Passo Pordoi in moto, guida al giro tra i passi dolomitici

27 ottobre 2026

Motorcyclists ride on a winding road through a scenic mountain pass with dramatic rocky peaks.

Indice

Quando una strada sale oltre i 2.000 metri tra tornanti, pareti dolomitiche e panorami sulla Marmolada, il piacere non sta soltanto nel raggiungere la vetta. Il Passo del Pordoi è una tappa ideale per chi viaggia in moto e vuole combinare guida, paesaggio e soste ben scelte, ma richiede attenzione a traffico, meteo e condizioni dell’asfalto. Qui trovi informazioni pratiche sull’itinerario, sui due versanti e sul modo migliore per affrontarlo.

Il valico dolomitico che merita una giornata in moto

  • Altitudine di 2.239 metri tra Canazei e Arabba.
  • Strada principale sulla SS48 delle Dolomiti, con tornanti e pendenze generalmente comprese tra il 6% e il 7%.
  • Periodo migliore tra fine primavera e inizio autunno, sempre dopo aver controllato meteo e viabilità.
  • Versante da scegliere in base al carattere del viaggio: Canazei offre una salita più progressiva, Arabba una guida più compatta e intensa.
  • Attenzione a traffico estivo, ciclisti, autobus, ghiaia e rapidi cambi di temperatura.

Motociclisti in sella lungo la strada panoramica del passo del Pordoi, tra verdi pendii e imponenti vette rocciose.

Dove si trova e perché è così apprezzato dai motociclisti

Il passo collega Canazei, in Val di Fassa, con Arabba, nella Valle di Fodom, lungo la SS48 delle Dolomiti. Il valico si trova tra il gruppo del Sella e la Marmolada, a 2.239 metri di quota, ed è uno dei punti più scenografici dell’intero arco dolomitico.

La strada è asfaltata e normalmente accessibile ai motocicli nella bella stagione. Da Canazei la salita misura circa 12-13 chilometri, mentre da Arabba il tratto è più breve, circa 9 chilometri. Le pendenze restano gestibili, ma i tornanti sono ravvicinati e richiedono una guida pulita, soprattutto quando la carreggiata è occupata da auto e biciclette.

Io lo considero un passo più interessante per la qualità della guida che per la velocità. Le curve invitano a mantenere un ritmo regolare, lasciando margine per correggere la traiettoria e godersi il paesaggio. Il panorama cambia rapidamente, quindi conviene alternare brevi tratti di guida a soste sicure invece di cercare di fermarsi in prossimità dei tornanti.

Quale versante scegliere tra Canazei e Arabba

I due lati del valico non sono identici. La salita da Canazei tende a essere più lunga e progressiva, con una sequenza di curve che permette di prendere confidenza gradualmente. È una buona scelta per chi arriva dalla Val di Fassa o viaggia con passeggero e bagagli.

Da Arabba l’ascesa è più compatta e dà subito la sensazione di essere immersi nella montagna. Il tratto è piacevole per chi ama i tornanti stretti, ma richiede maggiore attenzione nelle curve cieche e nei passaggi dove possono comparire autobus o veicoli che tagliano la traiettoria.

Versante Caratteristiche Adatto a
Canazei Salita più lunga, ritmo progressivo, numerosi punti panoramici Prima esperienza, passeggero, viaggio rilassato
Arabba Tratto più breve, curve ravvicinate, guida più concentrata Motociclisti abituati ai passi alpini

Se devo scegliere una direzione per il primo passaggio, preferisco salire da Canazei e scendere verso Arabba. In questo modo affronto la salita con più calma e tengo la discesa per un tratto in cui posso concentrarmi su freni, traiettorie e fondo stradale.

Il giro più completo da fare in una giornata

Il modo più appagante per inserire il valico in un itinerario è collegarlo agli altri passi del gruppo del Sella. Una sequenza classica parte da Canazei, sale al Pordoi, scende ad Arabba, attraversa il Passo Campolongo, prosegue verso Corvara e raggiunge il Passo Gardena e il Passo Sella prima del rientro in Val di Fassa.

Non è un percorso da affrontare con il cronometro. Tra traffico, fotografie, rifornimenti e soste nei paesi, è realistico dedicargli mezza giornata abbondante. Partendo presto si trovano generalmente meno veicoli e si guida con maggiore continuità, mentre nelle ore centrali l’esperienza può diventare più lenta e dispersiva.

Per organizzare bene la giornata, io dividerei il percorso in tre momenti:

  1. Mattina presto dedicata alla salita e alla discesa dal valico.
  2. Sosta ad Arabba o Corvara per carburante, colazione o pranzo leggero.
  3. Pomeriggio riservato agli altri passi, con un margine sufficiente per eventuali rallentamenti.

Chi ama alternare strade di montagna molto tecniche a percorsi più rilassati può prendere spunto anche da un diverso itinerario in moto. Il confronto è utile perché ricorda una cosa semplice: non tutti i viaggi devono avere la stessa intensità, e il piacere del percorso dipende anche dal ritmo scelto.

Quando partire e come preparare la moto

Il periodo più pratico va da fine maggio a inizio ottobre, ma in quota il calendario conta meno delle condizioni reali. Anche in estate possono comparire pioggia, vento freddo o nebbia, mentre in primavera e autunno il fondo può essere umido nelle zone ombreggiate.

Prima della partenza controllerei sempre la situazione della strada, soprattutto dopo nevicate, temporali intensi o eventi ciclistici. I passi dolomitici possono essere chiusi temporaneamente per motivi di sicurezza e in estate il traffico può aumentare molto tra le 9 e le 12.

La moto dovrebbe essere pronta soprattutto sotto il profilo di pneumatici, freni e trasmissione. Non servono modifiche speciali, ma è importante avere battistrada sufficiente, pressione controllata a freddo e pastiglie in buone condizioni. In discesa conviene usare il freno motore senza affidarsi continuamente alla leva del freno anteriore.

  • Porta uno strato antivento anche nelle giornate calde.
  • Controlla l’autonomia prima di lasciare i centri abitati.
  • Prevedi guanti impermeabili o sovraguanti leggeri.
  • Evita di arrivare al passo con il serbatoio quasi vuoto.
  • Lascia spazio ai ciclisti, soprattutto nei tornanti ciechi.

La quota influisce anche sulla percezione della temperatura. Una pausa al sole può sembrare piacevole, ma pochi minuti dopo, entrando in una nuvola o affrontando una discesa esposta al vento, la sensazione cambia completamente.

Cosa vedere e dove fermarsi lungo il percorso

La sosta principale è naturalmente l’area del valico, dove si trovano strutture ricettive, punti di ristoro e la stazione della funivia per il Sass Pordoi, che raggiunge circa 2.950 metri. Anche senza salire in quota, il piazzale offre una vista ampia sul Sella e sulle montagne circostanti.

Per chi vuole lasciare la moto per una breve passeggiata, il sentiero del Viel dal Pan è una delle opzioni più note della zona. Non è necessario trasformare l’itinerario motociclistico in un’escursione impegnativa: anche una sosta breve aiuta a spezzare la giornata e permette di apprezzare il paesaggio lontano dal rumore dei motori.

Arabba è una base pratica per una pausa più lunga, soprattutto se servono carburante e ristorazione. Canazei, invece, è comoda per iniziare il giro e offre più possibilità di prolungare il viaggio verso il Passo Sella, la Val di Fassa o il Passo Fedaia.

Se il viaggio dura più giorni, è utile osservare come vengono costruiti gli itinerari alpini di ampio respiro. La Deutsche Alpenstraße, per esempio, mostra bene l’importanza di alternare giornate intense a tappe più brevi e panoramiche.

Gli errori che rovinano la salita

L’errore più comune è arrivare al passo pensando che basti seguire la strada e accelerare nei rettilinei. Qui funziona meglio una guida rotonda, con ingresso lento in curva, sguardo rivolto all’uscita e accelerazione progressiva quando la traiettoria è libera.

Un altro problema frequente è fermarsi ovunque per fotografare. Nei tratti di montagna la visibilità può essere limitata e una moto parcheggiata male diventa un ostacolo per chi arriva dietro. Meglio utilizzare piazzole, parcheggi o aree già organizzate, anche se questo significa rinunciare a una foto apparentemente perfetta.

Infine, non sottovaluterei la discesa. Dopo molti tornanti il pilota tende a concentrarsi sul panorama e a frenare tardi. Una velocità moderata, marce adeguate e pause regolari fanno più differenza di qualsiasi ricerca della traiettoria ideale.

Il modo migliore per vivere il Pordoi in moto

Il valico dà il meglio di sé quando viene trattato come una parte del viaggio, non come una prova di abilità. Partire presto, scegliere un ritmo sostenibile e lasciare spazio agli imprevisti permette di godersi sia la strada sia le soste tra Canazei, Arabba e gli altri passi dolomitici.

La mia scelta sarebbe una giornata asciutta, una moto in ordine e un itinerario ad anello senza troppe tappe obbligatorie. In montagna il programma perfetto è quello che lascia ancora un’ora libera per una deviazione, un caffè panoramico o semplicemente per fermarsi a guardare le Dolomiti.

Domande frequenti

La salita da Canazei è più lunga e progressiva, quindi è adatta a una prima esperienza o a chi viaggia con passeggero e bagagli. Da Arabba il tratto è più breve e concentrato, con tornanti ravvicinati e una guida più impegnativa.

La salita misura circa 12-13 chilometri da Canazei e circa 9 chilometri da Arabba. Per collegare il Pordoi agli altri passi del gruppo del Sella, tra traffico, soste, rifornimenti e fotografie, è realistico prevedere almeno mezza giornata abbondante.

Il periodo generalmente più pratico va da fine maggio a inizio ottobre, ma prima di partire bisogna controllare sempre meteo e viabilità. In quota possono comparire pioggia, vento freddo, nebbia e fondo umido anche durante l’estate.

È utile controllare pneumatici, pressione a freddo, battistrada, freni e trasmissione. Conviene inoltre partire con sufficiente carburante, portare uno strato antivento e guanti impermeabili, usare il freno motore in discesa e lasciare spazio a ciclisti e autobus nei tornanti ciechi.

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Santo Cattaneo

Santo Cattaneo

Mi chiamo Santo Cattaneo e da 4 anni mi dedico con entusiasmo al mondo delle due ruote, con un occhio di riguardo per le moto, gli scooter e la mobilità elettrica, argomenti che esploro su futurmoto.it. La mia curiosità per questo settore è nata dalla volontà di comprendere a fondo le evoluzioni che stanno trasformando il modo in cui ci muoviamo, specialmente con l'avvento delle tecnologie elettriche. Mi impegno a offrire contenuti chiari e informati, analizzando le novità del mercato, confrontando le diverse opzioni disponibili e cercando di semplificare anche gli aspetti più tecnici per rendere la mobilità del futuro accessibile a tutti. Il mio obiettivo è fornire informazioni accurate, aggiornate e realmente utili per chiunque sia interessato a questo affascinante universo.

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