Passo dello Spluga in moto, guida tra curve e paesaggi alpini

30 ottobre 2026

Profilo altimetrico del Passo dello Spluga da Chiavenna, con pendenze variabili e punti chiave come Campodolcino e Montespluga.

Indice

Una strada alpina può essere spettacolare senza essere indulgente, e il passo Spluga ne è un esempio perfetto. In questo articolo raccolgo le informazioni che servono davvero a chi vuole affrontarlo in moto: percorso, altitudine, periodo migliore, difficoltà, punti panoramici, rifornimenti e regole per viaggiare tra Italia e Svizzera.

Il valico giusto per chi cerca curve e paesaggi alpini

  • Quota di circa 2.115 metri tra Chiavenna e Splügen.
  • Itinerario di circa 30 km sul versante italiano, lungo la SS36.
  • Difficoltà medio-alta per tornanti stretti, pendenze e tratti esposti.
  • Periodo consigliato da fine primavera all’inizio dell’autunno, sempre dopo aver verificato la viabilità.
  • Punto più impegnativo la gola del Cardinello, dove spazio e visibilità diminuiscono.

Motociclisti affrontano le curve a tornante del Passo Spluga, con nuvole che avvolgono le montagne.

Da Chiavenna al confine svizzero tra tornanti e storia

Il Passo dello Spluga collega Chiavenna, in Valchiavenna, con Splügen, nel Canton Grigioni. La strada italiana segue la SS36 del Lago di Como e dello Spluga, attraversa Campodolcino e Madesimo, passa accanto al Lago di Montespluga e raggiunge il confine a circa 2.115 metri.

Da Chiavenna, situata a circa 333 metri di quota, si affrontano quasi 1.800 metri di dislivello in una trentina di chilometri. La pendenza media è vicina al 6%, ma alcuni tratti risultano molto più severi, soprattutto quando la carreggiata si infila tra pareti rocciose e tornanti ravvicinati.

La strada moderna fu costruita tra il 1821 e il 1823, seguendo in parte un antico itinerario commerciale. Per me è proprio questo uno degli aspetti più interessanti del percorso: non si attraversa soltanto un passo panoramico, ma una direttrice alpina che per secoli ha collegato la pianura lombarda con il nord Europa.

Quale versante scegliere in moto

La salita da Chiavenna

Il lato italiano è quello che richiede più concentrazione. La strada sale rapidamente, alternando boschi, gallerie paravalanghe e tornanti con visibilità spesso limitata. Nella gola del Cardinello il tracciato diventa stretto e molto scenografico, ma non è il posto giusto per cercare la traiettoria perfetta o affrontare le curve a ritmo sostenuto.

Chi guida una moto pesante deve prestare attenzione alle inversioni in salita. Una marcia bassa, gas regolare e sguardo già orientato verso l’uscita del tornante aiutano più della potenza. Io considero questo versante ideale per una guida fluida, non per una prova di velocità.

La discesa verso Splügen

Il versante svizzero è altrettanto tortuoso, ma offre una percezione diversa della strada. I tornanti sono più aperti in alcuni punti e il paesaggio del Rheinwald rende il percorso molto leggibile, anche se il fondo può presentare umidità, ghiaia o residui portati dalla montagna.

In discesa il rischio principale è surriscaldare i freni. Conviene usare il freno motore, anticipare le curve e lasciare spazio agli altri veicoli. Se si viaggia con passeggero o bagagli, una pausa a Splügen prima di proseguire verso Coira è una scelta prudente.

Direzione Cosa offre A cosa prestare attenzione
Chiavenna - Splügen Salita più intensa, Cardinello, Lago di Montespluga Tornanti stretti, pareti rocciose, veicoli in senso opposto
Splügen - Chiavenna Discesa panoramica e arrivo in Valchiavenna Freni, velocità in ingresso curva, fondo umido

Il momento migliore per partire

Il periodo più affidabile va generalmente da fine maggio a settembre, ma l’apertura effettiva dipende da neve, rischio valanghe e lavori. Nel 2026 il collegamento è stato riaperto ad aprile dopo la consueta pausa invernale, ma in quota le condizioni possono cambiare rapidamente anche durante la bella stagione.

Prima di partire controllo sempre gli aggiornamenti di ANAS per il tratto italiano e quelli delle autorità stradali del Canton Grigioni per il versante svizzero. Non mi affiderei soltanto a una vecchia traccia GPS: un passo alpino può essere formalmente aperto e presentare comunque restringimenti, semafori temporanei o brevi chiusure per manutenzione.

Le ore centrali della giornata sono spesso le più semplici per trovare strada asciutta e maggiore visibilità. Al mattino presto, invece, il fondo può restare freddo e umido nei tratti ombreggiati. In alta quota la temperatura può essere di oltre 10 gradi inferiore rispetto a Chiavenna, quindi una giacca impermeabile nello zaino non è un optional.

Come preparare la moto e cosa portare

Il percorso è interamente stradale e non richiede una moto specialistica. Una naked, una sport-tourer, una crossover o una piccola enduro stradale possono affrontarlo senza problemi, purché siano in buone condizioni. Per me contano soprattutto pneumatici in ordine, freni efficienti e sospensioni regolate correttamente.

  • Controllare pressione e battistrada prima della salita.
  • Verificare pastiglie, dischi e livello del liquido freni.
  • Portare abbigliamento impermeabile e uno strato termico.
  • Usare mappe offline, perché la copertura telefonica può essere discontinua.
  • Fare rifornimento a Chiavenna o nella bassa Valchiavenna, senza contare sui distributori in quota.
  • Tenere con sé un documento valido per il passaggio del confine.

Le moto con valigie molto larghe richiedono più attenzione nei tornanti e negli incroci stretti. Anche il navigatore va impostato con criterio: alcune applicazioni propongono deviazioni su strade minori o percorsi non adatti a una moto stradale. Io preferisco seguire la SS36 fino a Montespluga e verificare ogni deviazione prima di imboccarla.

Un itinerario completo di una giornata

La versione più equilibrata parte da Chiavenna e sale verso Campodolcino e Madesimo. Da qui si prosegue verso Montespluga, località a circa 1.900 metri, prima dell’ultimo tratto che porta al valico. È una tappa utile anche per fermarsi, bere qualcosa e controllare il meteo prima di affrontare la parte finale.

Superato il confine, si scende verso Splügen. Chi vuole trasformare la gita in un anello può proseguire verso il San Bernardino e rientrare in Italia attraverso un itinerario più ampio, ma in questo caso la giornata diventa decisamente più lunga. Non cercherei di sommare troppi passi alpini se il gruppo include motociclisti poco esperti.

Leggi anche: Corniche d'Or in moto - percorso, soste e consigli pratici

Dove fermarsi

Chiavenna è il punto migliore per colazione, rifornimento e controllo della moto. Madesimo è una buona sosta intermedia, mentre il Lago di Montespluga offre il paesaggio più aperto e fotogenico dell’intera salita.

Al valico lo spazio per fermarsi è limitato e il vento può essere forte. Per le fotografie preferisco scegliere punti sicuri e non occupare la carreggiata, soprattutto nei fine settimana quando aumentano moto, auto e ciclisti.

Gli errori che rovinano la traversata

Il primo errore è considerare il percorso una semplice sequenza di curve. La strada alterna tratti veloci a sezioni strette e cieche, quindi il ritmo deve adattarsi continuamente. Entrare allegri in un tornante senza vedere l’uscita è il modo più rapido per trovarsi fuori traiettoria.

Un’altra leggerezza comune è partire senza verificare l’apertura del valico. La chiusura invernale e le interruzioni temporanee per neve, lavori o sicurezza non sono eccezioni rare. Anche durante l’estate possono comparire limitazioni locali o chiusure programmate.

Infine, molti sottovalutano il rientro. Dopo alcune ore di guida in montagna, stanchezza e calo di attenzione incidono più della difficoltà tecnica della strada. Se arrivo al passo già affaticato, preferisco ridurre il programma e fermarmi a dormire in valle invece di aggiungere un altro valico.

Perché merita un posto nel calendario motociclistico

Il Passo dello Spluga non è il valico più facile delle Alpi e non va affrontato con superficialità. Proprio per questo, però, regala una combinazione rara di storia, quota, curve tecniche e paesaggio, con il vantaggio di collegare direttamente Italia e Svizzera in un itinerario compatto.

La mia scelta sarebbe partire con meteo stabile, moto ben preparata e almeno mezza giornata libera per godersi le soste. Se si rispettano i tempi della montagna e si guida lasciando margine agli imprevisti, questa strada diventa una delle esperienze più complete per chi ama gli itinerari alpini in moto.

Questo articolo ha carattere esclusivamente informativo ed educativo. Il materiale è stato elaborato con il supporto di moderni strumenti analitici e linguistici (IA). Prima di prendere una decisione, consulta un esperto.

Domande frequenti

La strada segue la SS36 da Chiavenna, attraversa Campodolcino e Madesimo, passa da Montespluga e raggiunge il confine svizzero a circa 2.115 metri. Il versante italiano copre circa 30 km e supera quasi 1.800 metri di dislivello.

In genere il periodo più affidabile va da fine maggio a settembre, ma l'apertura dipende da neve, valanghe e lavori. Prima di partire è necessario controllare gli aggiornamenti ANAS e delle autorità stradali del Canton Grigioni.

La gola del Cardinello è il punto più delicato per la carreggiata stretta, le pareti rocciose e la visibilità ridotta. In salita servono marcia bassa e gas regolare, mentre in discesa bisogna usare il freno motore per evitare di surriscaldare i freni.

Chiavenna è il punto migliore per fare rifornimento, fare colazione e controllare la moto. Madesimo è una sosta intermedia utile, mentre il Lago di Montespluga offre il panorama più aperto; in quota non conviene contare sulla presenza di distributori.

Valuta l'articolo

Valutazione: 3.00 Numero di voti: 1

Tag:

passi alpini tornanti svizzera passo dello spluga valchiavenna

Condividi post

Domingo Esposito

Domingo Esposito

Mi chiamo Domingo Esposito e da 8 anni mi dedico con passione al mondo delle due ruote, esplorando le evoluzioni che stanno trasformando la mobilità. La mia curiosità è nata dall'osservazione di come moto e scooter stiano diventando sempre più intelligenti ed ecologici, spingendomi a voler condividere queste scoperte con chi, come me, ama questo settore. Sul sito futurmoto.it, mi impegno a rendere accessibili le novità nel campo delle moto, degli scooter e della mobilità elettrica, analizzando le tendenze, confrontando le informazioni e cercando sempre il modo più chiaro per spiegare anche gli argomenti più complessi. Il mio obiettivo è offrire contenuti affidabili e sempre aggiornati, per aiutarvi a orientarvi in questo panorama in continua evoluzione.

Scrivi un commento