Quando una strada porta in pochi chilometri dai boschi dell’Appennino ligure a un balcone aperto sul mare, il giro in moto merita di essere preparato con attenzione. Il passo del Faiallo offre curve, panorami e collegamenti interessanti tra il Passo del Turchino, Urbe e l’entroterra savonese, ma anche fondo variabile e meteo capriccioso. Qui raccolgo un itinerario pratico, i periodi migliori, le difficoltà reali e gli accorgimenti che fanno la differenza.
I dati essenziali per organizzare il giro
- Quota di circa 1.044 metri sul livello del mare.
- Strade principali SP 73 dal versante genovese e SP 40 verso Urbe.
- Itinerario ideale per naked, crossover, turistiche ed enduro stradali.
- Durata consigliata da mezza giornata a una giornata intera con le deviazioni.
- Controllo indispensabile su meteo, lavori e ordinanze prima della partenza.

Dove si trova e perché vale il viaggio
Il valico si trova nell’Appennino ligure, tra la provincia di Genova e quella di Savona, all’interno dell’area del Parco del Beigua. La strada collega il Passo del Turchino con San Pietro d’Olba e Urbe, cambiando denominazione provinciale lungo il percorso.
Dal lato del Turchino si percorre soprattutto la SP 73, una provinciale immersa inizialmente nel bosco. Avvicinandosi al crinale, la vegetazione si apre e il paesaggio cambia rapidamente: nelle giornate limpide si distinguono il Mar Ligure, la costa di ponente e le montagne dell’entroterra.
La quota non è alpina, ma il valico può presentare condizioni più dure di quanto suggerisca il numero sul cartello. Il vento arriva forte dal mare, le nuvole si formano in fretta e tra autunno e primavera non sono rare umidità, foglie e tratti sporchi. È proprio questo contrasto tra accessibilità e ambiente montano a renderlo interessante per un giro breve.
Il giro in moto più equilibrato
Per una prima visita sceglierei Masone come punto di partenza. È facilmente raggiungibile dall’A26 e permette di fare rifornimento, controllare la pressione degli pneumatici e affrontare la salita con la moto già pronta.
- Da Masone si sale verso il Passo del Turchino.
- Si imbocca la SP 73 in direzione del valico, seguendo le indicazioni per il Faiallo.
- Si raggiunge il crinale, dove conviene fermarsi nelle aree consentite senza occupare la carreggiata.
- Si scende verso Urbe lungo il tratto indicato come SP 40.
- Da Urbe si può proseguire verso Sassello oppure rientrare a Masone completando un anello.
Un giro base può svilupparsi su 70-90 chilometri, a seconda del rientro scelto e delle deviazioni. Senza soste richiede poco più di due ore, ma sarebbe un peccato trattarlo come un trasferimento: calcola almeno mezza giornata per guidare con calma, fermarti nei punti panoramici e lasciare margine al traffico.
| Tipo di giro | Percorso indicativo | Tempo realistico | Per chi è adatto |
|---|---|---|---|
| Breve | Masone, Turchino, valico e ritorno | 2-3 ore | Chi vuole provare la strada senza allontanarsi |
| Anello classico | Masone, Faiallo, Urbe, Sassello e rientro | Mezza giornata | La scelta migliore per la maggior parte dei motociclisti |
| Giro esteso | Faiallo, Sassello e strade dell’entroterra savonese | Una giornata | Chi preferisce turismo e curve senza fretta |
Io preferisco percorrerlo dal Turchino verso Urbe, perché il passaggio dal bosco al crinale arriva in modo progressivo e il panorama si apre mentre si sale. In senso opposto il percorso resta piacevole, ma la luce e la vista sul mare possono essere meno favorevoli nelle ore pomeridiane.
Curve e fondo richiedono una guida pulita
Non è una strada da affrontare cercando il tempo sul giro. La carreggiata può essere stretta, le curve spesso non mostrano l’uscita e nei punti più esposti il vento modifica la traiettoria della moto. La regola più utile è semplice: entrare piano e accelerare solo quando si vede la curva.
Presta particolare attenzione ai tornanti e ai cambi di pendenza. In caso di traffico, auto e camper possono invadere la mezzeria, mentre dopo un temporale il fondo può raccogliere ghiaia o rami. Una moto leggera e agile aiuta, ma anche una crossover di media cilindrata si trova bene se si mantiene una velocità regolare.
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Quale moto porta più vantaggi
- Naked e crossover sono il compromesso migliore tra maneggevolezza, comfort e protezione dall’aria.
- Sportive stradali possono divertirsi, ma sospensioni rigide e posizione caricata sui polsi diventano stancanti nei tratti sconnessi.
- Gran turismo e maxi-enduro affrontano bene il percorso, purché si considerino ingombri e spazi di arresto.
- Scooter di media cilindrata sono utilizzabili con asciutto e traffico ridotto, ma richiedono prudenza su foglie, brecciolino e discese.
Prima di partire controllerei soprattutto pneumatici, freni e catena. Sul bagnato non serve una gomma sportiva: conta molto di più avere battistrada in ordine, pressioni corrette e una guida senza correzioni brusche.
Quando andare e cosa verificare prima
Il periodo più semplice va da fine primavera a inizio autunno. Maggio, giugno e settembre offrono spesso un buon equilibrio tra temperature, visibilità e traffico. In luglio e agosto conviene salire al mattino, quando l’asfalto è meno caldo e il valico tende a essere più godibile.
In inverno il percorso non va escluso a priori, ma richiede una verifica più seria. Ghiaccio, neve, vento e umidità possono comparire anche quando sulla costa sembra una giornata normale. La Provincia di Savona ha pubblicato nel 2026 avvisi relativi a lavori di asfaltatura e sospensioni temporanee sulla SP 40, perciò prima di partire è prudente controllare le ordinanze provinciali e la viabilità aggiornata.
Non farei affidamento sul rifornimento in quota. Meglio arrivare con il serbatoio pieno a Masone, Arenzano o Sassello, portare acqua e avere una soluzione offline per la navigazione. In alcune zone la copertura telefonica può essere discontinua e una deviazione non segnalata può allungare rapidamente il giro.
- Controlla il meteo sia sulla costa sia nell’entroterra.
- Verifica eventuali chiusure della SP 73 e della SP 40.
- Evita di fermarti all’esterno delle curve o nei restringimenti.
- Porta uno strato antivento anche in estate.
- Parti con margine di carburante e senza programmare tappe troppo ravvicinate.
Come inserirlo in un itinerario più ampio
Il valico funziona molto bene come tratto centrale di un giro ligure, non necessariamente come unica destinazione. Da Urbe si può proseguire verso Sassello e costruire un anello nell’entroterra, mentre dal Turchino è possibile collegarsi alle strade verso Masone e la Valle Stura.
Chi vuole aggiungere un secondo passo appenninico può prendere spunto da un itinerario sul Passo del Pellizzone, più adatto a un viaggio di più giorni tra Liguria ed Emilia. Non lo considererei una semplice deviazione della stessa uscita, ma un’idea utile per trasformare il giro in un weekend motociclistico.
Per un’escursione di una giornata, invece, eviterei di accumulare troppi chilometri. Il pregio di questa strada sta nel ritmo: salita, crinale, panorama e discesa. Se si aggiungono troppe tappe, si finisce per percorrere i tratti più belli con la fretta di arrivare.
Il Faiallo è il passo giusto per il tuo stile di guida
Lo consiglierei a chi cerca un itinerario panoramico, tecnico ma accessibile, con la possibilità di rientrare in poche ore. Non è il posto giusto per inseguire velocità elevate o curve perfette, mentre dà il meglio con una guida fluida e qualche sosta ben scelta.
Se il tuo riferimento sono i grandi itinerari dolomitici, il confronto con il giro dei quattro passi chiarisce subito la differenza: qui trovi meno tornanti spettacolari e una scala più raccolta, ma anche meno chilometri obbligati e un rapporto più diretto tra mare e montagna.
La mia scelta sarebbe una partenza al mattino da Masone, salita verso il crinale, discesa a Urbe e pausa a Sassello, lasciando il pomeriggio libero per decidere se allungare il giro. In questo modo il percorso resta piacevole anche se il meteo cambia o la strada richiede più attenzione del previsto.