il Santuario della Verna, immerso nei boschi del Monte Penna. Non è soltanto una pausa panoramica, ma una destinazione capace di dare un contenuto diverso al giro in moto. Dopo tante curve, fermarsi in un luogo silenzioso aiuta anche a spezzare il ritmo e ripartire più concentrati.
Dal valico si raggiunge Chiusi della Verna in pochi chilometri, quindi si può valutare la deviazione in base al tempo disponibile. Con moto pesanti, passeggero o bagagli conviene procedere con calma, perché l’obiettivo della sosta è visitare il luogo, non aggiungere fretta a una strada già ricca di curve.
Bibbiena rappresenta un punto naturale per una pausa più pratica, mentre Poppi è una conclusione piacevole per chi vuole abbinare alla guida un borgo storico. Il castello e il centro medievale offrono un motivo concreto per non trasformare l’itinerario in una semplice salita e discesa.
La zona ha anche una forte tradizione sportiva. La cronoscalata dello Spino è una gara in salita a tempo e ha contribuito alla presenza di riferimenti visivi, cordoli e interventi di sicurezza lungo alcuni tratti. Durante prove e competizioni la strada può essere temporaneamente chiusa al traffico ordinario, quindi prima di partire controllo sempre gli avvisi degli enti locali e degli organizzatori.
Il criterio giusto per godersi questa strada
Questa salita non va affrontata con l’idea di trovare un circuito gratuito. Il suo valore sta nell’equilibrio tra guida tecnica, paesaggio e cultura toscana, con una strada abbastanza appagante per il motociclista esperto ma accessibile anche a chi procede con un passo tranquillo.
La combinazione che preferisco è partire da Anghiari, scegliere la SP48 o la SP47 per arrivare a Pieve Santo Stefano, salire sulla SP208, fermarmi alla Verna e concludere verso Bibbiena e Poppi. È un giro compatto, ma offre curve, panorami e soste sufficienti per riempire una giornata senza renderla stancante.
Prima della partenza verifico soltanto tre cose: meteo, condizioni della provinciale ed eventuali chiusure per gare. Con queste precauzioni, il valico diventa una delle mete più riuscite dell’Appennino toscano per chi cerca una strada da guidare con attenzione e da ricordare anche una volta spento il motore.