Laghi veneti in moto - itinerari da Garda a Misurina

24 maggio 2026

Laghi del Veneto in moto: un hotel giallo e una chiesetta bianca su un pendio boscoso, con montagne innevate sullo sfondo.

Indice

Il sabato mattina il dubbio è sempre lo stesso: scegliere un lago da raggiungere senza trasformare il giro in una lunga coda di auto. I laghi veneti in moto offrono percorsi molto diversi, dalle strade panoramiche del Garda ai passi dolomitici attorno ad Alleghe e Misurina. Qui raccolgo itinerari pratici, chilometraggi indicativi, difficoltà, periodo migliore e accorgimenti per godersi davvero la giornata.

Tre idee per scegliere il giro giusto

  • Lago di Garda per un itinerario panoramico e completo, ma con traffico nei fine settimana.
  • Santa Croce e Cansiglio per abbinare curve, vento e paesaggi prealpini.
  • Alleghe e Misurina per un’intera giornata dolomitica, da affrontare con meteo stabile.
  • Revine, Fimon e Corlo per giri più brevi, adatti anche a chi ha solo mezza giornata.
  • Per ogni percorso conviene lasciare un margine di almeno 30-45 minuti rispetto ai tempi indicati dal navigatore.

Motociclista affronta una curva su una strada panoramica tra i boschi del Veneto, con le maestose Dolomiti sullo sfondo. Un'avventura tra laghi e montagne in moto.

Quale lago veneto scegliere per un giro in moto

Non esiste un unico itinerario ideale. Il Garda è il più scenografico e il più facile da organizzare, mentre i bacini bellunesi regalano strade più tecniche e meno lineari. I laghi minori, invece, funzionano bene quando voglio fare un giro rilassato senza passare l’intera giornata in sella.

Itinerario Distanza indicativa Tempo in sella Difficoltà Periodo consigliato
Garda orientale 80-110 km 3-4 ore Facile Aprile-giugno, settembre-ottobre
Giro completo del Garda 160-180 km 4-6 ore Facile-media Fuori stagione
Santa Croce e Cansiglio 130-180 km 3,5-5 ore Media Aprile-ottobre
Alleghe e Misurina 220-280 km 6-8 ore Media-alta Giugno-settembre
Revine, Fimon o Corlo 90-150 km 2,5-4 ore Facile-media Quasi tutto l’anno con fondo asciutto
Le distanze sono stime per un anello con partenza e rientro nella stessa zona. Una deviazione per un passo, un borgo o un punto panoramico può aggiungere facilmente 20-40 km, quindi preferisco pianificare il giro sulla base del tempo disponibile e non soltanto dei chilometri.

Il Garda orientale per una prima uscita panoramica

Per un giro semplice ma appagante partirei da Peschiera del Garda, seguendo la sponda veneta verso Lazise, Bardolino, Garda, Torri del Benaco e Malcesine. È un percorso intuitivo, con molti punti di sosta e una continua alternanza tra acqua, uliveti e montagne.

La versione breve prevede di arrivare a Malcesine e rientrare sullo stesso lato, per circa 80-110 km in base alle deviazioni. Chi ha l’intera giornata può proseguire verso Riva del Garda, percorrere la sponda occidentale e chiudere l’anello passando da Salò e Desenzano. Il giro completo è vicino ai 160 km di sola strada litoranea, come indicano anche le guide dedicate al turismo motociclistico sul Garda.

Dove il percorso cambia davvero

La parte veneta è scorrevole ma spesso trafficata. Tra Garda e Malcesine il panorama è continuo, però i centri abitati, gli autobus e le immissioni laterali impongono un ritmo più turistico che sportivo. Io considero questo tratto perfetto per una moto da turismo o uno scooter di grossa cilindrata, meno interessante se l’obiettivo principale è cercare curve libere.

Il giro completo richiede più attenzione nei tratti con gallerie e carreggiata stretta. Nei mesi estivi partire presto fa una differenza enorme: alle 8 del mattino si viaggia ancora bene, mentre tra tarda mattinata e pomeriggio i tempi possono raddoppiare nei punti più frequentati.

Prima di partire controllo sempre viabilità, cantieri e ordinanze locali. Sul Garda una chiusura temporanea può rendere impossibile seguire la sponda prevista, perciò è utile avere già una deviazione interna oppure valutare il traghetto solo dopo aver verificato orari, imbarco e possibilità di trasportare la moto.

Santa Croce, Cansiglio e San Boldo per curve prealpine

Il Lago di Santa Croce è una delle mete più equilibrate per chi cerca un itinerario motociclistico nel Veneto. Il bacino si trova nell’Alpago, tra il Fadalto e Belluno, ed è interamente circondato da strade che permettono di costruire un anello senza ricorrere all’autostrada. Il portale turistico regionale lo presenta come il secondo lago veneto per estensione, una dimensione che si percepisce bene arrivando dalla sella del Fadalto.

Un giro molto piacevole parte da Vittorio Veneto e passa per Revine, Tovena e il Passo San Boldo. Da qui si scende verso la Valbelluna, si raggiunge Belluno o il Nevegal e si entra nell’Alpago, con il lago alla propria sinistra. Il rientro può avvenire lungo Fadalto, chiudendo un anello di circa 140-160 km.

Due varianti con caratteri diversi

La variante più tecnica passa dal San Boldo, dove le curve sono ravvicinate, la carreggiata non è ampia e la visibilità cambia rapidamente. Non è un tratto da affrontare per dimostrare qualcosa: la soddisfazione arriva dal ritmo pulito, non dalla velocità. Con passeggero o moto carica preferisco percorrerlo con calma, soprattutto nei giorni di maggiore affluenza.

La variante più rilassata sale invece verso il Cansiglio e la Crosetta, per poi scendere nell’Alpago. Qui la strada è più distesa e il bosco offre temperature gradevoli anche in estate. È una buona soluzione per chi vuole alternare curve e soste senza trasformare il percorso in una sequenza continua di tornanti.

Un dettaglio da non sottovalutare è il vento. Il lago è noto per le brezze termiche pomeridiane, che possono diventare fastidiose nei tratti aperti. In moto lo si avverte soprattutto con valigie laterali o parabrezza alto, quindi conviene tenere una velocità regolare e non irrigidire le braccia.

Alleghe e Misurina per una giornata dolomitica

Quando voglio un giro più impegnativo, unisco il Lago di Alleghe al Lago di Misurina. È un itinerario da 220-280 km, a seconda dei passi scelti, e richiede una giornata intera. La sequenza può partire da Belluno, passare per Longarone e la Val di Zoldo, raggiungere Alleghe e proseguire verso Cortina e Misurina prima del rientro attraverso Auronzo e Pieve di Cadore.

Il percorso ufficiale dedicato al giro dei laghi dolomitici valorizza proprio il collegamento tra Alleghe, Santa Croce e gli altri bacini della provincia di Belluno. Il suo punto di forza è la varietà: in poche ore si passa da un lago incastonato tra le pareti rocciose a una strada di fondovalle, con continui cambi di quota.

Perché non è un giro da improvvisare

Qui la difficoltà non dipende soltanto dalle curve. I passi possono avere asfalto umido nelle zone d’ombra, ghiaia dopo un temporale e temperature molto più basse rispetto alla pianura. Anche in piena estate parto con uno strato termico leggero e guanti adatti, perché una sosta a quota elevata cambia rapidamente la percezione del freddo.

È importante controllare l’apertura dei valichi, i lavori e le condizioni meteo la mattina stessa. Se il cielo è instabile, preferisco fermarmi ad Alleghe e costruire un anello più corto nella zona del Civetta, invece di inseguire Misurina a tutti i costi. Un itinerario riuscito lascia spazio a una decisione prudente.

Il tratto attorno a Misurina è spettacolare ma spesso congestionato nei periodi di punta. Parcheggiare senza intralciare, rispettare le aree consentite e non fermarsi all’uscita delle curve sembra banale, ma sono proprio questi dettagli a fare la differenza tra una sosta piacevole e una situazione pericolosa.

Tre alternative brevi per non passare ore in sella

Revine e Cansiglio

I laghi di Revine sono una scelta intelligente per un’uscita di mezza giornata dalla zona di Treviso, Conegliano o Vittorio Veneto. Si possono abbinare a Fregona, alla salita verso il Cansiglio e alla discesa sul versante dell’Alpago, creando un percorso di 100-130 km con difficoltà moderata.

Il paesaggio è meno imponente rispetto alle Dolomiti, ma proprio per questo il giro è più facile da gestire. Lo consiglio a chi sta riprendendo confidenza con la moto, viaggia in coppia o vuole rientrare a casa per pranzo.

Lago di Fimon e Colli Berici

Il Lago di Fimon, vicino a Vicenza, non offre un grande anello lungo la riva, ma diventa una meta interessante se inserito in un giro sui Colli Berici. Le strade secondarie sono piacevoli, anche se in alcuni punti strette e con fondo irregolare.

Un itinerario da Vicenza può toccare Arcugnano, Fimon, Barbarano Vicentino e Mossano, per poi rientrare dopo circa 90-120 km. È un percorso adatto alle mezze giornate e alle moto leggere, purché si rinunci all’idea di tenere sempre un’andatura brillante.

Lago del Corlo e vallate del Feltrino

Il Lago del Corlo, nei pressi di Arsiè, è meno conosciuto e spesso più tranquillo. Da Bassano del Grappa o Feltre si può costruire un anello tra Cismon del Grappa, Arsiè, il bacino e le strade del Feltrino, per un totale indicativo di 130-160 km.

Lo sceglierei quando il Garda è troppo affollato e le Dolomiti hanno previsioni incerte. Non offre la stessa grandiosità dei laghi più famosi, ma ripaga con un ritmo di guida più rilassato e con meno soste obbligate dal traffico.

Come preparare il giro senza rovinarsi la giornata

Il primo errore è caricare sul navigatore la destinazione finale e lasciare che scelga tutto lui. Per un itinerario tra laghi e montagne imposto almeno tre punti intermedi, scarico la mappa offline e verifico che il percorso non includa strade private, sterrati o valichi stagionalmente chiusi.

  • Parti con il serbatoio almeno a metà, soprattutto nelle zone dolomitiche.
  • Considera una media reale di 50-60 km per ora sulle strade panoramiche, soste escluse.
  • Controlla meteo, vento, temperatura in quota e condizioni dell’asfalto.
  • Evita di programmare più di 6 ore effettive di guida se viaggi con passeggero.
  • Porta una soluzione impermeabile per documenti e smartphone, anche con previsioni favorevoli.
  • Fai pause ogni 90-120 minuti, non soltanto quando la stanchezza è già evidente.

Per i costi, una giornata di 200 km può richiedere indicativamente 15-30 euro di carburante, in base a consumi e prezzo alla pompa. A questa cifra vanno aggiunti eventuali parcheggi, pranzo e pedaggi se si usano brevi tratti autostradali. Io preferisco spendere qualche euro in più per una sosta comoda piuttosto che lasciare la moto in una piazzola improvvisata.

La stagione migliore dipende dal percorso. Il Garda rende bene in primavera e in autunno, Santa Croce da aprile a ottobre, mentre Misurina e i passi dolomitici sono più affidabili tra giugno e settembre. In ogni caso, il fondo asciutto conta più del calendario: una giornata fresca ma limpida è spesso migliore di una domenica estiva con caldo, traffico e temporali pomeridiani.

Il criterio che userei per scegliere la prossima uscita

Per una prima esperienza sceglierei il Garda orientale oppure Revine e Cansiglio. Chi cerca curve e paesaggi meno affollati troverà più soddisfazione tra Santa Croce, San Boldo e il Lago del Corlo, mentre Alleghe e Misurina meritano tempo, preparazione e condizioni meteo stabili.

La regola più utile è semplice: non inseguire il maggior numero di laghi, ma costruire un percorso coerente con la moto, il livello di guida e le ore disponibili. Un giro di 120 km fatto bene, con soste sicure e rientro senza fretta, lascia ricordi migliori di una maratona da 300 km affrontata guardando continuamente l’orologio.

Domande frequenti

Revine, Fimon e Corlo sono le opzioni più gestibili, con percorsi indicativi da 90 a 160 km. Revine e Cansiglio sono ideali dalla zona di Treviso, Conegliano o Vittorio Veneto, Fimon si abbina ai Colli Berici, mentre Corlo offre un giro più tranquillo nel Feltrino.

Il Garda orientale è consigliato soprattutto da aprile a giugno e da settembre a ottobre. Il tratto da Peschiera a Malcesine misura circa 80-110 km, ma nei fine settimana il traffico può aumentare molto: partire alle 8 del mattino aiuta a viaggiare più agevolmente.

È un itinerario da 220-280 km, con 6-8 ore effettive di guida e difficoltà medio-alta. Richiede una giornata intera, meteo stabile e controllo di apertura dei passi, lavori, asfalto umido e temperature più basse in quota.

È utile impostare almeno tre punti intermedi, scaricare la mappa offline e verificare che il navigatore non proponga strade private, sterrati o valichi chiusi. Occorre inoltre considerare una media reale di 50-60 km l'ora, lasciare 30-45 minuti di margine e prevedere pause ogni 90-120 minuti.

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Domingo Esposito

Domingo Esposito

Mi chiamo Domingo Esposito e da 8 anni mi dedico con passione al mondo delle due ruote, esplorando le evoluzioni che stanno trasformando la mobilità. La mia curiosità è nata dall'osservazione di come moto e scooter stiano diventando sempre più intelligenti ed ecologici, spingendomi a voler condividere queste scoperte con chi, come me, ama questo settore. Sul sito futurmoto.it, mi impegno a rendere accessibili le novità nel campo delle moto, degli scooter e della mobilità elettrica, analizzando le tendenze, confrontando le informazioni e cercando sempre il modo più chiaro per spiegare anche gli argomenti più complessi. Il mio obiettivo è offrire contenuti affidabili e sempre aggiornati, per aiutarvi a orientarvi in questo panorama in continua evoluzione.

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