Passo del Muraglione in moto, guida al giro tra Toscana e Romagna

9 ottobre 2026

Mappa mostra un percorso da Dicomano a Portico di Romagna, passando per il Passo del Muraglione. Durata stimata 54 minuti per 40,3 km.

Indice

Quando una strada riesce a mettere d’accordo paesaggio, storia e piacere di guida, diventa una meta da ricordare. Il Passo del Muraglione, sull’Appennino tra Toscana e Romagna, offre tornanti, boschi e punti di sosta ideali per un itinerario in moto, ma richiede attenzione perché la SS67 resta una strada aperta al traffico. Qui trovi percorso, difficoltà, periodo migliore, consigli pratici e varianti utili per organizzare una giornata ben riuscita.

La guida essenziale per vivere bene il Muraglione in moto

  • Quota di 907 metri tra il Mugello e la valle del Montone.
  • Strada principale SS67 Tosco-Romagnola, con accessi da Dicomano o Forlì.
  • Percorso consigliato Dicomano, San Godenzo, valico, San Benedetto in Alpe e Portico di Romagna.
  • Difficoltà reale medio-alta nei tratti tortuosi, soprattutto per traffico, curve cieche e fondo variabile.
  • Periodo migliore da primavera ad autunno, evitando pioggia, nebbia e giornate troppo affollate.

Moto sportive parcheggiate al Passo Muraglione, con un edificio in pietra e una strada tortuosa sullo sfondo.

Dove si trova e perché è una meta così amata

Il valico si trova a 907 metri di quota, nel territorio di San Godenzo, e mette in comunicazione il Mugello con la valle del Montone. La strada di riferimento è la SS67 Tosco-Romagnola, un collegamento storico tra Firenze e Forlì che attraversa il crinale appenninico.

Il nome deriva dal grande muro costruito nel 1836 per proteggere viandanti e animali dal vento. Ancora oggi quella struttura rende il punto di arrivo immediatamente riconoscibile, ma il vero motivo per cui i motociclisti tornano è la successione di curve che sale e scende tra boschi e vallate.

Io lo considero un itinerario completo, non soltanto una salita da mettere in bacheca. La parte più interessante è il contrasto tra il lato toscano, spesso più scorrevole e raccolto, e quello romagnolo, dove la strada offre una guida più movimentata e un paesaggio altrettanto piacevole.

Il percorso in moto da Dicomano a Portico di Romagna

Per una prima esperienza consiglio di partire da Dicomano. Da qui si imbocca la SS67 verso San Godenzo e si entra gradualmente nella zona montana. Il percorso non è lunghissimo, circa 40 chilometri fino a Portico di Romagna, ma tra soste, traffico e ritmo prudente occupa comodamente mezza giornata.

Tratto Cosa aspettarsi Consiglio di guida
Dicomano - San Godenzo Strada più ampia e ritmo regolare Scaldare bene motore e pneumatici
San Godenzo - valico Salita, tornanti e curve cieche Restare nella propria corsia senza anticipare la traiettoria
Valico - San Benedetto in Alpe Discesa tecnica tra boschi e cambi di ritmo Usare il freno motore e non entrare forte nelle curve
San Benedetto - Portico Strada piacevole con possibilità di sosta Rallentare nei centri abitati e vicino agli incroci

A San Godenzo conviene fare una prima pausa, soprattutto se si arriva da Firenze o da località lontane. Il valico non deve diventare un obiettivo da raggiungere a ogni costo: la qualità del giro dipende dal ritmo, non dal numero di curve percorse in meno tempo.

Dal lato romagnolo si può invece partire da Forlì passando per Castrocaro Terme, Terra del Sole, Dovadola e Rocca San Casciano. È una variante più lunga, ma interessante per chi vuole costruire un itinerario ad anello e inserire nel giro anche borghi, ristoranti e strade secondarie.

Come affrontare curve, traffico e fondo stradale

La fama del percorso porta molti motociclisti a confondere una strada bella con una strada da affrontare come una pista. Sono due cose diverse. La SS67 è aperta a auto, camion, ciclisti e residenti, quindi una curva cieca può nascondere un veicolo lento o una moto che ha invaso la corsia opposta.

La mia regola è semplice: entro in curva già alla velocità che mi permette di fermarmi nella parte visibile della carreggiata. Sul Muraglione funziona meglio una guida pulita, con traiettorie regolari e accelerazioni progressive, rispetto a frenate tardive e continue correzioni.

Gli errori che vedo più spesso

  • Tagliare la linea centrale per aumentare la velocità di percorrenza.
  • Frenare bruscamente a moto già inclinata, perdendo stabilità.
  • Partire con pneumatici freddi o con pressioni non controllate.
  • Sottovalutare la discesa, che affatica di più freni e avambracci.
  • Fermarsi in curva o appena oltre il valico, creando un ostacolo agli altri.

Il fondo può cambiare rapidamente dopo pioggia, vento o lavori di manutenzione. Foglie, ghiaia e umidità restano più a lungo nei tratti ombreggiati, mentre in quota la temperatura può essere sensibilmente più bassa rispetto alla valle. Un abbigliamento a strati è più utile di quanto sembri, anche nelle giornate estive.

Quale moto portare e come prepararla

Non serve una moto sportiva per godersi questo itinerario. Una naked, una sport-touring, una crossover o anche una media cilindrata possono affrontarlo bene, purché siano in ordine. La caratteristica più importante non è la potenza, ma la capacità di offrire controllo, freni pronti e buona confidenza nelle manovre lente.

Tipo di moto Punto di forza Attenzione
Naked e sport-touring Agilità e risposta precisa Protezione aerodinamica limitata
Crossover Comfort e posizione di guida Ingombri maggiori nei tornanti stretti
Enduro stradale Buona visibilità e assorbimento delle irregolarità Pneumatici troppo tassellati meno efficaci sull’asfalto pulito
Medie cilindrate Gestibilità e costi contenuti Serve usare bene il cambio nei tratti in salita

Prima di partire controllo sempre pressione e stato delle gomme, pastiglie, livello dei liquidi e catena. Il serbatoio dovrebbe essere sufficientemente pieno perché non considero il valico un punto sicuro per rifornirsi. Porto inoltre acqua, guanti più caldi e una soluzione impermeabile, anche se le previsioni sembrano buone.

Con uno scooter si può arrivare, ma il percorso va affrontato con maggiore margine. Ruote più piccole, sospensioni meno raffinate e minore riserva di potenza possono farsi sentire sui tornanti e nei sorpassi. In quel caso sceglierei una giornata asciutta e poco trafficata, evitando di trasformare il giro in una prova di resistenza.

Quando partire e quali soste inserire

Il periodo più piacevole va generalmente da aprile a ottobre, ma la quota rende il clima variabile. In primavera possono esserci umidità e residui di inverno, mentre in autunno il fogliame sul fondo e le giornate più corte richiedono un margine maggiore.

Nei fine settimana il percorso può riempirsi di motociclisti, soprattutto nelle ore centrali. Io preferisco partire presto oppure scegliere un giorno feriale: si guida con più tranquillità, si trovano meno veicoli in colonna e si apprezza meglio il paesaggio.

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Tre soste che hanno davvero senso

San Godenzo è una buona base per una pausa prima della salita. Permette di controllare la moto, bere qualcosa e affrontare il tratto più impegnativo senza arrivare già stanchi.

Il valico è il punto simbolico del giro, ma non bisogna fermarsi dove la sosta riduce la visibilità. Una fotografia o un caffè hanno senso solo se si lascia libera la carreggiata e si presta attenzione alle manovre degli altri veicoli.

San Benedetto in Alpe e Portico di Romagna sono ideali per allungare la pausa e mangiare qualcosa. Da San Benedetto parte anche l’accesso verso le cascate dell’Acquacheta, un’escursione che richiede circa tre ore e quindi va programmata come attività separata, non come deviazione improvvisata durante un giro in moto.

Varianti per trasformare la salita in un vero itinerario

La strada del valico dà il meglio quando viene inserita in un anello. Dal lato toscano si possono collegare altri passi dell’Appennino, come la Colla di Casaglia, la Sambuca o la Calla, ma bisogna valutare bene chilometri e condizioni fisiche. Accumulare troppe strade tortuose nella stessa giornata può rendere il rientro più rischioso della salita principale.

Un giro equilibrato può partire da Dicomano, raggiungere il valico, scendere verso San Benedetto in Alpe e rientrare passando da Rocca San Casciano e Forlì. È una soluzione adatta a chi vuole alternare guida e soste, con una distanza complessiva da definire in base al punto di partenza.

Per chi cerca un itinerario più panoramico, la zona offre anche piccoli centri, aree boschive e deviazioni verso il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Io inserirei una sola deviazione importante per volta: meno tappe, ma più tempo per viverle, è una scelta che paga soprattutto quando si viaggia in gruppo.

Prima di partire verifico sempre eventuali ordinanze, lavori e limitazioni temporanee sulla viabilità. Non basta che il navigatore mostri la strada aperta: in montagna una modifica locale può cambiare il giro, i tempi di rientro e la disponibilità dei punti di assistenza.

Il modo migliore per ricordare questo giro

Il Muraglione merita di essere affrontato con rispetto, non con soggezione. La quota di 907 metri, i tornanti e la storia del valico lo rendono speciale, ma il valore dell’itinerario sta soprattutto nella combinazione tra guida fluida, paesaggio e soste ben scelte.

Se dovessi dare un solo consiglio, sarebbe questo: scegli una giornata asciutta, prepara la moto con cura e lascia sempre un margine di sicurezza superiore a quello che pensi necessario. La strada non scappa, mentre una guida lucida permette di godersi ogni curva e tornare a casa con la voglia di rifarla.

Questo articolo ha carattere esclusivamente informativo ed educativo. Il materiale è stato elaborato con il supporto di moderni strumenti analitici e linguistici (IA). Prima di prendere una decisione, consulta un esperto.

Domande frequenti

Per una prima esperienza è consigliabile partire da Dicomano e seguire la SS67 verso San Godenzo, raggiungere il valico e scendere verso San Benedetto in Alpe e Portico di Romagna. Il percorso è lungo circa 40 chilometri fino a Portico, ma tra soste, traffico e guida prudente richiede comodamente mezza giornata.

Il tratto comprende salita, tornanti e curve cieche, con fondo variabile e possibile presenza di auto, camion, ciclisti e residenti. È importante restare nella propria corsia, affrontare le curve a una velocità che consenta di fermarsi nella parte visibile della strada e usare il freno motore in discesa.

Il periodo generalmente più piacevole va da aprile a ottobre. È preferibile evitare pioggia, nebbia, giornate molto affollate e le ore centrali dei fine settimana; in autunno bisogna inoltre considerare foglie sul fondo e giornate più corte.

Naked, sport-touring, crossover, enduro stradali e moto di media cilindrata possono affrontare il percorso se sono in ordine. Prima di partire è utile controllare gomme, pressione, pastiglie, liquidi e catena; con uno scooter servono maggiore prudenza, una giornata asciutta e poco traffico.

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Santo Cattaneo

Santo Cattaneo

Mi chiamo Santo Cattaneo e da 4 anni mi dedico con entusiasmo al mondo delle due ruote, con un occhio di riguardo per le moto, gli scooter e la mobilità elettrica, argomenti che esploro su futurmoto.it. La mia curiosità per questo settore è nata dalla volontà di comprendere a fondo le evoluzioni che stanno trasformando il modo in cui ci muoviamo, specialmente con l'avvento delle tecnologie elettriche. Mi impegno a offrire contenuti chiari e informati, analizzando le novità del mercato, confrontando le diverse opzioni disponibili e cercando di semplificare anche gli aspetti più tecnici per rendere la mobilità del futuro accessibile a tutti. Il mio obiettivo è fornire informazioni accurate, aggiornate e realmente utili per chiunque sia interessato a questo affascinante universo.

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