Passo Manghen in moto, la guida tra tornanti e boschi del Lagorai

23 ottobre 2026

Cartello del Passo del Manghen, 2042 m, con montagne verdi e innevate sullo sfondo.

Indice

Una strada stretta, boschi fitti, tornanti ravvicinati e una quota che cambia rapidamente il carattere della guida: il Passo Manghen è uno degli itinerari più interessanti del Trentino orientale per chi viaggia in moto. In questa guida raccolgo percorso, difficoltà, periodo migliore, condizioni della strada e consigli concreti per affrontare il valico tra Valsugana e Val di Fiemme.

Il percorso ideale per vivere il Manghen in moto

  • Quota massima di circa 2.047 metri nella catena del Lagorai.
  • SP31 lunga circa 39 km tra Castelnuovo e Molina di Fiemme.
  • Versante meridionale più lungo, con circa 23,4 km da Borgo Valsugana e pendenze fino al 15%.
  • Strada stagionale, spesso chiusa in inverno e soggetta a modifiche dopo maltempo o lavori.
  • Moto consigliate soprattutto turismo, crossover ed enduro stradali, ma il percorso è affrontabile anche con una naked esperta.

Cartello del Passo del Manghen, 2042 m, con montagne verdi e innevate sullo sfondo.

Un valico selvaggio nel cuore del Lagorai

Il valico collega la Valsugana alla Val di Fiemme attraversando il massiccio del Lagorai. La strada provinciale SP31 non punta sulla velocità: è un itinerario raccolto, spesso immerso nel bosco, dove la soddisfazione nasce dalla sequenza di curve e dalla sensazione di trovarsi lontano dalle direttrici turistiche più affollate.

La quota di circa 2.047 metri porta con sé un cambiamento netto delle condizioni. Anche in una giornata calda a valle si possono trovare asfalto umido, ghiaia ai margini, nebbia e temperature decisamente più basse nella parte alta. È uno dei motivi per cui considero il Manghen più adatto a chi ama la guida tecnica che a chi cerca soltanto un bel punto panoramico.

Il paesaggio alterna abeti, larici, pascoli d’alta quota e aperture verso le cime del Lagorai. In cima si trova il rifugio del passo, utile per una pausa, ma non bisogna affrontare la salita contando su una lunga serie di servizi: distributori, officine e punti ristoro sono soprattutto nei fondovalle.

Come scegliere il versante migliore

La strada può essere percorsa in entrambe le direzioni, ma i due lati hanno un carattere diverso. Io preferisco inserirla in un anello, così la salita avviene con la moto già calda e la discesa non diventa una semplice ripetizione dello stesso tratto.

Versante Distanza indicativa Caratteristiche Adatto a
Valsugana Circa 23,4 km da Borgo Valsugana Salita lunga, regolare e impegnativa nel tratto finale Chi vuole una sfida tecnica progressiva
Val di Fiemme Circa 16,4 km da Molina di Fiemme Più breve, con rampe e tornanti concentrati nella parte alta Chi arriva dalla zona di Cavalese o Predazzo

Dal lato della Valsugana la salita è più lunga e il dislivello si avverte soprattutto negli ultimi chilometri, dove le pendenze possono arrivare attorno al 15%. Il fondo non invita a forzare il ritmo: meglio usare una marcia elastica, lasciare spazio davanti e mantenere una traiettoria che permetta di correggere la linea.

Da Molina di Fiemme il percorso è più corto, ma non necessariamente facile. Le curve si susseguono in modo compatto e il tratto superiore può richiedere più attenzione, soprattutto quando si incrociano auto, ciclisti o altre moto. Per una prima visita, partire da valle è spesso più semplice perché consente di affrontare il tratto più stretto con maggiore concentrazione e meno stanchezza.

Quando partire e come controllare la viabilità

La finestra migliore va generalmente dalla tarda primavera all’inizio dell’autunno, ma la data effettiva dipende da neve, lavori e condizioni del fondo. Non considero il passo una strada da programmare senza verifica il giorno stesso, soprattutto a maggio, ottobre e dopo forti piogge.

La SP31 è soggetta a chiusura stagionale invernale. Inoltre possono comparire sensi unici alternati, limitazioni locali o chiusure improvvise per frane, caduta piante e interventi di manutenzione. Prima di partire controllo sempre il bollettino della viabilità provinciale, le condizioni meteo in quota e gli eventuali aggiornamenti del rifugio o delle strutture locali.

Nel settembre 2026 la Provincia autonoma di Trento ha comunicato la chiusura della strada per le operazioni legate a un incendio boschivo nella zona di Malga Cadinello. È un esempio concreto del motivo per cui una traccia GPS non basta: la strada può risultare percorribile sulla mappa ma essere temporaneamente interdetta sul posto.

Il momento migliore della giornata è la mattina, quando il traffico è più contenuto e l’asfalto ha avuto meno tempo per sporcarsi. Eviterei invece le ore serali: la luce cala presto nei boschi, la fauna può attraversare la carreggiata e un guasto richiede più tempo per essere gestito.

Come guidare sul percorso senza farsi sorprendere

Il Manghen non è una pista e le curve cieche sono il suo elemento dominante. Entro nei tornanti con velocità già ridotta, tengo la moto lontana dalla mezzeria e considero sempre possibile trovare un veicolo largo in senso opposto. La prudenza qui non rallenta il viaggio, lo rende semplicemente più fluido.

Fondo, visibilità e traiettorie

Nei tratti ombreggiati è frequente incontrare umidità, foglie, aghi di pino o piccoli detriti portati dalla pioggia. La linea ideale cambia continuamente, quindi preferisco una guida rotonda e poco aggressiva, con frenate brevi prima della curva e accelerazione progressiva solo quando vedo l’uscita.

Le protezioni laterali non sono uniformi e in alcuni punti la carreggiata appare molto più stretta di quanto suggeriscano le mappe. Per questo consiglio di non impostare il navigatore su tempi realistici per un’auto: tra soste, traffico e fondo irregolare, il tempo effettivo può aumentare sensibilmente.

Leggi anche: Passo dello Spino in moto - il giro da Anghiari a Poppi

Quale moto portare

Una crossover o una enduro stradale è probabilmente la scelta più equilibrata, grazie a posizione di guida, coppia ai bassi regimi e sospensioni capaci di assorbire le imperfezioni. Anche una naked va bene, purché il pilota sia abituato ai tornanti stretti e non affronti il percorso con gomme fredde o pressione non controllata.

Le sportive pure possono percorrerlo, ma offrono meno vantaggi di quanto si possa pensare. Il limite non è la potenza, bensì la posizione scomoda nelle manovre lente e la minore tolleranza a buche, sporco e cambi di ritmo. Se cerco un itinerario ancora più orientato al fondo compatto e alle strade secondarie, distinguo questo percorso da un Passo San Lucio, dove l’aspetto tecnico del fondo può diventare parte centrale dell’esperienza.

L’anello consigliato tra Valsugana e Val di Fiemme

Per una giornata completa partirei da Borgo Valsugana, salendo verso Telve e la Val Calamento. Dopo il valico scenderei verso Molina di Fiemme, proseguendo poi per Cavalese o Predazzo. In base al tempo disponibile si può rientrare dalla Val di Cembra oppure chiudere un giro più breve tornando verso la Valsugana attraverso le strade di fondovalle.

Un itinerario realistico misura circa 150-200 km se si aggiungono deviazioni panoramiche e soste, con un tempo di guida di almeno cinque ore. Non pianificherei il giro come una gara di passi: il Manghen richiede pause, fotografie e margine per eventuali lavori, quindi è meglio lasciare almeno un’ora di riserva.

Chi arriva da un tour alpino più ampio può usare il valico come tratto tecnico tra percorsi molto diversi. Il confronto con il Passo del Grimsel è interessante proprio per questo: il primo è più raccolto, boscoso e impegnativo nelle curve lente, mentre il secondo si presta maggiormente a una lettura panoramica e a una percorrenza più ampia.

Per il rifornimento farei il pieno a Borgo Valsugana, Cavalese o Molina di Fiemme. Con una moto dalla capacità ridotta è una precauzione semplice, perché lungo la parte alta non bisogna dare per scontata la presenza di distributori o assistenza.

La preparazione che fa davvero la differenza

  • Controlla la pressione degli pneumatici prima della salita e verifica che il battistrada sia in buone condizioni.
  • Porta uno strato impermeabile, anche con previsioni favorevoli a valle.
  • Fai rifornimento in fondovalle e non aspettare l’ultima tacca del serbatoio.
  • Scarica la traccia offline, perché la copertura telefonica può essere discontinua.
  • Evita il buio e pianifica il rientro prima del calo di luce.
  • Lascia margine ai mezzi agricoli, ai ciclisti e agli animali presenti lungo la carreggiata.

Il controllo più importante resta quello mentale. Se il meteo peggiora, il fondo diventa viscido o il traffico si fa intenso, non c’è nulla di sbagliato nel rinunciare alla parte alta e scegliere un percorso alternativo. Un buon itinerario in moto deve lasciare soddisfazione, non la sensazione di aver superato un rischio inutile.

Il momento giusto per mettere il Manghen nel proprio itinerario

Consiglierei questo valico a chi cerca una guida alpina autentica, meno costruita intorno ai grandi flussi turistici e più concentrata sul rapporto tra moto, strada e ambiente. Non è il passo più semplice per iniziare a conoscere i tornanti, ma diventa molto gratificante quando si arriva con ritmo moderato e preparazione adeguata.

La formula migliore, secondo me, è inserirlo in un anello estivo di una giornata, partendo presto, con il serbatoio pieno e la viabilità verificata poco prima. Così il percorso conserva il suo lato selvaggio senza trasformare una bella uscita tra le Dolomiti in una prova di resistenza.

Questo articolo ha carattere esclusivamente informativo ed educativo. Il materiale è stato elaborato con il supporto di moderni strumenti analitici e linguistici (IA). Prima di prendere una decisione, consulta un esperto.

Domande frequenti

Il versante della Valsugana è più lungo, circa 23,4 km da Borgo Valsugana, e offre una salita progressiva con pendenze fino al 15% nel tratto finale. Quello da Molina di Fiemme misura circa 16,4 km ed è più breve, ma presenta curve e rampe concentrate nella parte alta. La scelta dipende quindi dalla direzione di arrivo e dalla preferenza tra una salita graduale o un tratto più compatto.

La finestra migliore va dalla tarda primavera all'inizio dell'autunno, ma la SP31 può essere chiusa in inverno o subire limitazioni per neve, maltempo, frane e lavori. Prima di partire bisogna controllare il bollettino della viabilità provinciale, il meteo in quota e gli aggiornamenti delle strutture locali, anche il giorno stesso.

Le crossover e le enduro stradali sono le più equilibrate per posizione di guida, coppia ai bassi regimi e capacità di assorbire le imperfezioni. Anche una naked è adatta se il pilota ha esperienza sui tornanti stretti. Le sportive pure possono percorrere il passo, ma risultano meno pratiche nelle manovre lente e sui tratti con buche, sporco o fondo irregolare.

Con deviazioni panoramiche e soste, l'anello misura circa 150-200 km e richiede almeno cinque ore di guida. È consigliabile lasciare un'ora di riserva per traffico, lavori e pause, fare rifornimento a Borgo Valsugana, Cavalese o Molina di Fiemme e scaricare la traccia offline perché la copertura telefonica può essere discontinua.

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Domingo Esposito

Domingo Esposito

Mi chiamo Domingo Esposito e da 8 anni mi dedico con passione al mondo delle due ruote, esplorando le evoluzioni che stanno trasformando la mobilità. La mia curiosità è nata dall'osservazione di come moto e scooter stiano diventando sempre più intelligenti ed ecologici, spingendomi a voler condividere queste scoperte con chi, come me, ama questo settore. Sul sito futurmoto.it, mi impegno a rendere accessibili le novità nel campo delle moto, degli scooter e della mobilità elettrica, analizzando le tendenze, confrontando le informazioni e cercando sempre il modo più chiaro per spiegare anche gli argomenti più complessi. Il mio obiettivo è offrire contenuti affidabili e sempre aggiornati, per aiutarvi a orientarvi in questo panorama in continua evoluzione.

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