Un giro completo del Lago di Garda in moto può essere una splendida giornata di guida oppure un percorso affrettato e stancante, dipende da come lo si organizza. L’itinerario spesso indicato come rund um den gardasee permette di alternare strade panoramiche, borghi, gallerie e deviazioni in montagna, ma richiede attenzione a traffico, tempi e viabilità. Qui raccolgo un percorso pratico, le soste che meritano davvero e i consigli che uso per godermi il Garda senza trasformare il viaggio in una gara.
Il modo più efficace per vivere il Garda in moto
- Distanza di circa 160-180 km per il solo anello costiero.
- Con deviazioni panoramiche si arriva facilmente a 220-300 km.
- Per un ritmo piacevole servono almeno 7-9 ore, soste comprese.
- La Strada della Forra va verificata prima della partenza per sensi unici e chiusure temporanee.
- Il periodo migliore è tra aprile, maggio, settembre e ottobre, evitando i fine settimana più affollati.

Quanto tempo serve per fare il giro del Lago di Garda
Il perimetro stradale del lago misura all’incirca 160-180 km, ma questo dato racconta solo una parte dell’esperienza. Tra traffico nei paesi, gallerie, attraversamenti urbani e soste fotografiche, la durata reale sale rapidamente.
Io considererei 4 ore e mezza o 5 ore di guida effettiva come un minimo realistico. Aggiungendo pranzo, rifornimento e qualche belvedere, una giornata completa richiede almeno 7 ore, mentre chi vuole inserire la Forra o una salita sul Monte Baldo dovrebbe mettere in conto 9-10 ore.
| Tipo di uscita | Distanza indicativa | Tempo consigliato | Per chi è adatta |
|---|---|---|---|
| Anello costiero diretto | 160-180 km | 7-8 ore con soste brevi | Chi vuole vedere tutte le sponde |
| Anello con borghi e punti panoramici | 190-230 km | 8-10 ore | Chi preferisce un ritmo turistico |
| Giro con Forra e deviazioni montane | 220-300 km | Una giornata molto piena | Motociclisti abituati a percorsi lunghi |
Il mio consiglio è semplice: non trattare il giro come un trasferimento. Se parti da Desenzano, Peschiera o Riva del Garda, scegli una direzione e stabilisci in anticipo due o tre soste vere. Cercare di fermarsi ovunque porta quasi sempre a rientrare stanchi, con poco tempo per assaporare i luoghi più belli.
Il percorso base sulle quattro sponde
Per un primo giro sceglierei un itinerario in senso orario, partendo da Desenzano del Garda o Peschiera del Garda. Sono località comode da raggiungere e permettono di entrare subito sulla parte meridionale, generalmente più scorrevole rispetto alle zone strette dell’Alto Garda.
Da Peschiera a Riva passando per la sponda orientale
Da Peschiera si può seguire la costa verso Lazise, Bardolino, Garda, Torri del Benaco e Malcesine. La Gardesana Orientale offre scorci splendidi, ma nei mesi estivi presenta spesso traffico intenso, autobus e attraversamenti pedonali. Non è il tratto ideale per cercare il ritmo sportivo, mentre funziona molto bene per una guida fluida con soste nei borghi.
Malcesine merita una pausa più lunga del semplice caffè. Il centro storico, il castello e la vista verso il Monte Baldo danno varietà alla giornata, soprattutto quando il lago è calmo e le montagne si riflettono sull’acqua. Da lì si prosegue verso Torbole e Riva del Garda, dove il paesaggio cambia e diventa più alpino.
Da Riva a Limone sulla parte settentrionale
Il tratto tra Riva, Limone e Gargnano è quello che molti ricordano più a lungo. Le gallerie della Gardesana Occidentale, le pareti rocciose e i passaggi ravvicinati al lago richiedono però concentrazione: la strada è suggestiva, ma non sempre rilassante, soprattutto quando si incrociano camper o veicoli agricoli.
Limone è una sosta piacevole, anche se in alta stagione può diventare complicato parcheggiare. Io preferisco arrivare presto, lasciare la moto in un’area autorizzata e visitare il paese a piedi per almeno 30-45 minuti, invece di perdere tempo cercando un posto proprio davanti al lungolago.
La sponda occidentale fino a Salò
Da Limone si scende verso Tremosine, Tignale, Gargnano, Toscolano Maderno e Gardone Riviera. Qui la guida alterna rettilinei brevi, curve e gallerie, con un fondo che può diventare umido anche nelle giornate calde. La strada offre panorami continui, ma la visibilità in curva non va mai data per scontata.
Salò è un buon punto per una pausa pranzo perché dispone di più servizi rispetto ai centri più piccoli. Gardone Riviera aggiunge invece un interesse culturale, con il Vittoriale degli Italiani, mentre Toscolano Maderno è utile per rifornimento e una sosta più pratica.
Da Salò si rientra verso Manerba, Moniga, Padenghe e Desenzano. Questa parte meridionale è meno spettacolare dal punto di vista motociclistico, ma completa l’anello e permette di chiudere il giro senza affrontare un’ultima lunga deviazione in montagna.
Le deviazioni che valgono davvero la pena
Il giro costiero è già completo, ma alcune deviazioni cambiano completamente il carattere dell’uscita. Io ne sceglierei una sola per giornata, a meno di partire molto presto e avere esperienza su percorsi lunghi.
Strada della Forra e altopiano di Tremosine
La Strada della Forra è il tratto più famoso della zona occidentale. Sale da Porto di Tremosine dentro una gola stretta, con roccia, ponti e gallerie scavate nella montagna. Non è una strada da affrontare velocemente, ma un passaggio tecnico e scenografico dove conviene usare una marcia bassa e lasciare spazio agli altri veicoli.
Nel 2026 la strada è stata riaperta il 13 marzo con senso unico in salita nel tratto iniziale; la viabilità può comunque cambiare per lavori o condizioni meteorologiche. Il sito ufficiale della Strada della Forra segnala anche possibili chiusure future per il completamento della messa in sicurezza, quindi controllerei sempre gli aggiornamenti il giorno stesso.
Una volta raggiunto Pieve di Tremosine, il percorso può continuare sull’altopiano tra piccoli borghi e punti panoramici. La deviazione aggiunge indicativamente 35-50 km e almeno due ore, considerando salita, fotografie e rientro verso la Gardesana.
Monte Baldo da Malcesine
La salita verso il Monte Baldo è indicata per chi vuole inserire curve e quota nel giro del lago. Il panorama migliora rapidamente, ma la strada è più stretta e meno regolare rispetto alle arterie principali. Nebbia, ghiaia e ciclisti possono comparire anche in una giornata apparentemente perfetta.
La deviazione ha senso soprattutto con meteo stabile e visibilità buona. Con nuvole basse o pioggia preferisco restare sulla costa: il panorama si riduce e il piacere della guida cala molto.
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Lago di Tenno e Lago di Ledro
Partendo da Riva del Garda, la salita verso il Lago di Tenno offre una strada più raccolta e un paesaggio diverso, fatto di boschi e piccoli centri. Proseguendo verso il Lago di Ledro si entra in un ambiente più alpino, ideale per chi vuole allontanarsi per qualche ora dalla folla del lungolago.
Questa è la mia deviazione preferita quando il traffico sul Garda è troppo intenso. Non serve inseguire ogni curva: anche 60-80 km nell’entroterra possono rendere il viaggio più piacevole di un anello costiero percorso tutto in colonna.
Quando partire e come gestire traffico e viabilità
Il periodo più equilibrato va da aprile a maggio e da settembre a ottobre. In estate le temperature sono favorevoli, ma il traffico aumenta soprattutto tra le 10 e le 18, quando le strade costiere vengono condivise da auto, camper, autobus e biciclette.
Per un giro completo partirei tra le 7:30 e le 8:30. In questo modo si affrontano le località più turistiche nelle prime ore, si trovano più facilmente parcheggi e si arriva sulle strade strette dell’Alto Garda prima del picco di affluenza.
- Controlla la viabilità della Gardesana Occidentale e della Strada della Forra.
- Evita di programmare il giro completo nel pomeriggio di una domenica estiva.
- Considera almeno 30 minuti di margine per ogni tratto soggetto a semaforo o senso unico alternato.
- Non fidarti ciecamente del navigatore, soprattutto quando propone strade locali molto strette.
- Scarica la mappa offline perché nelle gallerie e nelle valli il segnale può sparire.
Un errore comune è impostare il navigatore su “percorso più breve”. Io uso invece le strade principali come base e inserisco manualmente le deviazioni. In questo modo evito che l’applicazione trasformi un giro turistico in una sequenza di stradine private, rampe ripide e inversioni poco sicure.
Moto, costi e organizzazione pratica
Il Garda è adatto a quasi ogni moto, ma il modello cambia il modo di vivere il percorso. Una naked o una crossover media è probabilmente il compromesso migliore, mentre una supersportiva può diventare scomoda dopo molte ore e uno scooter deve essere gestito con particolare prudenza nei tratti montani.
| Esigenza | Scelta consigliata | Motivo |
|---|---|---|
| Giro costiero tranquillo | Naked, scooter o turismo leggero | Facilità di guida e manovra nei paesi |
| Forra e strade dell’entroterra | Crossover o enduro stradale | Comfort e maggiore controllo sui fondi irregolari |
| Giro lungo con bagagli | Tourer o crossover con borse | Protezione e capacità di carico |
Per una giornata di 220-250 km, il carburante può costare indicativamente 20-35 euro, in base a consumi, prezzo alla pompa e stile di guida. Aggiungerei 15-25 euro per un pranzo semplice e una piccola quota per parcheggi o ingressi, senza considerare il pernottamento.
Prima di partire controllo pressione degli pneumatici, livello dell’olio, pastiglie e catena. Porto sempre antipioggia compatto, guanti di ricambio e una batteria esterna: sul Garda il meteo può cambiare rapidamente, soprattutto quando si sale verso Tremosine, Monte Baldo o Ledro.
I traghetti possono essere utili per accorciare un tratto o cambiare sponda, ma non li considero mai parte certa del piano. Orari, imbarco delle moto e disponibilità possono variare in base alla stagione. Prima di affidarmi al battello verifico il servizio aggiornato e preparo comunque un percorso stradale alternativo.
Il ritmo giusto per non rovinare il giro
Il Lago di Garda dà il meglio quando si alternano 60-90 minuti di guida e soste brevi. Fermarsi solo nei luoghi più famosi significa spesso trovare folla, mentre una pausa in un paese secondario o su un belvedere meno noto rende l’esperienza più personale.
Se è la prima volta, sceglierei l’anello costiero senza troppe deviazioni. Chi ha già percorso le Gardesane può aggiungere la Forra oppure Tenno e Ledro, ma non entrambe nello stesso giorno se l’obiettivo è guidare con attenzione.
La mia regola finale è lasciare almeno un’ora di luce e di margine prima del rientro previsto. Una strada chiusa, un temporale o una sosta più lunga del previsto fanno parte del viaggio. Arrivare a destinazione ancora lucidi vale molto più di qualche chilometro aggiunto al contachilometri.