Il valico di Pennes è una scelta alpina completa per chi viaggia in moto
- Quota massima di 2.211 metri sul livello del mare.
- Collegamento principale tra Bolzano, la Val Sarentino e Vipiteno tramite la SS 508.
- Itinerario base di circa 63-70 km, variabile in base al punto di partenza e arrivo.
- Periodo consigliato da fine primavera all’inizio dell’autunno, sempre dopo aver controllato la viabilità.
- Guida ideale fluida e prudente, perché il percorso è aperto anche a residenti, ciclisti e veicoli turistici.

Passo Pennes in moto tra Bolzano e Vipiteno
Il Passo di Pennes, chiamato Penser Joch in tedesco, è un valico delle Alpi Sarentine in provincia di Bolzano. La sua strada attraversa la Val Sarentino e mette in comunicazione il capoluogo altoatesino con Vipiteno, seguendo la SS 508 fino alla zona del valico.
La quota di 2.211 metri cambia completamente il carattere del viaggio. In pochi chilometri si passa dall’ambiente più mite vicino a Bolzano a boschi, pascoli e paesaggi d’alta montagna. Il panorama è meno monumentale rispetto ai grandi passi dolomitici, ma proprio questa dimensione più aperta e silenziosa rende il percorso interessante.
| Dato | Informazione utile |
|---|---|
| Valico | Passo di Pennes, Penser Joch |
| Altitudine | 2.211 metri circa |
| Strada principale | SS 508 di Val Sarentino e del Passo di Vizze |
| Collegamenti | Bolzano, Val Sarentino, Vipiteno |
| Lunghezza indicativa | Circa 63-70 km tra Bolzano e Vipiteno |
La distanza non deve trarre in inganno. Il dislivello e la concentrazione richiesta fanno sembrare il giro più impegnativo di quanto suggeriscano i chilometri. Io lo considero adatto anche a chi non ha grande esperienza sui passi alpini, purché affronti la salita senza cercare il ritmo da pista.
La salita da Bolzano regala il ritmo migliore
Partendo da Bolzano, si imbocca la SS 508 in direzione di Sarentino. Il tratto iniziale è abbastanza scorrevole e segue la valle, poi la strada prende quota con curve più ravvicinate e una successione di tornanti che porta verso il passo.
Il centro di Sarentino, a circa 948 metri di quota, è un buon punto per una pausa, un rifornimento o un controllo veloce della moto. Da qui la salita diventa più alpina e in alcuni punti la pendenza può arrivare intorno al 13 per cento. Con una moto carica conviene usare bene il freno motore e non entrare nei tornanti con una marcia troppo alta.
Cosa aspettarsi lungo il versante meridionale
- Strada generalmente asfaltata e adatta alle moto stradali.
- Presenza di boschi, piccoli abitati e tratti più esposti salendo di quota.
- Curve spesso leggibili, ma con visibilità ridotta nei tornanti ciechi.
- Possibili gallerie e zone umide, soprattutto dopo pioggia o disgelo.
Questo versante è quello che sceglierei per una prima esperienza. La salita è progressiva e permette di adattarsi alla quota senza passare immediatamente a un ambiente severo. Il punto più delicato non è la difficoltà tecnica, ma la velocità con cui cambiano luce, temperatura e aderenza.
Una naked di media cilindrata, una crossover o una sport-tourer si trovano bene su questo tracciato. Anche uno scooter di cilindrata adeguata può affrontarlo, ma con pneumatici in ordine, freni controllati e una riserva di potenza sufficiente per i tratti più ripidi.
Da Vipiteno il percorso diventa più selvaggio
Dal lato di Vipiteno si segue la strada del passo verso la Val di Pennes. Questo versante appare più isolato e, in diversi tratti, la salita trasmette una sensazione più alpina rispetto all’avvicinamento da Bolzano. Gli abitati diminuiscono e la strada entra in un ambiente dove il meteo può cambiare in pochi minuti.
La parte settentrionale è particolarmente piacevole per chi cerca curve regolari, poco traffico e un paesaggio aperto. Non significa però avere l’asfalto tutto per sé. Auto, autobus, ciclisti e veicoli agricoli possono occupare la carreggiata, quindi è importante mantenere margine soprattutto prima dei tornanti.
Vipiteno è anche il punto migliore per combinare questo valico con il vicino Passo di Monte Giovo. La distanza tra i due passi è contenuta, ma le caratteristiche sono diverse: Pennes è più isolato e diretto, mentre il Giovo offre una strada molto conosciuta dai motociclisti e un itinerario più articolato verso la Val Passiria.
Il senso di marcia che consiglio
Per un giro rilassato suggerisco di salire da Bolzano e scendere verso Vipiteno. In questo modo si affronta gradualmente il dislivello e si può proseguire verso il centro storico della città. Il percorso inverso resta interessante, soprattutto per chi arriva dal Brennero, ma richiede più attenzione nei tratti in cui la strada si restringe e la salita diventa più decisa.
La scelta cambia se si viaggia in gruppo. In quel caso preferisco evitare le partenze nelle ore centrali dei fine settimana estivi, quando il traffico motociclistico aumenta e i tempi di percorrenza diventano meno prevedibili.
Tre itinerari per trasformare il valico in un vero giro alpino
Il semplice collegamento Bolzano-Vipiteno è già sufficiente per una mezza giornata, ma la zona permette di costruire percorsi molto più completi. La scelta dipende dal tempo disponibile e dal livello di energia del gruppo.
| Itinerario | Sviluppo | Per chi è adatto |
|---|---|---|
| Attraversamento diretto | Bolzano, Sarentino, Pennes, Vipiteno | Chi vuole un percorso semplice e panoramico |
| Anello con Passo Giovo | Bolzano, Pennes, Vipiteno, Passo Giovo, Val Passiria | Motociclisti che cercano più curve e una giornata intera |
| Giro esteso verso la Val di Non | Bolzano, Pennes, Vipiteno, Giovo, Passo Palade, Val di Non | Chi ha tempo e vuole accumulare più valichi |
La combinazione con Passo Giovo
Dopo la discesa verso Vipiteno si può puntare al Passo di Monte Giovo e scendere verso San Leonardo in Passiria. È la variante che preferisco per un’intera giornata, perché alterna due valichi senza obbligare a ripetere lo stesso tratto.
Il percorso diventa più impegnativo per durata e attenzione, non per difficoltà estrema. Tra soste, traffico e pause fotografiche, è realistico considerare almeno 6-8 ore per una giornata vissuta con calma.
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La variante con Passo Palade
Chi vuole continuare verso il Trentino può aggiungere il Passo Palade e scendere verso la Val di Non. Un anello completo da Bolzano in questa direzione può avvicinarsi ai 200 chilometri, a seconda delle strade scelte e delle deviazioni.
È un itinerario gratificante, ma non lo consiglierei come prima uscita dopo un lungo periodo senza guidare. I continui cambi di quota e temperatura stancano più delle curve in sé. Una pausa ogni 60-80 chilometri aiuta a mantenere lucidità e precisione.
Stagione, meteo e sicurezza richiedono più attenzione della moto
Il valico resta normalmente soggetto a chiusura invernale. La riapertura non va data per scontata a una data fissa, perché neve, ghiaccio, lavori e condizioni della carreggiata possono modificare il calendario. Prima di partire bisogna consultare il bollettino della viabilità altoatesina e verificare il percorso anche il giorno stesso.
In estate la temperatura in quota può essere sensibilmente più bassa rispetto a Bolzano o Vipiteno. Una partenza con 25 gradi in valle può trasformarsi in un passaggio a meno di 10 gradi sul valico, specialmente con vento o nuvole. Guanti impermeabili, uno strato termico e una giacca antipioggia occupano poco spazio e fanno una grande differenza.
- Controllare pressione e stato degli pneumatici prima della salita.
- Ridurre il ritmo in presenza di nebbia, pioggia o asfalto bagnato.
- Entrare nei tornanti larghi, senza tagliare la corsia opposta.
- Fare attenzione a ghiaia, foglie e acqua nei tratti ombreggiati.
- Fare rifornimento a valle, senza contare su distributori in quota.
- Verificare eventuali limiti, lavori e chiusure temporanee.
Nel 2026 le autorità locali hanno annunciato controlli rafforzati lungo la strada del passo, con attenzione a velocità e rumore. È un segnale chiaro per chi interpreta ogni valico come una pista: qui si guida su una strada pubblica, vicino a case e attività locali. Una moto silenziosa e una condotta pulita rendono il viaggio più piacevole per tutti.
Il modo migliore per godersi Pennes senza trasformarlo in una gara
Il fascino di questo itinerario sta nella combinazione tra strada, quota e paesaggio, non nel numero di curve percorse in meno tempo. Io terrei un’andatura costante, lasciando spazio agli imprevisti e fermandomi nei punti panoramici invece di cercare il tornante perfetto.
Per una giornata equilibrata partirei presto, attraverserei la Val Sarentino, raggiungerei il valico e farei una sosta prima della discesa verso Vipiteno. Se il meteo resta stabile, aggiungerei il Passo Giovo; in caso contrario, sceglierei un rientro più breve. La flessibilità è parte del viaggio alpino, perché nessuna traccia GPS può correggere nebbia, ghiaccio o un temporale improvviso.
Il mio consiglio finale è semplice: inserisci questo passo in un itinerario più ampio, ma non trattarlo come un trasferimento secondario. La strada di Pennes dà il meglio quando la si percorre con tempo, rispetto per chi vive la valle e abbastanza margine per fermarsi ad ascoltare la montagna.