Una giornata sulle Dolomiti può trasformarsi in un giro memorabile oppure in una lunga fila dietro a camper e auto, dipende da come si scelgono passi, orari e soste. Ho raccolto i valichi più interessanti per chi viaggia in moto, tre itinerari concreti, indicazioni su stagione, traffico, condizioni della strada e qualche regola pratica per godersi le curve senza sottovalutare la montagna.
La scelta del passo cambia completamente l’esperienza in moto
- Sellaronda è il punto di partenza più completo per un primo giro.
- Passo Giau e Falzarego offrono curve e panorami spettacolari nei dintorni di Cortina.
- Per una giornata equilibrata considero ideali 150-220 km, soste comprese.
- Il periodo più affidabile va generalmente da giugno a settembre, ma l’apertura va verificata.
- Su questi valichi contano più di tutto meteo, traffico e margine di sicurezza.
Quali passi dolomitici meritano davvero un itinerario in moto
Non tutti i valichi regalano la stessa esperienza. Alcuni sono perfetti per chi cerca tornanti regolari e panorami aperti, altri richiedono più attenzione per carreggiata stretta, traffico intenso o fondo irregolare. Io preferisco alternare un passo molto noto a uno meno frequentato, così il viaggio non diventa una semplice raccolta di nomi sulla mappa.
| Passo | Quota indicativa | Perché inserirlo |
|---|---|---|
| Campolongo | 1.875 m | Curve scorrevoli e collegamento naturale tra Alta Badia e Arabba. |
| Gardena | 2.136 m | Panorami sul Gruppo del Sella e sulla Val Gardena. |
| Sella | 2.218 m | Strada scenografica ai piedi del Sassolungo. |
| Pordoi | 2.239 m | Tornanti ordinati, dislivello evidente e vista ampia dalla sommità. |
| Falzarego | 2.109 m | Ottimo punto di passaggio verso Cortina e il Passo Valparola. |
| Valparola | 2.192 m | Tratto più raccolto, con paesaggio roccioso e meno effetto “circuito”. |
| Giau | 2.236 m | Uno dei più belli per curve, visuale e sensazione di alta montagna. |
| Fedaia | 2.057 m | La scelta giusta per avvicinarsi alla Marmolada. |
Per il primo viaggio sceglierei Campolongo, Gardena, Sella e Pordoi. Sono vicini tra loro e permettono di costruire un giro completo senza passare ore sui trasferimenti di fondovalle. Se invece vuoi un itinerario più vario, il binomio Giau-Falzarego aggiunge strade con caratteri diversi e una giornata meno ripetitiva.
Il Sellaronda è il punto di partenza più logico
Il giro attorno al Gruppo del Sella attraversa quattro passi: Campolongo, Gardena, Sella e Pordoi. Partendo da Canazei, Corvara, Arabba o Selva di Val Gardena si può chiudere l’anello in circa 50-60 chilometri, ma tra soste fotografiche, traffico e deviazioni è più realistico dedicargli mezza giornata.
Io lo affronterei in senso antiorario partendo presto. Da Canazei si sale verso il Passo Sella, si prosegue per il Gardena, si scende in Alta Badia e si rientra dal Campolongo e dal Pordoi. Il percorso è intuitivo, ma nei weekend estivi il traffico può rallentare molto il ritmo, soprattutto vicino ai parcheggi panoramici.
Come renderlo più piacevole
- Parti tra le 7:30 e le 8:30 nei mesi di luglio e agosto.
- Evita di programmare il giro come una gara: tra foto e pause servono almeno 3-4 ore.
- Fai rifornimento in valle, perché sui passi le possibilità sono limitate e i prezzi possono essere più alti.
- Lascia spazio a una pausa vera, non soltanto a una fotografia scattata con il casco ancora allacciato.
Il Sellaronda è molto conosciuto, quindi non lo sceglierei per cercare solitudine. Lo sceglierei per la sua efficienza turistica: in poche decine di chilometri concentra strade belle, servizi, punti panoramici e collegamenti semplici. Per chi affronta per la prima volta i valichi dolomitici, è una palestra eccellente.

Tre itinerari per durate e stili diversi
Giro breve attorno al Sella
Con base a Canazei o Corvara, il giro dei quattro passi è adatto a una giornata tranquilla. Aggiungendo una sosta al Passo Pordoi e un pranzo in valle si resta su un impegno di circa 80-120 km, secondo il punto di partenza e le deviazioni.
È l’opzione che consiglio a chi viaggia con una moto pesante, a chi è alle prime esperienze sui tornanti o a chi vuole lasciare tempo per camminare. Il limite è il traffico: in alta stagione la bellezza del percorso non coincide sempre con una guida fluida.
Anello di Cortina tra Giau e Falzarego
Partendo da Cortina d’Ampezzo si può puntare verso il Passo Falzarego, proseguire per il Valparola, scendere in Alta Badia e rientrare attraverso Arabba e il Passo Giau, quando condizioni e orari lo consentono. Il giro completo può arrivare a 130-170 km.
Il Giau è il tratto che personalmente non lascerei fuori. La strada richiede attenzione, ma offre un rapporto raro tra qualità delle curve e panorama. Sul Falzarego, invece, bisogna aspettarsi più traffico e incroci con veicoli turistici, specialmente nelle ore centrali.
La variante lunga tra Fedaia e San Pellegrino
Per una giornata più ricca si può collegare Moena, Passo San Pellegrino, Falcade, Passo Fedaia, Canazei e Pordoi. A seconda del punto di partenza si arriva facilmente a 170-220 km, una distanza che considero già impegnativa se si vogliono fare soste sensate.
Il Fedaia porta verso la Marmolada e ha un carattere diverso dai passi del Sella. Alcuni tratti sono più esposti al vento e il fondo può risentire del gelo invernale. Qui non inseguirei il ritmo: meglio una guida regolare e una sosta in più che arrivare stanchi all’ultima discesa.
Chi vuole inserire un confronto con un valico italiano più raccolto può leggere anche il percorso del Valico della Mola. Non ha la quota né la fama dei grandi passi dolomitici, ma aiuta a ricordare che un buon itinerario motociclistico non dipende soltanto dall’altitudine.
Quando partire e come controllare l’apertura dei valichi
La finestra più affidabile per viaggiare in moto va generalmente da giugno a settembre. A maggio alcuni passi possono essere ancora interessati da neve, detriti o lavori di riapertura; a ottobre il meteo cambia rapidamente e le prime gelate possono rendere delicati i tratti in ombra.
Per trovare meno traffico sceglierei giugno o la seconda metà di settembre, preferibilmente nei giorni feriali. Luglio e agosto offrono più servizi aperti, ma anche maggiore presenza di auto, camper, biciclette e gruppi organizzati.
La verifica da fare il giorno prima
- Controlla il bollettino della viabilità provinciale per chiusure, sensi unici alternati e lavori.
- Guarda le previsioni per quota, non soltanto quelle della località di partenza.
- Verifica eventuali manifestazioni ciclistiche o sportive, che possono chiudere un passo per alcune ore.
- Prepara sempre un itinerario alternativo a quota più bassa.
Nel 2026 la Provincia di Bolzano ha chiarito che la fase di test digitale sul Passo Gardena non introduce limitazioni al traffico durante l’anno, ma la situazione può cambiare per cantieri, eventi o condizioni meteorologiche. Per questo non considero mai una traccia salvata mesi prima come una garanzia di percorribilità.
Se il viaggio dura quattro o cinque giorni, puoi anche proseguire verso le passi alpini in Austria, ma solo dopo aver verificato documenti, regole locali e condizioni dei valichi oltreconfine.
Come guidare in sicurezza sulle curve dolomitiche
La difficoltà principale non è la singola curva, ma la combinazione di tornanti ciechi, traffico imprevedibile e cambi di fondo. Molti automobilisti tagliano la traiettoria e alcuni ciclisti possono occupare una parte della carreggiata in salita. Entro in curva sempre con velocità già ridotta e tengo una posizione che lasci margine di fuga.
Preparazione della moto
Prima di partire controllo pressione e stato degli pneumatici, pastiglie, livello dei liquidi, luci e catena. Gli pneumatici devono essere in temperatura, ma non bisogna confondere una gomma calda con una gomma adatta: se il battistrada è vicino al limite o presenta usura irregolare, la montagna non è il posto giusto per rimandare la sostituzione.
Su una moto carica regolo il precarico secondo le indicazioni del costruttore e aumento la distanza di sicurezza. Il bagaglio alto o fissato male modifica il comportamento nei tornanti più di quanto molti motociclisti immaginino.
Leggi anche: Corniche d'Or in moto - percorso, soste e consigli pratici
Il ritmo giusto sui tornanti
- Frena soprattutto prima della curva, evitando manovre brusche a moto inclinata.
- Guarda l’uscita del tornante, ma resta sempre nella tua corsia.
- Non inseguire il gruppo se il ritmo supera il tuo livello di controllo.
- Fai una pausa ogni 60-90 minuti, anche se ti senti ancora concentrato.
- Con pioggia o nebbia riduci velocità e aspettative: il panorama può aspettare.
La prudenza non significa guidare lentamente ovunque. Significa lasciare un margine sufficiente per reagire a un’auto che sbuca dalla curva, a una chiazza umida o a un animale sulla strada. È proprio questo margine che permette di divertirsi anche quando il fondo non è perfetto.
Il modo migliore per ricordare un passo dolomitico
Per me il giro riuscito non è quello con il maggior numero di valichi segnati sul navigatore, ma quello in cui arrivo all’ultima curva ancora lucido. Sceglierei un itinerario principale, una variante breve e una strada alternativa in caso di maltempo, mantenendo una media realistica di 150-220 km al giorno.
Parti presto, fai rifornimento in valle, controlla la viabilità e rispetta chi vive lungo queste strade. Le Dolomiti danno il meglio quando la moto diventa il mezzo per attraversarle, non il motivo per correre da un tornante all’altro.