Quando si cerca una salita breve ma capace di regalare curve, panorami e una meta davvero interessante, il Colle Braida è una delle scelte più convincenti nei dintorni di Torino. Il percorso unisce la Val Sangone alla bassa Valle di Susa, passa vicino alla Sacra di San Michele e si presta tanto a un’uscita di poche ore quanto a un giro più ampio in Piemonte.
Una salita piemontese compatta con curve e panorami
- Quota di circa 1.007 metri sul livello del mare.
- Percorso base da Avigliana a Giaveno e ritorno lungo la SP 188.
- Distanza dell’anello breve intorno ai 35 chilometri, soste escluse.
- Punti forti sono i laghi di Avigliana, la Sacra di San Michele e le strade nel bosco.
- Attenzione a fondo umido, ciclisti, traffico locale e lavori stradali stagionali.

Dove si trova la sella e perché merita un giro in moto
La strada provinciale 188 sale tra Giaveno, Valgioie e la bassa Valle di Susa, raggiungendo una quota di circa 1.007 metri. Il valico si trova in una zona prealpina vicina a Torino, quindi è facile da inserire anche in una mezza giornata senza trasformare l’uscita in un viaggio impegnativo.
Il suo pregio non è la quota, naturalmente, ma l’equilibrio tra guida e paesaggio. La salita offre una successione di curve abbastanza varia, mentre nei tratti più aperti si intravedono i laghi di Avigliana e le montagne della valle. Io lo considero un itinerario ideale per chi vuole guidare senza inseguire velocità elevate o difficoltà tecniche.
Il traffico può aumentare nei fine settimana, soprattutto vicino alla Sacra di San Michele e nei periodi di maggiore affluenza turistica. La strada resta più piacevole al mattino, quando l’asfalto è meno occupato e la luce rende più leggibili le curve immerse nel bosco.
Il giro breve da Avigliana a Giaveno
Il percorso più semplice parte da Avigliana e sale verso Giaveno lungo la SP 188. Da qui si continua in direzione di Valgioie e della sella, per poi scendere dal versante della Valle di Susa e raggiungere la zona della Sacra di San Michele prima di rientrare verso Avigliana.
| Voce | Indicazione pratica |
|---|---|
| Distanza | Circa 35 km per l’anello breve |
| Tempo di guida | Circa 1 ora e 15 minuti senza soste, variabile in base al traffico |
| Quota massima | Circa 1.007 metri |
| Fondo | Asfaltato, con possibili tratti irregolari o umidi nel bosco |
| Impegno | Facile per motociclisti già abituati alle strade collinari |
La parte più gratificante, dal punto di vista motociclistico, è la salita verso la sella. Non è una strada da affrontare con il coltello tra i denti: le curve cieche, gli ingressi dalle borgate e la presenza di altri utenti impongono un ritmo fluido. Una moto leggera o una naked di media cilindrata qui può risultare più divertente di una sportiva potente.
Chi arriva da Torino può raggiungere Avigliana attraverso Rivoli e proseguire poi verso il punto di partenza. In questo modo il giro diventa più completo, ma anche più trafficato nella prima parte. Per una prima esplorazione sceglierei l’anello breve, lasciando eventuali deviazioni a una seconda uscita.
Come affrontare la SP 188 senza rovinarsi la giornata
La strada non presenta difficoltà alpine estreme, ma richiede attenzione nei punti in cui il bosco riduce la visuale. Io manterrei una marcia abbastanza corta in salita, usando il freno motore e lasciando sempre un margine per correggere la traiettoria. Entrare larghi e uscire puliti conta molto più della velocità di percorrenza.
- Controlla pressione degli pneumatici e stato dei freni prima di partire.
- Riduci il ritmo in presenza di foglie, ghiaia o umidità sulla carreggiata.
- Considera la possibile presenza di ciclisti, auto lente e mezzi turistici.
- Evita di fermarti all’esterno delle curve o in corrispondenza degli incroci.
- Porta una giacca più pesante anche in estate, perché la quota cambia rapidamente la temperatura.
Nel 2026 la viabilità regionale segnala, al momento della pubblicazione, un senso unico alternato sulla SP 188 nella zona di Avigliana in alcune fasce orarie legate ai lavori. Prima di partire conviene controllare gli aggiornamenti, soprattutto se si viaggia tra agosto e settembre, perché pochi minuti di attesa possono modificare i tempi dell’intero anello.
Il periodo più semplice resta quello compreso tra la tarda primavera e l’inizio dell’autunno. In inverno la strada può essere fredda, umida o sporca di materiale portato a valle dalla pioggia. Non la sceglierei dopo una nevicata recente, anche se il cielo in pianura sembra già sereno.
Le soste che danno senso all’itinerario
La tappa più famosa è la Sacra di San Michele, abbazia benedettina costruita sul Monte Pirchiriano. Anche chi non vuole fermarsi a lungo dovrebbe prevedere una pausa nella zona, perché il monumento domina la valle e rende il giro diverso dalla semplice salita tra le curve.
Dal lato di Avigliana, i laghi offrono un punto naturale per una sosta tranquilla. Al valico e nelle borgate di Valgioie il paesaggio cambia ancora, con prati, faggete e scorci più appartati. La cappella del Sacro Cuore, nei pressi della sella, è una presenza discreta ma interessante per chi ama le piccole testimonianze locali.
Per una pausa più lunga si può valutare una breve deviazione a piedi verso il Monte Ciabergia. Non la considererei parte del giro motociclistico vero e proprio, ma è un’opzione utile se si vuole spezzare la giornata con una camminata senza allontanarsi troppo dalla strada.
Se sto costruendo un fine settimana con più passi, inserisco volentieri anche il Passo Lavazè. Il contesto è molto diverso, ma il confronto aiuta a capire cosa offre davvero questa salita piemontese: meno quota e meno grandiosità alpina, ma accessibilità maggiore e un itinerario facile da combinare con altre strade.
Quale moto scegliere e quanto tempo dedicare
Il percorso è adatto a quasi ogni moto stradale in buone condizioni. Una tourer permette di viaggiare comodi anche con bagagli, una naked rende più immediate le curve strette e uno scooter di cilindrata medio-alta può affrontarlo senza problemi se il fondo è asciutto.
| Tipo di uscita | Tempo consigliato | Per chi è adatta |
|---|---|---|
| Anello breve | 2-3 ore con una sosta | Chi vuole provare il percorso senza impegno |
| Giro con abbazia e laghi | Mezza giornata | Chi cerca guida, panorama e visita culturale |
| Uscita piemontese più ampia | Giornata intera | Motociclisti che vogliono aggiungere altre strade collinari |
Non serve una moto specialistica e non serve nemmeno pianificare ogni minuto. La parte importante è lasciare spazio alle soste, perché il valore del giro sta proprio nel passaggio graduale dai laghi alla montagna. Per ampliare la giornata verso altre strade appenniniche, può essere utile prendere come riferimento anche il Passo dello Zovallo, più adatto però a un itinerario lungo e non a una semplice escursione nei dintorni di Torino.
Prima del rientro controllerei sempre carburante e autonomia. I centri abitati principali sono vicini, ma sul tratto alto non bisogna aspettarsi una sequenza continua di distributori, bar e servizi.
Il momento giusto per salire senza fretta
Il Colle Braida dà il meglio quando lo si affronta come una strada panoramica, non come una prova speciale. Partire presto, guidare rotondi e prevedere almeno due soste permette di godersi sia la salita sia la Sacra di San Michele senza comprimere tutto in una corsa.
Per la mia idea di uscita in moto, questo è uno dei percorsi più equilibrati vicino a Torino. Non promette il paesaggio dei grandi passi alpini, ma offre qualcosa di più concreto per un giro breve: curve accessibili, una meta culturale forte e la possibilità di rientrare in giornata con ancora voglia di guidare.