Una strada di montagna può essere bella da vedere e deludente da guidare, oppure diventare il punto forte dell’intero giro. Il Passo Brocon, in Trentino orientale, appartiene alla seconda categoria: offre tornanti, panorami aperti e collegamenti interessanti tra Valsugana, Tesino, Vanoi e Primiero. Qui raccolgo un itinerario pratico, i tratti più piacevoli, il periodo migliore e gli errori da evitare in moto.
Il valico ideale per un giro alpino rilassato ma ricco di curve
- Quota 1.616 metri tra l’altopiano del Tesino e la valle del Vanoi.
- La salita più intuitiva passa da Grigno, Strigno e Castello Tesino.
- Il percorso alterna boschi, pascoli e tratti panoramici più aperti.
- La strada è adatta anche a moto turistiche, ma richiede attenzione per fondo irregolare e meteo variabile.
- Prima di partire conviene controllare viabilità, lavori e possibili chiusure stagionali.

Dove si trova e perché merita il viaggio
Il valico si trova nel Trentino orientale e collega l’altopiano del Tesino con la valle del Vanoi. La strada prosegue idealmente verso il Primiero e la Val Senaiga, creando diverse possibilità per costruire un anello invece di percorrere lo stesso tratto all’andata e al ritorno.
La quota massima è di 1.616 metri, ma il carattere della strada non è quello dei passi dolomitici più famosi e affollati. Per buona parte della salita si viaggia tra boschi di abeti, larici e faggi; in prossimità della sommità il paesaggio si apre su pascoli e malghe. Io lo considero un itinerario equilibrato, perché permette di guidare con piacere senza trasformare la giornata in una gara contro il traffico.
Un dettaglio che spesso si sottovaluta è la presenza di un tratto relativamente pianeggiante di circa 4 chilometri vicino al passo. È utile per riposarsi, fare una fotografia o fermarsi in una struttura della zona prima di scegliere da quale versante proseguire.
Il percorso più semplice dalla Valsugana
Per chi arriva da Trento o dal Veneto, la Valsugana è il punto di accesso più pratico. Da Trento si percorre la SS47 in direzione di Borgo Valsugana e si esce verso Strigno, seguendo poi le indicazioni per Castello Tesino e il valico. Dal capoluogo trentino la distanza è di circa 72 chilometri, con un tempo di percorrenza teorico vicino a un’ora, che aumenta facilmente durante i fine settimana estivi.
Una partenza ancora più interessante è Grigno. Da qui la strada sale verso Castello Tesino, attraversa zone boscose e porta gradualmente alle quote più alte. È il tratto che sceglierei per un primo giro, perché offre una progressione naturale: prima curve medio-veloci, poi tornanti più raccolti e infine il paesaggio aperto della sommità.
| Accesso | Caratteristica | Per chi è adatto |
|---|---|---|
| Grigno e Castello Tesino | Salita progressiva, boschi e curve regolari | Primo giro e moto turistiche |
| Canal San Bovo e valle del Vanoi | Strada più appartata e ambiente selvaggio | Chi cerca tranquillità e panorami |
| Valsugana con rientro da Asiago o Primiero | Anello più lungo, con più passi e dislivello | Giornata intera in sella |
Per un giro completo preferisco evitare un programma troppo ambizioso. Un anello tra Valsugana, Tesino, valico e Vanoi riempie già bene una mezza giornata abbondante. Se aggiungo Asiago, Enego o i passi del Primiero, metto in conto una giornata intera e almeno una pausa lunga per non arrivare stanco nei tratti più tecnici.
Come affrontarlo in moto senza rovinarsi la giornata
Il Brocon non richiede una moto specialistica. Una naked, una crossover o una sport-tourer con pneumatici in buone condizioni sono più che sufficienti. Anche una cilindrata media si comporta bene, perché il percorso premia la fluidità di guida più della potenza massima.
In salita uso una marcia che lasci il motore pronto a riprendere senza costringermi a cambiare continuamente. Nei tornanti più stretti conviene entrare piano, guardare già l’uscita e non tagliare la corsia. La visibilità può essere ridotta dalla vegetazione e dietro una curva può comparire un’auto, un ciclista o un mezzo agricolo.
Il fondo non va giudicato soltanto dalle fotografie. Dopo pioggia, disgelo o lavori stradali si possono trovare umidità, foglie, ghiaia e rattoppi, soprattutto nei tratti ombreggiati. Per questo lascio sempre un margine rispetto al ritmo che terrei su una strada asciutta e ben conosciuta.
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La moto giusta dipende dal ritmo
Con una sportiva si possono apprezzare le curve, ma la posizione di guida e il fondo non sempre invitano a spingere. Una crossover è spesso più efficace, perché offre comfort, buona visibilità e sospensioni adatte a una strada di montagna non perfettamente uniforme.
Con passeggero e bagagli farei particolare attenzione alla frenata in discesa. Il peso aggiuntivo cambia la risposta della moto e rende più importante frenare prima del tornante, lasciando la fase di percorrenza il più possibile pulita.
Cosa vedere e come allungare l’itinerario
Castello Tesino è una sosta sensata prima dell’ultima salita. Non lo considero soltanto un punto di passaggio, perché permette di fare rifornimento, prendere un caffè e controllare le condizioni del cielo prima di salire. I servizi diventano più limitati man mano che ci si avvicina al valico.
In quota il paesaggio cambia rapidamente. I boschi lasciano spazio a pascoli, malghe e ampie visuali, con un’atmosfera più rurale rispetto ai passi dolomitici più celebrati. È una zona da vivere con calma, non soltanto da attraversare cercando il tornante successivo.
Dal lato del Vanoi si può proseguire verso Canal San Bovo e poi valutare il collegamento con il Primiero. Questa variante rende il giro più interessante, ma allunga i tempi e richiede attenzione alle condizioni della rete provinciale. In alternativa si può rientrare verso la Valsugana e aggiungere una deviazione sull’altopiano di Asiago, creando un itinerario di circa 180-200 chilometri a seconda delle strade scelte.
Io eviterei di inserire troppi passi nello stesso giorno. Il valore di questo percorso sta nella combinazione tra guida, paesaggio e piccoli centri di montagna. Dopo quattro o cinque ore di curve, aggiungere altre strade tecniche può trasformare un bel giro in una prova di resistenza.
Periodo migliore, meteo e controlli prima della partenza
La stagione più affidabile va generalmente dalla tarda primavera all’inizio dell’autunno, ma il periodo effettivo di apertura può cambiare. A 1.616 metri il meteo è più instabile rispetto alla valle e una giornata calda a Trento non garantisce condizioni altrettanto gradevoli in quota.
Prima di partire controllo sempre tre aspetti. Il primo è la situazione della strada provinciale, perché in montagna possono comparire chiusure per neve, frane, lavori o manutenzione straordinaria. Il secondo è la previsione del vento e della pioggia. Il terzo è l’autonomia della moto, dato che non farei affidamento su distributori vicini alla sommità.
- Partire con il serbatoio almeno a metà.
- Portare uno strato impermeabile anche con cielo sereno.
- Controllare pressione e stato degli pneumatici.
- Verificare eventuali deviazioni prima di entrare nei tratti più isolati.
- Evitare la salita con neve residua, ghiaccio o fondo molto bagnato.
Il momento più piacevole, secondo me, è la mattina dei giorni feriali tra giugno e settembre. Il traffico è spesso più contenuto, l’aria è limpida e si può guidare senza dover inseguire il ritmo di gruppi numerosi.
Il modo migliore per vivere questo angolo del Trentino
Consiglierei il percorso a chi vuole una strada alpina completa ma non eccessivamente turistica. Il valico offre curve, quota, natura e possibilità di creare diversi anelli, senza obbligare a seguire un itinerario rigido.
La scelta più equilibrata resta la salita dalla Valsugana, una pausa in quota e il rientro passando dal Vanoi oppure da un tratto dell’altopiano di Asiago. Partendo con tempo sufficiente, moto in ordine e informazioni aggiornate sulla viabilità, il Brocon regala proprio ciò che cerco in un itinerario motociclistico: una guida piacevole, panorami autentici e la sensazione di aver scoperto una strada ancora lontana dalla confusione dei percorsi più famosi.