Col Tzecore in moto - guida a curve, pendenze e itinerario

31 ottobre 2026

Profilo altimetrico del **col Tzecore** da Saint-Vincent. La salita presenta pendenze variabili, con tratti impegnativi.

Indice

Tra le strade meno affollate della Valle d’Aosta, il Col Tzecore offre un mix raro di curve, dislivello e panorami sulla Val d’Ayas. In questa guida raccolgo le informazioni utili per arrivare al valico in moto, capire quale versante scegliere, valutare la difficoltà e costruire un giro ad anello senza sottovalutare meteo e fondo stradale.

Le coordinate per decidere se inserirlo nel prossimo giro

  • Quota: il valico raggiunge circa 1.623 metri.
  • Posizione: collega l’area di Saint-Vincent con Challand-Saint-Anselme e la Val d’Ayas.
  • Difficoltà: la salita è adatta a motociclisti con una buona gestione di curve strette e pendenze.
  • Strada: asfaltata, tortuosa e generalmente poco trafficata, ma in quota può essere stretta.
  • Periodo migliore: da fine primavera all’inizio dell’autunno, sempre dopo aver controllato le condizioni.

Motociclisti in viaggio sul passo del Gran San Bernardo, con il cartello

Dove si trova il valico e perché merita il viaggio

Il passo si trova nella media Valle d’Aosta, tra il versante della Dora Baltea e la Val d’Ayas. Il punto più alto è indicato a 1.623 metri, alle coordinate approssimative 45.7281, 7.7184. La strada collega Saint-Vincent e l’area di Emarèse con Challand-Saint-Anselme, mentre l’accesso più naturale per chi arriva dall’autostrada è quello da Verrès.

Non è un valico da scegliere per la velocità. Il suo pregio sta nella sequenza di tornanti, brevi rettilinei e cambi di ritmo, con boschi nella parte bassa e pascoli più aperti avvicinandosi alla sella. Io lo considero interessante proprio perché non ha la fama ingombrante di altri passi alpini e permette di guidare con maggiore concentrazione, senza trasformare il viaggio in una gara.

Nel 2025 il percorso è stato inserito nella diciannovesima tappa del Giro d’Italia come salita di prima categoria. Per il motociclista questo dato dice poco sul paesaggio, ma conferma una cosa importante: il dislivello è sufficiente per rendere la salita impegnativa anche se la quota finale non è estrema.

La salita dal versante di Verrès

Da Verrès si sale verso Challand-Saint-Victor e Challand-Saint-Anselme, seguendo le indicazioni per il passo. Il tratto fino alla sella misura circa 16 chilometri e supera un dislivello superiore ai 1.200 metri. La strada diventa più severa soprattutto dopo l’abitato di Challand-Saint-Anselme, quando restano circa 6,4 chilometri alla cima.

Voce Dato utile
Quota del valico Circa 1.623 metri
Accesso da Verrès Circa 16 km fino alla cima
Tratto alto da Challand-Saint-Anselme Circa 6,4 km
Pendenza media del tratto alto Intorno al 9%
Punte massime riportate Fino a circa 13%
Fondo Asfalto, con carreggiata stretta in alcuni punti

La parte alta richiede una guida pulita. Le pendenze intorno al 9% non sono proibitive per una moto moderna, ma diventano impegnative se si affrontano con marce troppo lunghe o frenate brusche. Io preferisco tenere il motore nella zona di coppia, usare il freno posteriore con delicatezza e impostare ogni tornante con una velocità già stabilizzata.

Dal lato di Saint-Vincent la salita è più lunga, circa 14 chilometri, con un dislivello di poco superiore ai 1.000 metri. È un versante interessante per chi vuole inserire il passo in un giro circolare, perché consente di scendere verso Emarèse e rientrare nella valle centrale senza ripetere esattamente la stessa strada.

Come affrontarlo in moto senza forzare il ritmo

Il Tzecore non richiede una moto specialistica. Una media cilindrata tra 500 e 900 cm³ è probabilmente il compromesso migliore, perché offre abbastanza coppia in salita senza diventare troppo pesante nei tornanti stretti. Anche una maxienduro può affrontarlo bene, ma il peso si fa sentire nelle manovre lente e nelle inversioni in pendenza.

La regola più utile è semplice: guardare oltre la curva, non dentro il tornante. In ingresso bisogna lasciare spazio, ridurre la velocità prima di piegare e mantenere una traiettoria regolare. Tagliare la corsia per “chiudere” la curva è un errore particolarmente rischioso, perché il traffico è scarso ma non assente e la visuale può essere limitata da alberi o muretti.

Presterei attenzione anche al fondo. In primavera possono comparire ghiaia, umidità e residui lasciati dal disgelo, mentre nei tratti ombreggiati la temperatura dell’asfalto resta bassa più a lungo. Gomme in temperatura, pressione controllata e bagagli ben fissati fanno più differenza di qualche cavallo in più.

Per chi ha poca esperienza sui passi alpini, consiglierei di affrontare prima la salita in una giornata asciutta e con luce piena. Il percorso è godibile anche a ritmo turistico, ma non è il luogo giusto per imparare da zero a gestire tornanti, partenze in pendenza e frenate in discesa.

Quando partire e cosa controllare prima

Il periodo più piacevole va indicativamente da fine maggio a inizio ottobre, con condizioni spesso migliori tra giugno e settembre. In primavera l’accessibilità può cambiare rapidamente per neve residua, lavori o ordinanze locali; in autunno, invece, il problema principale sono foglie bagnate, umidità e riduzione delle ore di luce.

Io controllerei sempre tre elementi poche ore prima della partenza: apertura della strada, previsioni in quota e stato del fondo. Un cielo sereno a Verrès non garantisce condizioni altrettanto buone a 1.600 metri. Se il meteo è instabile, conviene avere già pronto un percorso alternativo lungo la valle principale.

Non farei affidamento cieco sul navigatore. Alcune applicazioni propongono varianti agricole o strade secondarie non adatte a una moto stradale, soprattutto nei dintorni dei villaggi. Imposterei come destinazione il valico e verificherei manualmente che il percorso resti sulle strade asfaltate principali.

Un anello nella media Valle d’Aosta

Il modo più gratificante di inserire questa salita è costruire un giro ad anello con partenza da Verrès. Una traccia equilibrata può seguire il percorso Verrès, Challand-Saint-Victor, Challand-Saint-Anselme, valico, Emarèse e Saint-Vincent. In base alle deviazioni e al punto di rientro, il giro può svilupparsi su circa 60-90 chilometri.

Verrès è una buona base perché si raggiunge facilmente dall’A5 e offre un riferimento chiaro prima dell’ascesa. Dopo la cima, la discesa verso Emarèse è più utile per godersi il paesaggio che per cercare velocità. A Saint-Vincent si può fare una pausa e decidere se rientrare verso Châtillon oppure aggiungere il vicino Col de Joux per allungare la giornata.

Per un itinerario più ampio, il Tzecore può diventare una delle salite di un tour che comprende anche il Col de Joux e il Col Saint-Pantaléon. Sono percorsi con caratteristiche diverse: il primo offre una guida più raccolta e silenziosa, mentre gli altri permettono di ampliare il panorama e aumentare il chilometraggio.

Se sto preparando un fine settimana dedicato alle strade panoramiche, considero utile alternare passi tecnici a tratti più rilassati. Dopo una giornata sulle curve valdostane, una lettura interessante può essere il Passo Crosetta, dove il ritmo del viaggio cambia tra boschi, altipiani e strade meno impegnative.

Il dettaglio che trasforma una salita in un buon itinerario

Il vero punto di forza del valico non è una singola curva spettacolare, ma l’equilibrio tra impegno tecnico, traffico contenuto e paesaggio alpino. Per questo lo sceglierei per una mezza giornata o come parte centrale di un giro più lungo, non come destinazione isolata da raggiungere nel minor tempo possibile.

Porterei con me acqua, uno strato termico leggero e un margine di tempo sufficiente per fermarmi nei punti panoramici senza dover recuperare minuti a ogni curva. Per chi vuole confrontare il carattere del percorso con una grande strada turistica europea, anche la Schwarzwaldhochstraße offre un’interessante prospettiva sul rapporto tra guida, paesaggio e organizzazione del viaggio.

In definitiva, sceglierei il Tzecore quando cerco una strada alpina autentica, con pendenze vere ma gestibili e senza l’affollamento dei passi più celebri. La preparazione conta più della potenza della moto: controllare apertura, meteo e fondo stradale è ciò che permette di godersi davvero la salita.

Questo articolo ha carattere esclusivamente informativo ed educativo. Il materiale è stato elaborato con il supporto di moderni strumenti analitici e linguistici (IA). Prima di prendere una decisione, consulta un esperto.

Domande frequenti

Il versante da Verrès misura circa 16 chilometri e supera un dislivello di oltre 1.200 metri. Il tratto più severo inizia dopo Challand-Saint-Anselme, con circa 6,4 chilometri alla cima, pendenza media intorno al 9% e punte fino al 13%.

Non serve una moto specialistica: una cilindrata tra 500 e 900 cm³ offre un buon compromesso tra coppia e maneggevolezza. Anche una maxienduro è adatta, ma il peso può rendere più impegnative le manovre lente e le inversioni in pendenza.

Il periodo indicativo va da fine maggio a inizio ottobre, con condizioni spesso migliori tra giugno e settembre. Prima di partire è necessario controllare apertura della strada, previsioni in quota e stato del fondo, perché neve residua, lavori, ghiaia o umidità possono cambiare rapidamente le condizioni.

Un itinerario equilibrato parte da Verrès e passa per Challand-Saint-Victor, Challand-Saint-Anselme, il valico, Emarèse e Saint-Vincent. In base alle deviazioni, il giro misura circa 60-90 chilometri; da Saint-Vincent si può rientrare verso Châtillon oppure aggiungere il Col de Joux.

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passi alpini tornanti strade panoramiche valle d’aosta giri ad anello

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Domingo Esposito

Domingo Esposito

Mi chiamo Domingo Esposito e da 8 anni mi dedico con passione al mondo delle due ruote, esplorando le evoluzioni che stanno trasformando la mobilità. La mia curiosità è nata dall'osservazione di come moto e scooter stiano diventando sempre più intelligenti ed ecologici, spingendomi a voler condividere queste scoperte con chi, come me, ama questo settore. Sul sito futurmoto.it, mi impegno a rendere accessibili le novità nel campo delle moto, degli scooter e della mobilità elettrica, analizzando le tendenze, confrontando le informazioni e cercando sempre il modo più chiaro per spiegare anche gli argomenti più complessi. Il mio obiettivo è offrire contenuti affidabili e sempre aggiornati, per aiutarvi a orientarvi in questo panorama in continua evoluzione.

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