Piccolo Moncenisio in moto, strada e consigli per il valico

20 ottobre 2026

Motociclista sorridente al Col de l'Iseran, con la sua Kawasaki Versys e un panorama alpino mozzafiato. Un piccolo moncenisio di avventura.

Indice

Arrivati al lago del Moncenisio, basta una deviazione poco evidente per lasciare il percorso principale e raggiungere un valico più appartato, panoramico e sorprendentemente piacevole da guidare. Il Piccolo Moncenisio si presta bene a una gita in moto senza difficoltà tecniche particolari, ma richiede attenzione a fondo stradale, meteo e periodi di apertura. Qui raccolgo percorso, quota, condizioni della strada, moto più adatte e idee per inserirlo in un itinerario alpino completo.

Il valore del percorso sta nella sua semplicità panoramica

  • Quota di 2.183 metri, leggermente superiore al colle principale.
  • Accesso da una strada asfaltata stretta che costeggia il lago del Moncenisio.
  • Difficoltà contenuta, purché si proceda con prudenza nei tratti senza visibilità.
  • Periodo consigliato tra metà giugno e fine settembre, sempre verificando neve e viabilità.
  • Attenzione ai tratti sterrati laterali, spesso non autorizzati alle moto.

Strada tortuosa sul versante del Piccolo Moncenisio, con un motociclista solitario e un lago azzurro in lontananza.

Che cosa offre questo valico rispetto al Moncenisio principale

Il colle si trova a 2.183 metri di quota, sopra la Maurienne e la Val di Susa, a poca distanza dal più famoso Colle del Moncenisio, che raggiunge circa 2.083 metri. La differenza non è enorme, ma cambia molto l’atmosfera: qui il traffico diminuisce, la strada si restringe e il paesaggio diventa più silenzioso.

La deviazione segue il lato nord-occidentale del lago, passa vicino al rifugio del Petit Mont-Cenis e arriva al valico dopo alcuni chilometri quasi pianeggianti. Il percorso non è un collegamento stradale da affrontare con fretta. Per me il suo pregio sta proprio nel ritmo lento, nelle visuali aperte e nella possibilità di fermarsi senza trasformare la gita in una gara tra curve.

Dal punto più alto partono sentieri e piste verso il vallone dell’Ambin, il lago di Savine e il Col Clapier. Sono però percorsi da valutare a piedi o con mezzi autorizzati. La strada asfaltata per le moto termina di fatto al valico, quindi conviene considerare la deviazione come un tratto di andata e ritorno.

Come arrivare in moto senza sbagliare deviazione

Dal versante italiano

Il punto di partenza più naturale è Susa. Da qui si sale lungo la SS25 del Moncenisio, passando per l’area di Venaus e Bar Cenisio, fino a raggiungere il grande colle internazionale. La salita italiana è già un itinerario valido, con tornanti, cambi di pendenza e viste sulla Val Cenischia.

Per chi parte da Torino, il giro richiede una giornata intera se si vuole guidare con calma. Io eviterei di calcolare i tempi al minuto, perché sul Moncenisio le soste fotografiche aumentano rapidamente e il traffico può rallentare la marcia nei fine settimana estivi.

Leggi anche: Passo del Branchetto in moto tra asfalto e Translessinia

La deviazione presso il lago

Superato il colle principale, bisogna seguire le indicazioni per il lago e per il rifugio del Petit Mont-Cenis. La strada secondaria si stacca dalla D1006 nei pressi del valico e procede per circa 6 chilometri verso il passo minore.

Tratto Fondo e caratteristiche Consiglio di guida
Susa - Colle del Moncenisio Asfalto alpino, tornanti e possibile traffico Usare marce regolari e lasciare spazio in uscita di curva
Deviazione lungo il lago Strada asfaltata stretta, andamento più rilassato Ridurre la velocità nei passaggi ciechi
Rifugio - valico Asfalto con possibile ghiaia o detriti dopo pioggia e neve Controllare traiettoria e bordo strada

La segnaletica non è difficile da seguire, ma alcuni bivi sterrati possono confondere chi usa un navigatore impostato sulla modalità fuoristrada. Conviene restare sulla strada asfaltata principale e non seguire automaticamente ogni traccia che punta verso forti, laghi o alpeggi.

Che moto scegliere e quali difficoltà aspettarsi

Non serve una maxi enduro per arrivare al valico. Una naked, una sport-tourer o una crossover di media cilindrata affrontano il percorso senza problemi quando l’asfalto è asciutto. Anche uno scooter di cilindrata medio-alta può essere adatto, purché abbia buoni pneumatici e sufficiente margine nei tratti più stretti.

Tipo di moto Adatta? Perché
Naked e sport-tourer Sì Buon compromesso tra agilità, comfort e precisione
Crossover e maxi enduro Sì Posizione comoda e maggiore controllo sui fondi sporchi
Scooter medio o maxi Sì, con asciutto Va bene sulla strada asfaltata, ma lascia meno margine sui detriti
Sportiva con assetto rigido Sì, con prudenza La posizione può stancare e il fondo irregolare non aiuta

La difficoltà reale non è la pendenza, ma la combinazione di strada stretta, curve senza visuale e presenza di animali. In alta quota si possono trovare acqua, ghiaia trascinata dai temporali, neve residua e mezzi agricoli. Io considero questo un percorso da guida rotonda, non da ricerca della piega massima.

Un errore frequente consiste nel confondere la strada del valico con le piste militari della zona. Queste ultime possono avere fondo sconnesso, divieti stagionali o accessi riservati. Una moto stradale deve fermarsi dove finisce l’asfalto autorizzato, anche se il sentiero davanti sembra facilmente percorribile.

Quando andare e cosa controllare prima di partire

La finestra più affidabile va in genere da metà giugno a fine settembre, ma resta subordinata alle condizioni della neve. Le informazioni turistiche locali indicano normalmente l’apertura dal 15 giugno al 30 settembre, mentre la strada principale del Moncenisio può avere date diverse di riapertura.

Prima della partenza controllerei sempre tre elementi. Il primo è la viabilità della D1006 e della SS25, perché una chiusura sul colle principale rende inutile pianificare la deviazione. Il secondo è il meteo, che a 2.183 metri può cambiare in meno di un’ora. Il terzo è la presenza di ghiaccio o lavori sul tratto secondario.

Tra il 1° luglio e il 31 agosto il parcheggio al valico può essere vietato. Per una moto è una limitazione gestibile, ma non autorizza a fermarsi in mezzo alla carreggiata o davanti agli accessi degli alpeggi. Meglio usare gli spazi consentiti lungo il percorso e lasciare libero il passaggio ai residenti.

Abbigliamento impermeabile, guanti più caldi del previsto e una visiera pulita fanno una differenza concreta. Anche in una giornata estiva in valle, sul passo si possono trovare temperature basse e vento forte. La quota si sente soprattutto durante le soste, quando il corpo non beneficia più del calore prodotto dalla guida.

Come trasformare la deviazione in un itinerario alpino completo

La formula più equilibrata parte da Susa, sale al Moncenisio, percorre la deviazione verso il valico minore e torna sul percorso principale. Da lì si può scendere verso Lanslebourg e proseguire in Maurienne, oppure rientrare in Italia senza aggiungere troppi chilometri.

Chi vuole inserire un secondo grande passo può confrontare la gestione del percorso con quella del Passo Gavia. La differenza è utile da capire: il Gavia richiede più attenzione per carreggiata stretta e traffico alternato, mentre qui il problema principale è scegliere bene il momento della giornata e non farsi sorprendere dal meteo.

Per un giro più ambizioso si può proseguire verso Modane e valutare altri passi della Savoia, ma solo con una previsione stabile e una partenza mattutina. Il valore del percorso non aumenta automaticamente aggiungendo altri 200 chilometri: spesso una deviazione ben goduta vale più di una lista di valichi attraversati di corsa.

La scelta giusta per godersi il valico senza complicazioni

Consiglio di affrontarlo con una moto in ordine, pneumatici turistici in buono stato e una riserva di tempo per fermarsi. La strada è adatta anche a chi non ha esperienza di sterrato, perché il tratto principale è asfaltato, ma non è il posto giusto per improvvisare deviazioni su piste militari o partire senza aver controllato l’apertura.

Per costruire un fine settimana più ampio si può prendere spunto da altri itinerari in moto in Italia, scegliendo però tappe compatibili con la stagione alpina. Il mio criterio è semplice: sul Moncenisio si va per il paesaggio, per l’aria sottile e per una guida pulita. Se si lascia spazio a questi tre elementi, la piccola deviazione sopra il lago diventa una delle sorprese più piacevoli dell’intero giro.

Questo articolo ha carattere esclusivamente informativo ed educativo. Il materiale è stato elaborato con il supporto di moderni strumenti analitici e linguistici (IA). Prima di prendere una decisione, consulta un esperto.

Domande frequenti

Da Susa si sale lungo la SS25 fino al Colle del Moncenisio. Superato il colle principale, si seguono le indicazioni per il lago e il rifugio del Petit Mont-Cenis, quindi si imbocca la strada secondaria che si stacca dalla D1006 e percorre circa 6 chilometri fino al valico.

Naked, sport-tourer, crossover e maxi enduro sono adatte quando l'asfalto è asciutto. Anche uno scooter medio o maxi può affrontare il percorso, purché abbia buoni pneumatici. Una sportiva con assetto rigido richiede più prudenza a causa della posizione e del fondo irregolare.

Il periodo più affidabile va in genere da metà giugno a fine settembre, ma bisogna verificare neve e aperture. Prima di partire è necessario controllare la viabilità della SS25 e della D1006, il meteo in quota e l'eventuale presenza di ghiaccio o lavori sulla strada secondaria.

La soluzione più equilibrata parte da Susa, sale al Moncenisio, percorre la deviazione fino al valico e torna sul percorso principale. Da lì si può scendere verso Lanslebourg e proseguire in Maurienne, oppure rientrare in Italia. Con meteo stabile e partenza mattutina si può valutare anche la prosecuzione verso Modane e altri passi della Savoia.

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Domingo Esposito

Domingo Esposito

Mi chiamo Domingo Esposito e da 8 anni mi dedico con passione al mondo delle due ruote, esplorando le evoluzioni che stanno trasformando la mobilità. La mia curiosità è nata dall'osservazione di come moto e scooter stiano diventando sempre più intelligenti ed ecologici, spingendomi a voler condividere queste scoperte con chi, come me, ama questo settore. Sul sito futurmoto.it, mi impegno a rendere accessibili le novità nel campo delle moto, degli scooter e della mobilità elettrica, analizzando le tendenze, confrontando le informazioni e cercando sempre il modo più chiaro per spiegare anche gli argomenti più complessi. Il mio obiettivo è offrire contenuti affidabili e sempre aggiornati, per aiutarvi a orientarvi in questo panorama in continua evoluzione.

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