Una giornata in moto tra curve, cime dolomitiche e passi oltre i 2.000 metri richiede più di una buona fotocamera. Il Passo di Gardena è uno dei punti più spettacolari del comprensorio del Sella, ma per goderselo davvero bisogna scegliere il periodo giusto, leggere bene la strada e organizzare soste, carburante e meteo. Qui raccolgo il percorso consigliato, le alternative, gli errori da evitare e i consigli che seguirei personalmente prima di partire.
Il modo migliore per vivere il valico in moto
- Quota di 2.121 metri tra Val Gardena e Val Badia.
- Itinerario ideale nel giro dei quattro passi dolomitici.
- Periodo consigliato da fine primavera all’inizio dell’autunno, sempre dopo aver verificato la viabilità.
- Tempo di guida di circa 3 ore per il giro completo, senza soste.
- Attenzione a traffico estivo, ciclisti, asfalto freddo e cambi meteo improvvisi.

Perché il Passo Gardena merita una giornata in moto
Il valico collega la Val Gardena con la Val Badia e passa ai piedi del Gruppo del Sella e delle cime del Cir. La strada non è difficile in senso tecnico, ma alterna tornanti ravvicinati, pendenze variabili e tratti dove il panorama invita a distrarsi proprio quando servirebbe maggiore concentrazione.
La quota di 2.121 metri si sente soprattutto nelle prime ore del mattino e nelle mezze stagioni. Anche con una giornata limpida a valle, in cima si possono trovare vento, nuvole basse o asfalto umido. È questo, secondo me, il vero carattere del percorso: non è una semplice strada panoramica, ma un itinerario alpino che cambia rapidamente.
Il tratto più conosciuto è la SS243, che sale da Selva di Val Gardena e scende verso Colfosco e Corvara. La carreggiata è generalmente adatta a qualsiasi moto da turismo, naked o crossover, mentre una sportiva richiede più attenzione nei tornanti stretti e nei passaggi con visuale limitata.
Il giro dei quattro passi come itinerario base
La soluzione più completa parte da Selva di Val Gardena e segue il giro del massiccio del Sella in senso orario. Il percorso comprende Gardena, Campolongo, Pordoi e Sella, per circa 63 chilometri e almeno tre ore di guida effettiva. Con fotografie, pranzo e soste panoramiche, io calcolerei una giornata intera.
| Tratto | Quota | Cosa aspettarsi |
|---|---|---|
| Passo Gardena | 2.121 m | Tornanti, vista sul Sella e discesa verso Colfosco |
| Passo Campolongo | 1.875 m | Collegamento più scorrevole verso Arabba |
| Passo Pordoi | 2.239 m | Salita panoramica e numerosi cambi di direzione |
| Passo Sella | 2.218 m | Vista sul Sassolungo e rientro verso la Val Gardena |
Da Selva si sale verso il primo valico, poi si scende a Corvara e si prosegue per il Campolongo fino ad Arabba. Da qui la strada porta al Pordoi, quindi a Canazei e infine al Sella, prima del rientro in Val Gardena. Il giro è intuitivo, ma nei weekend estivi il traffico può allungare molto i tempi.
Per un viaggio più ampio sulle due ruote, può essere interessante affiancare alle strade alpine un itinerario completamente diverso come gli itinerari motocyklowe w Ligurii. Il confronto è utile perché qui dominano quota e tornanti, mentre sulla costa contano soprattutto ritmo, traffico e curve più aperte.
Quando partire e come leggere le condizioni del percorso
Il periodo più affidabile va generalmente da fine maggio o giugno a settembre, ma l’apertura effettiva dipende da neve, lavori e condizioni della carreggiata. In ottobre il paesaggio può essere magnifico, però le ore di luce diminuiscono e il rischio di freddo o ghiaccio aumenta rapidamente dopo il tramonto.
Luglio e agosto offrono più probabilità di trovare il percorso transitabile, ma sono anche i mesi con maggiore traffico. Partire tra le 7 e le 8 permette di affrontare i primi tornanti con meno auto, pullman e biciclette. Dopo metà mattina, soprattutto nei fine settimana, conviene guidare con più margine e rinunciare ai sorpassi forzati.
Nel calendario 2026 il Sellaronda Bike Day è previsto il 6 giugno e il 12 settembre, con chiusura dei quattro passi ai veicoli motorizzati nella fascia indicata dagli organizzatori. Inoltre, la fase di test digitale annunciata per settembre non equivale automaticamente a una ZTL: prima di partire controllerei comunque gli avvisi provinciali, perché lavori e chiusure temporanee possono cambiare il piano in poche ore.
Il meteo merita la stessa attenzione della viabilità. Una previsione buona in valle non basta, quindi porto sempre uno strato impermeabile, guanti più caldi del necessario e una visiera pulita. Il freddo riduce la sensibilità su freno e acceleratore, mentre la pioggia rende molto più delicati tombini, giunti e zone in ombra.
Come guidare in sicurezza tra tornanti e discese
La tecnica più importante è arrivare al tornante con la velocità già ridotta, guardare l’uscita e mantenere una traiettoria ordinata. Frenare forte a moto inclinata lascia poco margine, soprattutto quando dall’altra parte può comparire un’auto che taglia la curva.
Uso il freno motore, cioè il rallentamento ottenuto chiudendo il gas e scegliendo una marcia adeguata, senza però lasciare che la ruota posteriore si alleggerisca troppo. In discesa è meglio alternare freno anteriore e posteriore con pressioni progressive, evitando di tenere le leve tirate per lunghi tratti.
Prima di affrontare il giro controllerei pressione e stato degli pneumatici, pastiglie, catena e livello del carburante. Una moto carica con valigie laterali cambia la risposta nei cambi di direzione, mentre una moto elettrica richiede un piano più preciso per la ricarica nelle località di fondovalle. Non farei affidamento su una ricarica disponibile proprio in cima al passo.
L’errore più comune è confondere una strada spettacolare con una pista. Il limite non è soltanto la velocità, ma anche la presenza di ciclisti, animali, ghiaia e veicoli che si fermano nei punti panoramici. Una guida fluida e prevedibile fa guadagnare più sicurezza di qualsiasi traiettoria aggressiva.
Dove fermarsi senza rovinare il ritmo del viaggio
La sosta principale può essere fatta sul valico, ma gli spazi sono limitati e la sosta lungo la carreggiata non è consentita. Io preferisco fermarmi in un’area autorizzata, scattare poche fotografie e ripartire, lasciando le pause più lunghe a Colfosco, Corvara, Arabba o Canazei.
Corvara è una buona scelta per una colazione o un pranzo, mentre Arabba funziona bene come pausa centrale del giro. A Canazei si può allungare l’itinerario verso la Val di Fassa, ma questa variante richiede tempo aggiuntivo e va valutata con attenzione se si è già percorso il circuito dei quattro passi.
Per chi ama alternare percorsi di montagna e strade sul mare, la Corniche d'Or in moto offre un’esperienza opposta per paesaggio e ritmo. La trovo una combinazione sensata in un viaggio più lungo, purché non si cerchi di concentrare entrambe le esperienze nella stessa giornata.
Il costo del valico non comprende un pedaggio specifico, ma il budget della giornata dipende da carburante, pranzo e pernottamento. Per contenere le spese, conviene dormire in valle e partire presto, invece di cercare parcheggio o ristorante direttamente nei punti più affollati.
Il dettaglio che trasforma un bel giro in un viaggio riuscito
Il modo migliore per affrontare questo itinerario è trattarlo come una strada alpina viva, non come una sequenza di curve da collezionare. Partenza mattutina, abbigliamento a strati, controlli alla moto e una sosta pianificata nelle località principali fanno più differenza della cilindrata.
Se il cielo è instabile o la strada è troppo affollata, ridurre il giro non significa fallire. Anche percorrere con calma il tratto tra Selva, il valico e Corvara può regalare una delle esperienze motociclistiche più appaganti delle Dolomiti, lasciando gli altri passi a una giornata con condizioni migliori.