Affrontare un viaggio in autostrada in moto richiede più attenzione rispetto a una normale strada extraurbana. Tra limiti di cilindrata, velocità, vento laterale, distanza dai mezzi pesanti e gestione delle emergenze, bastano pochi errori per trasformare un trasferimento semplice in una situazione rischiosa. Qui raccolgo le regole italiane aggiornate e i consigli pratici che considero davvero utili prima e durante il viaggio.
Le regole e le attenzioni che fanno la differenza
- Accesso: dal 2024 possono circolare anche moto termiche da 120 cm³ e moto elettriche da 6 kW, ma solo se guidate da maggiorenni.
- Velocità: il limite ordinario è di 130 km/h, che scende a 110 km/h con precipitazioni.
- Patente: nei primi tre anni da A2, A, B1 o B il limite in autostrada è di 100 km/h.
- Distanza: a 130 km/h due secondi equivalgono a circa 72 metri.
- Sicurezza: pneumatici, visibilità, posizione in corsia e pause regolari contano più della velocità media.

Quali moto possono entrare in autostrada
La regola generale dell’articolo 175 del Codice della Strada vieta l’accesso a ciclomotori e motocicli termici sotto i 150 cm³. Esiste però una deroga importante: un motociclo termico da almeno 120 cm³ può circolare se il conducente è maggiorenne. Per i modelli elettrici la soglia è di almeno 6 kW, sempre con conducente maggiorenne.
In pratica, un 125 può essere ammesso, ma non se guidato da un minorenne. Restano necessari un veicolo regolarmente immatricolato, assicurato, revisionato e in condizioni tecniche adatte alla circolazione veloce. Prima di imboccare una tratta specifica controllo anche la segnaletica, perché alcuni tratti possono prevedere limitazioni locali.
| Tipo di veicolo | Condizione principale |
|---|---|
| Moto termica da 120 a 149 cm³ | Ammessa solo con conducente maggiorenne |
| Moto termica da 150 cm³ in su | Ammessa, salvo altre limitazioni |
| Moto elettrica da almeno 6 kW | Ammessa solo con conducente maggiorenne |
| Ciclomotori e moto sotto soglia | Non ammessi |
Chi ha conseguito da meno di tre anni la patente A2, A, B1 o B deve inoltre rispettare il limite personale di 100 km/h in autostrada. Questo limite vale anche quando la segnaletica consente 130 km/h, quindi è bene non confonderlo con una semplice indicazione per i neopatentati automobilistici.
Come preparare la moto prima della partenza
La preparazione più utile non consiste nel montare accessori costosi, ma nel verificare pochi elementi essenziali. Io partirei solo dopo aver controllato pressione degli pneumatici a freddo, profondità e stato del battistrada, livello dell’olio, freni, luci, catena e fissaggio del bagaglio.
Un controllo rapido non sostituisce la manutenzione programmata. Se la moto ha pneumatici consumati, vibrazioni anomale o una catena troppo lenta, l’autostrada amplifica il problema perché si viaggia a lungo con carichi aerodinamici e velocità costanti.
Bagagli e autonomia
Il bagaglio deve essere fissato senza creare parti mobili o sporgenze. Le borse laterali cambiano la sensibilità al vento, mentre un bauletto caricato male può alleggerire l’avantreno. Tengo gli oggetti pesanti in basso e vicino al centro della moto, lasciando facilmente accessibili documenti, guanti e giacca impermeabile.
Con una moto elettrica calcolo l’autonomia in modo prudente. La velocità autostradale, il freddo, il vento e il peso possono ridurre sensibilmente la percorrenza reale, quindi non pianifico l’arrivo con una batteria quasi esaurita. Conviene verificare in anticipo le colonnine disponibili e prevedere un margine di riserva.
Come guidare senza stancarsi troppo
La corsia di destra resta quella da preferire quando non si sta effettuando un sorpasso. Non mi piace viaggiare a lungo vicino alla linea di mezzeria, perché aumenta il rischio di trovarsi nel punto cieco di un’auto o di un camion e riduce lo spazio disponibile per reagire.
Con i mezzi pesanti lascio più spazio del normale. Il problema non è soltanto il sorpasso, ma anche lo spostamento d’aria quando si arriva all’altezza della cabina o quando si viene superati. Mantengo una traiettoria stabile, evito movimenti bruschi e guardo molto avanti, non solo il veicolo immediatamente davanti.
Distanza e sorpassi
Una buona regola pratica è mantenere almeno due secondi di distanza dal mezzo che precede. A 130 km/h sono circa 72 metri; con pioggia, buio o visibilità ridotta è più prudente aumentare ancora lo spazio.
Il sorpasso va preparato con anticipo. Controllo specchi e angolo cieco, segnalo la manovra, aumento la velocità solo quanto basta e rientro senza tagliare la traiettoria dell’altro veicolo. Zigzagare tra le corsie o passare tra file lente può sembrare rapido, ma lascia pochissimo margine davanti a un cambio di corsia improvviso.
Velocità reale e limiti
Il limite ordinario sulle autostrade italiane è di 130 km/h. In caso di precipitazioni atmosferiche scende a 110 km/h, mentre il limite può essere inferiore in presenza di segnaletica temporanea, cantieri o condizioni particolari.
Non considero i 130 km/h un obiettivo da raggiungere. Una velocità di 100 o 110 km/h può essere molto più adatta quando il traffico è intenso, il vento è forte o la moto è carica. La guida efficace è quella che lascia ancora riserva di attenzione e di frenata.
Pioggia, vento e imprevisti richiedono un altro ritmo
La pioggia riduce il grip, allunga gli spazi di arresto e rende meno visibili le irregolarità dell’asfalto. Rallento prima delle pozzanghere, evito frenate o pieghe improvvise e aumento la distanza. Nei primi minuti di pioggia la strada può essere particolarmente scivolosa per la combinazione di acqua, polvere e residui oleosi.
Il vento laterale è spesso sottovalutato. Ponti, viadotti, uscite dalle gallerie e sorpassi dei camion possono produrre spinte improvvise. Tengo una presa salda ma non rigida sul manubrio e lascio spazio verso il lato opposto rispetto alla possibile raffica, senza correggere in modo nervoso.
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Che cosa fare in caso di guasto
Se la moto perde potenza o presenta un problema, aziono le quattro frecce se funzionano e raggiungo la corsia di emergenza solo quando posso farlo senza rischi. Non la uso per avanzare nel traffico e non mi fermo in prossimità di curve, rampe o punti con scarsa visibilità se esiste un’alternativa più sicura.
Dopo essermi fermato, mi porto il più possibile fuori dalla carreggiata e chiamo il soccorso stradale. Se devo scendere, resto lontano dal flusso dei veicoli e non cammino sulla carreggiata. In galleria la priorità è raggiungere, se possibile, una zona sicura e seguire la segnaletica o le indicazioni degli operatori.
Pedaggio, costi e scelta del percorso
Il pedaggio dipende dalla distanza, dalla tratta e dalla classe assegnata al veicolo. Le moto rientrano normalmente nella classe A, ma la classificazione può dipendere dalle caratteristiche del mezzo e dal concessionario autostradale.
Nel 2026 è disponibile, sulle tratte aderenti e alle condizioni previste, uno sconto moto del 30% con dispositivi di telepedaggio associati alla targa del motociclo. Non lo considero però automatico o valido ovunque: prima del viaggio verifico sempre concessionario, dispositivo e condizioni dell’offerta.
Il pedaggio non è l’unico costo da valutare. Una moto che consuma molto a velocità sostenuta può rendere il percorso autostradale meno conveniente rispetto alla strada statale, soprattutto su tragitti brevi. Se non ho fretta, scelgo spesso una soluzione mista, con autostrada solo per superare le zone trafficate e strade più lente nei tratti panoramici.
Per i viaggi lunghi programmo una sosta ogni 60-90 minuti, anche se la moto potrebbe proseguire. La fatica riduce la precisione dello sguardo e rallenta le reazioni prima ancora che il conducente se ne accorga. Una pausa breve, acqua e qualche minuto lontano dal casco fanno più differenza di quanto sembri.
La scelta più sicura è arrivare con margine
Guidare in autostrada con una moto è perfettamente gestibile quando il mezzo è adatto, il percorso è pianificato e la velocità resta compatibile con traffico e condizioni meteo. La regola che seguo è semplice: non consumare tutta la concentrazione disponibile per guadagnare pochi minuti.
Controllo la moto, rispetto i limiti, mantengo distanza dai veicoli pesanti e mi fermo prima che la stanchezza diventi evidente. È questo approccio, più della cilindrata o della potenza, a rendere il viaggio veloce, fluido e soprattutto sicuro.