Quando si viaggia in moto sul Lago di Como, il panorama migliore non si trova sempre lungo la riva. Le strade che salgono verso Civenna, il Ghisallo, la Valbrona e il Passo Agueglio regalano viste più ampie, meno traffico e curve che rendono il giro davvero interessante. Ho raccolto i punti panoramici più adatti a un itinerario su due ruote, con indicazioni su accessibilità, difficoltà, periodo migliore e soste da non saltare.
Le soste panoramiche che meritano davvero una deviazione
- Civenna è il belvedere più semplice da raggiungere e offre una vista completa sul centro lago.
- Madonna del Ghisallo unisce panorama, storia del motociclismo e strade piacevoli da guidare.
- Passo Agueglio regala la prospettiva più ampia, ma richiede più tempo e attenzione.
- SP583 tra Como e Bellagio è scenografica, stretta e spesso trafficata nei fine settimana.
- Il traghetto può accorciare il giro tra Bellagio, Menaggio, Varenna e Cadenabbia anche con la moto al seguito.

I punti panoramici del Lago di Como più adatti alla moto
Il Lago di Como offre due tipi di belvedere. Ci sono quelli direttamente lungo la strada, ideali per una sosta di pochi minuti, e quelli raggiungibili dopo una breve camminata. Per un itinerario in moto preferisco i primi, perché permettono di fermarsi senza trasformare una giornata di guida in una visita urbana.
| Località | Tipo di vista | Accessibilità in moto | Tempo consigliato |
|---|---|---|---|
| Civenna | Centro lago, ramo di Lecco e Grigne | Molto semplice | 20-30 minuti |
| Madonna del Ghisallo | Lago, montagne e promontorio di Bellagio | Facile, con salita tortuosa | 30-45 minuti |
| Passo Agueglio | Vista dall’alto su Esino Lario e centro lago | Adatta a motociclisti esperti | 30 minuti |
| Brunate | Como, lago e pianura lombarda | Meglio con funicolare | 1-2 ore |
Belvedere di Civenna
Il Parco Bellavista di Civenna è probabilmente la sosta più equilibrata per chi vuole vedere molto senza affrontare una strada impegnativa. Dal piazzale lo sguardo comprende il ramo di Lecco, il centro del lago, le Grigne e i Corni di Canzo. Il parcheggio è più pratico rispetto a quello dei borghi rivieraschi e l’area è legata anche alla memoria del motociclismo.
La deviazione si inserisce bene tra Bellagio e il Passo del Ghisallo. Per me è il punto giusto per una prima pausa, soprattutto con una naked, una sport-tourer o uno scooter di media cilindrata. La strada è piacevole, ma non richiede l’esperienza necessaria per affrontare i tratti più stretti della montagna.
Madonna del Ghisallo
Il piazzale del Santuario della Madonna del Ghisallo è una tappa quasi obbligata per chi ama le due ruote. Il panorama comprende il lago, le Grigne e, nelle giornate limpide, le montagne più lontane. Il vicino museo racconta soprattutto la storia del ciclismo, ma il luogo ha un valore speciale anche per i motociclisti grazie ai monumenti e alle testimonianze dedicate alle altre forme di motociclismo.
La salita da Bellagio è breve ma ricca di curve. Non la affronterei cercando il ritmo da cronometro, perché nei tornanti possono comparire auto, ciclisti e mezzi turistici. La vera soddisfazione sta nel collegare il Ghisallo a Civenna e poi scendere verso Onno o Valbrona, creando un anello molto più interessante della semplice andata e ritorno.
Passo Agueglio e Scenic Route 65
La Scenic Route 65 percorre per circa 26 chilometri l’area tra Cortenova, Taceno, Parlasco, Esino Lario e Perledo. Il punto più spettacolare è il Passo Agueglio, dove la quota permette di guardare il lago da una prospettiva completamente diversa rispetto alla strada costiera.
Qui la moto diventa un vero vantaggio, ma la strada richiede prudenza. Ci sono tornanti, carreggiata più stretta e possibili cambiamenti di temperatura, soprattutto in primavera e in autunno. L’area di sosta al passo è semplice, quindi conviene arrivare con acqua e carburante sufficienti. Il panorama è ampio e ripaga la deviazione, ma non è una tappa da inserire in un giro troppo fitto di appuntamenti.
Brunate, con una piccola eccezione
Brunate offre una delle viste più note su Como e sulla parte meridionale del lago. Non lo considero però un punto panoramico ideale per arrivare direttamente in moto. La soluzione più comoda è lasciare il mezzo a Como e salire con la funicolare, che collega le due località in circa sette minuti.
È una scelta sensata quando si viaggia con un passeggero o quando si vuole alternare la guida a una visita tranquilla. La funicolare non aggiunge curve al percorso, ma evita di perdere tempo tra strade locali, parcheggi limitati e tratti urbani poco divertenti.
L’anello del Triangolo Lariano è il giro più completo
Per una giornata intera sceglierei l’anello del Triangolo Lariano. Partendo da Como si può seguire la SP583 verso Torno, Faggeto Lario, Nesso, Lezzeno e Bellagio. È una strada molto scenografica, con il lago spesso vicino alla carreggiata, ma in diversi punti è stretta e presenta gallerie, curve cieche e traffico turistico.
Da Bellagio si sale verso Civenna e Madonna del Ghisallo. Dopo la sosta, si può scendere verso Onno e proseguire sulla riva lecchese oppure attraversare Valbrona e Asso per aggiungere curve e quota. Un giro completo da Como richiede indicativamente 100-130 chilometri e almeno cinque ore, considerando soste, traffico e fotografie.
- Como e la strada lariana fino a Nesso.
- Nesso, Lezzeno e Bellagio per il tratto più vicino all’acqua.
- Civenna e Madonna del Ghisallo per i belvedere dall’alto.
- Onno e Valbrona per una strada più guidata.
- Lecco e rientro verso Como, oppure rientro sulla stessa sponda se il traffico è intenso.
Il mio consiglio è di partire presto e di evitare il sabato pomeriggio in alta stagione. In quelle ore il problema non sono le curve, ma i pullman, le auto parcheggiate male e le code nei borghi. La moto aiuta a muoversi, ma non elimina i tempi persi nei tratti più turistici.
La sponda occidentale alterna lago, ville e strade da guidare
La sponda occidentale è la scelta migliore per chi vuole un itinerario più rilassato e meno concentrato sui tornanti. Da Como si passa per Cernobbio, Argegno, Colonno, Tremezzo e Menaggio lungo la SS340, una strada che offre scorci continui sul lago ma attraversa numerosi centri abitati.
Tra Argegno e Menaggio il panorama è particolarmente suggestivo. Le soste migliori non sono sempre piazzole ufficiali, quindi bisogna fermarsi soltanto dove la moto non intralcia il traffico e dove è possibile rientrare in carreggiata con sicurezza. In questa zona preferisco programmare poche fermate, lasciando che siano le curve e i piccoli paesi a costruire il ritmo del viaggio.
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La deviazione per Pigra
Da Argegno si può valutare la salita verso Pigra, uno dei punti più alti della zona. La vista è ampia e interessante, ma l’ultimo tratto può essere stretto e non offre sempre spazi comodi per parcheggiare. Chi vuole godersi il panorama senza aggiungere una salita impegnativa può usare la funivia da Argegno e lasciare la moto in paese.
La soluzione è meno appagante per chi cerca soltanto guida, ma funziona bene con una moto da viaggio e un passeggero. Io la prenderei in considerazione soprattutto nelle giornate molto affollate, quando percorrere ogni strada secondaria rischia di diventare più stressante che piacevole.
Da Lecco al Passo Agueglio per una giornata più dinamica
Il ramo lecchese è spesso più adatto a chi vuole guidare con continuità. Da Lecco si passa per Malgrate, Abbadia Lariana, Mandello del Lario, Lierna, Varenna e Bellano. La strada offre scorci notevoli, ma alterna rettilinei, gallerie e tratti con traffico locale.
Mandello merita una sosta anche per la presenza storica di Moto Guzzi. Varenna e Bellano sono più affascinanti dal punto di vista turistico, ma richiedono pazienza nei periodi di maggiore affluenza. Se il vero obiettivo è il panorama, conviene proseguire verso Perledo ed Esino Lario per imboccare la Route 65 fino al Passo Agueglio.
Questo itinerario è adatto soprattutto a moto con buona autonomia e ciclisti abituati alle strade di montagna. Una cilindrata contenuta non è un problema, mentre lo diventano pneumatici consumati, passeggero inesperto o bagagli troppo pesanti. In discesa è importante usare il freno motore e non entrare nei tornanti troppo velocemente, perché la visibilità è spesso ridotta.
Come gestire traffico, parcheggi e traghetto
Il periodo cambia completamente l’esperienza. Aprile, maggio, settembre e ottobre offrono in genere il miglior compromesso tra temperatura, visibilità e traffico. In estate è preferibile guidare al mattino, mentre dopo un temporale bisogna considerare foglie, detriti e asfalto umido nei tratti ombreggiati.
Nei centri storici non basta trovare uno spazio libero. La moto va lasciata soltanto nelle aree consentite, senza occupare passaggi pedonali o spazi destinati ai residenti. A Bellagio, Varenna e Menaggio è meglio arrivare con un piano preciso, perché nei giorni affollati il parcheggio può richiedere più tempo della sosta panoramica.
Il traghetto è una valida alternativa per evitare di ripetere la stessa strada. Sulle corse ordinarie tra Bellagio, Cadenabbia, Menaggio e Varenna, il tariffario di Navigazione Laghi in vigore dal 1° aprile 2026 indica 7,60 euro per ciclomotori e motocicli fino a 250 cm³ e 10,10 euro per motocicli oltre 250 cm³, conducente incluso. Orari e disponibilità possono cambiare con la stagione, quindi è prudente controllare il servizio prima di impostare l’intero giro su un imbarco.
La moto va lasciata stabile sul cavalletto, con la ruota orientata in modo sicuro e senza bagagli appesi che possano cadere. Il traghetto non è soltanto un ripiego logistico. Vedere il lago dall’acqua permette di osservare ville, paesi e montagne da un’angolazione che dalla strada non si può ottenere.
Il belvedere migliore dipende dal tipo di giro
Per una prima uscita sceglierei Civenna e Madonna del Ghisallo, perché combinano accessibilità, curve e panorama senza richiedere una preparazione speciale. Chi cerca una giornata più lunga può aggiungere Bellagio, Onno e Valbrona, mentre il Passo Agueglio è la scelta giusta per chi preferisce quota, silenzio e strade meno turistiche.
La regola più utile è semplice. Non inseguire il maggior numero possibile di soste, ma lascia spazio al percorso, alle condizioni della strada e alle pause reali. Sul Lago di Como il panorama più bello spesso compare tra una curva e l’altra, proprio quando si smette di guidare guardando l’orologio.