Percorsi dell’Abetone in moto - itinerari e consigli

18 ottobre 2026

Edificio in legno con balconi e negozi, tra cui una farmacia, su una strada che porta ai percorsi di Abetone.

Indice

Tra i percorsi dell’Abetone si trovano strade panoramiche, passi appenninici e deviazioni brevi verso valli meno trafficate. Per chi viaggia in moto, la differenza la fanno la stagione, il tipo di fondo e il tempo disponibile: qui raccolgo gli itinerari più sensati, i tratti da affrontare con prudenza e i sentieri da lasciare ai pedoni.

Il giro giusto dipende da tempo, stagione e tipo di moto

  • Passo dell’Abetone a 1.388 metri, ideale per un giro classico tra Toscana ed Emilia.
  • Val di Luce perfetta per una deviazione breve e panoramica su asfalto.
  • Passo delle Radici consigliato per una giornata intera con più valichi e curve.
  • SP20 interessante per un percorso più tranquillo tra Pian degli Ontani e Pian di Novello.
  • Da novembre ad aprile bisogna verificare obblighi invernali, neve e possibili chiusure.

Perché l’Abetone funziona così bene in moto

L’Abetone non offre un solo itinerario, ma una rete di strade che cambia carattere in pochi chilometri. Si parte dai fondovalle della Montagna Pistoiese, si attraversano boschi e borghi, poi arrivano tornanti, dislivelli e aria più fredda intorno al valico.

La strada principale è la SS12 dell’Abetone e del Brennero, che collega il versante toscano con Pievepelago e l’Appennino modenese. È il percorso più immediato per chi vuole raggiungere il passo, ma non sempre è quello più divertente: nei fine settimana può esserci traffico e alcuni tratti richiedono una guida pulita, senza tagliare le curve.

Io considero questa zona adatta sia alla naked sia alla crossover. Una sportiva può godersi i cambi di direzione, mentre una moto turistica permette di affrontare meglio le deviazioni più lunghe. Il ritmo giusto è quello che lascia margine, soprattutto nei tratti ombreggiati dove l’asfalto resta umido anche con il sole.

Edificio in legno con balconi e negozi, tra cui una farmacia. Monumenti piramidali ai lati della strada, che invita a esplorare i percorsi di Abetone.

Quattro itinerari da scegliere senza improvvisare

Itinerario Impegno Cosa offre Attenzione
San Marcello, Abetone e Pievepelago Mezza giornata Salita progressiva, valico e collegamento tra Toscana ed Emilia Traffico e curve cieche sulla SS12
Abetone e Val di Luce Breve Deviazione panoramica e atmosfera alpina Strada secondaria, fondo variabile
Abetone, Pievepelago e Passo delle Radici Giornata intera Più passi, vallate e rientro dalla Garfagnana Serve partire presto e fare rifornimento
SP20 verso Pian degli Ontani e Pian di Novello Due o tre ore Boschi, curve lente e ritmo rilassato Verificare sempre lavori e ordinanze

Il classico dal versante toscano

Da Pistoia si sale lungo la SR66 verso San Marcello Piteglio, passando dalla Lima e proseguendo poi sulla SS12 in direzione dell’Abetone. È il percorso più equilibrato per una prima uscita, perché alterna curve accessibili, paesi dove fermarsi e un arrivo scenografico alle Piramidi del passo.

Dal valico si può continuare verso Faidello e Pievepelago, in Emilia. Questa soluzione è adatta a chi vuole attraversare il passo senza costruire un anello complesso. Per il rientro consiglio di non fissarsi su una velocità media: il dislivello e il freddo affaticano più di quanto sembri.

La deviazione per la Val di Luce

Da Faidello si imbocca la strada per la Val di Luce, una deviazione di circa 5 chilometri che porta verso il comprensorio montano. Non è un percorso da affrontare per macinare distanza, ma una parentesi piacevole per chi cerca boschi, silenzio e un punto di sosta.

La carreggiata è più raccolta rispetto alla statale e in alta stagione può essere frequentata da auto, ciclisti e pedoni. Io la percorrerei con una moto leggera o turistica, usando marce basse nei tratti più stretti e senza aspettarsi curve da circuito.

L’anello lungo con il Passo delle Radici

Per una giornata completa, da Pievepelago si può proseguire verso il Passo delle Radici, a circa 1.529 metri, e poi scendere verso la Garfagnana. È un giro più ricco del semplice andata e ritorno sull’Abetone, con cambi di paesaggio e una sensazione di viaggio vera.

Il percorso richiede più autonomia e organizzazione. Prima di partire controllo sempre carburante, previsioni e orario del tramonto, perché alcune vallate hanno meno servizi e il rientro può allungarsi facilmente.

Leggi anche: Forcella di Brez in moto, tra curve e panorami della Val di Non

La SP20 per un giro più tranquillo

La SP20 Popiglio-Fontana Vaccaia attraversa l’area di Pian degli Ontani e Pian di Novello, sviluppandosi per circa 24 chilometri. È una scelta interessante quando si desidera guidare tra i boschi con un ritmo meno turistico, lontano dai tratti più frequentati della SS12.

La strada provinciale non va però confusa con un percorso sempre libero e uniforme. Lavori sui ponti, frane o manutenzioni possono modificare la viabilità, quindi la deviazione va verificata il giorno stesso. In montagna, una strada più piccola non significa automaticamente una strada più facile.

Come trasformare un giro locale in una giornata completa

Per un’uscita di una giornata io partirei presto da San Marcello o Pievepelago, così da affrontare il Passo dell’Abetone prima delle ore più affollate. Una pausa breve al passo, la deviazione in Val di Luce e il proseguimento verso Pievepelago bastano già per un giro piacevole; aggiungendo le Radici si ottiene invece un itinerario decisamente più impegnativo.

Chi vuole confrontare più idee per organizzare un viaggio può prendere spunto da questi itinerari in moto in Italia, soprattutto per la gestione delle tappe e dei tempi di percorrenza. Il principio che seguo è semplice: una sosta ogni 60-90 minuti aiuta a mantenere concentrazione e sensibilità sui comandi.

Non darei per scontata la presenza di distributori nelle strade secondarie. Conviene fare rifornimento a San Marcello, Abetone o Pievepelago e partire con una riserva adeguata, specialmente se si percorre l’anello verso la Garfagnana.

Dove la moto si ferma e iniziano i sentieri

L’area offre anche itinerari a piedi molto belli, ma non tutti sono percorribili in moto. Lago Nero, Orto Botanico forestale, Strada del Duca e sentieri della Val di Luce appartengono soprattutto al mondo del trekking: la moto va lasciata nei parcheggi consentiti e il tratto finale va affrontato a piedi.

Questa distinzione è importante perché alcune mappe mostrano strade forestali o vecchie vie di montagna come se fossero collegamenti normali. In realtà possono essere sterrate, chiuse al traffico o adatte soltanto a escursionisti autorizzati. Il rispetto dei divieti protegge il territorio e evita di trasformare una gita in una contestazione.

Se si cerca un’esperienza con asfalto e sterrato, bisogna scegliere una rotta pensata davvero per quel fondo. Per capire la differenza tra una strada asfaltata di valico e un tracciato misto si può confrontare l’esperienza del Colle delle Finestre in moto, dove il tipo di moto e le condizioni meteo incidono ancora di più sulla scelta.

Sicurezza, stagione e fondo stradale

Il periodo più piacevole va generalmente dalla tarda primavera all’inizio dell’autunno, ma in quota il meteo cambia rapidamente. Anche in una giornata calda a valle, al passo si possono trovare temperature molto più basse, vento e asfalto umido.

Nel periodo invernale sulla SS12 possono essere previsti obblighi relativi a pneumatici invernali o dispositivi antisdrucciolevoli. Prima di partire verifico sempre le comunicazioni di ANAS, Provincia e Comune, perché una chiusura temporanea o una limitazione al transito può rendere inutilizzabile un anello pianificato.

  • Controlla meteo e viabilità la mattina della partenza.
  • Affronta le curve cieche restando nella tua corsia.
  • Riduci il ritmo con foglie, ghiaia, pioggia o asfalto freddo.
  • Porta uno strato termico anche in estate.
  • Evita di contare solo sul navigatore nelle strade forestali.

L’errore più comune è considerare l’Abetone una pista naturale. Le curve sono divertenti, ma la strada resta aperta al traffico ordinario, con auto lente, ciclisti, animali e possibili ostacoli. La guida rotonda paga più della velocità, soprattutto quando il giro supera le quattro ore.

Il giro che sceglierei in base alla giornata

Per una prima uscita sceglierei San Marcello, Abetone e Pievepelago, con la Val di Luce come deviazione opzionale. Se ho l’intera giornata punterei invece al Passo delle Radici, mentre la SP20 la terrei per un giro più raccolto e rilassato.

La vera forza di questa zona è la possibilità di cambiare piano senza perdere il senso del viaggio. Basta una deviazione, una sosta in più o un tratto da evitare per trasformare lo stesso percorso in un’esperienza diversa, sempre con curve, boschi e passi appenninici a fare da filo conduttore.

Domande frequenti

Il giro da San Marcello all’Abetone e poi a Pievepelago è la scelta più equilibrata. Alterna salita progressiva, curve accessibili, paesi per le soste e il valico dell’Abetone, con la possibilità di aggiungere la deviazione per la Val di Luce.

Da Faidello la deviazione è di circa 5 chilometri. È adatta a chi cerca boschi, silenzio e un punto di sosta, ma la strada è più stretta e può essere frequentata da auto, ciclisti e pedoni.

Da Pievepelago si prosegue verso il Passo delle Radici, a circa 1.529 metri, per poi scendere verso la Garfagnana. Prima di partire conviene controllare carburante, previsioni e orario del tramonto, perché il percorso è più lungo e offre meno servizi in alcune vallate.

Da novembre ad aprile bisogna verificare meteo, viabilità, eventuali chiusure e obblighi relativi a pneumatici invernali o dispositivi antisdrucciolevoli. È inoltre importante controllare lavori e ordinanze sulle strade secondarie, inclusa la SP20.

Valuta l'articolo

Valutazione: 0.00 Numero di voti: 0

Tag:

abetone tornanti viabilità val di luce passo delle radici

Condividi post

Santo Cattaneo

Santo Cattaneo

Mi chiamo Santo Cattaneo e da 4 anni mi dedico con entusiasmo al mondo delle due ruote, con un occhio di riguardo per le moto, gli scooter e la mobilità elettrica, argomenti che esploro su futurmoto.it. La mia curiosità per questo settore è nata dalla volontà di comprendere a fondo le evoluzioni che stanno trasformando il modo in cui ci muoviamo, specialmente con l'avvento delle tecnologie elettriche. Mi impegno a offrire contenuti chiari e informati, analizzando le novità del mercato, confrontando le diverse opzioni disponibili e cercando di semplificare anche gli aspetti più tecnici per rendere la mobilità del futuro accessibile a tutti. Il mio obiettivo è fornire informazioni accurate, aggiornate e realmente utili per chiunque sia interessato a questo affascinante universo.

Scrivi un commento