Una strada stretta, scavata nella roccia e affacciata sul Lago di Garda può sembrare una semplice deviazione panoramica, ma in moto cambia completamente ritmo. La Strada della Forra, nel territorio di Tremosine sul Garda, regala circa 6 km tra gallerie, pareti verticali e curve ravvicinate: qui contano più il controllo e la sensibilità che la velocità. In questa guida raccolgo percorso, viabilità aggiornata al 2026, difficoltà, sicurezza e il modo migliore per inserirla in un itinerario motociclistico completo.
Il percorso ideale combina panorama, guida attenta e un piccolo anello sul Garda
- Lunghezza: circa 5,8-6 km tra la Gardesana Occidentale e Pieve di Tremosine.
- Dislivello: approssimativamente 200 metri, dai circa 65 metri del lago ai 423 metri di Pieve.
- Viabilità 2026: senso unico permanente in salita nel tratto iniziale, dalla Gardesana al ristorante La Forra.
- Difficoltà: tecnica moderata, soprattutto per carreggiata stretta, gallerie, umidità e visibilità limitata.
- Itinerario consigliato: salita da Porto di Tremosine, Pieve, Vesio, Limone sul Garda e rientro sulla Gardesana.

Perché questa strada merita un viaggio in moto
Il fascino non dipende soltanto dal panorama. Nei primi chilometri si intravede il Garda tra la vegetazione, poi la valle del torrente Brasa si stringe e la strada entra nella montagna. La luce cambia rapidamente, il rumore del motore rimbalza sulle pareti e alcuni passaggi sembrano più vicini a una galleria naturale che a una normale provinciale.
La SP38, conosciuta come Strada della Forra o strada Porto-Pieve, fu inaugurata il 18 maggio 1913 su progetto di Arturo Cozzaglio. Prima della sua costruzione, l’altopiano di Tremosine era collegato al lago soprattutto da sentieri ripidi e collegamenti difficili. Per questo oggi non la considero soltanto una strada turistica, ma anche un’opera di ingegneria che ha cambiato la vita del territorio.
Il tratto più famoso misura poco meno di 6 km, ma non va valutato come una prova di velocità. In moto si percorre in genere in 20-30 minuti, soste escluse, perché il fondo può presentare acqua, foglie o piccoli detriti e perché le curve cieche richiedono margine. La scena resa celebre da Quantum of Solace ha aumentato la fama del luogo, ma dal vivo la sensazione più forte è il contrasto tra roccia, acqua e silenzio.
Come organizzare il percorso da Porto a Pieve
Il punto di accesso più scenografico è sulla SS45bis Gardesana Occidentale, in località Porto di Tremosine. Arrivando da Limone sul Garda si segue la deviazione per Tremosine e si imbocca la SP38, che comincia con una salita dentro la roccia. Da Gargnano e dalla parte meridionale del lago si può arrivare lungo la Gardesana, seguendo poi le indicazioni per Tremosine.
Per una prima esperienza sceglierei senza esitazioni la salita dal lago. La progressione è più leggibile, il senso di marcia riduce gli incroci nel punto stretto e il paesaggio si apre gradualmente. Pieve di Tremosine è il punto naturale in cui fermarsi, perché offre terrazze panoramiche e permette di recuperare calma prima di proseguire.
| Tratto | Cosa aspettarsi | Consiglio pratico |
|---|---|---|
| Gardesana-Porto | Ingresso nella SP38 e prime gallerie | Ridurre subito la velocità e lasciare spazio davanti |
| Gola del Brasa | Carreggiata stretta, roccia, umidità e visuale limitata | Tenere una traiettoria prudente senza tagliare le curve |
| Uscita verso Pieve | Curve più aperte e maggiore luce | Non accelerare bruscamente: possono comparire veicoli lenti |
| Pieve-Vesio-Limone | Strade dell’altopiano e rientro panoramico | Completare l’anello invece di tornare indietro nello stesso tratto |
Il giro più equilibrato continua da Pieve verso Vesio, attraversa l’altopiano di Tremosine e scende verso Limone sul Garda lungo la SP115. Raggiunta di nuovo la Gardesana, si può rientrare verso Porto oppure proseguire in direzione di Riva del Garda. In questo modo la Forra diventa una parte di un itinerario più ampio e non un semplice avanti e indietro.
La viabilità aggiornata al 2026 cambia il modo di percorrerla
Nel 2026 la strada risulta aperta, ma la gestione del traffico va controllata prima della partenza. Dal 13 marzo 2026 è attivo il senso unico permanente in salita nel tratto compreso tra l’incrocio con la Gardesana e il ristorante La Forra. Più avanti la circolazione può tornare a doppio senso fino al semaforo, secondo la segnaletica presente.
In pratica, per chi arriva in moto dalla Gardesana, la soluzione più semplice è salire verso Tremosine e completare il percorso dall’altopiano. Il sito ufficiale di Tremosine segnala anche limitazioni per i mezzi ingombranti e possibili modifiche legate a lavori, maltempo o rischio di frane. La segnaletica sul posto prevale sempre sulle indicazioni di un navigatore o di una guida online.
Prima di partire controllo tre elementi molto concreti. Il primo è l’eventuale chiusura temporanea dopo piogge intense. Il secondo è la presenza di ordinanze stagionali o lavori di consolidamento. Il terzo è l’orario, perché nei fine settimana e nei mesi caldi il traffico turistico può trasformare un tratto breve in una percorrenza lenta e poco rilassante.
Come affrontarla in sicurezza con la moto
La difficoltà non sta nella potenza del motore, ma nella combinazione di spazio ridotto, curve cieche e fondo variabile. Una naked agile, una turistica o uno scooter di buona cilindrata sono più che sufficienti. Una supersportiva non offre un vantaggio reale, perché la strada non permette di sfruttare la velocità e obbliga spesso a manovre molto controllate.
La tecnica conta più della prestazione
- Frena prima della curva, non quando la moto è già dentro il passaggio stretto.
- Resta nella tua metà carreggiata e non tagliare la traiettoria, anche quando sembra non arrivare nessuno.
- Mantieni una distanza ampia dal veicolo davanti, soprattutto vicino alle gallerie.
- Considera la possibilità di trovare biciclette, pedoni, auto ferme o veicoli che procedono lentamente.
- Attraversa le zone umide con movimenti morbidi, senza frenate o accelerazioni improvvise.
- Fermati solo dove la moto rimane completamente fuori dalla traiettoria di marcia.
Nei passaggi in ombra l’asfalto può restare umido anche con il sole. Io preferisco affrontare la gola con una marcia che lasci una buona riserva di freno motore e senza inseguire il ritmo di chi precede. Il senso unico riduce il rischio di incroci, ma non elimina quello di un arresto improvviso.
Casco integrale, guanti, giacca con protezioni e calzature adeguate sono una scelta scontata, ma in questo caso aggiungerei una visiera pulita e ben trattata contro l’appannamento. La differenza tra vedere bene una curva e accorgersi tardi di un’auto in ombra può essere molto più importante di qualche cavallo in più.
Quando andare e quali soste inserire nel giro
Il periodo migliore va indicativamente da fine primavera all’inizio dell’autunno, quando le condizioni stradali sono più prevedibili. Luglio e agosto offrono giornate lunghe, ma anche il maggior afflusso di auto, autobus e turisti. Per guidare con più tranquillità sceglierei una mattina feriale, arrivando presto alla Gardesana.
La primavera può essere splendida per i colori e le temperature miti, ma richiede più attenzione dopo i temporali. In autunno il paesaggio è suggestivo e il traffico spesso diminuisce, mentre la luce cala prima e l’umidità nelle gallerie può essere più persistente. In inverno eviterei di programmare il percorso senza una verifica puntuale delle condizioni e delle ordinanze.
Pieve di Tremosine
Pieve è la sosta più logica dopo la salita. Il borgo si trova su una terrazza naturale sopra il lago e consente di osservare dall’alto il dislivello appena superato. Le Terrazze del Brivido sono una deviazione interessante per chi vuole fermarsi a guardare il panorama, mentre il centro storico offre bar e ristoranti per una pausa più lunga.
Vesio e l’altopiano
Il tratto verso Vesio è utile per spezzare la parte più intensa del percorso. Qui la guida diventa generalmente più distesa, con strade dell’entroterra e panorami meno compressi dalla gola. È anche il punto giusto per decidere se completare l’anello verso Limone o allungare il giro sulle strade dell’Alto Garda Bresciano.
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Limone sul Garda
Limone è una buona conclusione del circuito, soprattutto per chi vuole combinare guida e passeggiata sul lungolago. Dopo le curve strette della SP38, una sosta vicino all’acqua aiuta a godersi il viaggio senza trasformare l’intera giornata in una sequenza di chilometri. Da qui la Gardesana permette di raggiungere Riva del Garda oppure di rientrare verso sud.
Il mio giudizio per chi viaggia in moto
La Forra merita il viaggio se si cerca un’esperienza breve ma intensa, con un forte carattere paesaggistico e storico. Non la consiglierei a chi vuole soltanto curve veloci o un percorso tecnico da affrontare con il coltello tra i denti. Il suo punto di forza è l’atmosfera, non la velocità media.
La formula che funziona meglio, secondo me, è arrivare presto, percorrerla in salita, fermarsi a Pieve e completare l’anello passando da Vesio e Limone. Con questo approccio si riducono le manovre inutili, si evita di forzare il ritmo e si vede la strada cambiare ambiente in modo naturale.
Prima di infilare la prima galleria controllerei sempre meteo, viabilità e segnaletica locale. Una volta in sella, invece, lascerei perdere l’idea della foto perfetta durante la marcia: qui la soddisfazione arriva dal guidare puliti, ascoltare la moto e concedersi il tempo di guardare davvero il Garda.