Una strada che sale nel cuore dell’Appennino, curve regolari, faggete e panorami che cambiano a ogni tornante: il Passo del Diavolo è uno dei tratti più interessanti da affrontare in moto nell’entroterra abruzzese. In questa guida spiego dove si trova, quale percorso seguire, quando partire e come organizzare un itinerario sicuro tra Gioia dei Marsi, Pescasseroli e il Parco Nazionale d’Abruzzo.
Il valico abruzzese offre curve, natura e un itinerario adatto a diverse moto
- Posizione tra Gioia dei Marsi e Pescasseroli, lungo la SS83 Marsicana.
- Quota intorno ai 1.400 metri sul livello del mare.
- Percorso ideale per naked, sport-tourer, enduro stradali e scooter di media cilindrata.
- Periodo migliore da tarda primavera a inizio autunno, controllando sempre meteo e viabilità.
- Attenzione a curve cieche, fauna selvatica, asfalto umido e assenza di servizi direttamente sul valico.
Dove si trova e quale strada bisogna seguire
Il Passo del Diavolo, conosciuto anche come valico di Gioia Vecchio, si trova sulla SS83 Marsicana, tra Gioia dei Marsi e Pescasseroli. La strada attraversa il territorio del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e raggiunge una quota di circa 1.400 metri.
La direttrice più semplice parte da Avezzano e segue la Marsica verso Gioia dei Marsi. Da qui si continua in direzione di Gioia Vecchio, si supera il valico e si scende verso Pescasseroli. È un itinerario facile da seguire, ma il navigatore può proporre deviazioni secondarie poco utili: io manterrei la SS83 Marsicana come asse principale e userei le strade alternative solo dopo averne verificato fondo e condizioni.
| Tratto | Caratteristiche | Indicazione pratica |
|---|---|---|
| Avezzano - Gioia dei Marsi | Avvicinamento al settore montano | Conviene fare rifornimento prima di salire |
| Gioia dei Marsi - Passo del Diavolo | Salita, curve e boschi | Prestare attenzione a fondo umido e tornanti ciechi |
| Passo del Diavolo - Pescasseroli | Discesa panoramica verso il parco | Ritmo fluido, senza tagliare la corsia |
Non bisogna confonderlo con altri luoghi abruzzesi dal nome simile. Qui si parla di un valico stradale asfaltato, non di un sentiero escursionistico o di un passaggio riservato ai veicoli fuoristrada.
Perché è una meta interessante per chi viaggia in moto
Il fascino del percorso non sta soltanto nel numero delle curve. La strada attraversa un ambiente appenninico molto vario, con radure, boschi e scorci sulle montagne del parco. In pochi chilometri si passa da un paesaggio più aperto a tratti completamente immersi nella vegetazione, una caratteristica che rende la guida meno monotona rispetto a molti collegamenti di fondovalle.
Le curve sono piacevoli per chi guida in modo rotondo e prevedibile. Non lo considero un tratto da affrontare come una pista, perché la carreggiata resta una strada pubblica con traffico, ciclisti, veicoli turistici e possibili animali in attraversamento. Il vero divertimento arriva da traiettorie pulite, frenate anticipate e accelerazioni progressive.
Una moto sportiva può affrontarlo senza problemi, ma non è obbligatoria. Le enduro stradali sono probabilmente le più equilibrate, perché offrono comfort sulle sconnessioni e una posizione di guida adatta alle lunghe percorrenze. Anche uno scooter di cilindrata media può percorrere la tratta, purché sia in buone condizioni e non venga caricato oltre misura.
Tre modi per inserirlo in un itinerario abruzzese
Il valico può essere una destinazione breve oppure il punto centrale di un giro più ampio. La scelta dipende dal tempo disponibile e dal tipo di moto, ma in ogni caso conviene lasciare margine per le soste: in montagna le medie orarie sono più basse di quanto suggerisca la distanza sulla mappa.
| Itinerario | Durata consigliata | Per chi è adatto |
|---|---|---|
| Avezzano - Gioia dei Marsi - valico - Pescasseroli | Mezza giornata | Chi vuole concentrarsi sulle curve senza allungare troppo il giro |
| Valico - Pescasseroli - Opi - Villetta Barrea - Barrea | Una giornata | Chi cerca strada panoramica, borghi e soste sul lago |
| Sora - Forca d’Acero - Pescasseroli - valico - Gioia dei Marsi | Giornata piena | Motociclisti abituati a percorsi appenninici lunghi |
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Il giro più completo
Per me, la combinazione più interessante è arrivare da Pescasseroli, proseguire verso Opi e Villetta Barrea, costeggiare il lago di Barrea e rientrare passando dal valico. In questo modo il Passo del Diavolo non resta un semplice punto da raggiungere, ma diventa parte di un anello ricco di paesaggi diversi.
Un’alternativa valida è collegarlo a Forca d’Acero, arrivando dal versante laziale. Il percorso è più impegnativo per durata e concentrazione, ma offre una giornata di guida molto varia. Io lo sceglierei solo con meteo stabile e partenza mattutina, perché fermarsi troppo a lungo nei borghi o nei punti panoramici può far accumulare ritardo.
Quando partire e come preparare la moto
Il periodo più semplice va da maggio a ottobre, quando le giornate sono più lunghe e il rischio di trovare condizioni invernali diminuisce. Anche in estate, però, la quota porta sbalzi termici: una mattina fresca, vento forte o un temporale improvviso possono cambiare rapidamente il comfort di guida.
Prima di partire controllerei tre elementi. Il primo è la viabilità, soprattutto dopo piogge intense o nevicate. Il secondo è il meteo sul valico, non solo quello previsto ad Avezzano o Pescasseroli. Il terzo riguarda l’autonomia: sul passo non bisogna dare per scontata la presenza di distributori, officine o ristoranti.
- Controllare pressione e stato degli pneumatici.
- Verificare pastiglie e livello del liquido freni.
- Portare uno strato antivento anche in estate.
- Scaricare la mappa offline prima di entrare nelle zone con copertura incerta.
- Fare rifornimento nei centri abitati principali.
La preparazione non deve diventare maniacale, ma una moto con gomme consumate o freni al limite trasforma una strada piacevole in una fonte di stress. Su un percorso di montagna preferisco sempre partire con un margine tecnico abbondante, soprattutto se viaggio con passeggero e bagagli.
Curve, sicurezza e comportamenti da evitare
Il rischio più comune non è la difficoltà tecnica della strada, bensì la velocità eccessiva nelle curve senza visuale. Una traiettoria apparentemente libera può nascondere un’auto, un ciclista o un animale. La regola che seguo è semplice: entro in curva a una velocità che mi permetta di arrestarmi nello spazio visibile.
È importante mantenersi nella propria corsia senza cercare la corda interna. Tagliare una curva può sembrare innocuo quando non arriva nessuno, ma riduce drasticamente il tempo di reazione. Lo stesso vale per i sorpassi, da evitare nei tratti stretti, in prossimità dei tornanti e dove la segnaletica limita la visibilità.
Nel Parco possono comparire animali selvatici, specialmente nelle ore più tranquille del mattino e del tardo pomeriggio. Non significa dover guidare lentamente ovunque, ma invita a ridurre il ritmo nei tratti boschivi e a non fermarsi in modo disordinato ai margini della carreggiata.
Un altro errore frequente è considerare la discesa meno impegnativa della salita. In realtà freni e pneumatici lavorano di più, mentre la stanchezza tende a farsi sentire. In discesa conviene usare il freno motore, cioè il rallentamento prodotto dal motore quando si chiude il gas, evitando di rimanere continuamente aggrappati alla leva del freno.
Il modo migliore per vivere questo tratto dell’Appennino
Il Passo del Diavolo in Abruzzo dà il meglio quando viene inserito in un giro ragionato, non quando lo si attraversa di fretta per accumulare curve. La combinazione più equilibrata unisce la salita da Gioia dei Marsi, la discesa verso Pescasseroli e una deviazione verso i borghi e i laghi del parco.
Lo consiglierei a chi cerca una strada panoramica accessibile, con una quota significativa ma senza difficoltà estreme. Partire con carburante sufficiente, abbigliamento variabile e un ritmo rispettoso dell’ambiente permette di godersi davvero il percorso, lasciando alla montagna il ruolo principale che merita.