Una salita di poco più di otto chilometri può sembrare breve, ma sul Menador ogni curva richiede attenzione e restituisce qualcosa: boschi, roccia, tornanti e una vista ampia sui laghi della Valsugana. La Strada del Menador è una tappa storica per chi viaggia in moto tra Trentino e Altipiani Cimbri, ma va affrontata con informazioni aggiornate, ritmo regolare e rispetto per una carreggiata spesso stretta. Qui trovi percorso, difficoltà, periodo migliore, consigli di guida e situazione dei lavori nel 2026.
La salita giusta per chi cerca panorami e guida tecnica
- Tracciato di circa 8,2 km tra la Valsugana e Passo Vezzena.
- Dislivello vicino agli 800 metri, con pendenze che in alcuni punti arrivano intorno al 13%.
- Carattere storico e panoramico, con gallerie brevi, curve cieche e tratti scavati nella roccia.
- Situazione 2026 segnata dalla chiusura per lavori sulla SP 133, con riaperture invernali possibili.
- Moto ideale agile e ben frenata, più importante della potenza massima.

Perché questa salita merita un giro in moto
Il percorso coincide con la SP 133 di Monterovere, conosciuta anche come Kaiserjägerstraße. Collega la zona di Caldonazzo e Levico Terme con l’altopiano di Vezzena e gli Altipiani Cimbri, seguendo un tracciato nato per esigenze militari durante la Grande Guerra.
Il fascino non dipende soltanto dal panorama. La strada alterna tratti nel bosco, pareti di roccia, brevi gallerie e passaggi esposti, mentre sotto si aprono i laghi di Caldonazzo e Levico. Il punto panoramico del Belvedere è la sosta più naturale, soprattutto nelle giornate limpide.
Dal punto di vista motociclistico, non è una strada da percorrere cercando il record sul cronometro. La carreggiata può restringersi, la visibilità in curva non è sempre completa e il traffico turistico modifica molto il ritmo. Io la considero una salita da guidare con precisione, lasciando margine agli imprevisti e fermandosi nei punti consentiti.
Il percorso tra Valsugana e altopiano
Il tratto classico parte dalla Valsugana e sale verso Monterovere e Passo Vezzena. La lunghezza è contenuta, circa 8,2 km, ma il dislivello porta da una quota intorno ai 483 metri fino a circa 1.261 metri, con una progressione impegnativa quasi subito.
| Tratto | Cosa aspettarsi | Come affrontarlo |
|---|---|---|
| Avvicinamento da Caldonazzo | Strada più scorrevole e accessi alla salita | Controllare carburante, gomme e condizioni del traffico |
| Salita nel bosco | Pendenza sostenuta e tornanti ravvicinati | Usare marce corte senza forzare il motore |
| Tratto nella roccia | Gallerie brevi, carreggiata stretta e visuale ridotta | Entrare piano e restare larghi quanto basta per correggere la traiettoria |
| Belvedere e parte alta | Vista sulla Valsugana e collegamenti verso Vezzena e Lavarone | Fermarsi solo negli spazi sicuri, senza occupare la curva |
Una volta in quota, il giro può proseguire verso Lavarone, Folgaria o l’altopiano di Asiago, in base alla direzione scelta. Per un anello completo conviene pianificare il rientro su strade più ampie, perché ripetere subito la salita non aggiunge molto all’esperienza e può aumentare la fatica.
Come affrontarla con moto e ritmo giusto
La moto conta meno della condizione della strada
Una naked, una sport-tourer, una enduro stradale e anche uno scooter di buona cilindrata possono affrontare il percorso quando è aperto. La caratteristica che fa davvero la differenza è l’agilità alle basse velocità, non la potenza dichiarata.
Con una maxi-tourer o una moto molto carica bisogna considerare gli spazi ridotti e le inversioni strette. Anche una moto elettrica può essere adatta, purché l’autonomia residua tenga conto della salita, del freddo in quota e della disponibilità limitata di punti di ricarica fuori dai centri principali.
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La tecnica che funziona davvero
- Arriva alla curva con velocità già ridotta, senza frenare bruscamente a moto inclinata.
- Usa una marcia che lasci coppia disponibile, ma evita di spalancare il gas in uscita.
- Resta nella tua corsia anche quando la strada sembra libera.
- Considera sempre la presenza di auto, ciclisti, camper e moto che possono comparire in senso opposto.
- Controlla pressione degli pneumatici e stato delle pastiglie prima di partire.
L’errore più comune è confondere il tratto breve con un percorso facile. La salita non è interminabile, però la combinazione di pendenza, curve cieche e fondo variabile può stancare più di un itinerario lungo e regolare. Una pausa breve al Belvedere migliora anche la qualità della guida nella parte alta.
Quando andare e cosa cambia nel 2026
In condizioni normali, la stagione migliore va dalla tarda primavera all’inizio dell’autunno. In quota il meteo cambia rapidamente e nelle ore fredde possono comparire umidità, foglie o residui sulla carreggiata. Prima di partire controllo sempre bollettini meteo, segnaletica locale e avvisi sulla viabilità, perché una strada di montagna può cambiare praticabilità anche dopo una giornata di pioggia.
Nel 2026 la SP 133 è interessata da lavori di messa in sicurezza. La chiusura totale è prevista dal 20 giugno e il cronoprogramma indica la conclusione degli interventi verso la fine di novembre 2027, con possibili riaperture durante le pause invernali. Questo significa che non bisogna dare per scontato l’accesso nemmeno nei periodi tradizionalmente più favorevoli.
Il progetto comprende una galleria per il traffico in discesa, l’allargamento di alcuni tratti, interventi contro la caduta massi e la sistemazione dell’incrocio con la statale 349. Se il passaggio è chiuso, la soluzione più semplice è utilizzare la viabilità principale verso gli Altipiani e trasformare il Menador in una tappa da rimandare, non in un punto da raggiungere forzando i divieti.
Chi sta costruendo un viaggio più ampio tra laghi e montagne può prendere come riferimento anche il Giro in moto sul Lago Maggiore, utile per capire come alternare panorami, soste e tratti di trasferimento senza concentrare tutto sulle curve più impegnative.
Come inserirla in un weekend senza correre
La soluzione che preferisco è dedicare al Menador una mezza giornata, lasciando il resto del tempo ai paesi dell’altopiano e ai laghi della Valsugana. In questo modo la salita resta il punto forte del giro, ma non diventa una prova di resistenza dopo centinaia di chilometri.
Per un viaggio di più giorni, conviene ragionare per ambienti diversi. Dopo i paesaggi alpini del Trentino, gli itinerari in moto nel Lazio tra laghi e Appennino offrono un buon confronto tra curve di montagna, strade collinari e soste culturali, senza pretendere di replicare lo stesso carattere del Menador.
La regola pratica è semplice: inserire una sola salita tecnica nella giornata, prevedere carburante e margine per le deviazioni, e non basarsi su una traccia GPS non aggiornata durante il cantiere. In caso di chiusura, un percorso alternativo ben scelto vale più di una deviazione improvvisata.
Il Menador dà il meglio quando lascia spazio alla strada
Questa salita resta una delle tappe più riconoscibili per chi viaggia in moto tra Valsugana e altopiani trentini. Il suo valore sta nell’equilibrio tra storia, panorama e guida tecnica, non nella velocità con cui si riesce a percorrerla.
Quando tornerà pienamente disponibile, la affronterei con una moto in ordine, gomme adatte, partenza mattutina e una sosta al Belvedere. Nel frattempo, nel 2026, la scelta più responsabile è verificare l’apertura reale e usare le strade alternative senza rischiare multe o situazioni pericolose.