Passo del Cerreto in moto - curve, panorami e itinerari

23 settembre 2026

Motociclisti in sosta al Passo del Cerreto, con un bar/ristorante in legno e montagne sullo sfondo.

Indice

Quando una strada riesce a unire curve, boschi e panorami sull’Appennino, diventa molto più di un semplice collegamento tra due vallate. Il passo del cerreto è una meta interessante per chi viaggia in moto perché offre una salita tecnica ma leggibile, diverse possibilità di rientro e un ambiente naturale che invita a rallentare. Qui trovi quote, strade consigliate, periodi migliori, soste e indicazioni pratiche per costruire un itinerario piacevole e sicuro.

Un valico appenninico da vivere con calma e buon ritmo

  • Quota di circa 1.261 metri sul crinale tra Emilia-Romagna e Toscana.
  • La strada principale è la SS 63 del Valico del Cerreto, con curve e cambi di pendenza adatti al mototurismo.
  • Il percorso dà il meglio tra fine primavera e inizio autunno, ma il meteo in quota può cambiare rapidamente.
  • Il giro può includere Cerreto Laghi, la Lunigiana e le sorgenti del Secchia.
  • La guida più efficace è fluida, con attenzione a umidità, ciclisti, fauna e traffico locale.

Perché questo valico piace tanto a chi viaggia in moto

Il valico si trova nel cuore del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, sullo spartiacque tra il versante emiliano e la Lunigiana. La strada raggiunge una quota di circa 1.261 metri e mette in comunicazione l’area di Reggio Emilia con quella toscana, attraversando un paesaggio che cambia più volte durante la salita.

Dal punto di vista motociclistico, il suo pregio non è una singola curva spettacolare, ma la continuità del percorso. Ci sono tornanti, curve di medio raggio, tratti nel bosco e aperture panoramiche. Io lo considero un itinerario più adatto a chi ama guidare bene per molte ore che a chi cerca una strada da affrontare come una pista.

La SS 63 resta una strada aperta al traffico ordinario. Questo significa che si possono incontrare auto lente, camper, autobus, ciclisti e motociclisti che adottano ritmi molto diversi. Il divertimento arriva dalla precisione e dalla lettura della strada, non dalla velocità.

Le due salite cambiano completamente il carattere del percorso

Dal versante emiliano

Arrivando da Reggio Emilia e dall’Appennino reggiano, la salita attraversa località come Castelnovo ne’ Monti, Felina, Cervarezza Terme e Collagna. Questo lato è utile per costruire un giro progressivo, con una prima parte più scorrevole e una zona alta dove aumentano curve, boschi e cambi di luce.

La presenza di centri abitati consente di fare rifornimento e fermarsi prima dell’ultimo tratto. Il mio consiglio è di non arrivare al valico con il serbatoio quasi vuoto, soprattutto se si vuole proseguire verso la Toscana o percorrere strade secondarie meno servite.

Dal versante toscano

Dal lato della Lunigiana si sale verso Cerreto Laghi e il crinale appenninico. Il paesaggio tende a diventare più aperto e, nelle giornate limpide, offre una percezione molto ampia delle vallate sottostanti. La zona di Cerreto Laghi è una sosta naturale per una pausa, un caffè o una breve camminata.

Qui bisogna prestare particolare attenzione al fondo umido nei tratti ombreggiati. Anche con l’asfalto asciutto in pianura, nelle curve dentro il bosco possono restare acqua, foglie o ghiaia. È uno dei motivi per cui preferisco affrontare questa strada con margine, soprattutto nelle prime ore del mattino.

Versante Punto di forza A cosa prestare attenzione
Emiliano Salita progressiva e più possibilità di sosta Traffico locale e veicoli lenti
Toscano Panorami, boschi e accesso alla Lunigiana Fondo umido e condizioni meteo variabili
Zona del valico Crinale, sentieri e viste sull’Appennino Temperatura più bassa e vento

Tre idee per costruire un itinerario in moto

Il giro breve tra Reggio Emilia e il crinale

Per una mezza giornata si può salire dalla provincia di Reggio Emilia, raggiungere Collagna e il valico, fermarsi a Cerreto Laghi e rientrare seguendo lo stesso asse. È una soluzione semplice, adatta anche a chi non conosce la zona e vuole concentrarsi sulla guida senza aggiungere troppe strade secondarie.

La parte più interessante è alternare tratti guidati e soste brevi. Una pausa al valico permette di raffreddare la moto, controllare pneumatici e catena e ripartire con maggiore attenzione, invece di trasformare l’intero giro in una sequenza di curve senza recupero.

L’anello verso la Lunigiana

Per una giornata intera conviene scendere verso la Lunigiana, attraversare borghi e strade panoramiche e poi rientrare sul crinale. Il percorso è più vario rispetto alla semplice andata e ritorno, ma richiede una pianificazione migliore perché alcuni tratti hanno meno servizi e possono essere lenti.

Questo itinerario si abbina bene a una visita rapida a un borgo o a un pranzo locale. Se si vuole prolungare il viaggio verso le Alpi Apuane, può essere utile prendere spunto da una tratta delle Alpi Apuane in moto, mantenendo però una riserva di tempo per il rientro.

Leggi anche: Colle delle Finestre in moto, guida tra asfalto e sterrato

Il collegamento con altri passi dell’Appennino

Chi parte dall’Emilia può combinare il Cerreto con il passo del Lagastrello o con altre strade del crinale, mentre chi arriva dalla Toscana può inserirlo in un percorso più ampio tra Lunigiana, Garfagnana e Appennino. In questi casi il punto critico non è la difficoltà delle curve, ma la lunghezza complessiva della giornata.

Per esperienza editoriale, molti itinerari sulla carta sembrano brevi perché collegano località vicine. In montagna, però, la velocità media resta bassa e una giornata con diverse deviazioni può superare facilmente le otto ore. Meglio scegliere due o tre obiettivi chiari invece di inseguire ogni strada interessante.

Quando andare e come preparare la moto

Il periodo più equilibrato va da maggio a ottobre, con condizioni generalmente più favorevoli tra giugno e settembre. In primavera si possono trovare ancora temperature basse e residui invernali, mentre in autunno aumentano foglie bagnate, nebbia e rischio di pioggia improvvisa.

Prima di partire controllo sempre il meteo su più punti del percorso e non solo sulla località di partenza. A oltre 1.200 metri la situazione può essere molto diversa rispetto alla pianura. È utile portare uno strato impermeabile anche nelle giornate soleggiate e prevedere una sosta in più per non guidare stanchi.

  • Controlla pressione e stato degli pneumatici, soprattutto se il giro prevede passeggero o bagagli.
  • Parti con carburante sufficiente per il tratto di montagna e le eventuali deviazioni.
  • Verifica eventuali lavori, sensi unici o chiusure temporanee sulla viabilità locale.
  • Usa abbigliamento visibile e guanti adatti alle variazioni di temperatura.
  • Considera che la copertura telefonica può essere discontinua in alcune zone boscose.

La guida migliore resta rotonda. In ingresso curva è preferibile avere già scelto la traiettoria e mantenere una velocità che consenta di fermarsi nello spazio visibile. Tagliare la corsia per impostare meglio una curva è un errore frequente e particolarmente rischioso su una strada dove possono comparire veicoli in senso opposto.

Cosa vedere oltre alle curve

Il valico non è soltanto un punto di passaggio. Nei dintorni si trovano laghi glaciali, sentieri del parco e panorami sul crinale. Da Cerreto Laghi partono percorsi verso il Lago Pranda, il Monte La Nuda e le sorgenti del Secchia, quindi è facile trasformare una pausa motociclistica in una breve escursione.

L’anello delle sorgenti del Secchia richiede circa 3 ore di cammino e 370 metri di dislivello, secondo le indicazioni del parco. Non è un’attività da improvvisare con l’equipaggiamento da moto, ma può diventare una buona idea per chi programma un pernottamento in zona.

Chi ama i grandi percorsi panoramici può anche confrontare il carattere raccolto dell’Appennino con una strada d’alta quota più aperta, come la Route des Crêtes. Il confronto è utile soprattutto per capire che qui il fascino sta nella varietà del paesaggio e nella dimensione più intima del percorso.

Per una sosta gastronomica sceglierei prodotti locali e piatti semplici, senza appesantirsi prima della discesa. Dopo un pranzo abbondante, la combinazione di curve, caldo e stanchezza incide più di quanto molti motociclisti ammettano.

Il modo più intelligente per godersi il crinale

Il Cerreto dà il meglio quando lo si affronta come parte di un viaggio, non come una prova di velocità. La combinazione che consiglio è una partenza mattutina, una salita senza fretta, una sosta panoramica, un tratto in Lunigiana e il rientro prima che calino luce e temperatura.

Prima di muoversi conviene avere già deciso punto di rifornimento, alternativa in caso di pioggia e orario di rientro. Sono dettagli poco spettacolari, ma fanno la differenza tra un giro piacevole e una giornata complicata da fondo scivoloso, traffico o stanchezza.

Se cerchi curve leggibili, natura e la possibilità di combinare moto e camminate, questo valico merita un posto tra gli itinerari dell’Appennino da percorrere almeno una volta. La regola più importante è semplice: lasciare margine, osservare il paesaggio e arrivare a casa con ancora voglia di guidare.

Domande frequenti

Il periodo più equilibrato va da maggio a ottobre, con condizioni generalmente migliori tra giugno e settembre. In primavera possono esserci temperature basse, mentre in autunno aumentano foglie bagnate, nebbia e piogge improvvise.

Il versante emiliano offre una salita progressiva, più centri abitati e maggiori possibilità di rifornimento e sosta. Quello toscano conduce verso Cerreto Laghi e la Lunigiana, con panorami più aperti, ma richiede attenzione al fondo umido nei tratti ombreggiati.

Per una mezza giornata si può raggiungere il valico da Reggio Emilia, fermarsi a Cerreto Laghi e rientrare lungo lo stesso asse. Per una giornata intera si può scendere in Lunigiana e tornare sul crinale, oppure collegare il Cerreto al passo del Lagastrello e ad altre strade dell’Appennino.

È utile verificare meteo, pneumatici, catena, carburante ed eventuali lavori o chiusure temporanee. Bisogna inoltre considerare la copertura telefonica discontinua, portare uno strato impermeabile e mantenere una guida fluida, senza tagliare la corsia nelle curve.

Valuta l'articolo

Valutazione: 4.67 Numero di voti: 3

Tag:

lunigiana escursionismo appennino tosco-emiliano cerreto laghi

Condividi post

Samuel Ricci

Samuel Ricci

Mi chiamo Samuel Ricci e da 14 anni mi dedico con passione al mondo delle due ruote, con un occhio di riguardo per le novità nel campo delle moto, degli scooter e della mobilità elettrica. Quello che mi spinge è la curiosità di esplorare come la tecnologia stia ridefinendo il nostro modo di muoverci, cercando di rendere accessibili a tutti le informazioni più complesse. Mi impegno a fornire contenuti chiari e ben documentati, analizzando le tendenze del mercato e le innovazioni, per aiutarvi a comprendere meglio questo settore in continua evoluzione e a fare scelte informate.

Scrivi un commento