Passo della Calla in moto - guida tra curve e foreste

5 novembre 2026

Coppia in moto affronta il passo della Calla, godendosi il panorama e la libertà della strada.

Indice

Una strada di crinale, boschi fitti e curve che collegano Toscana e Romagna: il Passo della Calla è uno degli itinerari appenninici più interessanti per chi viaggia in moto. In queste righe trovi altitudine, accessi, percorso consigliato, periodo migliore, difficoltà e accorgimenti utili per goderti il valico senza trasformare la giornata in una corsa contro il tempo.

Il valico ideale per una giornata tra curve e foreste

  • Altitudine di circa 1.296 metri sul crinale tosco-romagnolo.
  • Collegamento principale tra Stia, Campigna e Santa Sofia.
  • Strada adatta a naked, sport-tourer, enduro stradali e scooter di cilindrata adeguata.
  • Periodo consigliato da aprile a ottobre, sempre controllando meteo e viabilità.
  • Abbinamenti migliori con Muraglione, Mandrioli, Consuma e altri passi dell’Appennino.

Coppia in moto affronta il passo della Calla, godendosi il panorama e la libertà della strada.

Dove si trova e perché merita il viaggio

Il valico si trova sull’Appennino tosco-romagnolo, nel cuore del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Divide il versante toscano del Casentino, rivolto verso Stia e Pratovecchio, da quello romagnolo che scende verso Campigna e Santa Sofia.

La quota di circa 1.296 metri rende il passaggio significativo anche dal punto di vista climatico. In cima la temperatura può essere sensibilmente più bassa rispetto ai paesi di valle, mentre il paesaggio cambia rapidamente tra faggete, radure e tratti di strada immersi nel bosco.

Io lo considero un passo più interessante per la qualità del percorso che per la presenza di un panorama aperto continuo. Qui il piacere sta nelle curve ordinate e nel silenzio della foresta, non nella velocità. È proprio questo a renderlo adatto a chi ama guidare con ritmo fluido e fermarsi ogni tanto per osservare il territorio.

Il percorso in moto dal versante toscano

Il punto di accesso più intuitivo è Stia. Da qui si segue la strada verso Campigna, generalmente indicata come SS 310, affrontando una salita progressiva che porta nel territorio del parco e poi al valico.

La partenza da Stia è ideale per chi arriva da Arezzo, Firenze o dal Casentino. Prima di salire conviene fare rifornimento e controllare la pressione degli pneumatici, perché lungo il tratto montano i servizi diventano più radi e la copertura telefonica può essere discontinua.

Una volta superato il passo, la discesa verso Campigna e Santa Sofia offre un carattere diverso. La carreggiata resta piacevole, ma richiede attenzione per curve cieche, umidità e foglie sul manto stradale, soprattutto nei tratti ombreggiati.

Partenza Direzione Caratteristiche
Stia Campigna e Santa Sofia Salita nel bosco, curve tecniche e fondo variabile
Santa Sofia Campigna e Stia Approccio romagnolo, ritmo progressivo e discesa verso il Casentino

Per una prima uscita suggerisco di non programmare troppe tappe. Un giro tra Stia, il valico, Campigna e Santa Sofia può già occupare buona parte della giornata se si viaggia con calma e si includono soste fotografiche o gastronomiche.

Come affrontarlo con la moto giusta

Il percorso non richiede una moto specialistica. Una naked di media cilindrata, una sport-tourer o una crossover sono probabilmente le scelte più equilibrate, perché combinano maneggevolezza, comfort e una buona riserva di coppia.

Anche uno scooter può affrontare il tragitto, purché abbia ciclistica stabile, pneumatici in ordine e una cilindrata sufficiente per gestire salita e discese. Io eviterei invece di scegliere il mezzo soltanto in base alla potenza: su queste strade contano molto di più freni, gomme e confidenza del pilota.

Il ritmo che funziona meglio

La strada invita a spingere, ma il fondo può cambiare rapidamente tra un tratto asciutto e uno umido. La tecnica più efficace è entrare nelle curve con velocità già ridotta, mantenere una traiettoria ampia e lasciare margine rispetto alla mezzeria.

Non bisogna dimenticare che il percorso è utilizzato anche da auto, ciclisti, escursionisti e mezzi forestali. Il margine di sicurezza vale più di qualche minuto risparmiato, soprattutto nei fine settimana di primavera e in estate.

Leggi anche: Ötztaler Gletscherstraße in moto, guida alla salita dei ghiacciai

Abbigliamento e preparazione

  • Porta uno strato impermeabile anche con previsioni favorevoli.
  • Controlla battistrada e pressioni prima della partenza.
  • Prevedi una sosta prima della salita per carburante e acqua.
  • Considera temperature più basse in quota, soprattutto al mattino.
  • Evita di affrontare il passo dopo il tramonto se non conosci la strada.

Quando andare e cosa controllare prima di partire

Il periodo più semplice va indicativamente da aprile a ottobre. La primavera regala colori intensi ma può presentare asfalto umido e residui lasciati dall’inverno. L’estate offre giornate più lunghe, anche se nei weekend il traffico motociclistico aumenta.

Settembre e l’inizio dell’autunno sono, secondo me, il compromesso migliore. Le temperature restano gradevoli, la luce è più morbida e il bosco assume colori spettacolari. In ottobre, però, le foglie bagnate possono ridurre molto l’aderenza.

In inverno il transito può diventare problematico per neve, ghiaccio o interventi sulla strada. Prima di partire controllo sempre bollettini meteo, condizioni del manto e possibili chiusure locali, senza considerare automaticamente il passo percorribile solo perché la valle è libera.

Un altro errore comune è fidarsi ciecamente del navigatore. In questa zona può proporre deviazioni su strade secondarie lente o non adatte alla moto scelta. Io salvo il percorso principale, alcune tappe intermedie e una variante di rientro, così posso decidere sul posto senza perdere tempo.

Con quali passi abbinarlo per un itinerario completo

Il valico dà il meglio di sé quando diventa parte di un giro più ampio. Dal versante romagnolo si può collegare al Passo del Muraglione, mentre verso sud è naturale pensare ai Mandrioli. Dal lato toscano, la Consuma permette di costruire un itinerario più lungo verso Firenze e il Casentino.

Itinerario Durata consigliata Per chi è adatto
Stia - Passo della Calla - Campigna - Santa Sofia Mezza giornata o giornata rilassata Chi cerca curve e natura senza macinare troppi chilometri
Muraglione - Campigna - Passo della Calla - Stia Una giornata Motociclisti che vogliono alternare due passi molto diversi
Giro dei passi romagnoli con Calla e Mandrioli Due giorni Chi vuole un tour completo tra Romagna, Casentino e borghi appenninici

Un itinerario più ampio tra i passi della Romagna può arrivare a circa 304 chilometri e richiedere due giorni, includendo soste nei borghi e nel parco. È una formula che preferisco ai giri compressi in poche ore, perché consente di guidare con attenzione e assaporare davvero il territorio.

Per una sosta consiglio di valutare Stia, Campigna o Santa Sofia in base alla direzione di marcia. Non punterei tutto su un ristoro in quota, perché gli orari possono variare e fuori stagione alcuni servizi potrebbero non essere disponibili.

La Calla dà il meglio a chi non ha fretta

Questo itinerario non va interpretato come una pista naturale. Il suo valore sta nell’equilibrio tra curve, boschi, quota e collegamenti con altri percorsi dell’Appennino.

Con una moto in ordine, un abbigliamento adeguato e un programma flessibile, il valico è una scelta eccellente sia per una prima esplorazione della zona sia per un giro più impegnativo di più giorni. La mia raccomandazione finale è semplice: parti presto, fai il pieno a valle e lascia che siano la strada e il bosco a dettare il ritmo.

Domande frequenti

Stia è il punto di accesso più intuitivo dal versante toscano. Da qui si segue la SS 310 verso Campigna e Santa Sofia, mentre dal lato romagnolo si può partire da Santa Sofia e procedere verso il valico e Stia.

Il percorso è adatto a naked di media cilindrata, sport-tourer, crossover ed enduro stradali. Anche uno scooter può affrontarlo se dispone di ciclistica stabile, pneumatici in ordine e cilindrata sufficiente per gestire salita e discesa.

Il periodo più indicato va da aprile a ottobre, con settembre e l'inizio dell'autunno particolarmente piacevoli. Prima di partire è comunque necessario controllare meteo, condizioni del manto e possibili chiusure, perché in inverno neve e ghiaccio possono rendere difficoltoso il transito.

Dal versante romagnolo si può collegare al Passo del Muraglione, mentre verso sud è possibile includere i Mandrioli. Dal lato toscano, la Consuma permette di estendere il giro verso Firenze e il Casentino; un itinerario più ampio può arrivare a circa 304 chilometri e richiedere due giorni.

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Samuel Ricci

Samuel Ricci

Mi chiamo Samuel Ricci e da 14 anni mi dedico con passione al mondo delle due ruote, con un occhio di riguardo per le novità nel campo delle moto, degli scooter e della mobilità elettrica. Quello che mi spinge è la curiosità di esplorare come la tecnologia stia ridefinendo il nostro modo di muoverci, cercando di rendere accessibili a tutti le informazioni più complesse. Mi impegno a fornire contenuti chiari e ben documentati, analizzando le tendenze del mercato e le innovazioni, per aiutarvi a comprendere meglio questo settore in continua evoluzione e a fare scelte informate.

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